Come inserire una GIF animata nella newsletter

Come creare e inserire una GIF animata nella newsletter: Facile con Infomail!

Creare e inserire una GIF animata nella vostra newsletter è facilissimo se utilizzate la piattaforma di email marketing Infomail.

Per dare dinamismo alla vostra newsletter e catturare l’attenzione dei lettori una GIF animata è l’ideale.

Per inserire una GIF animata nella vostra newsletter è sufficiente caricarla nell’editor drag&drop Infomail come se fosse una normale immagine.

Vediamo insieme i passaggi!

Questa è la GIF animata che vogliamo inserire nella nostra newsletter per informare i clienti della promozione in corso che prevede uno sconto del 15% su tutto 👇

GIF ANIMATA Sconto

 

All’interno della piattaforma Infomail, procediamo con la creazione di una nuova email. Nella sezione dell’editor drag&drop seleziona “Inserisci immagine”.

 

Come inserire una GIF animata nella newsletter 1

 

Sarai rimandato alla finestra in cui potrai selezionare la tua GIF tra quelle già caricate o caricarne una nuova.

 

Come inserire una GIF animata nella newsletter infomail

 

Una volta caricata la GIF, dal menu Impostazioni puoi scegliere che sia visualizzata in modalità  “50% Ottimizzato Retina” o “Normale”. “Salva e chiudi” e il gioco è fatto.

 

Come inserire una GIF animata nella newsletter nella piattaforma infomail

 

Come inserire una GIF animata nella newsletter

 

Praticamente con Infomail inserire una GIF animata nella newsletter è facile come inserire un’immagine. Sempre che abbiate già una GIF animata!

Se così non fosse, non demoralizzatevi! Non subito, almeno.. 😉 Esiste un metodo facile per creare GIF animate. Vediamolo insieme!


Creare una GIF

FACILE 🤓

Come creare una GIF animata?

 

La realizzazione di una GIF animata è molto più semplice di quanto si possa immaginare. Le competenze necessarie sono limitate all’utilizzo di un semplice strumento di grafica. 

Nel nostro caso vogliamo fare le cose in grande e per questo motivo utilizzeremo un software gratuito molto potente. Si tratta di Adobe XD che, usato da molti professionisti della grafica, consente di realizzare bellissimi oggetti grafici.

Ma iniziamo subito con il nostro tutorial e come se fosse una ricetta di cucina vediamo subito i 2 ingredienti che ci servono:

1. Adobe XD per “comporre” la GIF

Adobe XD è il software di image editing ideale per creare GIF ed è scaricabile gratuitamente da questo link. 👈 XD esiste sia per il mondo PC che per il mondo MAC, scegliete quindi quello per il vostro sistema operativo. Selezionate la voce “Start for free” e seguite le indicazioni fornite da Adobe.

Alla fine del percorso guidato avrete installato XD sul vostro PC o Mac. E’ importante dire che se già avete degli strumenti di image editing a cui siete legati, potete usarli al posto di XD, l’unica accortezza, come si vedrà di seguito, è quella di realizzare una serie di immagini della stessa dimensione che comporranno la vostra GIF .

 

2. Software di generazione della GIF

Tra i numerosi software presenti sul WEB, dopo averne testati alcuni, ci siamo orientati verso EZGIF un tool gratuito che potete trovare al seguente link . 👈

 

Ora che abbiamo a disposizione tutti gli strumenti siamo quindi pronti per la nostra preparazione e possiamo tornare al nostro scopo principale: realizzare una GIF animata personalizzata da inserire nella nostra Newsletter  al fine di promuovere un prodotto attraverso uno sconto.

Di seguito potete vedere il risultato finale 👇

 

 

 

 

PASSO PER PASSO👣

Come realizzare la GIF animata: passo per passo

 

I passi da compiere sono 2. 

 

Il primo passo 

Realizzare le singole immagini che (come dei fotogrammi) daranno vita alla nostra animazione: la GIF animata. Supponiamo di voler realizzare una GIF animata delle dimensioni di 600 X 400 pixels. Per comodità abbiamo preparato un file che dopo aver installato Adobe XD potrete aprire e modificare a vostro piacimento. Lo potete scaricare da questo link. 👈

Per avere ulteriori informazioni sull’utilizzo di Adobe XD potete fare riferimento all’ interessante manuale in lingua inglese che trovate qui. 👈

Dopo aver aperto il vostro file e averlo eventualmente modificato secondo le vostre esigenze, dovrete salvare le immagini (i fotogrammi) sul vostro computer. Per far questo selezionare la voce “EXPORT” dal menu “FILE” e quindi “All Artboard”.

Vedrete la seguente schermata

Selezionate la vostra cartella e quindi cliccate su “Export All Artboard”. A questo punto, all’interno della cartella selezionata troverete le vostre 5 immagini in formato .PNG della dimensione 600 X 400 pixels. Potete scaricare le immagini già pronte qui. 👈

 

Il secondo passo 

Il secondo passo sarà assemblare le vostre immagini in una unica GIF animata attraverso lo strumento EZGIF. Vediamo insieme come eseguire questo passaggio: andate alla pagina di EZGIF Animated GIF Maker, ovvero qui 👈

Come creare una GIF animata

 

 

Vi ritroverete su questa pagina, cliccate sul pulsante “Scegli file” selezionate le 5 immagini realizzate in precedenza e cliccate sul pulsante “Upload and make a GIF!”

Vi ritroverete nella seguente schermata.

Da questa pagina potete agire come dei registi: imposterete l’ordine di apparizione delle immagini, i tempi di visualizzazione di ogni immagine e sceglierete gli effetti di transizione preferiti.

Non vi resta che provare un pò fino a quando il risultato non sia di vostro gradimento.

Ricordatevi di premere “Make a GIF!” per generare la vostra GIF.

 

A questo punto vi vengono offerte altre opzioni tra cui la possibilità di salvare il vostro file GIF e sarete pronti per il caricamento su Infomail.

Infomail Prova Subito

 

Come segmentare la mailing list con Tag e Segmenti: facile in Infomail!

Come segmentare la mailing list con TAG e Segmenti: facile!

Il tasso di apertura e quindi le conversioni delle tue campagne di email marketing, migliorano con la segmentazione della mailing list ovvero quanto più sei preciso nell’identificare gli interessi dei destinatari. 

Quando crei la mailing list, sarebbe ideale arricchirla con i dati utili alla promozione della tua attività. Ad esempio se vendi articoli per animali domestici, potrebbe esserti utile sapere se i tuoi contatti vivono con un cane oppure con un gatto. In questo modo potrai inviare loro comunicazioni specifiche ai loro interessi e priorità.

In un prossimo articolo ti spiegheremo come raccogliere queste informazioni di intelligence. Per il momento diamo per scontato che questi dati siano già in tuo possesso e vediamo insieme come utilizzarli per segmentare la mailing list.

 

DI COSA SI TRATTA? 🤔

Cosa sono i TAG?

 

Le informazioni in tuo possesso e relative ai tuoi contatti e ai loro interessi saranno registrate nella piattaforma di email marketing Infomail come TAG.

Pensa ai TAG come etichette da applicare ai tuoi contatti per mantenerli organizzati. Se hai lavorato con un CRM o anche con una piattaforma di blog, potresti già aver utilizzato una funzione di tagging per applicare categorie a clienti o contenuti.

In Infomail, i TAG vengono utilizzati per etichettare e classificare i tuoi contatti in base alle informazioni che hai sul loro conto. Il loro scopo è segmentare la mailing list ovvero permetterti di organizzare i tuoi contatti per effettuare invii a determinati gruppi (i cosiddetti Segmenti).

 

SEGMENTARE LA MAILING LIST: STEP BY STEP 👣

Come usare i TAG per segmentare un invio

 

Per utilizzare le funzionalità di segmentazione attraverso i TAG, la prima cosa da fare è creare una mailing list inserendo tutti i dati che abbiamo ritenuto utile raccogliere sui nostri contatti al momento della registrazione, e caricarla sul proprio account Infomail come file CSV.

Segmentare la mailing list

Caricare la mailing list su Infomail è facile: 🤓

  1. Vai nella sezione “Liste”, clicca sul pulsante Crea nuova lista” in alto a destra, e scegli un nome da assegnare alla tua nuova lista.
  2. Fatto questo, clicca sul menu a scomparsa nella sezione relativa alla nuova lista indicato da tre pallini disposti in verticale, e scegli la voce Carica CSV”.

Se il file CSV da te creato partendo da un file Excel, non dovesse caricarsi, utilizza programmi come Convertio per convertirlo da Excel a CSV.

Durante il caricamento della lista vi verrà chiesto per ciascuna delle categorie che avete inserito nel foglio Excel (Nome, Cognome, Città, Sesso, Professione etc.) se inserirle come Email, Campo opzionale o TAG.

◾ La scelta Email va assegnata esclusivamente alla categoria che include l’indirizzo email dell’utente.

◾ La scelta Campo opzionale verrà assegnata alle categorie che vorrete utilizzare come elementi di personalizzazione  delle vostre comunicazioni, ovvero Nome, Cognome, Titolo, etc. 

La funzionalità dei Campi Opzionali è quella che vi permetterà di automatizzare l’inserimento di dati come ad esempio il nome e cognome del destinatario nelle vostre email o newsletter. Maggiori informazioni sui Campi opzionali e la personalizzazione delle email e newsletter qui. 👈

◾ La scelta TAG invece verrà assegnata per etichettare e classificare i tuoi contatti in base alle informazioni che hai sul loro conto. Ad esempio se nel foglio Excel che hai importato avevi previsto la categoria del sesso (maschile o femminile) puoi registrarla come TAG, nominarla “sesso” e, successivamente, se serve, utilizzare questo TAG per spedire solo ai contatti di sesso maschile o solo a quelli di sesso femminile.

