emoji nell'oggetto delle email

Emoji nelle email: sì, no, dove, come, quando, perché? 🤓

Ne sentiamo parlare spesso e tutti, quotidianamente, li usiamo nelle più svariate maniere, principalmente attraverso i nostri smartphone.

Ma, esattamente, cosa sono gli emoji e cos’è l’emoji marketing?

Si tratta, nel dettaglio, di un’enorme serie di simboli pittografici raffiguranti ogni genere di oggetto (da treni, a aerei, a animali, a faccine, a cuoricini) creati per esprimere concetti, relazioni ed emozioni.

Nati intorno al 1997 e diventati famosi a partire dal Giappone, ricoprono attualmente un ruolo di rilievo anche nell’ambito dell’email marketing.

Esploriamo insieme come gli emoji, o emoticon, si prestano alla comunicazione digitale e alle newsletter.

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EMOJI POWER

Una marcia in più nel canale email 💪

In poco più di dieci anni dalla loro creazione, questi piccoli pittogrammi sono divenuti famosissimi e completamente sdoganati. Il significato di ognuno di essi è stato talmente interiorizzato da chi utilizza internet, che si può parlare di un vero e proprio linguaggio simbolico.

Tuttavia, come abbiamo accennato, nonostante l’apparenza smart, questi simboli non sono entrati a far parte unicamente del tempo libero o della sfera più ludica del web, bensì rappresentano da tempo dei veri e propri strumenti di marketing.

Se da un lato, a molti sorge il dubbio legittimo che un utilizzo fuori luogo di questi strumenti possa far perdere professionalità alle proprie comunicazioni, dall’altro, la loro estrema diffusione, si può dire, abbia ridimensionato drasticamente questo problema, grazie alla completa integrazione degli emoji nel nostro quotidiano.

Ma come è meglio utilizzare questi pittogrammi, se l’obiettivo è quello di massimizzare il coinvolgimento degli utenti? Come è possibile condurli ad aprire le e-mail ricevute, senza sfociare nella leggerezza e nella scarsa professionalità?

In questo articolo tratteremo proprio questo aspetto, iniziando dai plus assoluti riscontrati nel loro utilizzo.


Secondo i dati Unicode (ottobre 2019) gli emoji più utilizzati in tutti i canali sono:

  1. 😂
  2. ❤️
  3. 😍
  4. 🤣
  5. 😊
  6. 🙏 
  7. 💕
  8. 😭
  9. 😘
  10. 👍

 

INIZIAMO CON I PRO

Emoji ed email marketing: i vantaggi 🉐

Vediamo insieme i principali motivi per i quali integrare gli emoji nell’email marketing è una scelta vincente.

1. Aiutano le tue mail ad emergere nella casella di posta elettronica del target prescelto

Ebbene sì, i simboli colorati invitano certamente gli occhi del lettore a soffermarsi per un istante sulla tua comunicazione: quel brevissimo lasso di tempo può rivelarsi decisivo per generare curiosità e coinvolgimento. Le statistiche rivelano che utilizzare un emoji pertinente nell’oggetto di una newsletter aumenta il tasso di apertura di circa il 25%.

2. Consentono di utilizzare meno parole nell’oggetto

Certamente, la presenza di un simbolo esplicativo permette di comunicare in maniera migliore e più diretta un messaggio, rendendo a volte superfluo l’utilizzo di troppi termini testuali. Il risparmio di spazio nella riga dell’oggetto è un plus davvero prezioso, se consideriamo che la grande maggioranza dei dispositivi mobili, con i quali quotidianamente controlliamo l’email, consente la visualizzazione di circa trenta caratteri.


Cher regina degli emoji

La cantante Cher, tra le altre cose, è nota per il suo speciale e quasi ossessivo utilizzo degli emoji su Twitter. Tra le caratteristiche della sua scrittura c’è l’utilizzo dei segni di punteggiatura sotto forma di emoji ❗❓, quello del 💋 nel finale, e quello del 🚽 per riferirsi a Donald Trump.

Uno stile decisamente bold!


 

HOW TO

Emoji nelle email: suggerimenti pratici 🔦

Come abbiamo visto, l’utilizzo di Emoji nell’email marketing ha dei vantaggi. Tuttavia, bisogna tenere presente alcuni fattori, affinché la strategia messa in atto sia realmente produttiva.

🔶 Generalmente è poco consigliabile un utilizzo eccessivo di emoji. Usare frequentemente gli emoji nelle e-mail può infastidire i lettori e spingerli a cancellare i messaggi senza nemmeno averli aperti, scambiandoli per spam. Il simbolo scelto deve essere estremamente pertinente all’iniziativa o al tuo brand e dosato con parsimonia. Il nostro consiglio è che l’emoji scelto sia strettamente connesso all’oggetto stesso.

🔶 È sempre meglio fare un test prima di estendere l’utilizzo di emoji a tutta la lista di iscritti: per esempio, è possibile proporre lo stesso messaggio differenziando l’oggetto dell’e-mail, per estrarre le relative statistiche e determinare in quale modo la presenza dell’emoji ha influenzato il raggiungimento dei tuoi obiettivi.

🔶 È essenziale sapere con certezza come gli emoji verranno visualizzati dai vari dispositivi. Può accadere infatti che non vengano supportati o vengano visualizzati in modi diversi, in questo caso includerli può rappresentare un errore. Il nostro consiglio è quello di dare vita ad una lista da testare, che includa account di diversi client e dispositivi mobili.

🔶 Per assicurarvi una corretta visualizzazione è bene includere l’emoji nei primi 30 caratteri della frase dell’ oggetto dell’email. Questa accortezza farà sì che vengano inclusi anche gli smartphone.

🔶 È bene ricercare gli emoji più adatti a comunicare il tuo business e creare un piccolo archivio al quale accedere all’occorrenza. Per distinguerti dai tuoi competitor, sii creativo e cerca di andare oltre i soliti schemi, tuttavia assicurati che i pittogrammi scelti siano comprensibili e facilmente decodificabili dal tuo target.


emojitracker

Per gli appassionati di emoji il sito emojitracker.com rivela in tempo reale quali emoji vengono usati su Twitter. Lo so, noi siamo più interessati alle email, ma è comunque interessante e ipnotico seguire in tempo reale la crescita e il declino di un emoji. Provare per credere!


