email bounce - come migliorare il bounce rate nell'email marketing

Email bounce: come migliorare il bounce rate nell’email marketing

In questo articolo vedremo cos’è l’email bounce, perché è importante e come migliorare il bounce rate in una campagna di email marketing.

Come migliorare il bounce rate nell’email marketing?

Uno dei fattori essenziali da monitorare nel corso di una campagna di email marketing è l’email bounce. Quando si parla di email bounce ci si riferisce più che altro alla frequenza di rimbalzo o “bounce rate” che  indica quanti messaggi non sono arrivati alle caselle email dei destinatari.

Il bounce rate è un indice particolarmente importante in quanto potenzialmente deleterio per la nostra reputazione e per quella del sender. Il rischio è che in presenza di molti bounce, le email vengano considerate dai provider come indesiderate e dirottate nella cartella Spam.

Avere un tasso di email bounce alto è quindi pericoloso per la deliverability e in grado di danneggiare l’intera campagna di email marketing che abbiamo pianificato.

Vediamo insieme quali sono le pratiche migliori per migliorare il bounce rate e dare vita a campagne virtuose per il nostro business basate su invii a liste aggiornate di contatti consapevoli e realmente interessati.

 

Email bounce: cos’è e perché è così importante?

Come abbiamo accennato poco sopra, per bounce rate o tasso di bounce si intende la percentuale di email che non arrivano a destinazione, pertanto, migliorare questo dato significa ridurlo drasticamente.

Esistono due tipologie di email bounce: soft bounce e hard bounce.

La prima, soft bounce, si riferisce ad errori di recapito temporanei, dovuti per esempio alla casella di posta del destinatario piena o alla dimensione/peso del messaggio. La seconda, hard bounce, è causata da un errore di consegna permanente, dovuto per esempio ad un indirizzo non più valido.

Per individuare le modalità di miglioramento del bounce rate è necessario capire a fondo quali siano i motivi per i quali le email vengono letteralmente rimbalzate dai provider.

Ecco alcuni esempi:

◾ La casella di posta del destinatario è piena

◾ L’indirizzo del destinatario non è più attivo

◾ Il destinatario ci ha segnalati come “posta indesiderata” 😱

◾ Il server di posta ha problemi tecnici

 

In realtà, per quanto sia necessario capire le motivazioni di ogni caso singolo, l’attenzione maggiore deve essere diretta al monitoraggio degli email bounce, i quali potrebbero seriamente minare la nostra reputazione andando ad influire sulla consegna di tutti gli altri messaggi indirizzati a caselle esistenti o a provider perfettamente funzionanti, facendoli confluire indiscriminatamente nelle cartelle “Spam” dei nostri contatti.

Il riscontro concreto che possiamo avere di questo fenomeno si traduce in livelli di coinvolgimento calanti da parte degli utenti, tassi di apertura e click inferiori alle aspettative e – ovviamente – un decremento tangibile delle vendite.

Dunque, se volessimo quantificare, quale deve essere il nostro obiettivo in termini percentuali per il bounce rate?

Possiamo dire con certezza che un bounce rate ottimale di aggira tra il 2 e il 5%, a seconda del segmento di mercato di appartenenza del nostro business. Qualora il dato superasse il limite del 5% è certamente consigliabile fare un’analisi per capire come ottimizzare il processo di pulizia delle liste.

Nel prossimo paragrafo, vedremo insieme le buone pratiche da mettere in atto per correggere una tendenza errata del tasso di bounce.

 

Email marketing: prova Infomail

Come migliorare il bounce rate: i 6 consigli pratici

1. Segmentare la mailing list e inviare email con regolarità

Per evitare di essere categorizzati come Spam bisogna lavorare sul coinvolgimento degli utenti e per fare questo, la segmentazione è un passaggio fondamentale.

Conoscere le caratteristiche e le preferenze dei nostri contatti ci permette di inoltrare loro comunicazioni mirate e altamente pertinenti.

Un buon metodo di segmentazione consiste nel dividere i contatti a seconda del grado di engagement. Puoi quindi riunire in un gruppo i contatti più attivi e inviare loro email con una frequenza maggiore rispetto a quella che userai con i contatti meno attivi.

Segmentare in base all’engagement ti permetterà anche di mettere in atto campagne di riattivazione per i contatti dormienti nel tentativo di riconquistarli.

Inoltre, è bene considerare che una maggiore regolarità nelle comunicazioni produrrà una maggiore familiarità con il nostro brand, che verrà più facilmente individuato nella posta in arrivo, e produrrà un numero maggiore di clic: instaurare una relazione positiva e coltivarla generando fiducia nel lettore, produrrà un effetto virtuoso sulle performance della nostra campagna di email marketing.

Un ulteriore consiglio su come migliorare il bounce rate nell’email marketing è utilizzare domini di proprietà per l’invio delle email: utilizzare domini gratuiti come Google, Yahoo!, etc. – infatti – può risultare davvero low profile e generare sospetto nel destinatario.

 

2. Assicurarsi che le email non vengano categorizzate come Spam

Essere considerati Spam dai provider di posta elettronica è una eventualità tutt’altro che rara. 

Fortunatamente, ci sono dei fattori che possono essere monitorati per assicurarci di non incorrere in questo problema e riguardano principalmente la formulazione dell’oggetto e dei contenuti della nostra email.   Nel caso dell’oggetto, questo non deve contenere troppi numeri, caratteri speciali o parole eccessivamente esplicite in termini di urgenza o promozionalità. Per quanto riguarda i contenuti, assicuriamoci che siano coerenti con l’oggetto e il più possibile di utilità. Un errore purtroppo frequente è promettere qualcosa nell’oggetto dell’email e non darne riscontro nel contenuto della comunicazione.

 

3. Effettuare regolarmente test di prova A/B

Ottimizzare forma, contenuto e persino eseguire una segmentazione efficace è assolutamente possibile grazie all’utilizzo dei test A/B.

Dividere la propria lista di contatti in gruppi per proporre oggetti o Call to Action differenti ad esempio, e confrontare i dati rilevati ci darà modo di prendere atto della necessità di cambiamenti migliorativi, rispetto alla nostra strategia di email marketing di partenza.

In breve, i test di prova ci aiuteranno a determinare a quali fattori reagiscono meglio i nostri utenti.

 

4. Utilizzare le email di conferma aka il double opt-in

Come abbiamo visto poco sopra, spesso il bounce rate delle nostre email è influenzato dalla presenza di indirizzi email errati. È possibile infatti che un utente abbia sbagliato a digitare il proprio indirizzo di posta, pertanto una buona prassi consiste nell’inviare, al momento dell’iscrizione alla mailing list, un’email di conferma all’indirizzo fornito: questo ci permetterà di escludere in partenza account di posta errati o inattivi.

L’utente, in sostanza, per confermare l’iscrizione dovrà collegarsi alla sua casella di posta e cliccare il link di controllo da noi inviato.

5. Pulire regolarmente la mailing list

Oltre a controllare in partenza gli indirizzi email dei nuovi iscritti, un’ottima abitudine per migliorare il bounce rate nell’email marketing è quella di fare una manutenzione costante delle nostre liste.

Con il tempo, infatti, è possibile che indirizzi prima regolarmente attivi diventino obsoleti, pertanto è necessario monitorare le statistiche di apertura, eliminando gli iscritti inattivi da troppo tempo o dando vita a campagne di riattivazione al fine di individuare con certezza gli indirizzi ormai obsoleti e gli iscritti non più interessati al nostro servizio.

 

6. Chiedere agli iscritti di aggiornare i propri dati

Per migliorare l’email bounce e migliorare il bounce rate nell’email marketing, periodicamente è bene chiedere un aggiornamento ai propri utenti, specialmente se si mostrano meno attivi. È possibile infatti che abbiano un nuovo account di posta e che quello in nostro possesso sia caduto in disuso.

 

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In conclusione

In conclusione, in questo articolo, abbiamo visto come il bounce rate, in una strategia di email marketing, influisca notevolmente sui risultati e soprattutto sulla nostra reputazione presso i provider di posta elettronica.

Tenere monitorato questo dato ci consentirà un ritorno importante sul nostro investimento e ottimi risultati in termini di business.

 

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Come usare le immagini nelle newsletter

Come usare le immagini nelle newsletter

Come usare le immagini nelle newsletter? Quante volte avrete sentito la frase “una sola immagine vale più di mille parole”? Ed è così, visto che il cervello ha la capacità di elaborarle a una velocità 60.000 volte più veloce di quella che impiega nell’elaborazione di un testo. Lo stesso principio vale anche nella creazione della newsletter? Assolutamente sì!

 

Come usare le immagini nelle newsletter: sfruttane la forza

Le immagini sono un’arma potente, un veicolo immediato che comunica un concetto, un’idea, un messaggio in modo istantaneo. Non possono perciò mancare in uno strumento come la newsletter dove il coinvolgimento e le emozioni sono i primi tasti da toccare per spingere l’utente all’azione, aprendo l’ email e cliccando la call-to-action.

E sebbene questo sia un assunto inattaccabile, perché il metodo risulti veramente efficace è bene attenersi ad alcune regole precise.

La prima regola per usare le immagini nelle newsletter è quella di evitare che queste siano troppe e troppo grandi per non finire immediatamente nella casella dello Spam. Anche il loro peso incide non poco sulla fluidità del contenuto, poiché foto eccessivamente pesanti, hanno tempi di caricamento più lunghi e sappiamo tutti quanto agli utenti di internet non piaccia aspettare, oltre al fatto che alcune volte vengono bloccate in automatico.

Infine le immagini grandi ricordano, nella mente dei clienti, fotografie di stock ed etichettandole come non originali e poco rilevanti, potrebbero farti perdere preziosi iscritti. Non ci dedicheremo qui allora ai concetti che insegnano come progettare una newsletter, ma soltanto a quegli strumenti che incidono maggiormente sull’elemento visivo di un’email.

 

Quanto contano le immagini nelle newsletter?

La risposta è tantissimo. L’immagine giusta può farti ottenere una percentuale di clic (CTR) che arriva oltre il 40%. Non un numero a caso, ma il frutto di uno studio che ha analizzato tantissime campagne di email marketing che si distinguevano proprio per la presenza o meno di immagini.

E da tale studio è uscito fuori appunto il dato che le email che hanno fatto uso di immagini abbiano ricevuto il 42% di click in più rispetto alle email composte da solo testo. Dovevamo aspettarci un risultato simile. Instagram, il social network del momento, è per eccellenza la piattaforma che più di ogni altra fonda il suo successo proprio sul forte impatto che suscitano le immagini.

È nel momento in cui ti accorgi che le persone commentano più le immagini che i testi, che ti rendi conto del loro implicito potenziale.

 

Come usare le immagini nelle newsletter: tipologie e dimensioni

Prima di inserire una qualsiasi immagine in una newsletter è opportuno conoscere l’obiettivo che ci si prefigge, alcune informazioni di base e quali siano le giuste dimensioni.