 

creare una mailing list in infomail

segmentare la mailing list

 

Una volta creata la nuova mailing list con Campi opzionali e TAG, puoi procedere all’invio e segmentarlo attraverso i TAG.

Ecco come procedere! 🤓

Vai alla pagina “Liste” e clicca sul pulsante “Modifica lista” corrispondente alla mailing list che intendi usare.

Visualizzerai la tua mailing list e a ogni indirizzo email corrisponderanno i TAG che hai scelto di inserire (città, professione, sesso, se ha figli, se ha un cane o un gatto,etc.).

segmentare con i tag

 

Cliccando sulla voce “Filtra per Tag” puoi selezionare e visualizzare le categorie a cui inviare la tua email. Noi nell’esempio allegato abbiamo selezionato i contatti di sesso maschile residenti a Milano. I contatti con questi requisiti presenti nella nostra lista di test sono 2: Ted De Teddis e Winny The Pooh. E’ proprio il caso di dire pochi ma buoni!

 

Segmentare la mailing list con Infomail

 

E ORA CHE ABBIAMO I TAG COSA NE FACCIAMO? 🤔

Cosa sono i Segmenti?

 

Per segmentare la mailing list, lo step successivo sarà inviare una email ai contatti che abbiamo selezionato attraverso i TAG. Ed è qui che entrano in gioco i Segmenti.

Con i TAG infatti abbiamo solo definito le caratteristiche dei nostri contatti e li abbiamo organizzati in categorie. Per utilizzare questa segmentazione per invii specifici, abbiamo bisogno di creare un Segmento, ovvero una sottolista dentro la nostra lista di contatti principale.

Vediamo come procedere! 🤓

 

Segmentare la mailing list con Infomail

 

 

 

Crea segmento con Infomail

Sempre nella schermata “Modifica lista” dobbiamo cliccare sulla voce “Crea Segmento”.

Si aprirà una finestra di dialogo che ci chiederà di dare un nome al Segmento, definire il tipo di filtro (se Filtra per tutti i TAG selezionati o Filtra per almeno uno dei TAG selezionati), e scegliere i TAG relativi alle categorie di contatti che desideriamo selezionare. Noi abbiamo selezionato i contatti di sesso maschile (M) residenti a Milano.

Clicca OK e il segmento è stato creato! 🎉

Segmentare la mailing list con Infomail

 

Cliccando sulla voce “Mostra Segmenti” potrai visualizzare e gestire tutti i segmenti che hai creato.

Adesso che abbiamo impostato i TAG e creato il Segmento che ci interessa, possiamo procedere all’invio dell’email ai nostri contatti di sesso maschile residenti a Milano.

Anche questo è semplicissimo! 🤓


 

ABBIAMO QUASI FINITO.. 😌

E adesso l’invio!

 

Per inviare un’email a una lista segmentata basta predisporre la comunicazione in un template e al momento di selezionare i Destinatari, scegliere prima la lista dal menu “Destinatari” (nel nostro caso la lista “prova tag 2”) e dopo il segmento che abbiamo creato ad hoc dal menu “Crea Segmento” (nel nostro caso Maschi Milano).

 

Crea segmento con Infomail

 

Invio con Infomail

 


 

Facile no?

Sei pronto a passare dalla teoria alla pratica?

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Ricorda: il nostro team di specialisti è sempre a tua disposizione per qualunque tipo di supporto. Non esitare a contattarci!

 

 

Email marketing o social media: quale canale è più remunerativo?

Email marketing o social media: quale canale è più remunerativo?

L’email marketing è una realtà decisamente attiva e promettente, qualunque sia il tipo di business che si voglia realizzare. Tuttavia, parallelamente, negli ultimi anni, si è assistito allo sviluppo esponenziale dei social media network. Non pochi marketers, dunque, si sono posti la domanda riguardante quale dei due strumenti fosse più proficuo per una strategia di comunicazione e promozione aziendale.

In questo articolo, desideriamo affrontare proprio questo tema, cercando di evidenziare le caratteristiche virtuose di questi due mondi e l’importante opportunità derivante da una coesistenza sinergica alla base di una strategia di marketing digitale vincente.

 

Email marketing o social media: uno non esclude l’altro

Innanzitutto, come accennato sopra, è bene chiarire un punto fondamentale: quando si desidera far crescere un business, bisogna utilizzare più metodi di marketing, possibilmente in modo sinergico, per massimizzare la portata dei propri sforzi.

Da questo primo assunto è intuibile una conseguenza davvero importante, ovvero che non è necessario scegliere tra email marketing e social media marketing, al contrario è consigliabile utilizzarli entrambi, in quanto presentano molteplici vantaggi e opportunità.

Per capire come gestire il rapporto tra questi mezzi di comunicazione in modo strategico, è bene analizzare alcuni punti focali.

 

Il nostro pubblico è maggiormente reperibile via email o tramite social media?

I dati sulla diffusione di utilizzo di uno o dell’altro canale da parte degli utenti sono importanti in misura simile.

Nel 2018, risultavano oltre 3,9 miliardi di utenti di posta elettronica, circa metà del pianeta per intenderci. Mentre, nel 2019, gli utenti presenti sui social media si sono attestati intorno ai 3,5 miliardi.

Il target varia in maniera abbastanza omogenea quando si parla di posta elettronica, mentre per i social media questo dato dipende in maniera primaria dalla piattaforma che si osserva: basti pensare che il 44% degli under 30 utilizza molto LinkedIn, mentre i ventenni si aggirano intorno al 17%. Il motivo è intuibile, visto che si tratta di una piattaforma prettamente dedicata al business.

Ad eccezione di Facebook, dunque – che insieme a Whatsapp, Instagram e Messenger è decisamente radicato – gli altri social risultano più segmentanti a livello di offerta e preferenze.

Se dunque, la presenza sui social network non è un elemento da dare per scontato, si può dire che – con grande probabilità – ogni utente possieda un account di posta elettronica.

Questo ci dà già una prima importante indicazione su come l’email marketing sia imprescindibile in una strategia di comunicazione, pur non andando ad escludere altri canali come collaterali e rafforzativi.

Va specificato naturalmente, che al di là di questa considerazione statistica, è indispensabile analizzare sempre il tipo di business che vogliamo promuovere e capire in particolare dove il nostro target risulta più raggiungibile.

 

Email marketing vs. social media marketing: mailing list vs. follower

 

Al momento del loro esordio, i social media network erano ben diversi da oggi in termini di portata organica delle comunicazioni pubblicate da utenti ed aziende.

Prima, infatti, bastava inoltrare un messaggio e questo raggiungeva la grandissima parte della platea faticosamente costituita.

Oggi non funziona così. A partire dal 2019, infatti, per garantire una certa efficacia alle comunicazioni diffuse via social media è necessario investire denaro. Prima di questa data, il lavoro principale di chi utilizzava i social media per il proprio business era quello di coltivare la propria lista organica di contatti e coinvolgerli nelle proprie comunicazioni, attualmente invece tutto ciò ha perso valore.

Al contrario, quando parliamo di email marketing, la mailing list è ancora decisamente prioritaria e soprattutto è interamente raggiungibile senza alcun algoritmo e senza necessità di investimenti aggiuntivi per aumentarne la portata.

Naturalmente, per mantenere ottime performance, la mailing list deve essere costantemente osservata e curata affinché le statistiche non vengano inficiate dal fisiologico decadimento dell’interesse rilevato da parte di alcuni iscritti, dalla presenza di indirizzi email non più utilizzati (bounces) o dall’eventualità di finire nello spam 😱 a causa di qualche nostro comportamento poco virtuoso.

Oltretutto, il grande vantaggio dell’email marketing, rispetto all’utilizzo dei social network, è che la mailing list è di nostra proprietà, mentre i follower che possediamo su Facebook sono direttamente correlati e vincolati al social stesso.

 

Email marketing o social media: quale canale preferiscono gli utenti?

 

Numerosi studi hanno cercato di esplorare il fattore “preferenza” da parte degli utenti, rilevando che il numero di coloro che predilige ricevere comunicazione tramite email supera di gran lunga coloro che scelgono i social media: si parla del 74% contro il 26%. Per contro, gli utenti – se hanno necessità di interagire con un marchio – preferiscono farlo via social.

In sostanza, il mezzo preferito per ricevere comunicazioni istituzionali e promozionali è quello probabilmente più autorevole: l’email. Mentre il “dialogo” appare come un’opportunità più veloce e viene associata con più facilità ai social media network.

Per questo, nella definizione dei canali di comunicazione che mettiamo quotidianamente a disposizione dei nostri utenti è bene tenere presente questa duplice indicazione.

Un altro fattore da considerare in termini di preferenza è che il 91% degli utenti controlla quotidianamente – e più volte al giorno – la propria casella email, questo non vale nello stesso modo per i propri profili social.

 

Infomail Prova Subito

 

Quale canale di digital marketing è più remunerativo?

 

Su questo tema non ci sono molti dubbi: l’email ha un ROI decisamente elevato con una media di 42 euro per ogni dollaro investito. I dati sul ritorno di investimento tramite social network sono prevalentemente inaccessibili e dipendono da come le aziende tengono traccia dei propri investimenti, tuttavia si può affermare con sicurezza che non riescano a raggiungere il ROI dell’email marketing.

Al di là di questi dati decisamente schiaccianti a favore dell’email marketing, come abbiamo anticipato sopra, è bene non escludere l’utilizzo di un canale di così larga diffusione come quello dei social media, in quanto una sinergia tra i due può davvero risultare ottimale per il nostro business.