 

 

emoji più usati nell'oggetto delle email

A OGNUNO IL SUO

Come utilizzare al meglio gli Emoji nell’oggetto di una email 📣

Abbiamo appena spiegato come l’utilizzo degli emoji può essere vantaggioso a livello di marketing e come ci siano tanti fattori ai quali prestare attenzione, specialmente se l’intenzione è quella di intervenire sull’oggetto della nostra e-mail.

L’aspetto della pertinenza nella scelta merita un discorso a parte e approfondito.

Quando si sceglie di inserire un emoji nell’oggetto di una email è infatti necessario prestare particolare attenzione al contesto e soprattutto al target al quale ci rivolgiamo.

Gli emoji, infatti, non sono adatti a tutti i segmenti di mercato e al relativo pubblico. Un utilizzo inappropriato dei pittogrammi sopracitati può rivelarsi assolutamente controproducente, danneggiando notevolmente i tassi di apertura medi di una newsletter.

Un esempio esaustivo è rappresentato da e-mail provenienti da banche e istituti di credito, strettamente connessi a tematiche delicate e legate imprescindibilmente alla necessità di apparire seri, affidabili e professionali. In questo caso, la presenza di un emoji nell’oggetto del messaggio può rivelarsi altamente deleteria.

È bene considerare, comunque, che esistono emoji trendy e smart ma anche versioni più serie e professionali: il simbolo del copyright per esempio ©, è disponibile come emoji e certamente non farà perdere di professionalità la vostra newsletter. La puntina da disegno 📌è un altro ottimo esempio di emoji adatto ad utilizzi professionali, può infatti indicare un appuntamento, un evento o qualcos’altro di importante da annotarsi.

Oltre alla pertinenza, l’efficacia di un emoji nell’oggetto di una email è massima se è in grado di trasmettere un’emozione: ciò renderà evidente il tone of voice della vostra comunicazione e creerà empatia con il destinatario. Enfatizzare un’idea, trasmettere entusiasmo, darà una marcia in più alla vostra e-mail e convincerà il lettore dell’importanza di quanto state annunciando.


In conclusione, come abbiamo visto, gli emoji oltre a dare colore e mettere in evidenza le e-mail, sono in grado di creare coinvolgimento presso il pubblico, ottimizzando il messaggio che intendi veicolare. L’essenziale è usare questo sistema con parsimonia e in maniera pertinente.

È giusto sperimentare e usare un po’ di creatività per emergere rispetto ai competitor, la parola chiave in questo caso è sempre “testare” e raccogliere evidenze, per poi aggiustare il tiro e allargare a tutto il target la tua strategia di email marketing.


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Le 6 regole per un oggetto efficace

6 consigli strategici per un oggetto efficace ad alto tasso di apertura

Ogni giorno, nella nostra casella email riceviamo una quantità considerevole di messaggi, molti dei quali con finalità commerciali o promozionali. Naturalmente, non tutti catturano la nostra attenzione e il numero di quelli che decidiamo di leggere è veramente esiguo rispetto al totale ricevuto.

Ma qual è l’elemento che ci convince a cliccare su un’e-mail piuttosto che un’altra?

La risposta è semplice: l’elemento in grado di aumentare il nostro coinvolgimento nei confronti di un’e-mail è senza dubbio la frase contenuta nell’oggetto della comunicazione, ovvero la linea di testo immediatamente visibile nell’elenco della posta elettronica.

L’oggetto è un elemento cruciale nell’elaborazione di un’e-mail, pertanto è consigliabile dedicare alla sua stesura il giusto tempo e mettere in pratica i consigli strategici che vi proponiamo qui di seguito.

spam

OCCHIO ALLO SPAM!

1. Strutturare il titolo nell’oggetto in modo che non rischi di essere considerato Spam dal provider internet o dal lettore stesso

I filtri anti Spam sono dei veri segugi e si attivano in caso di termini ritenuti sensibili, come esortazioni all’azione troppo esplicite o l’uso improprio di simboli speciali e segni di punteggiatura ripetuti, come tre punti esclamativi uno dopo l’altro, per esempio.

Questi elementi porteranno i filtri o l’utente stesso a relegare la comunicazione ricevuta irrimediabilmente nella cartella Spam, con notevoli effetti negativi per la strategia di e-mail marketing che si intende sviluppare.

Elaborare l’oggetto affinché sia immediatamente chiara l’azione da compiere

CALL TO ACTION

2. Elaborare l’oggetto affinché sia immediatamente chiara l’azione da compiere

Anticipare l’azione che il lettore è chiamato a svolgere e trasmettere un certo senso di urgenza e di esaltazione è una delle chiavi di successo per una strategia di e-mail marketing. Questo è possibile attraverso l’uso di verbi esortativi, legati ad una brevissima argomentazione capace di contestualizzare l’azione richiesta.

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SEGMENTARE

3. Personalizzare è una delle migliori strategie per valorizzare i destinatari

La modalità migliore per personalizzare è segmentare la mailing list, in modo da inviare loro unicamente comunicazioni pertinenti.

Nell’oggetto dell’e-mail è bene far emergere che il messaggio è diretto e dedicato, in questo modo si creerà maggiore coinvolgimento e il lettore sarà predisposto ad aprire l’email più facilmente, dando vita – con grande probabilità – ad una conversione.


Dai un’occhiata all’immagine qui sotto. 

Quali email attirano maggiormente la tua attenzione?

Oggetto email emoji

 

La maggioranza delle persone ha risposto che le email con un oggetto che contiene uno o più emoji hanno un impatto migliore rispetto a quelle il cui oggetto contiene solo testo. E’ un fatto che inserire gli emoji nell’oggetto dell’email assicura in molti casi un tasso d’apertura migliore.

Attenzione però:  l’emoji scelto deve essere coerente con il messaggio. 


 

LESS IS MORE

4. Un titolo chiaro e diretto è sicuramente un titolo efficace

Spesso si cede erroneamente alla tentazione di essere troppo prolissi ed esplicativi nell’oggetto dell’e-mail, pensando di sfruttare al massimo il testo visibile nella schermata principale della posta in arrivo. Si cerca cioè di includere nel titolo le informazioni salienti, per accertarsi che gli utenti possano capire meglio il contenuto dell’e-mail ed aprirla.

Questa pratica è sconveniente, perché rischia di non trasmettere un messaggio chiaro al lettore.

Scegliere poche parole chiare, ponderare attentamente quale parte del messaggio veicolare è invece il migliore consiglio da tenere presente.