Lo scopo di un’immagine può variare. Esse possono deliziare, emozionare, incuriosire, coinvolgere, spiegare, raccontare, ma a prescindere da tutto ciò le caratteristiche che non devono mancare in una foto sono la sua alta qualità e il fatto di rispondere a uno scopo. Perciò non inserite immagini per il solo gusto di farlo, o perché così è spiegato e consigliato, o le vostre newsletter saranno presto ignorate perché considerate Spam.

Ad ogni immagine aggiungete il testo ALT, la sua funzione è importante. Quando infatti per qualsiasi motivo le immagini non possono essere visualizzate dagli utenti, la loro descrizione, contenuta appunto nell’ALT, può essere esemplificativa e rende accessibile la fruizione dell’email anche a chi non può fisicamente vederle.

Allo stesso tempo però non siate eccessivi nell’uso delle immagini stesse. In vostro aiuto accorrono altri elementi separatori e spazi bianchi che rendono la newsletter molto più facile da visualizzare. Il tentativo di inserire quante più foto possibili in un’email può avere i suoi effetti controproducenti. Ricordate che le immagini hanno il compito di interrompere un blocco di testo per renderne più scorrevole la lettura, se quindi inserite più immagini in modo consecutivo, state rinunciando a questa funzione essenziale e a quella parte di messaggio che deve essere veicolata dal testo.

Sia il piccolo che il troppo grande hanno degli effetti dannosi, meglio orientarsi sul giusto equilibrio e destinare alle immagini uno spazio che va dal 20% al 30% del totale della newsletter.

Un elemento importante per capire come usare le immagini nelle newsletter sono le dimensioni. Sarebbe bene (ma non è una regola) che la larghezza non superi i 600 pixel. Il peso non dovrebbe superare 1 megabite, se invece si utilizzano immagini di sfondo o GIF il limite può salire a 3 megabite.


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Come usare le immagini nelle newsletter: quante e quali?

Non esiste una risposta giusta alla domanda sulla quantità di immagini da inserire in una newsletter. Potrebbe bastare anche solo una foto o risultare più convincente inserirne addirittura fino a 10. Il vero presupposto è che la o le immagini siano di forte impatto e di qualità.

Anche definire la tipologia di immagine non prevede una risposta chiara e univoca. Non esistono regole precise e rigide, ma ancora una volta prevale l’impatto. E di sicuro ne avrà più un’immagine reale, vera, ben realizzata e autentica, piuttosto che una foto dozzinale di stock. Siamo tutti d’accordo.

Un aspetto però da non sottovalutare è il maggior riscontro che secondo alcune ricerche semiotiche hanno le immagini che raffigurano persone rispetto a quelle che ritraggono oggetti o paesaggi. Meglio ancora se gli stessi protagonisti delle immagini risultano in atteggiamenti positivi, rilassati, sorridenti.

Infine di grande effetto e ultimamente anche in grande tendenza sono le illustrazioni, spesso capaci di suscitare emozioni e sorrisi più di quanto non faccia una immagine fotografica.

 

 

 

 

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Conclusioni

Adesso che abbiamo approfondito il tema “come usare le immagini nelle newsletter”, abbiamo un ultimo ma fondamentale consiglio: costruite il vostro stile, uno stile e un marchio di fabbrica che siano riconoscibili anche al di fuori delle vostre newsletter. E questo include oltre all’utilizzo delle immagini, anche l’inserimento del proprio nome e del proprio logo, così che tutti potranno riconoscervi.

 

 

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Mappare il customer journey per migliorare l'email marketing

Mappare il customer journey per migliorare l’email marketing

Quando si parla di customer journey si intende il percorso compiuto dagli utenti nell’interazione con il nostro brand.

Questa interazione può avvenire attraverso i più svariati canali, siano essi canali web, i più classici contatti telefonici per ricevere assistenza o – in alternativa – email mirate, derivanti dalle attività di email marketing che abbiamo messo in atto.

Mappare il customer journey è essenziale per garantire ai nostri utenti un’esperienza ottimale del brand.

In questo articolo, scopriremo come utilizzare la mappatura del customer journey anche all’interno della nostra strategia di email marketing.

 

 

Le fasi del customer journey

Come abbiamo accennato sopra, il customer journey è l’insieme di esperienze che i clienti fanno mentre interagiscono con il nostro marchio con il fine ultimo di completare un acquisto o una transazione.

Ogni customer journey può essere diverso a seconda della durata, del percorso in sé, del risultato finale, etc. Tuttavia vi sono delle caratteristiche comuni che possiamo analizzare insieme per avere un’idea di cosa sia una customer experience di base.

 

1. Ricerca 

È il momento iniziale, in cui un potenziale cliente fa delle ricerche preliminari sul nostro marchio e sui nostri competitor, alla ricerca di una soluzione ad un problema.

Il cliente vuole sapere se hai la soluzione al suo problema.

 

2. Primo contatto per informazioni 

Dopo aver individuato il marchio prescelto, l’utente innesca un contatto per ottenere quelle informazioni che non è riuscito a reperire nel corso della ricerca.

Si può trattare di domande specifiche, la richiesta di una demo oppure di rassicurazioni sulla qualità offerta, solo per fare qualche esempio. È insomma un momento molto delicato, in cui il potenziale cliente sta cercando di realizzare se siamo esattamente ciò che cerca.

Il cliente vuole sapere se sei proprio tu ciò di cui ha bisogno.

 

3. Quotazione

Questa fase è molto semplice: il potenziale cliente vuole valutare i costi, per assicurarsi che la spesa che gli proponi è in linea con il budget che ha a disposizione.

Il cliente vuole sapere se rientri nel suo budget.

 

4. Fase decisionale

È la quarta fase: il cliente ha tutte le informazioni di cui aveva bisogno e deve decidere se proseguire con l’acquisto o meno.

Solitamente, prima di prendere una decisone definitiva gli utenti si prendono del tempo per valutare altri marchi e altre offerte, in modo da avere la certezza di accedere al miglior rapporto qualità-prezzo possibile in risposta alla loro esigenza.

Non è detto che il punto focale di questo processo dipenda strettamente dal budget, il cliente infatti potrebbe optare per una soluzione meno economica ma più rassicurante e meglio recensita, per esempio.

Il cliente vuole sapere se la scelta che farà gli porterà benefici e vantaggi.

 

5. Finalizzazione dell’acquisto

Finalizzare la vendita è il tuo obiettivo. Tuo e del tuo brand, si intende.

Il cliente vuole sapere che avrà ciò di cui ha bisogno.

 

6. Follow-up e post-vendita

Il customer journey non si conclude mai con la vendita! Sarebbe un errore imperdonabile.

Un business virtuoso deve seguire, assistere e guidare i propri clienti, affinché la relazione appena instaurata generi soddisfazione, buone recensioni e magari anche ulteriori acquisti.

Il cliente vuole sapere che ci sei.

 

Email marketing: prova Infomail

Cosa significa mappare il customer journey?

Mappare il customer journey significa produrre una rappresentazione visiva step-by-step dell’esperienza del cliente con il nostro marchio.

Questa mappatura ci aiuterà a visualizzare ogni porzione del customer journey permettendoci di evidenziare dati, dettagli, errori e tracciare i progressi di ogni cliente.

Nei prossimi paragrafi, vedremo insieme perché mappare il customer journey sia essenziale anche nell’ottica di una strategia di email marketing funzionale.

 

Creare una mappa del percorso del cliente nell’email marketing

Avere chiaro il flusso sperimentato dai clienti, mentre cercano di rapportarsi al nostro brand, è essenziale quando si parla di email marketing.

Sapere a che punto del customer journey si trova un cliente o un potenziale cliente, ci aiuta a far emergere informazioni essenziali che guideranno la nostra strategia di email marketing. Sapremo quindi quando e che tipo di email inviare, e potremo segmentare i potenziali clienti e anticiparne le esigenze. Insomma potremo raggiungerli con email proattive, reattive o tramite il customer service a seconda della necessità.

Vantaggi della mappatura per l’email marketing

Mappare un customer journey ci permette di rispondere a queste domande: chi è il nostro cliente tipo? A quale sua esigenza stiamo rispondendo? Perché sceglie noi?

Le risposte a queste domande ci permetteranno di segmentare i potenziali clienti e mandare loro comunicazioni differenti in base ai gusti, alle esigenze, alla posizione all’interno del customer journey, etc.

Inoltre, osservando il percorso dei potenziali clienti saremo in grado di anticipare le esigenze e le domande future dei nostri utenti, creando contenuti mirati e pertinenti (sito web, blog, newsletter, adv, etc.) che aumenteranno ampiamente l’engagement verso il nostro marchio.

Per finire, può succedere che osservando la mappa del customer journey, riusciamo ad individuare una o più aree in cui più frequentemente i nostri clienti ci lasciano. In questo caso, la mappa del customer journey ci permette di reagire prontamente, lavorare per capire quale potrebbe essere la causa dell’abbandono e risolverla.

 

Come impostare la mappa del customer journey per una strategia di email marketing ottimale

Per realizzare al meglio la mappa dell’esperienza dei clienti e renderla funzionale alla nostra attività di comunicazione è indispensabile tenere a mente i seguenti passaggi.

 

Fase 1. Impostare gli obiettivi 

Iniziamo col rispondere alle seguenti domande: qual è lo scopo della mappa? a quali informazioni vogliamo accedere e come queste informazioni si legano ai nostri obiettivi di business?

E’ quindi altrettanto essenziale partire dall’osservazione della nostra platea di riferimento, in modo da individuare il “cliente tipo” e cosa egli desideri trovare nel nostro marchio.

Fase 2. Individuare i punti di contatto con i clienti

Fatto questo, è bene chiarire quali siano tutti i punti di contatto email con il cliente, ovvero tutti i form in cui inserisce il suo indirizzo email e i modi in cui lo raggiungiamo attraverso la posta elettronica. Ad esempio: i moduli di contatto e di richiesta informazioni, le newsletter o altri tipi di email con offerte o conferme.

Fase 3. Raccogliere informazioni sull’interazione tra i clienti e il nostro marchio

Adesso si entra nel vivo del lavoro. A questo punto, infatti, dobbiamo osservare quali sono le motivazioni che spingono i clienti ad interagire via email con noi. Ma non solo, per la nostra mappa è essenziale far emergere anche “come” stanno interagendo: leggono e cliccano le nostre comunicazioni perché realmente interessati? Aprono le nostre email ma non cliccano perché al momento non sono molto interessati? Qualche volta le ignorano e qualche altra le leggono? Le ignorano sempre ma sono troppo pigri o indaffarati per cancellare l’iscrizione alla mailing list?

Cerca di capire perché i clienti interagiscono con i tuoi messaggi email, quali sono i loro bisogni e desideri, in che modo i clienti interagiscono con le tue email e cosa esattamente li fa agire così.

E infine: c’è qualcosa che ostacola questa interazione? I tuoi messaggi sono confusi, difficili da capire, noiosi?  La Call to Action non è sufficientemente evidente?