Dopotutto, è risaputo come i social riescano ad influenzare le decisioni d’acquisto degli utenti: una dinamica abbastanza classica prevede la ricezione di un’offerta via email e il controllo da parte degli utenti delle credenziali dell’azienda o dei suoi prodotti sui social, la ricerca di opinioni di altri utenti o di elementi che possano rassicurarlo prima di fare un acquisto.

Un altro fattore a favore di questa sinergia è la possibilità di rafforzare la propria capacità di comunicazione via social, luogo prediletto delle condivisioni verso la propria rete e dove un contenuto ha davvero la possibilità di diventare di portata globale rivelandosi virale.

 


Secondo una ricerca McKinsey & Company, l’email è decisamente più efficace dei social media per l’acquisizione di clienti. Inoltre sembra che coloro che acquistano prodotti promossi attraverso l’email spendono in media il 138% in più rispetto a chi non riceve offerte nella casella di posta elettronica. 


 

In conclusione, possiamo affermare che, nonostante i social media network siano un fenomeno di portata incredibile, l’email marketing rimane un canale di comunicazione privilegiato e davvero virtuoso per promuovere un business.

Design della newsletter - 8 best practice per un layout efficace

Design della newsletter: 8 best practice per un layout efficace

Quando si parla di email marketing, l’aspetto visivo della newsletter riveste una grandissima importanza, non si può infatti considerare la grafica una semplice cornice decorativa con mera funzione estetica. Il design della newsletter è essenziale per guidare il lettore nella sua consultazione, affinché siano facilmente individuabili le informazioni chiave e venga promossa una pronta azione di conversione.

In questo articolo, vedremo 8 best practice per il layout delle newsletter da seguire, affinché le campagne di email marketing messe in atto siano accessibili, ottimizzate visivamente e riescano ad innescare un circolo virtuoso rispetto ai nostri obiettivi commerciali

 

1. Meglio il testo

Numerose aziende sviluppano le newsletter sotto forma di immagine, progettandole con programmi di grafica e includendole semplicemente nel modello HTML di base. Senza dubbio, questa scelta consente un’ampia libertà in termini di personalizzazione visiva; d’altra parte l’utilizzo di testo reale, formattato in HTML, presenta a confronto diversi vantaggi in termini di accessibilità.

Per esempio: molti client di posta elettronica, per motivi di sicurezza, disabilitano completamente le immagini. Questa eventualità, nel caso in cui la newsletter sia un’immagine, impedisce la visualizzazione dell’intero contenuto.

In alcuni casi invece, anche quando le immagini sono abilitate, i contenuti non possono essere recepiti nella loro completezza, senza considerare che spesso la risoluzione di visualizzazione può risultare penalizzante.

Pertanto, in questo primo punto, possiamo affermare che realizzare una newsletter con testo attivo, formattando in HTML tutti gli elementi che la compongono, sia la scelta migliore.

 

Design della newsletter - layout efficace

2. Impostare una gerarchia forte nella comunicazione

Come sappiamo, la fruizione delle email, grazie ai dispositivi mobili, avviene in qualunque momento e circostanza della giornata, anche quando il grado di attenzione del lettore non è propriamente al massimo.

Per questo, impostare il design della newsletter con blocchi di testo lunghi e uniformi è un’opzione molto rischiosa.

Dare invece una gerarchia visiva ai diversi elementi, aiuterà chi legge a capire immediatamente quali sono i punti salienti: dimensioni, colore e posizione del testo potranno fare la differenza, così come lasciare spazio tra i differenti paragrafi della comunicazione.

 

3. Testo allineato a sinistra

Quando il lettore prende visione del contenuto di una newsletter e ha la necessità di saltare da un punto all’altro, è bene offrirgli un punto di ancoraggio.

Ciò è possibile grazie alla regolarità dell’allineamento. Questa indicazione è valida soprattutto quando siamo in presenza di testi molto lunghi.

Nel definire il design della newsletter, in molti optano per il testo completamente giustificato, ovvero allineato sia a destra che a sinistra. Questa modalità non consente un’ottimizzazione degli spazi vuoti, andando a creare irregolarità nella distribuzione dei contenuti e causando difficoltà nella lettura.

 

4. La dimensione del carattere

Un’altra regola relativa al layout delle newsletter pone come limite minimo per la dimensione del carattere prescelto 14 px. È necessario, infatti, assicurarsi che il testo sia leggibile agevolmente, da qualunque dispositivo. Questa accortezza contribuirà a migliorare l’esperienza di fruizione del contenuto da parte del ricevente.

5. L’interlinea

Osservare una distanza minima di spazio tra le righe, ovvero impostare un’interlinea ragionevole, consentirà una migliore leggibilità: linee troppo ravvicinate possono causare difficoltà nel distinguerle e spingere l’utente a chiudere la newsletter senza averla compresa realmente.

Il World Wide Web Consortium ha definito 1,5 e 2 le interlinee ottimali per una corretta spaziatura.

 

6. Il contrasto è fondamentale nel design della newsletter

Durante lo sviluppo del design della newsletter è bene tenere d’occhio il contrasto tra le varie parti, ovvero il colore degli elementi rispetto allo sfondo su cui sono inseriti.

Quando i colori sono troppo simili, le persone con problemi alla vista possono fare davvero fatica a leggere il contenuto e dunque sono portate a rinunciare, facendoci perdere un’occasione preziosa per generare una conversione.

Per garantire massima leggibilità è bene agire sui colori, offrendo una differenziazione quanto più netta possibile, e, naturalmente, sulle dimensioni dei caratteri.

 

7. Collegamenti e bottoni

Prima di inviare una newsletter è necessario assicurarsi che tutti i collegamenti e i bottoni siano funzionanti e ben evidenti rispetto al resto dei contenuti.

L’usabilità è un elemento da valutare con la massima attenzione nel design della newsletter: per esempio, i collegamenti sottolineati in blu forniscono un’indicazione funzionale e dobbiamo accertarci non solo che siano evidenti ma anche che intorno alla loro area, non ci siano altri bottoni o stringhe di testo cliccabili, per evitare che azioni maldestre possano innescare clic involontari, generando una grande confusione.

Per garantire ordine e chiarezza, sono a disposizione numerose funzioni, come ad esempio la variazione del colore al passaggio del mouse, per indicare una zona interattiva. Questo in particolare prende il nome di effetto Hover.

Strumenti predisposti allo sviluppo di una grafica chiara e l’adozione di tutti i codici visivi sdoganati agli occhi dei lettori, ci aiuteranno a rendere le nostre comunicazioni più semplici e intuitive.

 

8. Il layout della newsletter

Infine, è necessario considerare attentamente la struttura della newsletter, chiamata dagli addetti ai lavori layout.

Impostazioni complesse, che prevedono numerose colonne, possono creare confusione nel destinatario, lasciandolo disorientato di fronte al contenuto proposto.

Più l’immagine che l’utente si trova davanti è ricca e complicata e più si verificherà un sovraccarico sensoriale negativo, che potrebbe portare alla chiusura della newsletter con conseguente perdita di un contatto.

Le strutture con una sola colonna, invece, sono certamente da preferire in quanto garantiscono un approccio semplice, chiaro e diretto. Inoltre, fattore non meno importante, si adattano meglio ai vari dispositivi, essendo maggiormente predisposte a una modalità responsive.

 


 

Come abbiamo visto non solo lo sviluppo dei contenuti richiede un’accurata strategia ma anche lo stile visivo della comunicazione ovvero il design della newsletter, nel quale devono prevalere chiarezza e semplicità così da garantire un’esperienza di lettura positiva, in grado di portare più facilmente a una conversione.

Non sottovalutare la potenza delle email transazionali!

Non sottovalutare la potenza delle email transazionali!

Le email transazionali rappresentano per certi versi un argomento poco chiaro; per questo, con questo articolo, vogliamo illustrarne le numerose potenzialità e le diverse tipologie, al fine di chiarire quello che è un punto essenziale da valutare quando si sviluppa una strategia di email marketing.

 

DI COSA SI TRATTA? 🤔

Cosa sono le email transazionali?

 

Iniziamo cercando di darne una definizione semplice ed esaustiva: le email transazionali sono comunicazioni di posta elettronica inviate da un’azienda a contatti, lead o clienti, con l’obiettivo di facilitare o dare seguito a determinate azioni intraprese dagli utenti stessi, mentre navigano sul sito.

Le azioni a cui ci riferiamo possono essere di tipi differenti: un esempio è l’acquisto di un nostro prodotto o servizio, il download di un contenuto come un ebook o un white paper o, infine, una qualunque interazione, come la compilazione di un sondaggio proposto.

Le email transazionali di risposta a queste azioni potranno essere conferme d’ordine o di download o una semplice email di ringraziamento. Vi sono, nello specifico, comunicazioni transazionali che chiedono al destinatario di compiere un’azione ulteriore, altre che fungono solo da feedback per confermare che l’azione è andata a buon fine.

 

MOLTI PRO, NESSUN CONTRO 💎

Email transazionali come risorsa di marketing

 

Un’ottima strategia di email marketing prevede che queste comunicazioni – al di là di dare un riscontro all’azione compiuta – possano svolgere anche una funzione di upsell o cross-sell, attraverso offerte speciali che invitino il destinatario all’acquisto di prodotti o all’adesione a servizi promossi sul nostro sito web o che veicolino contenuti pertinenti agli interessi del nostro utente.

In sostanza, al di là di conferme o ringraziamenti, un’email transazionale può essere un ottimo escamotage per canalizzare l’attenzione della nostra platea verso promozioni commerciali allettanti.

D’altra parte, chi riceve questo tipo di comunicazione ha appena navigato sul nostro sito web, intraprendendo un’azione importante per noi, dimostrandoci di aver fiducia e interesse nel nostro servizio: è per questo che le email transazionali presentano percentuali di apertura davvero alte.