Un oggetto troppo elaborato può infatti essere chiaro ai nostri occhi, dato che conosciamo perfettamente il contenuto dell’e-mail, ma un estraneo come lo interpreterà? Saprà decodificarlo correttamente?

Un oggetto prolisso non sarà mai memorabile e persuasivo come dovrebbe. Allo stesso tempo, essere troppo esortativi e concisi a discapito della chiarezza sarà altrettanto penalizzante.

Per uscire da questo dilemma la soluzione è quella di scegliere alcune parole chiave, capaci di trasmettere, con un esercizio di sintesi, il motivo della comunicazione, dando la precedenza alle parole più importanti, in quanto saranno le prime ad essere lette, da sinistra verso destra.

 

SHORT IS MORE

5. Scrivere l’oggetto senza eccedere nel numero dei caratteri: 50 è il numero limite

Come abbiamo visto al punto precedente, l’oggetto deve essere diretto, chiaro, conciso e breve.

Il motivo non è unicamente legato al grado di attenzione di coloro che consultano la posta elettronica  mentre svolgono le più varie attività quotidiane, bensì c’è anche una ragione pratica: l’oggetto deve essere visibile nella sua interezza quando l’e-mail è ancora chiusa e si sta visualizzando l’elenco delle email da leggere.

La diffusione su larga scala dei dispositivi mobili rende questa necessità ancora più stringente. In sostanza, è bene considerare che più breve sarà il titolo dell’e-mail e più sarà semplice stimolare un’azione nel lettore.

 

WHAT YOU SEE IS WHAT YOU GET

6. Garantire una forte coerenza tra l’oggetto e il contenuto

Il titolo di un’e-mail deve corrispondere assolutamente all’argomentazione proposta al suo interno.

In passato si attuava un sistema alquanto scorretto, in cui l’oggetto prometteva offerte vantaggiose o contenuti molto allettanti, mentre una volta aperta l’e-mail il lettore scopriva che vi erano delle restrizioni notevoli per accedere a quanto promesso.

Questa tecnica fallimentare conduceva spesso gli utenti ad annullare l’iscrizione alla mailing list. Fortunatamente, questa pratica è stata superata e la tendenza attuale è quella di ricorrere alla chiarezza e soprattutto alla coerenza tra i contenuti proposti.

 

Seguendo questi sei consigli, è certamente possibile elaborare un oggetto in grado di coinvolgere il lettore e, con grande probabilità, spingerlo a cliccare sull’e-mail per leggerla. Un buono sviluppo dei contenuti e della call to action finale, sapranno condurre l’utente alla conversione.

Affinché l’oggetto sia davvero efficace, tuttavia, è bene effettuare molti test. In primis per verificare la leggibilità del titolo, per assicurarsi che esso appaia nella sua interezza all’interno della schermata principale della posta in arrivo, sia da desktop che da dispositivo mobile; in secondo luogo è bene – una volta inoltrata la campagna – raccoglierne le statistiche per ottimizzare il rendimento. Con i dati ottenuti si potrà andare a migliorare l’approccio strategico utilizzato nella riga del titolo e fare differenti prove, fino a raggiungere risultati più che soddisfacenti in termini di apertura della comunicazione.

L’oggetto dell’e-mail dunque può essere decisivo per la buona riuscita di una campagna di newsletter, per questo non bisogna avere fretta: cura, sintesi e strategia saranno le parole vincenti!

 

Per concludere, l’e-mail marketing è un universo complesso e davvero fruttuoso, adatto ad ogni tipo di business, pertanto è bene dedicare allo studio e all’individuazione della strategia più proficua il giusto tempo e la corretta attenzione, affinché la campagna messa in atto dia i giusti frutti e consenta di costruire con i propri contatti una relazione di fiducia, mirata ad aumentare le conversioni e ad incrementare il risultato globale.

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orario migliore per mandare email

A che ora è meglio inviare un’email? Dipende!

Quando si parla di strategie di e-mail marketing, spesso ci si concentra sulla messa in opera di tutte le istruzioni per il confezionamento della migliore email o newsletter in termini di contenuto, di resa grafica e di funzionalità, nell’ottica di garantire al nostro target un’efficace esperienza di lettura e condurlo, senza troppe esitazioni, a soddisfare la call to action proposta.

È tutto estremamente corretto, si tratta di passaggi inevitabili che meritano il giusto tempo e una grande dose di attenzione e strategia.

Tuttavia, una volta preparata la nostra e-mail, il lavoro di studio e riflessione non è ancora terminato. Un punto cruciale per l’ottenimento di risultati soddisfacenti è la valutazione dell’orario migliore per inoltrare alla mailing list la nostra campagna.

Basta dare uno sguardo alla posta elettronica in arrivo, per notare che l’orario delle newsletter commerciali che riceviamo non è affatto casuale. La maggior parte di esse viene infatti inoltrata tra le 9 e le 10 di mattina, oppure tra le 17 e le 18 di pomeriggio. Non si tratta ovviamente di una coincidenza, anzi.

È bene specificare che non vi sono dati scientifici che possono assicurare quale sia l’esatto momento per un invio più proficuo, eppure seguendo le indicazioni che proponiamo qui di seguito si potrà senza dubbio attuare una strategia che abbia delle basi solide e sicuramente potenziali in termini di timing.

 

IL TEMPISMO È TUTTO

L’importanza del tempo nell’email marketing

Si sa, non tutti coloro che ricevono una comunicazione tramite email hanno la possibilità di aprirla istantaneamente, eppure più passa il tempo dalla ricezione e meno probabilità avremo che l’utente prenda visione della nostra email. D’altra parte, inquadrare il nostro target e aver chiaro lo scopo della nostra email – come vedremo nelle prossime righe – potrà notevolmente avvicinarci all’obbiettivo, contando – tra le altre cose – sul supporto dei dispositivi mobili che sempre più tengono gli utenti connessi alla propria casella email.

Innanzitutto, proprio per l’importanza che una strategia di e-mail marketing possiede per qualunque business aziendale è indispensabile predisporre uno strumento di invio automatizzato, in grado – secondo quanto rilevano le statistiche – di migliorare le conversioni.

È semplice intuire come un sistema automatico di invio necessiti a maggior ragione di orari preimpostati, pertanto, vale davvero la pena riflettere sull’elemento “tempo”, affinché la campagna che vogliamo mettere in atto sia ottimizzata e possieda maggiori potenzialità.