Queste indicazioni raccolte saranno essenziali per la mappa e per le attività da sviluppare in termini di proattività, reattività o customer service.

Fase 4. Individuare le opportunità di sviluppo per ogni fase del customer journey

Ogni fase del percorso può presentare opportunità preziose da sfruttare per il nostro business, ad esempio è possibile che emerga l’esigenza di implementare un nuovo servizio o che venga individuato un nuovo segmento di clienti al quale ancora non avevamo pensato di rivolgerci.

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In questo articolo, abbiamo visto come la mappa del customer journey sia indispensabile per una strategia di email marketing ottimale.

In base al percorso compiuto dagli utenti e ai loro comportamenti, emerge infatti un’immagine di come la platea di riferimento interagisce e percepisce il nostro marchio attraverso l’attività di email marketing che abbiamo impostato.

Questo rende più semplice intuire in anticipo le azioni da intraprendere per risolvere dei possibili imprevisti da un lato e cogliere per tempo le opportunità che ancora non avevamo rilevato dall’altro.

 

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Come e perché creare un calendario editoriale per l'email marketing

Come e perché creare un calendario editoriale per l’email marketing

Il calendario editoriale per l’email marketing è un ottimo strumento di pianificazione e organizzazione, per impostare una strategia di email marketing funzionale al nostro business. Solitamente, ne sentiamo parlare in relazione ai social media, eppure si tratta di un escamotage comune e consigliatissimo per entrambi i canali di comunicazione.

In questo articolo, vedremo tutto quello che c’è da sapere sull’utilizzo del calendario editoriale per l’email marketing, uno strumento davvero imprescindibile per lavorare meglio risparmiando tempo ed evitando stress.

 

 

Il calendario editoriale per l’email marketing e le strategie social: un must per ogni marketer

 

Se da un lato è certamente vero che gli utenti sono sempre più connessi e disponibili alla fruizione di contenuti online – anche grazie all’estrema diffusione dei dispositivi mobili – dall’altro lato è altrettanto vero che le informazioni alle quali sono esposti sono innumerevoli e gli stimoli visivi in continua crescita ed evoluzione.

La domanda più naturale in questo caso è: “come possiamo emergere e differenziarci dai competitor?”.
La risposta è univoca: “mettendo a punto una strategia di comunicazione mirata, in grado di valutare molte variabili contemporaneamente”.

L’invio via email o la pubblicazione sulle piattaforme social di messaggi disorganizzati e improvvisati è infatti totalmente controproducente, indipendentemente dalla qualità e dall’affidabilità delle informazioni trasmesse.

A questo proposito, uno degli strumenti che ci viene in aiuto è proprio il calendario editoriale per l’email marketing.

 

I nostri consigli per creare un calendario editoriale per l’email marketing efficace

 

1. Dai vita ad una comunicazione continuativa e ben scadenzata

Dare continuità ai propri lettori o follower con una programmazione costante e incalzante è il mondo migliore per coltivare la propria platea di riferimento e aumentare l’engagement verso il proprio marchio.

Un’attività con scadenze ravvicinate infatti trasmetterà tutti i valori del brand e – soprattutto – comunicherà ai lettori la serietà, l’impegno e l’affidabilità dell’azienda.

2. Definisci i momenti migliori dell’anno per intensificare la comunicazione grazie al calendario per l’email marketing

Ogni business ha la propria stagionalità o – ancora meglio – dei periodi e delle ricorrenze più funzionali alla vendita dei propri prodotti e servizi.

Nella comunicazione ad un determinato target è essenziale tenere conto del “momento giusto” per promuovere la propria azienda, si tratta infatti di sfruttare opportunità preziose per migliorare la visibilità del brand e incrementare il livello di coinvolgimento dei nostri contatti.

Un periodo decisamente virtuoso dell’anno per fare promozioni e diffondere comunicazioni mirate è per esempio l’autunno, stagione ricca di eventi commerciali come il Black Friday, il Cyber Monday, il Single Day, etc. ma, ogni business – a seconda del proprio settore di appartenenza -avrà anche stagionalità specifiche.

Basti pensare al caso delle pasticcerie: gli iscritti alla mailing list o ai canali social di queste attività avranno un coinvolgimento decisamente superiore nei periodi delle ricorrenze Pasquali o Natalizie di fronte a comunicazioni mirate, riguardanti i dolci tipici della nostra tradizione.

 

3. Individua la formula migliore per proporre contenuti che siano vari e sempre pertinenti

Naturalmente chi lavora ad un calendario editoriale per l’email marketing o per i social media lo fa con l’obiettivo di aumentare la brand awareness e favorire il proprio business.

Tuttavia, è bene tenere presente che il mix di contenuti ideale per instaurare un circolo virtuoso con la propria platea di riferimento va oltre la mera proposizione di promozioni e informazioni legate ai propri prodotti.

Per semplificare, possiamo dire che un terzo delle informazioni dovrebbero riguardare la promozione della vostra attività , un terzo dovrebbero essere contenuti utili o di approfondimento– infine – un terzo del contenuto dovrebbe essere dedicato all’interazione diretta con gli utenti, per esempio proponendo risposte a domande frequenti o riprendendo recensioni o contenuti condivisi dalla propria platea.

La pianificazione per tempo di un calendario editoriale per l’email marketing è l’ideale per riuscire a pianificare ed eventualmente produrre i contenuti che ci servono e garantire il giusto equilibrio alla comunicazione, evitando il rischio di privilegiare eccessivamente i propri prodotti.

La categorizzazione dei contenuti, inoltre, renderà molto più semplice il monitoraggio e l’analisi dei dati ricavati, sarà infatti chiaro quale tipologia di comunicazione raccoglie maggiore entusiasmo da parte dei lettori e quale richiede riflessione e ottimizzazione.

 

4. Diversifica il calendario editoriale a seconda del canale di comunicazione

Come abbiamo accennato nelle prime righe, il calendario editoriale è uno strumento indispensabile sia all’interno di una strategia di email marketing, sia nell’ottica di una comunicazione social su più piattaforme. Eppure, questo non vuol dire che debba essere identico trasversalmente, anzi!

È assolutamente indispensabile diversificare e adattare la comunicazione aziendale in base alla tipologia di canale preso in considerazione. Al contrario, condividere gli stessi messaggi ovunque è totalmente controproducente: ogni canale ha un suo codice comunicativo peculiare e una diversa predisposizione da parte degli utenti ad accogliere news e informazioni.

La pianificazione fatta in anticipo, aiuterà dunque a riflettere su queste variabili e a ponderare attentamente come sfruttare i punti di forza di ogni canale a nostro favore, senza risultare ripetitivi e monotoni.

 

5. Sfrutta lo storico e impara dagli errori

Il calendario editoriale per l’email marketing o per i social è utile anche per tenere traccia di quanto fatto fino a quel momento.

Questo strumento rimane infatti consultabile nel tempo e confrontabile con i dati e le statistiche raccolte, per capire quali contenuti hanno avuto maggiore riscontro e quali altre variabili influenzino l’esito della nostra strategia.

Informazioni di questo tipo sono utilissime per migliorare il nostro approccio e ottimizzare i risultati ottenuti.

 

I vantaggi di un calendario editoriale per l’email marketing

La creazione di un calendario editoriale per l’email marketing porterà immediatamente dei vantaggi a cui non saprai più rinunciare. Vediamone alcuni:

 

1. Con il calendario editoriale per l’email marketing organizzerai meglio il lavoro: da solo o in team

Il calendario editoriale – come abbiamo visto – è uno strumento ideale per impostare una comunicazione virtuosa con la nostra platea di riferimento.

Tuttavia, i vantaggi di un’attività di questo tipo non sono riscontrabili solo all’esterno bensì si ripercuotono positivamente anche nell’organizzazione del lavoro sia da soli che in team.

Pianificare in anticipo date e contenuti permetterà di non mettere mai in secondo piano i propri canali di comunicazione verso l’esterno e dare continuità al rapporto con i lettori e i follower, creando anche una certa coerenza tra le varie piattaforme.

2. Con un calendario editoriale per l’email marketing guadagnerai tempo

Certo, creare un calendario editoriale per l’email marketing richiede tempo e organizzazione, ma è sicuramente un investimento di risorse che porterà risultati.

Oltretutto, un buon calendario editoriale richiede la collaborazione di più professionalità, come copywriter e designer per esempio, pertanto prevedere con largo anticipo i contenuti da predisporre aiuterà tutti a lavorare in maniera organizzata e armonica.

3. Faciliterai la collaborazione tra i membri del team

Per promuovere e facilitare la collaborazione, un ottimo escamotage è quello di condividere il calendario su una piattaforma come Google Drive in modo che tutti possano collaborare e dare il proprio apporto in maniera semplice e immediata. Questo vale sia nei confronti del team direttamente coinvolto nella stesura e nella programmazione dei contenuti, sia nei confronti di altri collaboratori più indirettamente chiamati ad intervenire o ad aggiornarsi sulla fase di work in progress.

 

Email marketing: prova Infomail

 

Adesso che abbiamo analizzato anche i vantaggi del lavorare con un calendario editoriale per l’email marketing passiamo alla fase più interessante: come creare un calendario editoriale?

Come creare un calendario editoriale per l’email marketing e i social media

Abbiamo visto fino ad ora come l’implementazione di un calendario editoriale sia vantaggiosa per il lavoro del team.

Ma, in concreto, come si costruisce?

Vediamo insieme i passaggi chiave.


1. Rivedi quanto fatto in precedenza sui diversi canali di comunicazione

Prima di creare una pianificazione strutturata, è bene raccogliere quante più informazioni possibili su cosa si è comunicato in passato e su quali tipi di reazioni abbiano ottenuto i nostri interventi da parte della platea di riferimento, rispetto agli obiettivi specifici di ogni canale.

Questo ci permette di escludere contenuti poco rilevanti e di capire quali siano le variabili capaci di innescare il più alto grado di engagement.

Un altro passaggio fondamentale da affrontare, dopo aver analizzato i dati precedenti, è stabilire la frequenza delle comunicazioni e impostare il ritmo più consono.

In merito a questo tema, è importante tenere presente che la quantità non coincide con la qualità e il successo della strategia, dunque meglio essere cauti e ponderati.

2. Analizza la tua platea di riferimento e segmentala

Avere presente il profilo demografico degli utenti e dividere i propri contatti in segmenti è decisivo per identificare i contenuti più adatti a loro: il nostro obiettivo è infatti quello di stimolare il coinvolgimento e costruire via via un rapporto continuativo di fiducia con la nostra platea.

Questo non può prescindere dall’ideazione di una pianificazione pertinente e altamente mirata, sulla base delle preferenze e delle caratteristiche dei nostri lettori e follower.

 

3. Annota i contenuti interessanti in maniera efficace

Proprio perché il calendario editoriale permette una pianificazione delle comunicazioni con largo anticipo, capita di imbatterci in contenuti interessanti per i mesi successivi.