 

email transazionali

 

L’IMBARAZZO DELLA SCELTA 📧

Email transazionali: tipologie e metodi per ottenere importanti risultati

 

◼️ Email di conferma di iscrizione

Questo tipo di email transazionale è in sostanza il primo contatto diretto tra un’azienda e un utente appena iscritto e, benché in molti ne trascurino totalmente il valore, limitandosi ad una conferma cordiale, si tratta di un’ email ad altissimo potenziale, in grado di veicolare con successo uno sconto dedicato o altri vantaggi unici a favore dell’utente. Lasciarsi alle spalle un mood troppo formale ed essere creativi anche dal punto di vista visivo, con layout coinvolgenti, darà sicuramente risultati importanti e in linea con i nostri obiettivi di business.

◼️ Email di benvenuto

In modo molto simile alla email di conferma iscrizione, l’ email di benvenuto determina l’inizio della relazione tra un utente interessato e la nostra azienda, per questo va curata finemente, per ottimizzare più possibile l’impatto e sfruttare in maniera efficace un’opportunità di comunicazione davvero importante: impostare un ottimo rapporto di fiducia e gradimento inciderà sulle probabilità di apertura delle successive comunicazioni.

◼️ Email di ringraziamento

Si tratta della classica email di cortesia inviata solitamente appena un utente effettua un acquisto. Come si può immaginare, questo rappresenta il momento ideale per instaurare una comunicazione con il nostro cliente, volta alla promozione di ulteriori prodotti o servizi, in quanto la fiducia e l’attenzione nei nostri confronti è massima così come la predisposizione a prendere in considerazione ciò che proponiamo.

◼️ Email di conferma di un ordine effettuato

Si tratta di comunicazioni proprie degli e-commerce che prevedono per ogni acquisto un’email di conferma diretta al destinatario, con l’obiettivo di informare che la richiesta è stata recepita e si trova in fase di elaborazione. Come per gli altri tipi di email transazionali, anche quella di conferma si inserisce in un momento molto positivo del rapporto con il nostro utente e rappresenta la situazione ideale per proporre prodotti o offerte pertinenti sulla base dell’acquisto appena effettuato. Si tratta in sostanza del classico “Ti potrebbe interessare anche …” oppure “molti utenti, insieme a questo prodotto, acquistano anche …” Sono tutte strategie di cross-sell, ottime per incrementare il proprio business.

◼️ Email di conferma della spedizione

È simile, per certi versi, all’email di conferma di un ordine ed è necessaria quando i prodotti acquistati sono fisici e vanno recapitati all’acquirente. Anche questa tipologia di comunicazione è ideale per proporre ulteriori prodotti in linea con gli interessi manifestati dal nostro utente oppure degli sconti dedicati, utili ad incentivare nuovi acquisti. L’ideale sarebbe sviluppare tali comunicazioni dando uno spazio minimale alla comunicazione di servizio, lasciando ampio campo all’attività promozionale o di cross-sell, in modo da ottimizzare le potenzialità della strategia attuata.

◼️ Reminder relativi alla scadenza di un account

Esistono alcune tipologie di email transazionali relative allo status dell’account cliente, come quelle di promemoria, che vengono inviate quando un abbonamento è in procinto di scadere. In questo caso specifico, è di grande interesse porre l’attenzione sulla ricchezza o la qualità della nostra offerta, in modo da ricordare all’utente perché aveva aderito e spingerlo a rinnovare il rapporto con noi.

◼️ Email di testo con funzionalità di customer care

La gestione del cliente prevede dei momenti di contatto ad alto potenziale commerciale. Si tratta solitamente di comunicazioni classiche via email, gestite personalmente da chi si occupa del servizio clienti. Questi messaggi di posta elettronica sono privi di un layout grafico e presentano unicamente testo. Tuttavia, sono degli ottimi veicoli per il lancio di offerte, grazie all’inserimento di promozioni e link nello spazio della firma. Proprio in questo punto, può essere inserita una call to action che – se cliccata – rimanda ad una pagina esplicativa del sito, nella quale viene illustrata una promozione nella sua completezza.

 

Infomail Prova Subito


 

Come abbiamo visto in questo articolo, una buona strategia di email marketing non può trascurare le email transazionali, caratterizzate da tassi di apertura e lettura molto alti.
Si tratta in sostanza di strumenti di marketing a tutti gli effetti, ideali come canali di upsell e cross-sell, volti ad incrementare il nostro business.

lead generation - espandere la mailing list

Lead generation: Come espandere la mailing list

Uno dei temi più importanti, quando si parla di email marketing, è senza dubbio la crescita e lo stato di salute della propria mailing list.

L’elenco dei contatti va infatti curato e tenuto costantemente sotto controllo, affinché le campagne realizzate raggiungano persone realmente in target con i contenuti proposti.

Per far questo, non è sufficiente accumulare il più alto numero di iscritti, al contrario è doveroso monitorarne la qualità e assicurarsi che, nel tempo, tali contatti rimangano validi. A tale proposito, è bene tenere presente che – mediamente – ogni anno, circa un quarto della nostra lista si degrada, a causa di utenti non più interessati o che non sono più raggiungibili attraverso l’indirizzo in nostro possesso.

Partendo da questo presupposto, è chiaro come il compito di un bravo marketer sia quello di tenere in costante aggiornamento la propria mailing list, rinnovando i nominativi degli iscritti, affinché il trend dei dati raccolti al termine di ogni campagna sia sempre positivo.

In questo articolo, vedremo insieme l’importanza di una mailing list e i consigli utili per farla crescere costantemente ed in modo ottimale.

 

DI COSA SI TRATTA? 🤔

Cos’è una mailing list?

 

Iniziamo definendo, nello specifico, di cosa si tratta: una mailing list è propriamente una raccolta di indirizzi di posta elettronica, creata grazie a diverse metodologie di engagement nei confronti del proprio target potenziale.

Gli utenti interessati ai nostri contenuti vengono invitati a rilasciare i propri dati per tenersi in costante aggiornamento in merito alle attività di comunicazione che pianifichiamo periodicamente.

Si tratta di una lista in costante mutamento: questo dinamismo è dovuto ai nuovi iscritti o a coloro che chiedono di annullare la sottoscrizione.

Nelle prossime righe vedremo insieme le modalità principali e più utili per espandere la mailing list e incrementarne la portata.

 

STRATEGIE 🎯

Le migliori tecniche per espandere una mailing list

 

1. Strategie per incrementare i contatti usando l’email

▪️ Creare contenuti email di valore

Dare vita a contenuti interessanti e sorprendenti agli occhi degli iscritti alla mailing list è essenziale per fidelizzare i lettori e far sì che condividano tali informazioni con la propria rete di conoscenze. Se la nostra attività lo consente, utilizzare un po’ di creatività e – per esempio – di ironia creerà un senso di attesa negli iscritti, rispetto alle nostre comunicazioni.

▪️ Incoraggiare gli abbonati alla condivisione delle nostre email

Implementare i pulsanti di condivisione sui social network e quello per inoltrare l’email ad un amico è un escamotage davvero utile per espandere la mailing list. Includere infondo alla mail una call to action che inviti all’iscrizione può essere infine un’ottima trovata, per fare in modo che chi riceve la comunicazione da un iscritto possa a sua volta entrare a far parte dei nostri contatti.

▪️ Segmentare la mailing list

La segmentazione della mailing list e la conseguente personalizzazione dell’email è una pratica essenziale nell’email marketing: utilizzare differenti tipologie di sottoscrizione al nostro servizio di newsletter, in modo da indirizzare i lettori verso i contenuti più pertinenti alle loro esigenze, è sicuramente una strategia vincente, capace di mantenere alta l’attenzione e il coinvolgimento nei confronti della nostra attività.

▪️ Rinnovare la mailing list grazie ad una campagna opt-in

Questa indicazione è particolarmente valida quando si è in possesso di una mailing list datata e si ha il dubbio che sia composta da contatti non più interessati. In questo caso, creare un messaggio coinvolgente, richiedendo il consenso esplicito, per riattivare l’interesse ed eliminare gli utenti disinteressati è un ottimo escamotage. Bisogna infatti tenere presente che mantenere nella propria lista contatti inattivi è controproducente per le statistiche finali di ogni campagna, in quanto rischia di restituire dati falsati.

▪️ Aggiungere un link nella firma delle email aziendali

Il traffico di posta elettronica in uscita è sempre un buon veicolo di comunicazione, per questo implementare un link che riporti il lettore alla pagina di iscrizione alla mailing list è un ottimo escamotage per coltivare i nostri contatti. Questo è ancor più valido se nell’email il lettore trova dei contenuti interessanti e ritenuti di valore.

 


2. Strategie per espandere la mailing list usando i contenuti

▪️ Creare contenuti di valore per generare lead

Sviluppare un ebook o un whitepaper gratuito e chiedere ai visitatori l’indirizzo email per scaricarlo – direttamente da una pagina predisposta sul nostro sito – è un’ottima mossa per raccogliere contatti a fronte di un omaggio di valore. Questa attività è in grado da un lato di far cogliere il tipo di servizio che possiamo offrire e dall’altro di fidelizzare un nuovo utente, facendolo entrare nella nostra mailing list.

▪️ Creare strumenti e risorse professionali gratuite

Similmente al punto appena visto, proporre strumenti professionali veri e propri, capaci di risolvere le problematiche degli utenti o agevolarli in determinate attività e richiedere l’indirizzo email per scaricarli è un altro ottimo escamotage per far crescere la propria mailing list.