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engagement email nei giorni della settimana

 

In termini di clic, martedì e mercoledì sono i giorni che vedono un engagement maggiore. Questi stessi giorni generalmente hanno anche un più alto numero di aperture. 


A CHE ORA ESATTAMENTE?

Inviare un’e-mail ai propri contatti: qual è il momento migliore?

Iniziamo immediatamente citando i dati pubblicati da GetResponse sulla base di un’analisi effettuata su 4 miliardi di e-mail, inviate da circa 1.000 mittenti. Se ci stiamo chiedendo qual è l’orario migliore per inviare una comunicazione di e-mail marketing la risposta è che le percentuali più elevate di clic sulla posta in arrivo si riscontrano alle 10 di mattina, con un tasso del 21%, e proseguono in crescita alle ore 13 con il 22,5%.

Un altro picco positivo attorno al 21% si presenta alle 18 di pomeriggio. È semplice dedurre come queste percentuali siano coerenti con i momenti della giornata in cui gli utenti sono mediamente più liberi e disposti a controllare le proprie e-mail.

Come abbiamo accennato sopra, per trovare il momento migliore relativamente all’invio della nostra campagna di e-mail marketing è bene analizzare in particolare il nostro target, cercando di dedurre come si componga la giornata tipo e quali siano i momenti in cui – con maggiori probabilità – i nostri utenti avranno del tempo libero per dedicarsi alla consultazione delle e-mail ricevute, senza distrazioni di sorta.

migliore orario per email per settori

Dunque, per avere una visione più precisa in questo frangente, è essenziale valutare le abitudini del target al quale ci rivolgiamo: se, per esempio, la nostra mailing list è composta da professionisti che svolgono una mansione d’ufficio diurna, dobbiamo considerare che con grande probabilità avranno a disposizione diversi device dai quali accedere alla propria casella e-mail e che durante gli orari di picco lavorativo difficilmente saranno disposti a dedicarci la loro attenzione.

Oltre al target, nella valutazione dell’orario di invio, è utile considerare il tipo di comunicazione che vogliamo inoltrare. Ad esempio, se la nostra strategia prevede l’invio di una promozione o l’invito all’acquisto, il momento più funzionale è presumibilmente la pausa pranzo, un momento in cui si è disposti a staccare ed evadere dai pensieri lavorativi e in cui si ha a disposizione più tempo, in condizioni di tranquillità, per finalizzare un’azione di acquisto.

Vediamo insieme in maniera più analitica quali comunicazioni hanno più possibilità di ottenere successo in virtù dell’orario di invio, secondo uno studio effettuato da Kissmetrics:

– tra le 6 e le 10 di mattina si delinea l’orario migliore per l’invio di offerte a tema culinario e di ristorazione, ma anche per e-mail riguardanti l’abbigliamento e altri generi di consumo. Sempre nella stessa fascia oraria risultano promettenti le e-mail dedicate agli eventi.

– tra le 10 di mattina e le 15 di pomeriggio, emerge una minore reattività da parte dei lettori, in quanto impegnati sul fronte lavorativo e maggiormente propensi a dedicarsi alle news. Tuttavia, la fascia della pausa pranzo rappresenta un orario davvero fruttuoso nel quale vale la pena di testare la propria campagna di e-mail marketing.

– nella seconda parte del pomeriggio, gli utenti sono predisposti a comunicazioni più complesse, dedicate cioè a servizi meno generalisti e di largo consumo. Come ad esempio offerte di servizi immobiliari o finanziari.

– di sera, fino alle 22 circa, offerte promozionali e newsletter commerciali possono trovare terreno fertile, pertanto questo può certamente essere un momento davvero promettente per la nostra strategia di e-mail marketing.

Inutile dire che di notte sia da evitare qualunque tipo di invio.

 


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A TEsTONI

L’orario migliore per inviare un’e-mail: l’importanza dei test

L’essenzialità di svolgere dei test per affinare la propria strategia di email marketing non riguarda unicamente lo sviluppo dei contenuti, la stesura del titolo dell’e-mail o l’impatto visivo che abbiamo voluto conferire alla nostra comunicazione, bensì anche l’aspetto del timing di invio.

Pertanto, una volta preso atto delle indicazioni che abbiamo voluto raccogliere in questo articolo, un passaggio fondamentale sarà proprio quello di effettuare delle prove e, attraverso i risultati raccolti, affinare i tempi individuati affinché siano sempre più coerenti con le esigenze della nostra platea.

 


In conclusione, la scelta dell’orario di invio emerge come elemento fondamentale per la nostra strategia di e-mail marketing; pertanto, dopo un attento studio dedicato ai contenuti e alla struttura, il timing rappresenta una questione da curare con particolare attenzione.

Email Lifespan

Non bisogna infatti trascurare che circa il 24% delle e-mail vengono lette entro un’ora dalla ricezione e che con il trascorrere del tempo diminuisca la probabilità che vengano aperte, fino ad arrivare all’1% dopo 24 ore.

 

HAPPY SENDING!  

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I 5 punti per costruire una campagna di successo

Come usare le email per il marketing e farlo bene!

Oggi l’e-mail marketing è una risorsa indispensabile per tutti i tipi di business. Si tratta infatti di un veicolo di comunicazione esemplare e di larghissima diffusione.

email marketing ROI

Oltre all’enorme platea alla quale si può accedere attraverso le strategie di e-mailing, un fattore altrettanto importante è il ROI, decisamente in vetta alle classifiche rispetto a quello di altri canali di marketing abitualmente usati dalle aziende.

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Circa il 60% dei marketers sono concordi nell’affermare che la migliore fonte di ritorno dell’investimento per un determinato business è proprio l’e-mail (fonte Chief Marketer | Emma).


ROI su differenti canali di marketing

Di fronte ad uno scenario così promettente, chiunque abbia un’attività imprenditoriale sa perfettamente di non potersi sottrarre all’elaborazione di un’attenta strategia marketing che passi attraverso l’email.

abitudini di lettura email

BY THE DIGITS!

E-mail marketing: uno strumento al passo con i tempi

Negli ultimi anni, la tecnologia ha fatto passi da gigante, portando un veloce cambiamento nel mondo digitale. Quel che è certo è che questo vento di innovazione anziché spostare il focus dalle e-mail ha, al contrario, dimostrato quanto l’attività di e-mail marketing sia necessaria e benefica per qualunque tipo di business.