Come fare a non perdere preziosi spunti quando ancora non si è iniziato a lavorare alle prossime uscite?

Un semplicissimo file Excel saprà archiviare tutte le informazioni in modo ordinato: titolo, tipologia di contenuto, link di riferimento e ulteriori contenuti, come immagini o approfondimenti.

Il file di archivio potrà inoltre contenere informazioni operative circa la stesura definitiva dei contenuti, ad esempio quale membro del team è chiamato ad occuparsene e con quale urgenza.

 

4. Inserisci i contenuti e organizza il lavoro del team e il processo di sviluppo e programmazione 

Abbiamo visto fino ad ora come preparare il lavoro di pianificazione del calendario editoriale per l’email marketing, ma in concreto: come avviene la stesura dei contenuti e la loro programmazione?

L’organizzazione del team, ovvero l’individuazione delle professionalità indispensabili a questo scopo e dei tempi e procedure implicati è un passaggio fondamentale per garantire un flusso virtuoso dell’operatività.

Bisognerà dunque definire il classico “chi fa cosa” e decidere “come” deve farlo.

Per esempio: ci sarà un solo copywriter? Ci sarà la necessità di fare un brainstorming con un art director? Chi si occuperà in concreto di creare i contenuti stabiliti e programmarli? Quale piattaforma verrà utilizzata per l’invio delle email e quale per la programmazione dei social?

Definire precisamente ruoli e procedure ci metterà al riparo da inconvenienti e ci aiuterà a rispettare la pianificazione ottimale per il nostro business.

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In questo articolo, abbiamo analizzato come il calendario editoriale per l’email marketing sia indispensabile non solo nell’ottica di una strategia social ma anche nell’ideazione di campagne di email marketing virtuose.

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16 idee per newsletter che piaceranno ai tuoi lettori

16 idee per newsletter che piaceranno ai tuoi lettori

Se stai cercando nuove idee per rendere più interessanti e performanti le tue newsletter, ti consigliamo di leggere questo articolo: troverai tanti suggerimenti utili per creare contenuti mirati e di qualità, capaci di veicolare i valori del tuo brand e costruire relazioni virtuose con i tuoi contatti.

Massima attenzione ai contenuti: il segreto per newsletter efficaci

I contenuti sono il cuore di una strategia di email marketing e studiarli attentamente rappresenta il modo migliore per attirare l’attenzione dei tuoi contatti. L’obiettivo principale di una newsletter deve essere quello di trasmettere valore, fiducia e concretezza.

Vediamo insieme 16 idee per newsletter che piaceranno ai tuoi contatti

1. Idee per newsletter: coupon e promozioni

Gli iscritti ad una mailing list amano ricevere coupon e sconti speciali in esclusiva. L’escamotage migliore per veicolare contenuti di questo tipo è quello di creare una sorta di urgenza, limitando il tempo dell’offerta.

 

2. Annunciare in anteprima nuovi prodotti

Tra le più classiche idee per newsletter c’è sicuramente quella di dare ai nostri contatti un’anteprima sul lancio di un nuovo prodotto o servizio, descrivendone le caratteristiche e annunciando la data di rilascio. L’annuncio creerà molto rumore e interesse nella platea di riferimento. Questo espediente, inoltre, farà sentire i nostri lettori importanti e aumenterà la soddisfazione verso il nostro marchio.

 

3. Idee per newsletter: guide pratiche e tutorial

Fornire, attraverso la newsletter, informazioni pratiche su come utilizzare il nostro prodotto o servizio è ideale per coinvolgere il lettore, per far emergere la nostra affidabilità nel settore e per dare la sensazione di ricevere un contenuto davvero utile per la risoluzione di eventuali problemi.

Guide e tutorial sono due strumenti davvero graditi, in grado di far percepire con concretezza il valore del nostro brand.

 

4. Consigli e liste regalo

Questa idea per newsletter è ideale per chi possiede un e-commerce o anche un negozio offline e si appresta a promuovere i propri prodotti nelle occasioni più importanti dell’anno o nei periodi prefestivi.

Gli utenti infatti adorano lasciarsi ispirare dai brand che seguono e ricevere idee per i regali da fare. Creare e inviare – tramite newsletter – delle vere e proprie guide alla scelta del regalo più adatto è sicuramente un escamotage consigliatissimo.

 

Email marketing: prova Infomail


5. Condividere informazioni su di voi e la vostra azienda

Utilizzare la newsletter come mezzo per mantenere i nostri iscritti aggiornati sulle dinamiche aziendali interne o per raccontare la storia della nostra azienda o un semplice aneddoto curioso, può senza dubbio generare un senso di empatia e vicinanza al marchio da una parte, e trasmettere estrema professionalità dall’altra, portando grandi benefici al nostro business.

Nel caso di marchi che prevedano la produzione di prodotti, una buona idea per newsletter è quella di far fare ai lettori una sorta di tour “dietro le quinte”, nel quale far vedere macchinari o processi produttivi e conoscere le persone che lavorano attraverso brevi interviste o fotografie.


6.
 Fare una raccolta delle FAQ

Un’altra idea per newsletter sicuramente utile è realizzare delle newsletter dedicate ai quesiti principali che il nostro target ci pone solitamente. Parliamo delle Frequently Asked Questions, le domande frequenti.

Questo è un modo molto diretto ed efficace per rendersi utili e mantenere i nostri lettori aggiornati e preparati in merito al nostro business.

 

7. Idee per newsletter: condividere i post del nostro blog 

Condividere i nuovi post del nostro blog è un ottimo modo per fornire – attraverso la newsletter – contenuti di valore e, allo stesso tempo, portare traffico al nostro sito. Invitare i lettori a condividere tali post sui social media amplificherà inoltre l’attenzione su di noi e allargherà certamente la nostra platea di riferimento.

8. Condividere video su YouTube

Al giorno d’oggi, l’utilizzo di YouTube è decisamente consigliato, pertanto chi ha già dato vita al proprio canale, può senza dubbio condividerne i contenuti tramite newsletter, creando un alto coinvolgimento.

A questo proposito, è bene ricordare che alcuni client di posta non consentono l’apertura dei video direttamente nell’email, pertanto è sempre meglio associare un’immagine statica al video e un pulsante per la riproduzione, che rimanderà l’utente direttamente al sito YouTube.

Grazie a questa pratica di condivisione, anche il canale trarrà dei benefici in termini di visualizzazioni e iscritti.


9. Creare post di Roundups

È un’idea per newsletter molto poco usata ma efficace e va oltre la buona abitudine di inviare agli iscritti i post più recenti del nostro blog. Si tratta di condividere, regolarmente e tramite la nostra newsletter, uno o più link a contenuti esterni interessanti, pertinenti o anche solo di intrattenimento per i nostri contatti.


10. Condividere notizie di settore o interviste ad esperti

Questo è un consiglio che va attentamente valutato e che è adatto solo ad alcuni tipi di business, non dobbiamo infatti rischiare di promuovere la concorrenza. Tuttavia – con le dovute attenzioni – condividere via newsletter informazioni di settore può senza dubbio dare completezza ai contenuti che veicoliamo periodicamente, suscitando interesse nel lettore e ponendoci agli occhi della nostra platea come un vero e proprio punto di riferimento.

Allo stesso modo, anche intervistare personalità di spicco in un determinato settore può avere un grande ritorno in termini di fiducia e coinvolgimento.

 

11. Idea per newsletter: la promozioni “Porta un amico”

Chiedere ai nostri più fedeli abbonati di consigliare la nostra newsletter ad un amico a fronte di uno sconto speciale è uno dei modi più fruttuosi per far crescere la mailing list premiando gli iscritti.

 

12. Chiedere testimonianze e condividere Case History

L’opinione dei nostri clienti rappresenta per il nostro business un’incredibile opportunità promozionale, è risaputo infatti che – per la quasi totalità dei potenziali acquirenti – l’opinione di chi ha già acquistato sia decisivo.

Una forma di promozione indiretta, simile a questa, è rappresentata dalle recensioni e dai contenuti pubblicati sui social dai nostri acquirenti, come video o semplici post: ri-condividerli sui nostri canali aziendali e inserirli nella nostra newsletter avrà sicuramente un ritorno positivo per la nostra immagine.

Oltre a queste pratiche, una buona idea per newsletter per dimostrare la nostra esperienza e professionalità, è comunicare con enfasi i nostri casi di successo e i progetti portati a termine.

 

13. Inviti agli eventi

Se la nostra azienda è solita organizzare eventi dedicati ai clienti e agli iscritti alla mailing list, usare la newsletter come invito ufficiale è un ottimo sistema per attirare la loro attenzione e farli sentire realmente importanti per noi.

Per tutti coloro che non riescono a partecipare è sempre bene prevedere un’email di riepilogo dell’evento, con immagini, video accattivanti e informazioni in grado di creare un sentimento di partecipazione.

 

14. Organizzare e promuovere i Webinar

I webinar sono una strategia ottimale per generare lead, sono infatti utili per fornire informazioni di grande interesse per il target e portarlo a concludere acquisti. In questo caso, la newsletter è ideale per promuovere queste occasioni e mandare inviti ufficiali a tutti gli iscritti.

 

15. Contenuti ludici o d’ispirazione

Non è detto che la newsletter aziendale debba sempre essere forzatamente inquadrata e formale, a volte suscitare un sorriso può rivelarsi una scelta davvero vincente.

Un’ottima idea per newsletter è inviare ai nostri contatti i saluti per le vacanze o gli auguri per le ricorrenze, magari realizzati con animazioni vivaci o immagini accattivanti. Li gradiranno certamente e a voi piacerà realizzarli.

Anche condividere citazioni di grande ispirazione è un’operazione funzionale: questi contenuti invitano gli iscritti a riflettere e imprimono maggiore spessore alla newsletter stessa.

 

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16. Foto di animali domestici

Si sa, il web adora gli animali domestici, quindi un’ultima idea per newsletter potrebbe essere condividere le immagini e le storie dei vostri amici a quattro zampe o di quelli dei vostri collaboratori. Potrebbe addirittura diventare un appuntamento continuativo della vostra newsletter e comunicazione aziendale. Chi non conosce, solo per fare un esempio, Audrey Versace, la cagnolina di Donatella Versace?

Si tratta senza dubbio di un modo per ampliare il tasso di coinvolgimento, quindi è una possibilità da valutare per incrementare il nostro appeal agli occhi dei lettori.

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In questo articolo, abbiamo visto 16 idee per newsletter accattivanti, in grado di coinvolgere il nostro target: valutare attentamente i contenuti e dare sempre un valore aggiunto porterà senza dubbio grandi risultati!

 

La piattaforma per email marketing semplice e potente è Infomail

La piattaforma per email marketing semplice e potente è Infomail

Selezionare una piattaforma per email marketing tra le tante presenti sul mercato può non essere una cosa facile.