▪️ Creare contenuti Bonus per iniziare

La gradualità nella proposizione di contenuti, ai fini di generare lead, è essenziale. Spesso la strategia migliore è quella di offrire ai lettori dei contenuti scaricabili liberamente senza alcuna richiesta. Successivamente è consigliabile offrire una versione avanzata dello stesso contenuto a fronte del rilascio dei propri dati. Questo approccio sicuramente è in grado di avvicinare utenti in target in una maniera molto efficace.

espandere la mailing list

3. Strategie per incrementare i propri contatti usando i social media

▪️ Promuovere un concorso online

Usare i propri account social per ospitare un giveaway gratuito, in cambio di informazioni di contatto, è uno degli strumenti più fruttuosi attualmente disponibili, grazie all’invito rivolto ai partecipanti ad andare sul nostro sito e registrarsi rilasciando il proprio indirizzo email.

▪️ Promuovere iniziative di lead generation su Twitter

Creare una campagna Twitter per promuovere un ebook o uno strumento gratuito dedicato ai propri follower è un’iniziativa ad alto potenziale, specialmente in quanto richiede un indirizzo email per ottenere ciò che stiamo offrendo.

▪️ Promuovere offerte su Facebook

Si tratta di un’attività decisamente simile a quella appena proposta per Twitter e consiste nel promuovere contenuti e offerte dedicate ai follower, a fronte del rilascio dei propri dati. Naturalmente è indispensabile prevedere i pulsanti di condivisione social sulle pagine di destinazione della campagna e su quelle di ringraziamento, incoraggiando chi ha aderito a inoltrare la nostra offerta alla propria rete.

▪️ Aggiungere un pulsante con call to action nella parte alta della pagina Facebook

Predisporre una call to action cliccabile che rimandi ad una pagina di destinazione in cui inserire il proprio contatto email e scaricare un contenuto o una risorsa in omaggio è un escamotage molto utile per espandere la mailing list partendo dai social network.

▪️ Pubblicare link dedicati ad offerte esclusive attraverso i social media

Per fare questo tipo di attività, le pagine aziendali di Facebook e LinkedIn sono davvero ideali. È possibile applicare la stessa tecnica anche nelle discussioni di gruppo su questi stessi social a patto che si tratti di interventi pertinenti con le tematiche trattate.

▪️ Utilizzare Pinterest per proporre contenuti riservati

Pinterest in particolare offre la possibilità di inserire contenuti visivi che incoraggiano i visitatori ad iscriversi, rilasciando i propri dati, per poter accedere ad ulteriore materiale.

▪️ Inserire funzionalità di engagement sul canale You Tube

Dare la possibilità ai visitatori di iscriversi al nostro canale You Tube con il loro indirizzo email quando visionano i contenuti proposti può rivelarsi una soluzione molto fruttuosa, specialmente se i nostri video sono pertinenti con le loro esigenze e con i contenuti che condivideremo con loro da quel momento in poi.

 


4. Strategie per espandere la mailing list attraverso il sito web

▪️ Chiedere feedback ai visitatori

È un’attività molto gradita solitamente dai visitatori dei siti web, spesso ben disposti a valutare l’esperienza di navigazione e i contenuti reperiti. È possibile includere un modulo da compilare in cui gli utenti possono fare domande sull’attività, oppure una live chat in cui inviare direttamente quesiti. Naturalmente attraverso questi escamotage è possibile raccogliere i dati e gli indirizzi email di chi si presta all’interazione.

▪️ Ottimizzare la lunghezza dei moduli di acquisizione dei lead

Il momento in cui si raccolgono informazioni e dati sul nostro target è sempre di cruciale importanza, per questo spesso si cade nell’errore di inserire troppi campi da compilare.

Questo può spaventare le persone che con grande probabilità riterranno troppo impegnativo o dispendioso in termini di tempo il procedimento da compiere. Ridurre invece la lunghezza del form a soli due o tre campi è la soluzione ottimale: naturalmente bisognerà ponderare attentamente i campi da compilare, così da sfruttare al meglio questa occasione unica per conoscere il nostro target e segmentarlo correttamente.

▪️ Impostare dei link alle offerte in punti ben visibili del nostro sito

Fare in modo che chi entra nel nostro sito non debba navigare eccessivamente tra le pagine, per trovare le offerte che proponiamo e alle quali è possibile accedere rilasciando i propri dati è una buona regola. È bene infatti far sì che esse siano in primo piano e siano corredate da efficaci call to action.
Le stesse offerte possono comparire in più zone del sito: alcuni dei punti più funzionali sono senza dubbio la home page e la pagina “Contatti”.

▪️ Effettuare test A/B

Per quanto si possa dedicare la massima attenzione a tutti i fattori analizzati fino a questo momento, i risultati raccolti da una campagna di lead generation potrebbero apparire ancora non ottimali. Il problema infatti potrebbe risiedere proprio nella progettazione dei contenuti o dei testi.

Non è il caso di preoccuparsi, perché in questa evenienza possiamo ricorrere ad una soluzione davvero virtuosa: il cosiddetto test A/B. Grazie a questo sistema, è possibile individuare delle soluzioni alternative riguardanti precisi elementi strategici, come ad esempio la formulazione della call to acton, il colore scelto per veicolare un’offerta, l’orario di pubblicazione delle nostre promozioni sui social network.

Testare diverse opzioni metterà certamente in evidenza l’alternativa vincente e ci permetterà di proseguire affinando via via la nostra strategia.

▪️ Dare vita ad un blog a cui i lettori possono iscriversi

Possedere un blog è un fattore determinante e altamente consigliabile, in quanto concorre ampiamente al nostro posizionamento sui motori di ricerca e consente la pubblicazione di form di iscrizione alla nostra newsletter con la quale tenersi aggiornati sulle novità.

▪️ Scrivere su blog che si rivolgono al nostro stesso target

Sul web esistono certamente tantissimi portali ed editori che si rivolgono al nostro stesso pubblico e che ospitano contenuti esterni: creare contenuti come guest blogger ci consente di aumentare la nostra platea di riferimento e soprattutto inserire una call to action e un link per condurre i lettori sul nostro sito e generare lead.

▪️ Includere le recensioni dei clienti sul nostro sito web

Riportare le opinioni dei clienti già acquisiti sul nostro sito è un’opportunità unica. Agli occhi del lettore, infatti, una recensione esterna ha un valore molto consistente ed è spesso il fattore decisivo che motiva un nuovo contatto ad iscriversi alla mailing list.

 


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5. Strategie per accrescere la mailing list attraverso partnership

 

▪️ Eseguire una promozione su un sito web o sulla newsletter di un partner professionale

La dinamica è simile a quella vista poco sopra, riguardante la condivisione di articoli come ospite di altri blog. In questo caso, con accordi di partnership è possibile far ospitare la nostra comunicazione su siti web o su newsletter di partner che si rivolgono al nostro stesso target, in questo modo potremo raggiungere un’ampia platea e condurla al nostro sito, per poi fidelizzarla con un’iscrizione.

▪️ Sviluppare un’attività di co-marketing con un partner

Dare vita ad attività, in collaborazione con partner, come ad esempio la creazione di contenuti mirati attraverso un ebook o un webinar, consente senza dubbio di ampliare la portata della nostra comunicazione alla platea del partner acquisito e condividere con lui i lead generati.

 


6. Strategie per espandere la mailing list attraverso il marketing tradizionale

▪️ Raccogliere gli indirizzi email in una fiera

Vi sono naturalmente anche soluzioni più tradizionali, altrettanto utili, per la lead generation. Una di queste è la classica raccolta di contatti durante eventi e fiere, alla quale deve seguire l’invio di una apposita email di benvenuto per confermare il consenso esplicito all’iscrizione.

▪️ Organizzare eventi offline

Sono tante e molteplici le tipologie di eventi che si possono organizzare per promuovere un’attività e generare contatti, come ad esempio seminari e conferenze, durante i quali condividere contenuti di valore con il pubblico presente. Queste, come le fiere, sono ottime occasioni per parlare della nostra offerta e invitare nuovi contatti ad aderire alla nostra mailing list.

▪️ Organizzare webinar online

Si tratta di uno strumento di grande diffusione e sicuramente molto efficace attualmente. Un webinar rappresenta l’occasione ideale per rivolgerci alla nostra platea di riferimento in maniera molto mirata e soprattutto ottenere dati e indirizzi email al momento dell’iscrizione.

▪️ Utilizzare un QR code sui materiali di comunicazione

Aggiungere un QR code nei materiali cartacei istituzionali o promozionali è un ottimo escamotage per condurre i lettori verso contenuti aggiuntivi da noi predisposti ed accessibili previa iscrizione con un indirizzo email. Creare un QR code è ormai abbastanza facile, grazie agli innumerevoli servizi gratuiti reperibili online.

▪️ Raccogliere contatti email nel proprio negozio

Per chi possiede un negozio, l’interazione faccia-a-faccia con i propri clienti è un’occasione preziosa per individuare un target specifico e ristretto al quale destinare una campagna email mirata. Attuare una strategia di questo tipo è abbastanza semplice: è sufficiente proporre l’iscrizione alla mailing list direttamente in negozio, per poter rimanere in contatto e premiare la fedeltà dei clienti con promozioni e iniziative di valore.

 


 

In questo articolo abbiamo visto numerosi esempi di attività e strategie che, se messe in atto, possono concretamente contribuire alla creazione di una lista di contatti importante dal punto di vista quantitativo ma soprattutto da quello qualitativo, con utenti in target, realmente interessati ai nostri contenuti e alle nostre promozioni.

Naturalmente, la nostra mailing list avrà sempre bisogno di una cura costante e di attività che siano in grado di condurre i nostri contatti a compiere le azioni che desideriamo per il nostro business, così come di un attento monitoraggio in grado di alleggerirla da utenti che via via, in maniera del tutto naturale, non potranno più essere considerati parte della nostra platea di riferimento.