Le abitudini degli utenti si sono focalizzate sul digitale, grazie ai dispositivi mobili sempre più accessibili e performanti.


Si stima che un individuo che lavora al computer controlli circa 30 volte al giorno la propria posta elettronica e che quasi il 60% la consulti come prima cosa dopo il risveglio (fonti: Marketing Insider Group | Customer Intelligence). Oltre il 90% delle persone, inoltre, controlla la propria casella email almeno una volta al giorno dal proprio smartphone (fonte: ExactTarget).


I numeri, dunque, confermano come l’e-mail marketing sia uno strumento assolutamente attuale e irrinunciabile, basti pensare che sono 3,7 milioni gli utenti che utilizzano account email nel mondo e che questo numero si stima in crescita entro i prossimi due anni, per un totale di 350 milioni di dollari spesi in e-mail advertising solo negli Stati Uniti.

Per approfondire ancora meglio il valore di questo segmento di comunicazione, è bene considerare che il 70% dei marketers afferma la necessità di sviluppare al meglio la propria mailing list, questa attività è in grado infatti di portare ad un incremento di business e ad un migliore raggiungimento dei propri obiettivi (fonte: Delivra) mentre il 90% di loro afferma che la posta elettronica è il canale principale per generare lead (fonte: Mailgen).

La personalizzazione rispetto al target è un fattore di incremento importante per il coinvolgimento della propria platea, lo afferma il 74% dei marketers, il 41% afferma – infine – che l’engagement è ancora più saldo se la personalizzazione riguarda la riga dell’oggetto (fonte: MarketingSherpa)


Ma da dove è bene iniziare per dare vita a campagne performanti? In questo articolo vedremo quali sono tutti i passaggi per sviluppare una strategia di e-mail marketing di successo.

I 5 punti per costruire una campagna di successo

ANDIAMO AL SODO!

I 5 passaggi per sviluppare una campagna di successo 

1) Per iniziare, è bene individuare i propri obiettivi

Chiedersi quale sia il traguardo che si vuole raggiungere attraverso una strategia di e-mail marketing è fondamentale, perché da questa considerazione vengono determinate le tipologie di campagne email da attivare, il tipo di target al quale si rivolgono, i contenuti da includere e le modalità di misurazione del loro successo.

In generale, un ottimo obiettivo da raggiungere attraverso una campagna di e-mail marketing è creare coinvolgimento nel lettore, per convertire dei semplici contatti in clienti, dunque per creare conversioni.

Ancor prima però, proprio perché il canale e-mail è uno dei più importanti in una strategia di comunicazione aziendale, è bene che gli obiettivi della campagna corrispondano agli obiettivi finali e più elevati dell’azienda stessa.

Per fare un esempio, basti pensare ad UNICEF, una delle organizzazioni non profit più famose a livello mondiale, che si occupa di raccolta fondi per fornire aiuti umanitari alle popolazioni più disagiate del pianeta. L’obiettivo finale di UNICEF è di raccogliere più donazioni possibili, pertanto è corretto che anche la strategia di e-mail marketing punti ad informare gli utenti e sensibilizzarli sull’importanza di partecipare economicamente a questa attività di supporto verso i più deboli.

Tornando al nostro primo punto, con questo esempio è ancora più evidente quanto sia consigliabile avere ben chiari i propri obiettivi prima di iniziare ad applicare una strategia di e-mail marketing: fare questo permette infatti di identificare il target e la comunicazione più adatta a raggiungere il risultato desiderato.

creare una mailing list

2) Creare una mailing list

Il secondo passaggio per dare vita ad un’attività di email marketing è costruire una mailing list partendo dai contatti già in essere. Si tratta, a tutti gli effetti, di un’importazione di contatti già assodati all’interno del programma utilizzato per gestire la campagna.

Alla luce della normativa GDPR, è essenziale avere la certezza che gli utenti inclusi in questo elenco abbiano acconsentito al trattamento dei loro dati e all’utilizzo per campagne informative e promozionali.

Qualora invece ci fosse l’esigenza di partire da zero e dunque creare una lista ex novo, è possibile ricorrere a differenti metodi. Quello più utilizzato dai marketer è composto da due fasi; si tratta di una vera e propria formula di engagement e si sviluppa mettendo in atto attività di comunicazione che offrano un incentivo accattivante, accanto alla possibilità di iscriversi alla mailing list in maniera estremamente semplice.

Ma, nel dettaglio, quale potrebbe essere l’incentivo straordinario ed irrinunciabile capace di attirare un certo target?

– innanzitutto, sicuramente dei contenuti validi nel caso in cui si possieda un blog: comunicare la possibilità di accedere a informazioni o tutorial ad alto valore informativo rappresenta per molti utenti un incentivo più che valido per l’iscrizione ad una mailing list.

– Un altro incentivo valido è uno sconto applicabile al primo ordine, a fronte dell’iscrizione alla lista. Questa strada è perfetta naturalmente per chi possiede un e-commerce.

– In caso di e-commerce di prodotto, offrire la spedizione veloce e gratuita rappresenta un grande valore aggiunto, in quanto permette all’utente di ricevere l’oggetto desiderato in brevissimo tempo e gratuitamente.

Oltre all’applicazione di incentivi diretti, volti ad incrementare la mailing list, è possibile sfruttare il sito web aziendale, inserendo delle call to action ben visibili, che invitino i visitatori ad iscriversi.

Per fare questo, esistono impostazioni e plugin mirati che permettono di inserire pop up o barre in posizioni sensibili della schermata, per aumentarne la visibilità. Nel caso di pop up, se è vero che molti utenti riscontrano un certo fastidio nel veder apparire una comunicazione improvvisa durante la consultazione di un sito, è altrettanto vero che impostare attentamente i tempi di comparsa, per esempio alla fine della lettura di un articolo o dopo che è stata visualizzata la landing page per i suoi 3/4, aumenta la probabilità di conversione e dunque l’iscrizione alla lista di contatti utili.
La comparsa di un pop up su ogni pagina durante la navigazione o appena l’utente ha fatto il suo ingresso sul portale, invece, è da considerarsi controproducente.