Molte piattaforme per email marketing offrono automatizzazioni sofisticate, spesso molto complesse da utilizzare; altre, come Infomail, pur in possesso di tutte le funzionalità essenziali e utili per l’email marketing, hanno preferito puntare sull’intuitività e la semplicità di utilizzo, sulla trasparenza e la flessibilità dei costi, su potenza e affidabilità garantite da quasi 20 anni di esperienza.

In poche parole, Infomail è una piattaforma per email marketing semplice, potente, affidabile e senza fronzoli.

I nostri punti di forza sono:

▪️ il potente editor drag&drop, intuitivo da usare e in lingua italiana

▪️ la possibilità di segmentare le liste attraverso l’utilizzo di TAG e Segmenti per invii mirati

▪️grande flessibilità nell’offerta prezzi

▪️supporto clienti in italiano

▪️alta deliverability

▪️velocità di spedizione

La nostra piattaforma per email marketing Infomail, nata nel 2002 è oggi arrivata alla sua versione 9 con l’obiettivo costante di rendere le tecnologie e le funzionalità complesse facilmente accessibili a tutti, senza necessità di competenze tecniche specifiche.

Infomail è pensata per chi si avvicina al mondo dell’email marketing per la prima volta (nella versione base) e per le grandi realtà industriali (nella versione Enterprise più accessoriata).

 

Caratteristiche della piattaforma per email marketing Infomail

 

◼️ Editor drag&drop intuitivo e in lingua italiana

Creare email speciali e coinvolgenti, come i migliori designer, è semplice e veloce con la piattaforma per email marketing Infomail.

L’editor di email di Infomail è facile da usare, con tutte le funzionalità che ti servono per realizzare email professionali senza avere nessuna competenza di programmazione. Pensa solo al contenuto del tuo messaggio, a tutto il resto ci pensa Infomail.

Per creare un’email o una newsletter responsive sono necessari pochi semplici passaggi: scegli un template, seleziona i blocchi che vuoi inserire, inserisci i contenuti (testi, immagini, bottoni) e personalizza le impostazioni grafiche. In pochi istanti le tue email sono pronte per essere inviate. E saranno bellissime!

 

◼️ Gestisci le tue mailing list con una segmentazione avanzata ma semplice

Chiunque si occupi di marketing o email marketing nello specifico, riconosce l’importanza di segmentare i clienti, dividendoli in gruppi e sottogruppi a seconda di determinate caratteristiche che li distinguono.

Che tu possieda già una lista di contatti o che stia creandone una nuova, la piattaforma per email marketing Infomail ti fornisce tutti gli strumenti per creare e gestire gli iscritti alle tue liste.

Grazie all’inserimento di TAG, che puoi creare e aggiungere liberamente, è molto semplice classificare e suddividere gli iscritti alla tua mailing list.

Che cosa sono e come funzionano i TAG?

I risultati delle tue campagne di email marketing migliorano quanto più sei preciso nell’identificare gli interessi dei destinatari.

Grazie all’uso dei TAG, puoi profilare i contatti, indicando una o più “parole chiave” per identificarli e filtrarli nella lista di appartenenza. Con i TAG puoi arricchire e mantenere sempre aggiornata la tua lista contatti.

Che cosa sono e come funzionano i SEGMENTI?

Con i segmenti puoi creare dei sottoinsiemi della tua lista e utilizzarli come destinatari specifici, senza inviare all’intera lista e senza essere obbligato a generare copie degli stessi indirizzi email. Puoi utilizzare i segmenti anche per costruire A/B test o per monitorare i tassi di risposta specifici.

Esporta e rielabora le tue liste

Con Infomail è possibile esportare le liste in formato csv, in modo da poter elaborare facilmente i dati ed, eventualmente, reimportarli nuovamente in una nuova lista in Infomail.

 


Curioso di sapere come funzionano TAG e segmenti? Qui trovi un semplice tutorial che ti mostrerà passo dopo passo queste semplici funzionalità.


Email marketing: prova Infomail

◼️ I tassi di Deliverability e la velocità di spedizione sono tra i più alti del mercato

 

◼️ Assistenza telefonica gratuita in italiano

Un nostro esperto ti supporta gratuitamente in tutte le attività e ti aiuta a muovere i primi passi dandoti anche consigli e suggerimenti sulle migliori strategie di email marketing.

Inoltre abbiamo un blog e una newsletter settimanale attraverso cui pubblichiamo tutorial, consigli e informazioni utili e sempre aggiornati.

 

◼️ Ti offriamo tariffe flessibili

A consumo o in abbonamento. Dipende dall’utilizzo che ti è più congeniale a seconda che tu faccia invii occasionali su eventi o invii periodici di newsletter.  La  durata dei crediti è di 24 mesi.

 

◼️ I clienti

Migliaia di piccole realtà in svariati settori di mercato utilizzano con successo  la piattaforma per email marketing Infomail. Nella sua versione enterprise annoveriamo clienti come TIM, ENI Gas&Luce, Borsa Italiana, London Stock Exchange Group, Gi Group, TNT.

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Cos'è l'email marketing e perché ti serve?

Cos’è l’email marketing e perché usare una piattaforma?

Cos’è l’email marketing?
Spesso, quando si parla di strategie di comunicazione, si fa riferimento all’email marketing. Tuttavia – altrettanto spesso – la conoscenza di questo mezzo così virtuoso e ad alto potenziale è piuttosto vaga.

In questo articolo, vedremo insieme cos’è l’email marketing, quali sono le sue caratteristiche, le peculiarità e i vantaggi prodotti da una strategia di email marketing curata e studiata su misura per un determinato business.

Cos’è l’email marketing e perché ti serve?

L’email marketing consiste in un flusso di messaggi – tendenzialmente a fini commerciali – inviati tramite email. Questa strategia si rivolge ad un target mirato e può essere utilizzata per aumentare le vendite, migliorare la fedeltà ad un marchio o, semplicemente, fornire informazioni importanti.

I vantaggi di una strategia di email marketing sono molteplici, si tratta infatti di un sistema rapido, efficiente ed economicamente conveniente: permettere agli utenti di rimanere informati in merito ad un marchio crea un alto coinvolgimento e aumenta le probabilità di acquisto.

 

Quali vantaggi porta l’email marketing rispetto ad altri tipi di strategie?

 

1. È uno strumento ad ampia portata

Per capire a fondo quali sono i vantaggi raggiungibili grazie all’email marketing è essenziale partire dal presupposto che circa il 94% degli utenti web utilizza la posta elettronica.

È evidente, dunque, che fare marketing attraverso il canale email consenta di raggiungere una platea davvero importante di persone, andando a colpire anche chi non utilizza i social media, per esempio.

Per questo, le aziende di qualunque tipologia e dimensioni non dovrebbero mai prescindere da un’attività strutturata e strategicamente curata di email marketing.

2. Permette un monitoraggio efficace del ROI

Fare email marketing utilizzando una piattaforma specifica come Infomail per esempio, permette di  tracciare il comportamento della platea di riferimento, determinando chi effettivamente apre le email inviate e quali azioni compie di conseguenza. In questo modo è sempre possibile tenere d’occhio il ROI, ovvero il ritorno sull’investimento.

3. Consente un ROI elevato

Proprio perché l’email marketing non comporta investimenti pubblicitari o spese eccessive è facile dedurre quanto possa essere soddisfacente il ROI.

Le comunicazioni che vengono inviate via mail sono infatti molto mirate, grazie allo studio del target e alla scelta volontaria da parte della platea di riferimento di ricevere determinati contenuti.

In sostanza: a differenza della ben più cara pubblicità convenzionale, l’email marketing non è indirizzato al più grande numero di persone nella speranza di suscitare interesse, al contrario è mirato e si rivolge a persone rilevanti per un dato business, le quali hanno scelto consapevolmente di iscriversi ad una mailing list.

4. È versatile e perfetto da mobile

Attualmente la maggior parte degli utenti visualizza le email da mobile, ma questa non è una regola e la possibilità di fruire di comunicazioni email sia da smartphone e tablet che da desktop amplia virtuosamente la platea di riferimento.

Questo non accade nelle campagne SMS, ad esempio, consultabili unicamente da mobile.

Inoltre bisogna considerare che le email consentono l’invio di testi, immagini e link in maniera agevole e performante, permettendo all’utente di approfondire gli argomenti ed entrare nel merito dei contenuti ricevuti.

Email marketing: prova Infomail


Piattaforme per email marketing: cosa sono e quali vantaggi consentono?

Una volta chiarito cos’è l’email marketing, passiamo a parlare delle piattaforme per email marketing.

Le piattaforme per l’email marketing sono degli strumenti di automazione in grado di semplificare sia l’invio sia il monitoraggio delle campagne email. I dati principali e di grande interesse che queste piattaforme possono restituire riguardano solitamente i tassi di apertura, la percentuale di click e le conversioni: informazioni essenziali per affinare via via le campagne messe in atto.

Selezionare una piattaforma di email marketing tra le tante presenti sul mercato può non essere una cosa facile. Molte piattaforme offrono automatizzazioni complesse e sofisticate, altre, come Infomail, puntano sulla semplicità di utilizzo, funzionalità base, trasparenza e flessibilità nei costi, potenza e affidabilità totale garantita da quasi 20 anni di esperienza.

La scelta dovrebbe quindi prendere innanzi tutto in considerazione le reali e specifiche esigenze di chi invia.

 

Come utilizzare le email insieme ad altre forme di marketing

La strategia di comunicazione e promozione migliore per ogni business prevede l’utilizzo dell’email marketing e di altri canali in totale sinergia.

Un esempio molto eloquente è rappresentato dall’affiancamento dell’email marketing ai social network: promuovere in maniera incrociata i profili social di un’azienda attraverso le proprie email – inserendo dei pulsanti interattivi – farà sì che i follower sulle piattaforme social aumentino e così anche la platea che leggerà determinati post.

Allo stesso tempo i social network sono utilissimi per far crescere la mailing list aziendale, alla quale destinare poi le varie campagne di email marketing. Una strategia sempre efficace è proprio quella di invitare i follower di una pagina di registrarsi alla newsletter per rimanere sempre aggiornati e per ricevere contenuti di valore.

Fare un ottimo lavoro trasversale sui due canali è il modo migliore per farli crescere parallelamente: creare contenuti interessanti e curare il rapporto con i propri lettori farà sì che si crei un sentimento di fiducia e attenzione nei confronti del marchio, con un ritorno virtuoso sul business.

 

Come si realizza una campagna di email marketing?

In questo paragrafo, vedremo insieme quali sono i primi passi per dare vita ad una campagna email e ottenere risultati vantaggiosi.

1. È necessario innanzitutto aver chiari gli obiettivi

Per fare in modo che le nostre campagne siano ottimizzate al fine di ottenere i migliori risultati possibili è bene affidarsi ad una piattaforma di email marketing. Questa scelta consente una serie di personalizzazioni davvero decisive per il raggiungimento di determinati obiettivi.

Grazie alle piattaforme per l’invio, è possibile infatti personalizzare ogni email con il nome del destinatario e inviare comunicazioni mirate in occasioni speciali, come compleanni o ricorrenze.