Migliorare il tasso di apertura ottimizzando l'oggetto dell'email

Migliorare il tasso di apertura ottimizzando l’oggetto dell’email

L’email marketing è uno strumento imprescindibile all’interno di qualunque strategia di marketing, sia che ci si trovi al cospetto di un’attività prevalentemente digital, sia che il nostro obiettivo sia quello di promuovere un business commerciale più classico.

Utilizzare l’email marketing come strumento di comunicazione è senza dubbio agevole e adatto a realtà grandi e piccole, grazie al budget minimo richiesto e alla portata che è in grado di conseguire in termini di target raggiunto.

Tuttavia, per ottenere risultati ottimali è necessario mettere in atto strategie finemente curate, che tengano conto di differenti fattori. Pensare che l’improvvisazione o il semplice buon senso possa farci raggiungere i traguardi sperati si rivela sempre, con totale certezza, un grosso errore e una perdita di tempo e soldi.

Chi sceglie questa strada, una volta dato inizio ad una campagna, rileva spesso dati sconfortanti, lontani dagli obiettivi prefissati, e si trova irrimediabilmente a dover tirare le fila di quanto fatto, analizzando tutte le sfaccettature della propria strategia, per trovare ciò che ancora non appare propriamente ottimizzato.

In questo articolo, parleremo di uno degli elementi più importanti su cui lavorare attentamente quando ci si appresta ad impostare una campagna di email marketing, ovvero il titolo che appare all’apertura della casella di posta elettronica: l’oggetto di un’email – infatti – è un fattore di primaria importanza, senza dubbio in grado di migliorare il tasso di apertura delle newsletter o delle email che inviamo alla nostra mailing list.

Si tratta senza dubbio di un elemento decisivo se sviluppato seguendo alcune regole fondamentali.

 

Le 4 regole per ottimizzare l’oggetto di una email o newsletter

Nelle prossime righe vogliamo condividere i quattro consigli utili per ottimizzare l’oggetto di un’email e renderlo veramente efficace ed in grado di migliorare il tasso di apertura dei messaggi di posta elettronica esponenzialmente.

 

◼️ Stimolare la curiosità del lettore 👽

Usare la creatività con pertinenza, nella formulazione dell’oggetto di una newsletter o un’email, è un punto di partenza fondamentale per dare vita al titolo più virtuoso in ottica di miglioramento delle percentuali di clic.

Incuriosire, attirare l’attenzione e trasmettere nel lettore la necessità di scoprire qualcosa di più, rispetto a ciò che abbiamo da comunicare, è una leva davvero preziosa nell’email marketing.

 

◼️ Usare i numeri 🔢

I numeri e la quantificazione in cifre agiscono in un modo molto favorevole sull’attenzione del lettore, sono capaci da un lato di trasmettere tranquillità, in quanto chiariscono le informazioni che vogliamo dare, e dall’altro attraggono in quanto rendono immediatamente l’idea della potenzialità di ciò che stiamo comunicando. Questo è decisamente valido quando veicoliamo delle promozioni.

 

◼️ Affermare un contenuto al negativo ⛔

È un escamotage singolare, ma proprio per questo funzionale e capace di attirare l’attenzione. Si tratta di affermare un contenuto ponendolo al negativo, come per esempio: “cosa non fare se vuoi risparmiare” oppure “perché risparmiare non risolverà i tuoi problemi”.

Questa modalità di comunicazione è in grado di innescare in chi legge un meccanismo davvero virtuoso per le nostre statistiche. Naturalmente, restano valide le ferme regole della comunicazione che richiedono perlopiù toni positivi e proattivi, tuttavia dosare con strategia affermazioni al negativo può – in certe circostanze – rivelarsi una scelta davvero vincente per migliorare il tasso di apertura.

 

◼️ Utilizzare un tono di forte impatto 📢

Colpire i nostri lettori con una comunicazione inaspettata è un’ulteriore strategia, capace di rivelarsi ampiamente utile.

Pensiamo di inserire come titolo della nostra newsletter o email un’affermazione netta come “Ho detto basta”, con grande probabilità il nostro target verrà quantomeno attirato da questa frase e si soffermerà per capire a cosa ci riferiamo. Nel contenuto potremo proseguire spiegando che da quel momento condivideremo informazioni utili per risolvere un problema che anche noi riscontriamo spesso. In sostanza: creare una sorta di disorientamento con un’informazione destabilizzante è certamente una scelta utile per distinguersi tra le decine di email che i nostri lettori ricevono ogni giorno.


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Tutti questi suggerimenti sono indicazioni utili a migliorare la percentuale di apertura delle nostre comunicazioni, lavorando finemente e strategicamente nell’elaborazione del miglior oggetto per le nostre campagne di email marketing.

Se da un lato infatti i nostri lettori sono sempre più connessi e controllano la propria casella di posta elettronica di frequente, dall’altra ricevono un numero sempre maggiore di comunicazioni informative e promozionali, pertanto catturare la loro attenzione e trasmettere la necessità di fare clic per apprenderne il contenuto è un’opportunità unica e imperdibile.

L’oggetto di una email è sicuramente un elemento fondamentale a cui dedicare il corretto tempo per innescare la curiosità del lettore e migliorare le nostre statistiche di apertura.

Creare una newsletter potrebbe dare un boost al vostro business

DI COSA SI TRATTA? 🤔

Cos’è una newsletter? 

 

Tutti noi quotidianamente riceviamo moltissime newsletter, ma sappiamo cosa rappresentano esattamente?

Ebbene, per dirla in maniera semplice e diretta: la newsletter è uno degli strumenti principali di una corretta strategia di marketing digitale.

Tecnicamente, si tratta di una email diretta ad un gruppo di persone, più o meno grande e selezionato, che ha  richiesto volontariamente di ricevere aggiornamenti su una certa tematica, dando il consenso alla sottoscrizione.

Quando una persona si iscrive ad una newsletter, viene immediatamente inserita in una mailing list. Ciò consente a chi gestisce i dati, di usare il suo indirizzo email ogni volta che lo ritiene opportuno ma sempre nel rispetto delle regole del GDPR, per inoltrare informazioni potenzialmente interessanti.

D’altra parte, il destinatario può decidere di annullare la propria iscrizione in qualunque momento, qualora dovesse accorgersi di non essere interessato agli argomenti trattati o alle offerte veicolate.

Gli elementi fondamentali da valutare accuratamente per creare una newsletter efficace sono due:

1.  Il target

Come abbiamo accennato, le caratteristiche della propria platea virtuale devono essere individuate, studiate e ricercate fedelmente, in modo da avere la certezza che chi riceve le nostre newsletter sia pronto e disposto a valutarle.

2. Il contenuto

La newsletter esiste in virtù di un obiettivo di comunicazione predefinito e viene letta dal suo target con la consapevolezza di ricevere qualcosa di utile e interessante, che sia un’informazione o un’opportunità. A questo proposito il contenuto è decisivo.

 

Accanto a questi due elementi ci sono altre variabili laterali, seppure importanti, come i tempi di invio, ovvero l’individuazione del giorno della settimana o dell’orario più adatto, così come la formattazione e l’aspetto grafico, che devono essere sempre impattanti e rassicuranti.

 

EMAIL MARKETING 📧

Come Creare una newsletter bene impostata per ottenere un altissimo potenziale di marketing 

 

Per capire a fondo il successo e le potenzialità di questo strumento, bisogna considerare che le newsletter passano attraverso la tecnologia dell’email.

In un contesto in cui lo smartphone è un oggetto primario della nostra quotidianità, vien da sé che l’ email sia sempre e costantemente monitorata. Le newsletter si prestano ad essere lette e metabolizzate in qualunque situazione, sono infatti altamente fruibili, dunque non si può pensare di costruire un flusso di comunicazione diretto ai propri utenti, che prescinda da questo mezzo.

L’email marketing è uno dei mezzi di comunicazione più efficaci. Creare una newsletter ben progettata dal punto di vista dei contenuti visivi e testuali, può portare a grandissimi risultati, sia che si tratti di inviti ad eventi, sia che si tratti di acquisto di prodotti o di portare semplicemente traffico al proprio sito web.

I risultati in tutti i casi, a fronte di uno studio e di una preparazione adeguata, saranno immediatamente tangibili.

 

Vediamo insieme i vantaggi di creare una newsletter.

 

Creare una newsletter - i vantaggi


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SOLO PRO 💎

I vantaggi di creare una newsletter

 

◼️ Creare una newsletter ben fatta e inoltrarla al vostro target darà vita ad un ritorno considerevole di traffico sui vostri contenuti, siano essi su un sito web, su una landing page o su altri tipi di piattaforme di atterraggio interessanti per la vostra attività di marketing.

Mentre infatti altri mezzi di comunicazione classici come le pubblicità canoniche e persino i social network, stanno perdendo quota, la newsletter mantiene il suo primato. Le email che entrano nella casella di posta del destinatario hanno grandissime possibilità di essere aperte e valutate, purché tutto sia studiato nel migliore dei modi dal punto di vista della strategia di comunicazione.

Dall’oggetto dell’ email, che deve essere strategico e accattivante, all’indirizzo email del mittente, che deve subito far risalire alla provenienza. Se partiamo dal presupposto di creare una newsletter ben impostata, le probabilità di venire letti, capiti e di convincere a compiere l’azione che noi vogliamo spingere, sono molto elevate.

 

◼️ Creare una newsletter è un’operazione altamente economica. In un contesto di marketing monitorato da business plan e conti economici, il costo di una attività di comunicazione è sempre costantemente monitorato in relazione ai risultati.

Per riassumere: è bene tutto ciò che fa risparmiare garantendo buone performance. La newsletter è esattamente questo. Comunicazioni tramite campagne social network o ancora di più il ricorso ad influencer, richiederanno dei budget lontani anni luce dal semplice costo di una newsletter ben fatta.