Qualora l’attività preveda l’invio di altre tipologie di e-mail operative, è consigliabile inserire al piede della comunicazione l’invito ad iscriversi alla mailing list, veicolando la possibilità di rimanere sempre informati, accedere a promozioni o essere tra i primi a conoscere novità e offerte.

newsletter

3) Decidere il tipo di campagna da inviare

Il terzo passaggio è chiaramente fondamentale, in quanto esistono differenti tipologie di attività di comunicazione da sviluppare tramite email, in relazione agli obiettivi determinati nel passaggio 1.

Vediamo insieme i diversi tipi di campagna che possono essere messi in atto.

Newsletter. Si tratta di comunicazioni tramite posta elettronica volte ad aggiornare ed informare i propri contatti sulle ultime novità. Ha una periodicità regolare ed è efficace per coltivare l’interesse degli utenti, aumentando la brand awareness.

Offerte. Una campagna di e-mail marketing può avere come oggetto principale un’offerta, con l’obiettivo di generare un’azione di acquisto attraverso una call to action “cliccabile” e cogliere velocemente l’impulso all’acquisto del lettore.

Annuncio. In questo caso, si tratta di lanci veri e propri di prodotto, servizi o nuove funzionalità rispetto all’offerta classica.

Invito. Una campagna di inviti è l’ideale quando si deve promuovere un evento o un’occasione speciale alla quale i contatti della mailing list sono chiamati a partecipare.

4) Creare la campagna e-mail

Una volta individuati gli obbiettivi, definita la mailing list da contattare e la tipologia di campagna da attuare è il momento di lavorare allo sviluppo dell’e-mail.

È provato che l’attenzione media di una persona adulta al cospetto di una comunicazione è di otto secondi. Si tratta di un intervallo davvero breve, per questo, è indispensabile che l’impatto globale dell’e-mail sia chiaro, di facile comprensione e intuitivo.

La struttura del testo, per entrare nel dettaglio, deve essere visivamente semplice da decodificare, in modo che – in pochi passaggi – l’utente sia guidato verso l’azione da compiere. Vi è un metodo preciso da applicare, che è in grado di semplificare ampiamente la costruzione di una comunicazione di e-mail marketing. Esso si basa sul modello piramidale invertito, che prevede un titolo sintetico, capace di veicolare il focus di tutta la comunicazione, seguito dalle informazioni visive e testuali utili al lettore per contestualizzare il messaggio e – scendendo – prevede la call to action, corredata da un pulsante interattivo. Questo modello è in grado di garantire una quantità di clic superiore rispetto ad e-mail strutturate in maniera più dispersiva.

Quanto ai contenuti, si consiglia di applicare il Principio di Pareto, secondo il quale l’80% dell’e-mail deve proporre informazioni utili, mentre il 20% deve veicolare promozioni o comunicazioni mirate alla vendita di prodotti o servizi. Questa visione si concilia perfettamente con la tendenza a dare più peso ai contenuti di valore in termini informativi.

Tornando più precisamente alla composizione dell’e-mail, oltre ad un’attenzione particolare alla scelta delle parole da usare nell’oggetto – che sarà decisivo per convincere l’utente ad aprire la comunicazione – è necessario valutare attentamente quali contenuti inserire nella parte informativa.

Le immagini, si sa, sono in grado di creare un grande coinvolgimento nel lettore, oltre ad essere velocemente decodificabili, per questo è bene intervallare il testo con contenuti visivi ed evitare blocchi indiscriminati di parole poco memorabili.

personalizzazione email marketing

Un’altra caratteristica utile per il successo di una campagna e-mail è la personalizzazione, questo è possibile operando una segmentazione della mailing list, affinché le comunicazioni inviate ai diversi contatti siano realmente pertinenti ai loro interessi. Ecco alcuni segmenti possibili, in grado di far aumentare il tasso di clic delle campagne di e-mail marketing:

Segmentazione geografica. Questa suddivisione è perfetta quando l’oggetto della campagna è di interesse circoscritto ad alcune zone, piuttosto che ad altre. Per esempio, nel caso di un negozio, sarebbe fuori luogo mandare una promozione da utilizzare a Palermo ad utenti di Milano.

Segmentazione su base demografica. Questa personalizzazione fa leva sul target specifico, siano essi uomini o donne o persone di un’età determinata.

Segmentazione di mercato. Tale suddivisione permette di suddividere gli utenti sulla base dell’interesse che il mercato ha rispetto a loro.

Segmentazione sul comportamento. Questa personalizzazione si basa sulle reazioni rilevate da parte degli utenti in occasione di comunicazioni precedenti. Tale segmentazione è molto interessante per determinare la tipologia di contenuto più stimolante per certi target, con l’obiettivo di generare conversioni.

Segmentazione su base dati. Si tratta di un escamotage utile specialmente agli e-commerce, desiderosi di comunicare ai propri migliori clienti, per sollecitare nuovi acquisti. Questa azione, dunque, parte dallo studio dei propri contatti e dal coinvolgimento di coloro che in passato, più volte, si sono dimostrati disposti ad acquistare.

Vi sono due modi principali per operare una segmentazione, nel concreto. La prima richiede un’azione e prevede una prima suddivisione dei contatti sulla base dei dati che essi hanno rilasciato inizialmente. Il secondo modo deriva dalla possibilità data a chi si iscrive alla lista di auto segmentarsi, segnalando i propri interessi.

segmentazione

Proseguendo nella creazione della campagna, è indispensabile che essa sia focalizzata sul marchio, garantendo una coerenza visiva con gli altri canali aziendali ai quali i contatti hanno accesso, e si dimostri capace di generare fiducia nel lettore.

Caratteri, colori, linee grafiche: tutto deve essere armonico e rispondente all’immagine istituzionale del marchio. Questo consentirà agli utenti di provare familiarità e genererà coinvolgimento e fiducia.

Proseguendo sugli aspetti visivi, è indispensabile che i lettori siano guidati all’azione attraverso una disposizione degli elementi semplice e di facile consultazione. È necessario considerare che il 61,9% degli utenti legge la posta elettronica da dispositivi mobili, pertanto la campagna dovrà essere tassativamente ottimizzata in questo senso.