È possibile inoltre gestire elenchi separati e targettizzati a seconda delle caratteristiche più significative per il nostro business, indirizzando in maniera molto precisa le nostre comunicazioni.

2. Creare una mailing list composta da una platea interessata e in target

Uno dei passi iniziali da compiere è la creazione di una mailing list. Per fare questo in maniera corretta è doveroso porsi una domanda fondamentale: “cosa guadagna un utente iscrivendosi alla mia mailing list?”.

È infatti essenziale chiarire in modo semplice cosa comporterà, in termini di vantaggi, tale iscrizione: potranno essere sconti, informazioni in esclusiva, promozioni o altri contenuti interessanti e selezionati.

Individuate queste informazioni, è bene passare alla pratica, inserendo prima possibile un form di registrazione sul sito web aziendale. Questo consente di sfruttare le visite, presentando le opportunità offerte a fronte dell’iscrizione alla mailing list.

Un altro metodo, come abbiamo accennato in precedenza, è quello di utilizzare a questo scopo i profili social aziendali.

Naturalmente la platea raccolta andrà costantemente analizzata e monitorata in modo da dare vita a campagne sempre più mirate ed efficaci.

3. Creare, sulla base delle informazioni emerse, contenuti email convincenti

A questo punto, il passaggio successivo prevede la creazione del contenuto da condividere con il target raccolto. Questa fase riguarda sia il tipo di contenuto che si vuole condividere, sia l’approccio visivo da utilizzare.

Fortunatamente, l’email marketing è estremamente versatile da entrambi i punti di vista: ci sono innumerevoli contenuti da includere in una email – ad esempio link ad articoli, recensioni di altri clienti, link a video e informazioni sulle promozioni in arrivo – così come infinite opzioni di formattazione, da valutare tenendo sempre a mente la semplicità e la chiarezza visiva di ciò che si vuole comunicare.

In merito al layout, è essenziale che esso rispecchi le caratteristiche e il tone of voice dell’azienda, questo garantirà coerenza e genererà fiducia nel lettore.

4. Scegliere la migliore piattaforma di email marketing in base alle esigenze aziendali

Fare ricorso ad un’ottima piattaforma di email marketing è essenziale per dare vita ad una strategia realmente proficua e ottimizzata, in grado di raggiungere rapidamente il maggior numero di destinatari e assicurare le performance migliori.

Infomail ad esempio è una piattaforma di email marketing semplice, potente, affidabile e senza fronzoli. I suoi punti di forza sono un editor drag&drop semplice da usare e in lingua italiana, la possibilità di segmentare le tue liste attraverso l’utilizzo di TAG per invii mirati, grande flessibilità nell’offerta prezzi, supporto clienti in italiano, alta deliverability e velocità di spedizione.

Per il resto non resta che provarla!

Email marketing: prova Infomail

 

Il galateo dell’email marketing

Fino ad ora, abbiamo visto come una strategia finemente curata sia alla base di una campagna di email marketing performante, ma non è tutto: anche in questo ambito c’è un galateo da rispettare.

1. Non inviare SPAM

Per iniziare, questa è la regola fondamentale: non inviare spam. Si tratta di una pratica completamente controproducente che non porterà in alcun caso ad un aumento delle vendite o ad una buona percezione del marchio da parte della platea di riferimento.

2. Prediligere la chiarezza e la trasparenza

È completamente vietato in una campagna di email marketing essere ingannevoli e questo vale a partire dall’oggetto dell’email, che al contrario deve essere immediato e chiaro.

Allo stesso modo, è bene che ogni utente possa agevolmente trovare il modo di abbandonare la mailing list: omettere o nascondere il bottone preposto a questa azione genera sfiducia e disapprovazione nel lettore.

Trasparenza e chiarezza sono le parole d’ordine per dei buoni contenuti da condividere tramite posta elettronica.

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In conclusione, cos’è l’email marketing e perché ti serve?

L’email marketing è un mezzo di comunicazione e promozione decisamente funzionale alla crescita di qualunque business.  Esso è strettamente legato ad una strategia mirata e attentamente studiata, in grado di contemplare tutti gli aspetti coinvolti: dall’identità del pubblico di riferimento, al contenuto di ogni comunicazione, fino alla frequenza di invio e allo studio dei risultati ottenuti.

Ogni tipologia di azienda può trarre enormi benefici dall’email marketing, anche le piccole imprese, essendo un mezzo economico, semplice da usare e da monitorare con l’aiuto di un buona piattaforma dedicata. Come Infomail!

 

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Strategia web 2020- 4 elementi che non devono mancare oggi più che mai!

Strategia web 2020: 4 elementi che non devono mancare oggi più che mai!

Il 2020, causa Covid-19, sembra decisamente l’anno perfetto per rimettere mano al proprio sito aziendale e ottimizzarlo secondo alcuni indispensabili parametri.

In questo articolo, vedremo insieme quali sono le caratteristiche imprescindibili che un sito web deve avere per convertire.

Posto che l’accessibilità e il garantire la migliore esperienza di navigazione sono dei must sempre validi, fare un discorso globale su una strategia di ottimizzazione web può risultare dispersivo. Per questo, vogliamo razionalizzare i quattro punti principali dai quali partire, per rivoluzionare virtuosamente il proprio approccio aziendale online.

1. Compatibilità del proprio sito con i dispositivi mobili

La percentuale di utenti che fanno ricorso ai dispositivi mobili per consultare il web è in continua crescita: si stima che il 52% del traffico online – in tutto il mondo – arrivi proprio da questo canale.

Rendere il proprio sito aziendale compatibile con l’universo mobile non significa unicamente renderlo tecnicamente “responsive”, bensì cambiare punto di vista e focalizzarsi sulle sue peculiari modalità di fruizione, adattando contenuti e design per migliorare l’esperienza di navigazione.
Le parole d’ordine in questo caso sono: fluidità, sintesi e chiarezza.

Un sito veloce, visivamente chiaro e con contenuti concisi, sul quale è stata studiata attentamente la disposizione delle call to action, non potrà che assicurare un’ottima esperienza di navigazione e delle ottime conversioni da parte della platea di riferimento.

Naturalmente ciò non potrà mai prescindere da una necessaria compatibilità anche con la fruizione tradizionale da desktop.

2. Accessibilità e inclusione

In nessun modo, un sito ben realizzato e performante può escludere di default determinate categorie di utenti, in primis perché non è etico e secondariamente perché anche dal punto di vista commerciale questo errore si potrebbe pagare a caro prezzo. Basti pensare che una persona su quattro presenta una disabilità o semplicemente non vede bene da vicino.

A questo proposito, è indispensabile monitorare le dimensioni dei testi e assicurarsi di usare font chiare e leggibili, garantendo che i collegamenti ipertestuali – hyperlink – siano facilmente identificabili.

Un ottimo suggerimento per massimizzare l’inclusione è quello di inserire i sottotitoli ai video o utilizzare una funzione di lettura automatica del blog aziendale.

Email marketing: prova Infomail

3. Trasparenza delle informazioni

Il sito web, per un’azienda, è un canale unico e insostituibile al fine di informare e costruire un rapporto di fiducia con il proprio target.

La credibilità di un brand viene trasmessa attraverso le pagine web grazie alla trasparenza utilizzata nella comunicazione.

E’ bene notare che i visitatori di un sito web vogliono sentirsi in controllo della loro esperienza di navigazione. E’ quindi necessario dare loro ciò che cercano, condividendo tutte le informazioni utili sul nostro business, prezzi inclusi.

Ricorda: se un utente non trova ciò che cerca sul tuo sito web, lo cercherà sul sito di un competitor.

Un esempio ottimale, nel caso di siti e-commerce ma anche di ristoranti o servizi in genere, è la comunicazione dei prezzi dei prodotti: renderli facilmente individuabili e fornire tutte le informazioni ad essi connesse, crea un senso di sicurezza tale nell’utente, da portarlo più facilmente a cliccare sulla call to action e a contattarti o completare un acquisto.

Anche le recensioni dei prodotti operano in questa direzione e si rivelano sempre preziose: i potenziali acquirenti si fidano molto dell’opinione di altri clienti, ritenendole oneste. Pertanto, inserirle sul sito web aziendale, citandole nelle pagine-prodotto, è senza dubbio la scelta giusta in termini di trasparenza.

 

4. Ottimizzazione delle modalità di interazione per gli utenti

Non è detto che offrire ai propri utenti, come unico punto di interazione, il classico modulo “Contattaci” sia la scelta più adatta alle loro esigenze. Si tratta sicuramente di una decisione importante, pertanto la cosa migliore da fare è chiedersi cosa sia meglio per la platea di riferimento e in quale occasione gli utenti mostrino maggiore necessità di contatto.

E’ quindi importante provare a mettersi nei panni di chi visita il nostro sito web. Ogni visitatore probabilmente cercherà informazioni differenti a seconda della familiarità con la nostra attività e della sua posizione all’interno del buyer journey. Potrebbe cercare informazioni generiche o commerciali, tutorial o differenti modi di mettersi in contatto con noi.

La pandemia del 2020 ha senza dubbio messo in evidenza ulteriormente questa esigenza: da un lato, infatti, i consumatori si sono trovati ad interagire unicamente online per la ricerca e l’acquisto di prodotti e servizi, dall’altro le aziende devono cogliere la profonda necessità di offrire un supporto efficiente durante la navigazione del proprio sito web.

Queste dinamiche hanno consolidato il successo delle chat online, ideali per instaurare un dialogo in tempo reale e ricevere assistenza a 360°.

Ciò non significa che il classico form dei contatti sia da eliminare, bensì che – a seconda del business coinvolto – sia corretto fare una riflessione sulle strategie di interazione più adatte al target selezionato.

 

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In questo articolo, abbiamo visto quali sono le caratteristiche decisive che deve avere un sito web per convertire. Ognuno dei quattro punti analizzati può essere ricondotto ad un’esigenza globale: assicurare la migliore esperienza di navigazione ai nostri potenziali clienti.

Per fare questo, dobbiamo sempre domandarci come gli utenti stiano visualizzando i nostri contenuti, se la percezione dei messaggi sia sufficientemente trasparente e se abbiano la possibilità di rapportarsi con noi in modo coerente con le loro necessità: così facendo, potremo offrire alla nostra platea di riferimento un’esperienza ottimale e riusciremo senza dubbio a convertire in maniera più performante.

 

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Perché gli utenti si iscrivono e perché si cancellano dalle mailing list

Perché gli utenti si iscrivono e perché si cancellano dalle mailing list

Quali sono i motivi principali che spingono gli utenti ad iscriversi o cancellarsi da una mailing list?

L’email marketing si conferma al giorno d’oggi come strumento ideale per migliorare la percezione di un marchio da parte del target di riferimento, dimostrandosi in grado di aumentare ampiamente il traffico web e di creare relazioni virtuose per il business in questione.