 

◼️ Un altro vantaggio di creare una newsletter è la facilità di analisi delle prestazioni.

I servizi di mailing includono la possibilità di accedere alle statistiche. Alcuni dei dati che vengono messi in evidenza, nel dettaglio, sono: la quantità di clic di apertura, i clic effettuati all’interno del contenuto e il numero degli annullamenti dell’iscrizione.

 

◼️ Il quarto vantaggio di creare una newsletter è il maggiore controllo sul target e la possibilità di agire in maniera più diretta sulla costruzione del proprio bacino d’utenza. Le vostre comunicazioni infatti, arriveranno esattamente a persone interessate al servizio che offrite, nella misura in cui avrete lavorato finemente alla costruzione della vostra mailing list.

 


Qualunque sia il vostro business, se state valutando una strategia di email marketing e di comunicazione, non potrete prescindere dall’utilizzo delle newsletter come mezzo di engagement.
Le newsletter rappresentano un canale che, se sviluppato professionalmente, offre grandissimi vantaggi ed anche un ottimo ritorno sull’investimento.

Se hai ancora dubbi su come si crea una newsletter, contatta l’assistenza Infomail, saremo lieti di aiutarti

Testo di anteprima o preheader dell’email: può aumentare il tasso di apertura

In molti erroneamente pensano che in pochi secondi non possa accadere nulla di importante, invece è spesso il contrario, specialmente quando si parla di marketing e ancor di più quando si parla di email marketing.

Per avere un’idea più concreta, è sufficiente pensare che un utente intento a controllare la propria email dedica circa tre secondi al processo decisionale che lo porterà a cliccare su un messaggio piuttosto che a passare oltre.

Si tratta effettivamente di un lasso di tempo minimo, eppure in tre secondi l’utente medio è in grado di valutare a colpo d’occhio tutto ciò che un’email o una newsletter ancora chiuse offrono, ovvero:

– il nome del mittente

– il titolo, cioè l’oggetto del messaggio

– il breve testo di anteprima o preheader che segue l’oggetto dell’email

In questo articolo, vogliamo approfondire proprio l’ultimo punto, il testo di anteprima, spesso trascurato, che invece se ben sviluppato è davvero in grado di migliorare i tassi di apertura delle nostre campagne di email marketing.

 


 

DI COSA SI TRATTA? 🤔

Testo di anteprima dell’email o preheader: di cosa si tratta? 

 

Lo abbiamo accennato sopra, ma è sicuramente bene approfondire come premessa alle tecniche di ottimizzazione che vedremo in seguito: il testo di anteprima o preheader è esattamente il testo visibile nell’elenco della Posta in arrivo, subito dopo l’oggetto dell’email.

Chiaramente, la sua lunghezza è limitata e vincolata alla visualizzazione disponibile a seconda dei dispositivi utilizzati dagli utenti per consultare la casella email.

Mediamente, il numero di caratteri indicativo è di circa 100 unità. Bisogna sempre tener conto però che il 75% delle persone utilizza i dispositivi mobili al posto del computer, per accedere alla propria posta e l’anteprima visibile può essere inferiore a seconda dei modelli utilizzati, oltre che del client stesso. E’ quindi preferibile inserire nei primi 35 caratteri (34 su iPhone, che diventano 60 in visualizzazione portrait) i concetti, dati e parole che vuoi mettere in evidenza.

 


 

BEST PRACTICE 💣

Le Best practice per impostare un preheader efficace

 

Il testo di anteprima o preheader, rappresenta un’opportunità unica per convincere il lettore ad aprire la nostra email o newsletter, esso svolge infatti una funzione riassuntiva del messaggio, ovvero – introducendolo – ha lo scopo di far intuire velocemente il contenuto all’utente e di convincerlo che sia di suo interesse.

Per fare questo, è indispensabile che contenga informazioni cruciali che verranno poi esplicate meglio nel contenuto. In sostanza, se l’oggetto di un’ email è incaricato di attirare l’attenzione del lettore, il preheader può essere vissuto da un lato come un’espansione dell’oggetto stesso e dall’altro come breve anticipazione saliente del contenuto.

Per avere un’idea ancora più concreta della potenzialità del testo di anteprima, bisogna considerare che il 24% dei destinatari delle nostre email legge proprio l’anteprima per capire se vuole aprire un messaggio o meno. Nel complesso, le email con il testo di anteprima ottimizzato hanno tassi di apertura più alti del 18% rispetto alle comunicazioni nelle quali questo aspetto è stato del tutto trascurato.

Queste argomentazioni e i dati appena visti sono senza dubbio ottimi motivi per apprendere le principali buone pratiche di realizzazione del testo di anteprima o preheader, nel contesto di una strategia di email marketing ben sviluppata.

Vediamole insieme!

1. Il testo di anteprima o preheader deve supportare il titolo dell’email

Come abbiamo appena accennato, il preheader è indispensabile per approfondire l’oggetto dell’email. Spesso i marketers più creativi utilizzano titoli che incuriosiscono il lettore ma allo stesso tempo non lasciano trasparire molte informazioni. Attraverso una corretta impostazione dell’anteprima è possibile risultare engaging e allo stesso tempo entrare maggiormente nel merito del contenuto, anticipando alcune parole chiave e portando con più facilità l’utente a cliccare sul nostro messaggio.

2. Sfruttare le call to action

Creare un senso di urgenza nel lettore attraverso l’inserimento di una call to action ovvero un invito a compiere un’azione, è un escamotage utile e funzionale nell’email marketing.

Nel caso di una promozione, per esempio, è possibile usare l’oggetto dell’email per anticiparne le caratteristiche sinteticamente e inserire una call to action nell’anteprima, così da rafforzare il messaggio e risultare più coinvolgenti nei confronti del lettore.

3. Utilizzare la personalizzazione

Usare la personalizzazione è una regola generale dell’email marketing che risulta valida più che mai nello sviluppo di un testo di anteprima efficace. Per iniziare, includere il nome del lettore è un ottimo primo passo per entrare in relazione con lui ed instaurare una comunicazione virtuosa.

4. Includere i numeri

Essere precisi e puntuali nelle comunicazioni, fornendo numeri e ordini di grandezza ai lettori rispetto agli argomenti trattati, infonde un senso di fiducia nei nostri confronti: una comunicazione chiara è sempre in grado di mettere a proprio agio il lettore.

5. Creare un’interazione con i lettori attraverso domande dirette

Includere una domanda diretta ai destinatari nel testo di anteprima può rivelarsi una scelta davvero vincente in quanto riesce ad attirare l’attenzione del lettore e a suscitare curiosità ed emozione. Naturalmente, il contenuto deve essere pertinente e trovare una giustificazione nel testo dell’email, una volta aperta.

6. Utilizzare un tono da teaser

Entrare in sintonia con il nostro target, utilizzando un tono capace di incuriosire e creare aspettativa nel lettore motivandolo ad aprire l’email è senza dubbio un’indicazione da tenere a mente: si tratta in un certo senso di strizzare l’occhio al destinatario, entrando in sintonia con lui e instaurando una comunicazione più seducente ed efficace.

7. Curare sempre i dettagli

Come abbiamo accennato sopra, la chiarezza nella comunicazione tranquillizza e mette a proprio agio il lettore, pertanto è bene accertarsi che nulla nel contenuto del preheader possa in qualche modo destabilizzare chi lo legge. Ecco alcuni consigli da tenere a mente:

◼️ Fare attenzione all’ordine delle parole e alla lunghezza del testo di anteprima, per evitare che le informazioni salienti vengano tagliate nella preview.

◼️ Assicurarsi che il testo del preheader sia coerente con il contenuto dell’email e che dunque, una volta aperto il messaggio, il lettore ritrovi le medesime argomentazioni più approfondite.

◼️ Utilizzare dubbi stratagemmi per spingere i lettori a fare clic è un escamotage controproducente, in quanto rischia di minare qualunque tipo di fiducia e senso di affidabilità instaurata.

 


 

testo di anteprima o preheader - gli errori da evitare

 

DANGER ⚠️

Testo di anteprima: quali sono gli errori da evitare?

 

Fino ad ora abbiamo visto insieme quali sono le migliori pratiche da mettere in atto per sviluppare un ottimo preheader; qui di seguito vogliamo invece analizzare quelli che sono gli errori da evitare attentamente, al fine di non sprecare una preziosa opportunità con i destinatari.

1. Lasciare vuoto lo spazio destinato al testo di anteprima dando spazio a messaggi di default. Questo è davvero un errore da non commettere, in quanto significa non sfruttare dello spazio prezioso per comunicare con i nostri utenti.

Quando non inseriamo un testo di anteprima nell’apposito form, verrano mostrate le prime frasi contenute nella newsletter o nell’email che mandiamo.

2. Non equilibrare bene oggetto e preheader, creando testi incomprensibili o inutilmente ripetitivi.

3. Utilizzare un testo banale che potrebbe andare bene per qualunque email, senza alcun legame con il reale contenuto del messaggio.

4. Ripetere esattamente lo stesso testo proposto nell’oggetto dell’email o rielaborare con altre parole lo stesso contenuto.

5. Proporre nel preheader la possibilità di annullare l’iscrizione alla mailing list. Questo elemento solitamente va inserito nel footer del nostro messaggio e deve essere visibile solo una volta aperta l’email.

 


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Per concludere, in questo articolo abbiamo visto insieme come il preheader, ovvero il testo di anteprima visibile subito dopo l’oggetto dell’email, se sviluppato accuratamente sia in grado di incrementare efficacemente la percentuale di apertura del messaggio. Le regole principali per ottimizzare questa preziosa opportunità sono principalmente tre: essere concisi affinché tutti gli utenti riescano a visualizzare per intero il messaggio, personalizzare il testo per stimolare il coinvolgimento del lettore e – infine – sperimentare tecniche e contenuti usando tanta creatività!