Secondo Google il 75% degli utilizzatori di Gmail accede al proprio account da un dispositivo mobile. (fonte Techcrunch )

Nel 2019 il 34,8% delle email è stato letto su un iPhone; l’ 8.2% su un dispositivo Android. (fonte Adestra)

Nel 2019, il 62% delle campagne email è stato aperto su un dispositivo mobile; il 10% su desktop. (fonte Adestra)


Infine, non possiamo non parlare di pianificazione e programmazione. Quando si creano delle campagne, è decisivo adottare un calendario strategico affinché la cadenza prevista sia sensata e non risulti né dispersiva, né troppo pressante.

frequenza email

Nel dubbio, si può ricorrere ai risultati della tabella sopra realizzata da MarketingSherpa sulla base di un sondaggio proposto a oltre 2.000 utenti adulti, per individuare la cadenza migliore di ricezione di comunicazione commerciali. Il 60% degli intervistati si è mostrato interessato a ricevere almeno una comunicazione alla settimana, molti meno invece a ricevere e-mail con periodicità più dilazionate nel tempo.

Applicando i passaggi visti fino ad ora, durante l’elaborazione della campagna di e-mail marketing, si darà vita ad un’attività ad alta conversione, in grado di attirare l’attenzione dei lettori e consolidare una relazione di reciproca utilità.

Ma veniamo all’ultimo passaggio.

5) Misurare i risultati

Una volta lanciata una campagna è indispensabile monitorarne i risultati. Per fare questo, sono disponibili differenti strumenti, tra i quali l’indispensabile Google Analytics in abbinamento allo strumento prescelto per la gestione delle campagne e-mail.

I dati di interesse per capire l’andamento della campagna attivata sono principalmente:

– il numero di utenti che ha aperto l’e-mail;

– la percentuale di utenti che, a fronte della call to action, ha cliccato il link proposto;

– la percentuale di utenti che ha convertito;

– il numero di indirizzi al quale l’e-mail non è stata recapitata;

– il tasso di annullamento dell’iscrizione al servizio e-mail.

Raccogliere e analizzare questi dati permette di capire cosa è stato apprezzato nella campagna e cosa invece è da sistemare. Per migliorare l’output è sempre consigliabile fare dei test e sperimentare soluzioni diverse nei diversi punti della comunicazione: ad esempio, è utile testare formule alternative nell’oggetto della e-mail e vedere come rispondono gli utenti. Questa pratica è funzionale per incrementare il tasso di apertura.

Possono essere sperimentate parole differenti, così come lunghezze diverse o l’aggiunta di emoji. Secondo uno studio di YesWare, per esempio, l’inclusione di numeri nella riga dell’oggetto incrementa la percentuale di apertura.

Se invece si punta a migliorare il tasso di conversione, è necessario lavorare e sperimentare soluzioni alternative nel contenuto. Un accorgimento in questo senso è il miglioramento del layout, affinché il lettore sia accompagnato alla call to action e di conseguenza recepisca efficacemente l’invito a cliccare.

Oltre a lavorare sul testo e sul layout globale dell’e-mail, bisogna considerare che le campagne con immagini coinvolgenti portano il tasso di clic a +42%, dunque anche testare contributi visivi differenti può essere una scelta vincente.


Per concludere, abbiamo visto quali sono i passaggi fondamentali per dare vita ad una campagna di e-mail marketing vincente: è infatti indispensabile aver chiari i propri obiettivi, facendo questo emergerà con evidenza il target da coinvolgere e, di conseguenza, saranno definiti i contenuti più adatti da veicolare.

Creare un contenuto coinvolgente, capace di guidare il lettore all’azione è un aspetto fondamentale per la buona riuscita di una campagna di e-mail marketing, così come analizzare i risultati restituiti dall’attività e migliorarne le performance testando soluzioni differenti.

Seguendo tutti questi accorgimenti, siamo certi, si darà vita ad una campagna di gran successo!

 

 

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email-marketing-trend 2020

Le strategie di email marketing cambiano: ecco i trend degli anni 2020

I cambiamenti degli ultimi anni, specialmente in corrispondenza dell’avvento dei social, hanno portato molto scompiglio nell’ambito dell’e-mail marketing, suscitando dubbi sul suo futuro. Tuttavia, dati alla mano, quel che emerge è un panorama decisamente rassicurante in questo senso. L’incremento dell’utilizzo degli smartphone ha reso infatti la posta elettronica ampiamente disponibile, coerentemente con la crescita esponenziale di utenti dotati di una casella e-mail.


Infomail Prova Subito

Più della metà della popolazione mondiale utilizza la posta elettronica.  Secondo un report di Radicati nel 2019 il numero totale di utilizzatori di servizi email aveva raggiunto i 3.9 miliardi. Questa cifra rappresenta il numero degli account email attivi durante i 3 mesi della ricerca. E’ probabile che esistano altrettanti account di posta elettronica non molto frequentati.
Giusto per fare un confronto, gli utilizzatori di social media nel mondo sono circa 3.5 miliardi. Anche in questo caso il numero è imponente ma inferiore a quello degli account email.

Chi non ottiene i riscontri desiderati relativamente alla propria campagna di email marketing non può certo dare la colpa alla diffusione dei social network, quanto piuttosto deve interrogarsi sulle probabili strategie errate messe in atto.
Il punto indispensabile affinché l’email marketing continui a dare i risultati attesi – ed anzi migliori le performance – è lo stare al passo con i tempi e modulare le proprie strategie coerentemente con l’evoluzione della comunicazione online.

Alexa, leggi la mia email

ALEXA LEGGI LA MIA E-MAIL!

Tecnologia Voice ed email marketing 

Una delle evoluzioni principali, a cui ha assistito negli ultimi anni il mondo di Internet, riguarda il modo in cui gli utenti interagiscono con esso. La diffusione degli altoparlanti intelligenti come Alexa di Amazon sono l’esempio lampante di questa evoluzione.

Non si tratta, infatti, di dispositivi utili unicamente ad ascoltare la musica o a impostare un timer, bensì di tecnologie in grado di rivoluzionare la fruizione dei contenuti online, come la consultazione della posta elettronica, ad esempio. Molti professionisti, infatti, invece di leggere le proprie e-mail personalmente, le fanno leggere agli assistenti vocali per risparmiare tempo, mentre guidano o sono impegnati in altre attività.


Secondo una recente ricerca di Juniper Research, il numero di asistenti vocali triplicherà entro il 2023. Se la previsione si rivelerà esatta, in tutto il mondo ci saranno 8 miliardi di di voice assistant attivi, ovvero pi assistenti vocali che esseri umani. (Juniper Research – 2018)

Chiaramente, questo cambiamento richiede un adattamento di strategia nell’ambito dell’email marketing, in quanto viene a mancare lo stimolo visivo e l’apprendimento dei contenuti risulta unicamente legato all’ascolto.