Perché funzioni però, bisogna mettere nero su bianco una strategia che prenda in considerazione le esigenze degli utenti e gli obiettivi del business e trovare tra questi un virtuoso punto di incontro.

Analizzare le ragioni per cui un utente si iscrive o si cancella da una mailing list può certamente aiutarci a formulare una migliore strategia di email marketing.

 

 

Perché gli utenti si iscrivono ad una mailing list?

Generalmente, un utente decide di iscriversi ad una mailing list perché ritiene di poter ricevere un vantaggio diretto. Ecco alcuni esempi:

◾Annunci aziendali

Spesso le aziende scelgono di sfruttare l’email marketing per raccontare alla platea di riferimento le proprie dinamiche interne, creando dunque coinvolgimento, senso di affidabilità ed empatia.

Anche se questi contenuti, ritenuti in un certo senso “educativi”, non hanno un riscontro economico diretto, sono un ottimo investimento per creare una relazione fruttuosa con i propri utenti.

 

◾Riscontri economici: offerte, promozioni e codici sconto

Circa un terzo degli utenti si iscrive ad una mailing list con l’intenzione di essere sempre aggiornato su vendite speciali, promozioni o sconti dedicati e questo rappresenta certamente un’ottima opportunità di comunicazione per chi vuole incrementare il proprio business.

Nella stessa email utilizzata per veicolare un codice sconto, ad esempio, è possibile presentare brevemente un nuovo prodotto o comunicare altre promozioni in arrivo. Questo approccio verrà ritenuto accattivante dal target, tendenzialmente orientato ad ottenere il miglior rapporto qualità-prezzo.

◾Contenuti di valore

Non sempre gli utenti scelgono di iscriversi a una newsletter o iscriversi ad una mailing list per ottenere vantaggi economici, spesso infatti il desiderio è quello di imparare cose nuove e ricevere contenuti interessanti.

Apparentemente, queste dinamiche possono sembrare lontane dalle logiche di ritorno economico sull’investimento, eppure – indirettamente – possono influire sui profitti: l’alto livello di competenza e l’affidabilità percepiti permetteranno all’utente di scegliere il marchio in questione nel momento in cui dovrà fare un acquisto.

Inoltre, nulla vieta di inserire una promozione come incentivo all’acquisto, all’interno di un’email informativa.

◾Contenuti “misti”

Vi sono poi utenti interessati trasversalmente a ricevere sia notizie, sia comunicazioni promozionali da un determinato marchio. Si tratta generalmente di persone che desiderano rimanere aggiornate e accedere ad occasioni convenienti e dedicate.

 

Bisogna infine considerare che, quando un utente decide di iscriversi ad una mailing list, spesso si trova a dover selezionare il motivo, ciò consente di dedicargli comunicazioni mirate e pertinenti rispetto alle sue preferenze.

Tuttavia, ogni marketer dovrebbe sperimentare l’inserimento di nuovi stimoli nelle proprie comunicazioni, per osservare la reazione dei lettori. Osservare il comportamento degli utenti, di fronte a piccoli esperimenti di contenuto, sarà di grande aiuto per affinare la propria strategia di email marketing.

 

Email marketing: prova Infomail

Perché gli utenti annullano l’iscrizione ad una mailing list?

Una volta costruita una nutrita lista di iscritti, ogni marketer deve impegnarsi per mantenerla e accrescerla, lavorando sulla comunicazione e sulle relazioni instaurate. Questa operazione è tutt’altro che facile e spesso, anche se si attuano delle strategie accuratamente elaborate, è possibile registrare un calo degli iscritti.

Perché succede questo?

Vediamo nel dettaglio quali sono le ragioni che spingono un utente ad annullare l’iscrizione ad una mailing list. Queste potrebbero aiutarci a migliorare la nostra strategia di email marketing.

 

◾Contenuti di scarso valore

Una delle ragioni principali che spingono un utente a cancellare la propria iscrizione ad una mailing list è la percezione che i contenuti ricevuti siano di scarso valore. Non viene dunque più colta l’utilità delle comunicazioni e il marchio appare meno interessante e pertinente rispetto alle proprie aspettative.

Fortunatamente, ci sono degli ottimi metodi per ovviare a questa situazione, primo tra tutti l’analisi delle metriche, utili per rilevare dati fondamentali sui tassi di apertura, sulle percentuali di clic e – appunto – sui rapporti di annullamento.

Questi dati saranno indispensabili per far accendere un campanello d’allarme sulla qualità dei contenuti proposti ed eventualmente per decidere di testarne altri più coinvolgenti.

Oltre a questo, è indispensabile avere sempre uno spirito critico relativamente alle comunicazioni email che vengono prodotte, per monitorare che siano in linea con la promessa iniziale e che rispecchino i motivi per i quali l’utente ha inizialmente scelto di aderire alla mailing list.

La pertinenza dei contenuti deve inoltre essere garantita da una attenta segmentazione del target: creare liste separate, in base a determinate caratteristiche, è una procedura imprescindibile per una strategia di marketing vincente.

 

◾Promozioni o contenuti imprevisti

Come abbiamo visto sopra, molti utenti annullano l’iscrizione ad una mailing list ritenendo i contenuti ricevuti di scarso valore, vi sono però utenti che si cancellano perché ciò che ricevono non è quello che si aspettavano inizialmente.

La regola principale in questi casi è quella di evitare l’invio di contenuti non richiesti. Questa pratica è completamente insensata se si considera che un’ottima strategia di email marketing si fonda sulla personalizzazione, sulla segmentazione e sulla pertinenza delle comunicazioni condivise.

Inoltrare dei contenuti non richiesti danneggia il rapporto di fiducia con il proprio target e fa sì che la fiducia nei confronti del marchio diminuisca drasticamente.

Ad esempio, promuovere una newsletter come fonte di tutorial realizzati da esperti e inviare invece promozioni finalizzate alla vendita, creerebbe certamente un sentimento di delusione e disorientamento da parte del lettore che, con grande probabilità, sarebbe spinto ad annullare la propria adesione.

 

◾Frequenza delle email

Si tratta della ragione principale a causa della quale gli utenti decidono di annullare la propria iscrizione ad una mailing list: un invio troppo frequente infastidisce i lettori più di ogni altra cosa.

La tolleranza da parte di una platea di riferimento può variare, c’è chi non approva di ricevere più di una comunicazione alla settimana e chi, comprensibilmente, ritiene fuori luogo riceverne addirittura una o più al giorno.

Se gli utenti annullano l’iscrizione e citano la frequenza come motivazione, è bene valutare come ottimizzare il numero di comunicazioni email, eliminando le più superflue o unendo più contenuti in uno solo.

Chiaramente, è sempre consigliabile testare differenti soluzioni, analizzando parallelamente le statistiche prodotte relativamente ai tassi di coinvolgimento.

Qualora il numero non sia riducibile, un’ottima soluzione è sempre la trasparenza: meglio informare ogni utente al momento dell’iscrizione in merito al numero di email che riceverà.

 

Pratiche e suggerimenti utili per acquisire e mantenere i propri iscritti

Le strategie per nutrire e mantenere una mailing list variano chiaramente a seconda del business preso in esame, vi sono però dei suggerimenti trasversalmente utili. Vediamoli insieme:

◾Promuovere i punti di forza della propria newsletter

Essere persuasivi relativamente al valore dei contenuti che verranno condivisi è un must, per far questo è indispensabile dichiarare in cosa consisteranno tali comunicazioni e in che misura saranno utili per ogni lettore.

◾Creare contenuti che il pubblico apprezzerà

Nella scala delle priorità, quando ci si trova a formulare un contenuto è sempre indispensabile far prevalere il valore e sacrificare piuttosto l’eccessiva promozione. Questo atteggiamento viene solitamente premiato dagli utenti, che vedono nel marchio onestà ed autorevole esperienza.

Viceversa, focalizzarsi eccessivamente sui prodotti offerti può risultare davvero controproducente.

Nel caso in cui, per motivi di business, sia indispensabile un approccio promozionale è consigliabile bilanciare le comunicazioni unendo contenuti informativi, come link a blog o video ad alto appeal per la platea di riferimento.

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In questo articolo, abbiamo visto come la costruzione di una mailing list sia solo l’inizio di un lavoro costante e attento, volto a mantenerla e farla crescere nel modo più virtuoso possibile.

Per fare questo, è indispensabile tenere a mente la promessa iniziale e rispettarla, fornendo contenuti di valore che rispettino le preferenze degli utenti e stimolino la creazione di un rapporto di fiducia.

 

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Come migliorare la comunicazione email

Come migliorare la comunicazione email con i clienti

Quali sono le migliori strategie per migliorare la comunicazione email con il nostro pubblico?

Prima di parlare di strategie di email marketing è importante fare una premessa.

Secondo Statista in Italia nel 2019 si è registrato un tasso di apertura (Open Rate) delle email di marketing del 33% e un Click To Open Rate del 12%. Il CTOR (Click To Open Rate) è il tasso di utenti che dopo avere aperto l’email cliccano su un link contenuto al suo interno, ed indica il coinvolgimento del destinatario della comunicazione (Engagement). Ovvero delle 33 persone su 100 che mediamente aprono le nostre email, solo 12 hanno deciso di approfondire i contenuti.

Questo dato, apparentemente non positivo, necessita di una doverosa precisazione: esso non è infatti attribuibile ad una scarsa propensione dei lettori nei confronti dell’email marketing, bensì alle capacità di elaborazione dei contenuti e alle lacune nelle strategie di pianificazione messe in atto dal mittente.

Per inquadrare ancora meglio questa problematica, è bene tenere sempre a mente che la platea alla quale si rivolge un’attività di email marketing si è volontariamente iscritta ad una mailing list, dichiarando il proprio interesse verso determinati contenuti, pertanto non vi è alcuna chiusura rispetto al mezzo di comunicazione o agli argomenti proposti.

Già da queste prime considerazioni, emerge con forza la necessità di mettere in atto una strategia ottimale e di qualità, in grado di garantire ottime prestazioni in termini di percentuali di apertura e un conseguente aumento dei tassi di conversione, con un ritorno virtuoso sul budget dedicato.

 

Migliorare la comunicazione email diversificando la strategia

La maggior parte delle aziende, usualmente, identifica la comunicazione email con le newsletter, ignorando che queste ultime – per quanto essenziali – rappresentino solo una parte dell’intero scenario proposto dall’email marketing.

Per ottenere risultati promettenti, è bene che una strategia di comunicazione attinga a tutte le potenzialità di tale mezzo e coinvolga la propria platea, sfruttando ogni punto di contatto, in maniera strategica e con un ottimo tempismo, contemplando con lungimiranza anche l’automazione.

Vediamo insieme quali sono le diverse tipologie di messaggi per migliorare la comunicazione email.

 

◾Newsletter

Come abbiamo accennato sopra, la newsletter è imprescindibile nell’ottica di una valida strategia di email marketing.

La sua funzione principale è quella di costruire e coltivare le relazioni con la platea di riferimento, offrendo contenuti rilevanti e qualificati. Attraverso la newsletter possiamo esprimere il nostro know how, la nostra esperienza, fidelizzando i lettori e ottenendo la loro fiducia.