Buon lavoro!

Come fare una campagna di riattivazione per utenti inattivi

È normale, nel tempo, osservare una diminuzione del coinvolgimento da parte degli iscritti ad una mailing list; è assolutamente fisiologico, specialmente se si tratta di contatti di vecchia data.

Qualora questa condizione inizi a essere presente in una percentuale elevata, è bene fermarsi e fare alcune riflessioni.

Una delle azioni, che solitamente viene messa in atto di fronte ad una importante presenza di utenti inattivi, prende il nome di “campagna di re-engagement” o “campagna di riattivazione” utile da un lato a coinvolgere nuovamente i vecchi contatti inattivi, riuscendo con grandi probabilità a conseguire qualche vendita contestuale, e dall’altro a ripulire la mailing list, evitando di investire su persone che non sono più interessate o, peggio ancora, di essere categorizzati come spam 😱

 

PLEASE DON’T GO 🙏

Campagne di re-engagement o riattivazione di utenti inattivi: di cosa si tratta e come si realizzano

 

Una campagna di riattivazione o re-engagement consiste in un numero variabile di email da inviare agli utenti inattivi. Tali contatti si contraddistinguono per non avere aperto nemmeno una nostra email per un lungo periodo, da valutare caso per caso, in base alla frequenza dei nostri invii. Generalmente il tempo considerato varia tra i due mesi e un anno.

L’obiettivo di questa strategia di email marketing è di portare questi contatti all’apertura dell’email di sollecito, grazie ad un forte incentivo presentato nell’oggetto della comunicazione.

Come abbiamo accennato sopra, il fine di questa attività è primariamente ridurre il tasso di abbandono, aumentando il coinvolgimento degli utenti. Tuttavia, non è raro che una campagna di re-engagement riesca a portare delle conversioni.

La differenza sostanziale con una campagna promozionale normale è che, nel momento in cui gli utenti contattati non commettono un’azione, nonostante vengano sollecitati successivamente ad aggiornare le proprie preferenze di ricezione email, si dovrà procedere con la loro rimozione dalla mailing list.

Questa operazione è indispensabile per salvaguardare le analisi statistiche, che altrimenti risulterebbero inficiate da una percentuale importante di utenti inattivi.

 


 

CONCRETAMENTE.. 🔧

Campagne di riattivazione: 3 motivi per attuarla 

 

Vediamo nel dettaglio i motivi concreti per i quali è consigliabile attuare una campagna di riattivazione.

1. Salvaguardano le statistiche sui tassi di consegna

Una percentuale alta di utenti inattivi causa un problema potenzialmente grave: il danneggiamento della reputazione del mittente. Gli internet service provider, come Gmail e Microsoft, quando rilevano una presenza importante di utenti che non aprono le email ricevute, iniziano a inviare questi messaggi direttamente nella cartella spam 😱

Attraverso una campagna di re-engagement è possibile tenere pulita la propria mailing list, proteggendosi da questo insidioso pericolo.

 

2. Le statistiche sulle metriche di coinvolgimento saranno più precise

Possedere una percentuale consistente di utenti inattivi, indipendentemente dall’appeal dell’email o dall’importanza dell’incentivo proposto, non fa altro che falsare le statistiche di email marketing, andando a oscurare tutti quegli utenti che invece interagiscono correttamente.

Avere delle statistiche imprecise non consente di avere un ritorno di dati veritiero per l’analisi della strategia di email marketing attuata.

 

3. Costa meno riattivare contatti già iscritti che acquisirne di nuovi

Infine, vi è una motivazione ancora più concreta che riguarda la sfera economica. Sollecitare utenti già iscritti, attraverso il re-engagement, è sicuramente più economico che mettere in atto procedure per acquisirne nuovi, attraverso attività di Pay per Click e SEO. Oltretutto, è molto più semplice portare alla conversione un vecchio cliente che uno nuovo, si parla di un tasso di successo medio del 60-70%.

Ad esempio secondo una ricerca Adobe, i clienti che hanno già effettuato un acquisto sono 9 volte più propensi ad effettuarne un altro rispetto ai nuovi clienti.

 

4. Come attivare una campagna di re-engagement: i 6 step principali

Innanzitutto, per partire, è necessario individuare le caratteristiche differenziali che ci permettono di definire il gruppo di utenti inattivi. In sostanza, bisogna stabilire da quanto tempo un iscritto non deve aver compiuto un’azione, per entrare nella lista della campagna di riattivazione.

Per esempio, il fattore discriminante potrà essere la mancata apertura nelle nostre comunicazioni negli ultimi due, tre, quattro mesi. Fatto questo, avremo il nostro gruppo di utenti inattivi, che dovranno essere esclusi dalle campagne promozionali e che invece riceveranno i nostri tentativi di re-engagement.

 


Il flusso della campagna di riattivazione può essere descritto in sei step fondamentali 6️⃣

 

1. “Ehi, torna da noi”

In questa prima fase, lo scopo è ottenere l’attenzione del destinatario, offrendo – a partire dall’oggetto dell’email – un valore aggiunto che si traduce solitamente in un incentivo. Ad esempio, se questi contatti sono rimasti indifferenti ai nostri contenuti anche in forma promozionale, si può optare per un omaggio a fronte di un acquisto o anche fine a sé stesso.

 

2. “Non dimenticare la nostra offerta”

Dopo una o due settimane, è bene richiamare l’offerta attraverso un secondo contatto.

 

3. Alzare la posta in gioco

Se le prime due email non hanno sortito alcun effetto e non sono state nemmeno aperte è possibile inviare una terza comunicazione con un incentivo ancora più interessante. Utilizzare la migliore offerta possibile, può essere la giusta strategia.

Si può optare per una promozione al di sopra di quelle che siamo abituati a proporre, in quanto – come abbiamo detto poco sopra – recuperare contatti inattivi è più conveniente che crearne nuovi.

A questo punto, alcuni contatti apriranno la nostra email e, anche se non aderiranno, potranno essere inclusi nuovamente nella nostra lista principale. Potremo in sostanza ritenere di aver riattivato il loro interesse nei nostri confronti.

 

4. L’ultima email

Il quarto step consiste nell’ultima email della nostra campagna di riattivazione.

A questo punto, come ultima possibilità, possiamo provare a rivalutare l’oggetto della nostra email. Ci sono utenti che ignorano per partito preso le newsletter promozionali, in questo caso vale la pena rielaborare l’oggetto della comunicazione in maniera più originale.

Ad esempio: “Davvero vuoi lasciarmi?” o “E’ un addio?”. Un tono inusuale come questo potrebbe attirare la loro attenzione, finalmente.

Per quanto riguarda invece il contenuto della comunicazione, a questo punto dovremo invitare il destinatario a decidere se continuare a ricevere le nostre comunicazioni, cambiare le preferenze riguardanti la frequenza degli invii o le tematiche o infine annullare definitivamente la propria iscrizione.

 

5. Spostare gli utenti inattivi in un segmento ad hoc

Arrivati a questo punto, avremo ancora utenti inattivi – ovvero quelli che non hanno compiuto nemmeno la scelta descritta nello step precedente – e dovremo segmentarli all’interno della nostra mailing list e dedicare a loro invii decisamente sporadici, eventualmente solo le due migliori promozioni previste durante l’anno. Nel momento in cui questi utenti dovessero aprire una nostra email, verranno inclusi nuovamente nella lista dei contatti attivi.

 

6. Per ultimo: rimozione degli inattivi

Se dopo un anno e dopo aver inviato le email relative alle nostre promozioni più importanti, questi utenti non avranno mostrato nessuna reazione, sarà decisamente meglio annullare la loro iscrizione.

 

campagna di riattivazione o re-engagement


Infomail Prova Subito


I NUMERI 📊

Misurare i risultati di una campagna di re-engagement

 

Per valutare il rendimento di una campagna strutturata come quella che abbiamo appena descritto, a fine attività sarà necessario osservare i seguenti fattori:

 

1. La dimensione del segmento non coinvolto

Se ci troviamo davanti ad una percentuale inferiore rispetto a quella di partenza, possiamo considerarci soddisfatti: la nostra campagna ha funzionato. Questo vale anche se l’oscillazione è molto piccola, ad esempio del 5%.

 

2. La percentuale di apertura

Partendo dal presupposto che, fisiologicamente, le percentuali di apertura non saranno mai paragonabili a quelle di una newsletter promozionale diretta a tutta la mailing list, è necessario considerare che raggiungere il 3-5 % di lettori deve essere considerato un successo.

 


 

SPECIAL CARE 🤗

Cosa succede dopo una campagna di riattivazione?

 

Innanzitutto, dovremo osservare il comportamento degli utenti riattivati. Sarà interessante capire come si comportano rispetto alla possibilità di acquistare i nostri prodotti o servizi. Questi utenti, inoltre, necessiteranno di una cura particolare, bisognerà incoraggiarli con attività di brand awareness e promozioni mirate, per fidelizzarli nuovamente e ancorarli saldamente al nostro gruppo di utenti attivi e spendenti.

 


 

Come abbiamo visto, la mailing list richiede una cura minuziosa. Tuttavia, ciò non comporta l’obbligo di trattenere a sè utenti inattivi. È decisamente meglio attuare campagne di re-engagement per riattivare da un lato i contatti semplicemente “dormienti” ed eliminare dall’altro quelli non interessati, al fine di avere una mailing list funzionale ed in grado di restituire statistiche attendibili per lo sviluppo delle nostre migliori strategie di email marketing.