Colori, immagini e grafica diventano completamente superflue per chi fruisce delle e-mail tramite tecnologie Voice, così come il linguaggio assume un’importanza centrale. Il testo dell’e-mail, in quest’ottica, necessita di una scorrevolezza maggiore e grande chiarezza e sintesi.

Per quanto riguarda in particolare i contributi visivi, dovendo conciliare l’esperienza classica degli utenti che continueranno a consultare la posta elettronica tramite un monitor e quella di coloro che sono già passati ad altoparlanti intelligenti, sarà indispensabile corredare ogni immagine dell’Alt Text così che vi sia continuità nella lettura e il contenuto risulti ampiamente comprensibile da tutti.

 

Intelligenza artificiale per l'email marketing

DEUS EX MACHINA 

L’intelligenza artificiale come opportunità per l’email marketing

Come abbiamo accennato, l’ingresso dell’intelligenza artificiale nelle nostre vite sta portando tantissimi vantaggi sia a livello personale che a livello professionale. Per i marketers esperti di e-mail, questa risorsa rappresenta sicuramente una grande opportunità al fine di incrementare in maniera più puntuale l’efficacia delle proprie strategie.

individuare il giusto oggetto delle proprie e-mail

Sappiamo per esempio quanto sia fondamentale ed allo stesso tempo complesso individuare il giusto oggetto delle proprie e-mail: attraverso l’intelligenza artificiale è già possibile determinare i titoli delle e-mail affinché ottengano le migliori prestazioni.

Eppure, questo – come si può immaginare – è solo il primo passo. Via via, infatti, le nuove tecnologie influenzeranno sempre più a 360° le scelte strategiche appartenenti al mondo della comunicazione, rendendo tutto più performante ed efficace.

Si prevede che nei prossimi anni la cosiddetta AI sarà in grado di formulare interi testi email e individuare il modo più corretto per impaginarli, insieme alla proposizione delle immagini più coerenti, al fine di garantire le più alte prestazioni ottenibili da una campagna di e-mail marketing.


E’ vero che noi umani siamo i soli capaci di produrre strategie e creatività ma è anche vero che solo le macchine possono analizzare, processare e produrre contenuti su vasta scala.

Allo stesso modo, le nuove tecnologie saranno di supporto per approfondire la tematica della personalizzazione verso i singoli utenti. Aiuteranno cioè ad effettuare efficaci operazioni di targeting automatizzato, basato sulle caratteristiche degli utenti, sulla loro posizione geografica o sul comportamento che essi hanno manifestato in passato.

promuovere UGC con l'email marketing

UGC RULES 

Il valore dell’autenticità nell’e-mail marketing

Con l’introduzione dei social network e ancor prima di Internet su larga scala, il tema dell’autenticità è divenuto un focus essenziale, in particolar modo tra i millennial e la generazione successiva. I consumatori, cioè, si presentano maggiormente scettici nei confronti del marketing puro e questa tendenza, con grande probabilità, andrà ad aumentare.

Questo cambiamento viene visto dai marketers come una grande opportunità di evoluzione, utile per ripensare alle modalità in cui viene pubblicizzato un dato prodotto o servizio. Una delle chiavi per garantire unicità alla propria comunicazione è utilizzare il cosiddetto User Generated Content – UGC, ovvero tutto ciò che viene creato dai fan o follower sui social network appunto, a discapito dalla comunicazione ufficiale e istituzionale preconfezionata dall’azienda stessa.


In sostanza, far sì che a promuovere e a parlare di noi sia il target in prima persona è la chiave di svolta per trasmettere autenticità.

Concretamente, alcune forme di User Generated Content nel contesto dell’e-mail marketing sono le recensioni da parte dei clienti, ovvero le peer review: i consumatori possono essere scettici rispetto a quanto dichiarato da un’azienda, ma si fidano ampiamente del parere di loro coetanei o comunque di utenti che non possiedono interesse nel parlare forzatamente bene di un brand. Per questo, applicare strategie volte ad incentivare il rilascio di opinioni a fronte di uno sconto o di una promozione è senza dubbio una pratica proficua per il nostro business.

L’email marketing è il mezzo ideale per generare e promuovere UGC. Un semplice messaggio email può includere un invito a recensire un acquisto o compilare un questionario per il monitoraggio del grado di soddisfazione.

 

email su dispositivo mobile

NEW TECHNOLOGIES = NEW OPPORTUNITIES 

E-mail marketing: l’opportunità dell’interazione 

Come abbiamo anticipato, la gran parte delle email viene consultata attraverso dispositivi mobile, come smartphone e tablet. Questa tendenza con il tempo andrà sempre più a sedimentarsi, divenendo la normalità per qualunque utente.


Il 61,9% delle email viene aperto su dispositivi mobili, il 9,8 su desktop e il 28,3 su webmail client.  Fonte Adestra “Top 10 email clients” (July 2019)

Pertanto, l’ottimizzazione delle campagne email per i dispositivi mobili è indispensabile per l’ottenimento dei risultati sperati.

 

email lette da mobile

La grande opportunità delle nuove tecnologie, oltre a rendere le e-mail a portata di mano 24 ore su 24, è la maggiore possibilità di interazione con il contenuto, rispetto alla sua fruizione da desktop. Per questo, nella formulazione della nostra campagna è essenziale sfruttare effetti interattivi capaci di risultare maggiormente coinvolgenti agli occhi degli utenti.

Effetto Rollover

Una modalità è per esempio l’inserimento di animazioni o effetti rollover predisposti in HTML.

Se nelle nostre comunicazioni prevediamo prodotti tra i quali scegliere, è possibile inserire una sorta di catalogo sfogliabile per mostrare i prodotti consigliati senza che si debba uscire dall’email, ad esempio. Questi escamotage saranno perfetti per spingere gli utenti ad interagire con i nostri contenuti.

 

Come abbiamo visto, le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale stanno velocemente rivoluzionando le modalità di fruizione dei contenuti email da parte degli utenti. Questi cambiamenti, tuttavia, vanno interpretati come importanti opportunità per far evolvere le nostre strategie di e-mail marketing e rimanere al passo con i tempi, per una migliore efficacia e risultati sempre più soddisfacenti.

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