Inoltre, le newsletter ci restituiscono delle statistiche decisamente preziose, in grado di esplorare in maniera sempre più approfondita il nostro target ed elaborare conseguentemente dei contenuti pertinenti e mirati.

 

Event triggered email o email attivate da un evento

Si tratta di email automatiche, previste in risposta ad azioni compiute dagli utenti sul nostro sito, come per esempio un’email di ringraziamento a seguito di un acquisto.

L’obiettivo di questa tipologia di comunicazione è quello di coinvolgere con immediatezza l’utente, dimostrando attenzione nei suoi confronti e attribuendo valore all’esperienza di navigazione.

 

◾Email di Benvenuto

Questa tipologia di email è sempre molto gradita dagli utenti e presenta una performance di apertura che sfiora mediamente il 60%. Questo dato rende davvero inspiegabile il fatto che le email di benvenuto vengano spesso troppo trascurate dalle aziende.

A chi non è capitato, a fronte dell’iscrizione ad una mailing list, di ricevere un semplice e generico “Grazie per l’iscrizione”? Un’ottima occasione sprecata!

Sfruttare invece l’email di benvenuto per iniziare a raccontare i punti di forza della nostra azienda in un momento in cui l’attenzione del lettore è massima e, ancora meglio, proporre una promozione speciale è il modo migliore per gettare le basi di un rapporto di fiducia, ampiamente fruttuoso per il nostro business.

 

◾Email di remarketing

Spesso definito anche “retargeting”, il remarketing è un ottimo escamotage per recuperare un’opportunità persa, ad esempio è fondamentale quando un utente abbandona il carrello dopo aver selezionato dei prodotti.

Uno studio del Baymard Institute ha rilevato che il 60% degli utenti non conclude un acquisto in quanto il totale è più alto del previsto, spesso per via dei costi di spedizione. Ricontattare l’utente, incentivandolo a concludere l’acquisto con uno sconto o una promozione da sfruttare successivamente, rappresenta una strategia virtuosa, in grado di recuperare fino al 70% delle azioni lasciate in sospeso.

 

◾Richiesta di recensioni

Le recensioni al giorno d’oggi sono vitali per un’azienda, si stima infatti che la quasi totalità degli utenti legga almeno 10 recensioni prima di procedere all’acquisto di un prodotto, riconoscendo alle testimonianze di altri utenti un’affidabilità altissima.

Da qui emerge l’importanza per il nostro business di ricevere recensioni.

Purtroppo, la propensione a scrivere un parere da parte di un cliente è decisamente bassa e – ancora peggio – solitamente gli utenti scontenti sono maggiormente spinti a dare una testimonianza rispetto agli utenti soddisfatti, dunque è necessario capire come spingere ed incentivare coloro che acquistano a parlare di noi.

Il modo ottimale è impostare un messaggio personalizzato magari anche divertente, in grado di entrare in empatia con l’acquirente, invitandolo all’azione. Le modalità espositive e la formattazione del messaggio potranno essere ottimizzate via via, grazie a test A/B.

Quel che è certo è che valga davvero la pena dedicare tempo e attenzione a questo tipo di messaggi, in quanto possono certamente fare la differenza per il nostro business.

E se riceviamo una recensione negativa? Paradossalmente, meglio! Un parere non necessariamente favorevole rafforzerà la veridicità delle recensioni agli occhi dei lettori. Naturalmente, prestando una grande attenzione ai nostri prodotti e al nostro target argineremo la percentuale di opinioni negative, impostando un trend positivo.

 

◾Comunicazioni dedicate ai sondaggi

I sondaggi sono uno strumento importantissimo e solitamente incontrano la buona predisposizione da parte degli utenti ad esprimere la propria opinione.

Tuttavia, altrettanto spesso, una comunicazione non curata può essere recepita dal lettore come un tentativo superficiale, finalizzato a dimostrare un finto interesse verso i propri utenti, per questo è bene prestare la massima attenzione alla formulazione dei messaggi.

Per tutelarci da errate interpretazioni è necessario creare un titolo introduttivo capace di trasmettere il valore e la responsabilità che attribuiamo ai nostri lettori e dimostrare nel contenuto l’uso che facciamo delle loro opinioni, riportando degli esempi: “Grazie a coloro che hanno partecipato al sondaggio di febbraio, abbiamo migliorato le funzionalità del nostro carrello”.

La sintesi, la pertinenza e la chiarezza sono infine qualità imprescindibili per migliorare la comunicazione email, così come il suggerimento di inviare un promemoria qualora non si riceva una risposta.

Email marketing: prova Infomail

Le migliori strategie per migliorare la comunicazione email

Nel precedente paragrafo, abbiamo visto insieme quante e quali tipologie di messaggi costituiscono una strategia di email marketing completa.
Nelle prossime righe entreremo nel vivo degli escamotage per rendere queste email davvero efficaci e performanti per il nostro business.

Vediamoli insieme:

 

◾Evitare la cartella Spam

Una strategia di comunicazione efficace non può contemplare la possibilità di finire nella cartella Spam 😱.

Certo, purtroppo non è sempre inevitabile, ma sicuramente implementare alcune tattiche specifiche può con grandissime probabilità tenerci alla larga da questa spiacevole eventualità.

Ecco quali sono:

  1. Evitare di scrivere l’oggetto dell’email completamente in maiuscolo.
  2. Evitare l’eccesso di simboli di interpunzione, come punti esclamativi ripetuti o punti di domanda in eccesso.
  3. Non utilizzare parole esortative, solitamente recepite con sospetto dai provider internet, come “free” o “urgente” ad esempio.
  4. Evitare di dare troppo spazio alle immagini nel contenuto o di utilizzare troppi caratteri o colori differenti.
  5. Evitare una frequenza di invio eccessiva.

Oltre a questi accorgimenti, è utile capire cosa accade quando un utente non apre mai le nostre email, in questo caso infatti c’è la probabilità che queste inizino ad andare automaticamente nella cartella Spam 😱, creandoci un danno non indifferente. Per questo, se non siamo sicuri dalla qualità delle nostre comunicazioni, è bene interrompere il flusso e ripensarle attentamente.

 

◾Sviluppare un’attenta segmentazione degli utenti

Una corretta segmentazione può arrivare a generare il 77% del ROI, come dimostra una ricerca della Digital Marketing Association.

Dunque, come possiamo segmentare correttamente la nostra lista e diventare rilevanti agli occhi dei nostri lettori? Ecco gli ambiti più comuni da analizzare:

✔️Provenienza geografica

✔️Età

✔️Genere

✔️Preferenza d’acquisto e comportamenti manifestati

In generale, a seconda del nostro business, vi sono informazioni più o meno utili alla personalizzazione delle comunicazioni. Certamente, instaurare una comunicazione empatica e dimostrare di conoscere il nostro lettore, creerà una relazione di fiducia davvero proficua.

 

◾Dedicare la giusta attenzione all’oggetto dell’email

Il titolo dell’email è un elemento fondamentale per il successo di una campagna di email marketing, quantomeno perché verrà letto dalla quasi totalità dei destinatari, al contrario del contenuto.

Quali sono dunque le linee guida per un oggetto performante?

  1. Sicuramente la personalizzazione, con l’utilizzo del nome del destinatario.Creare coinvolgimento sin dal titolo, conferirà alle nostre comunicazioni il 50% di possibilità in più di essere aperte.
  2. Trasmettere valore ai lettori in meno di 50 caratteri.Apparire pertinenti, focalizzati sul nostro obiettivo e trasmettere il valore dei nostri contenuti è essenziale. È bene dunque non essere troppo generici e cercare di distinguerci dalla concorrenza con argomentazioni sintetiche ma – allo stesso tempo – eloquenti.
    Lo spazio a disposizione è poco e bisogna sempre fare i conti con coloro che visualizzeranno la posta da dispositivi mobili, è essenziale dunque accertarci che il nostro titolo non appaia interrotto bensì visibile per intero.Oltre a questo, è meglio ponderare attentamente l’utilizzo di cifre o caratteri speciali che sanno attirare l’attenzione ma che, se usati in eccesso, rischiano anche di creare confusione o – peggio – farci finire nella temibile cartella Spam 😱.
  3. Instaurare una relazione fin dal titolo.Ogni comunicazione è un’ottima occasione per instaurare o approfondire una relazione con i nostri lettori, pertanto: quale migliore escamotage se non quello di porre subito una domanda specifica?
    Solitamente l’istinto di rispondere ad un quesito emerge in maniera automatica, pertanto è bene prendere in considerazione questa opzione.

 

◾Massimizzare la capacità di selezione da parte degli utenti

Uno studio Nielsen ha mappato il movimento degli occhi al cospetto di un testo da leggere sul web. I risultati emersi rappresentano un’indicazione notevole per chi si trova ad elaborare dei contenuti web performanti e desidera migliorare la comunicazione email.

Al contrario di quello che si potrebbe immaginare, i lettori infatti non leggono l’inizio del contenuto per decidere se sia di loro interesse o meno, bensì scorrono velocemente dall’alto al basso seguendo uno schema a forma di F e saltando molte righe, alla ricerca di qualcosa che velocemente attiri la loro attenzione e faccia capire di cosa si tratta. Il tutto dura tendenzialmente meno di 10 secondi.

Come possiamo utilizzare questa informazione per rendere più performanti le nostre email?

Sicuramente vivacizzando il contenuto con dei grassetti, capaci di attirare l’attenzione e dividendo il testo in sezioni: l’inserimento di titoli allineati a sinistra, l’utilizzo di frasi brevi e paragrafi intervallati da spazi vuoti rappresentano un’ottima scelta per la facilità con la quale il testo verrà decodificato.

Chiaramente la migliore formattazione e il più curato layout non potranno prescindere da un contenuto pertinente e riconducibile al nostro brand, grazie all’aiuto di illustrazioniimmagini accattivanti e del nostro logo istituzionale.

Anche i video sono un modo interessante per catturare l’attenzione dei destinatari, purché siano abbastanza brevi, non generino problemi di caricamento della posta elettronica e creino un reale valore aggiunto alla comunicazione.

 

◾Inserire una Call To Action chiara e facile da individuare

È di certo uno dei passaggi chiave per rendere realmente performanti le comunicazioni inviate attraverso la posta elettronica: ogni comunicazione ha infatti uno scopo e il modo migliore per guidare i nostri lettori nel compiere l’azione che ci auguriamo, è quello di impostare un testo chiaro che conduca con facilità al bottone della CTA.

 

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In questo articolo, abbiamo visto insieme quali sono le diverse tipologie di comunicazione appartenenti ad una valida strategia di email marketing e abbiamo scoperto come elaborare dei contenuti in linea con gli obiettivi del nostro business e migliorare la comunicazione email.

Il giusto metodo per garantirci un business virtuoso è quello di studiare attentamente modalità, tempistiche e risorse a disposizione.

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