# Call to action: le 5 regole che faranno la differenza

> Il focus dell’e-mail, in una strategia di email marketing, è senza dubbio la call to action della newsletter, ovvero l’invito all’azione. Leggi il post!

Fonte: https://www.infomail.it/call-to-action-efficaci-le-5-regole-doro/ · Infomail, piattaforma italiana di email marketing di Hoplo S.r.l. · pubblicato il 28 gennaio 2020 (2020-01-28)

Il focus dell’e-mail, in una **strategia di [email marketing](https://www.infomail.it/cose-lemail-marketing-e-perche-usare-una-piattaforma/)**, è senza dubbio la cosiddetta ***call to action***, ovvero l’invito all’azione, posto a seguito delle informazioni e degli incentivi utilizzati per creare *engagement* nel lettore.

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Una ***call to acti*on efficace** è fondamentale per il successo della nostra campagna, proprio perché ha la funzione di input, finalizzato alle conversioni. Per questo, bisogna studiare attentamente le sue meccaniche di sviluppo e **rimanere aggiornati sulle ultime tendenze di marketing**, affinché la sua formulazione sia corretta e inneschi il circolo virtuoso che ci attendiamo.

In questo articolo, vedremo insieme i cinque consigli utili per dare vita a *call to action* efficaci.

![Call to action efficaci](https://www.infomail.it/media/2020/01/brandshop_blueacorn.gif)

**CHI BEN COMINCIA..**

## ****1. Iniziare lo sviluppo dei testi dalla *Call to action*****

Dare il via al lavoro di stesura della newsletter partendo dalla formulazione della Call to action è essenziale per due motivi: innanzitutto perché così sarà subito chiaro a noi in primis l’obiettivo della campagna e, in secondo luogo, perché **una volta creata la *call to action* tutti gli altri contenuti nasceranno di conseguenza**, con maggiore logica e naturalezza.

Il flusso dell’e-mail, infatti, deve essere concepito come **un percorso che parte dall’oggetto**, ovvero il titolo dell’e-mail, in qualità di gancio per convincere la platea ad aprire la nostra comunicazione. Poi **si prosegue con il contenuto** principale arricchito da immagini ed attraverso il quale si crea *engagement* e si instaura un rapporto di fiducia con il lettore. Infine, **si termina con la *call to action*** vera e propria: arrivati a questo punto, i nostri contatti, dovranno essere pronti e interessati ad agire.

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Chiaramente, non è detto che la fiducia utile all’avvio di conversioni si sviluppi attraverso una sola e-mail. Anzi, la strategia di e-mail marketing migliore prevede diversi step:

– **il primo step** solitamente ha lo scopo di informare il lettore relativamente alla nostra attività, pertanto una *call to action* efficace potrebbe proprio invitarlo a chiedere ulteriori informazioni;

– **il secondo step** ha lo scopo di trasmettere autorevolezza e rimandare tramite la *call to action* a delle testimonianze e recensioni esterne;

– infine, **il terzo step** – a conclusione del percorso – **può proporre attraverso la call to action un incentivo all’acquisto**, in modo da convertire e raggiungere l’obiettivo finale della nostra campagna strategica.

Lavorare gradualmente sul lettore per infondergli fiducia e portarlo attraverso *call to action* mirate alla conversione è una **strategia di e-mail marketing davvero vincente**. Nonostante il nostro obiettivo sia quello di “vendere”, non bisogna avere fretta, bensì educare i nostri contatti alla comprensione del prodotto o del servizio che gli stiamo offrendo e creare in lui una necessità colmabile unicamente con una conversione.

![meglio una o più call to action](https://www.infomail.it/media/2020/01/button-hover.gif)

**DILEMMI**

## ****2. Impostare una *call to action* singola o multipla****

Questo punto rappresenta un dilemma per molti. La gran parte dei *marketers* sostiene che per creare una newsletter in grado di generare conversioni sia indispensabile rimandare ad una sola *call to action*.

Tendenzialmente in effetti è così, la semplicità e la linearità nel contenuto è una caratteristica vincente, tuttavia **è bene mantenere una certa flessibilità** di impostazione a seconda del business che stiamo trattando, a discapito di chi dice che inserire più *call to action* è dispersivo e genera confusione.

Prendiamo l’esempio di un’attività diretta a più target, come un e-commerce di abbigliamento per donne, uomini e bambini. Qualora la mailing list fosse perfettamente segmentata sarebbe ideale mandare e-mail con una *Call to action* diretta e personalizzata, eppure è veramente raro che si abbiano informazioni complete sui nostri contatti. Il più delle volte, dobbiamo lavorare con newsletter più generiche ed è in questo caso che una formula multipla può fare al caso nostro: dovremo dunque introdurre diversi pulsanti, con *call to action* personalizzate per i tre diversi target sopra citati.

Chiaramente, la scelta di proporre diverse *Call to action* deve essere accuratamente valutata e sviluppata considerando l’impatto visivo, la funzionalità e tanti altri aspetti che dovranno essere analizzati e ottimizzati attraverso dei test, via via che la campagna verrà messa in atto.

![A/B test call to action](https://www.infomail.it/media/2020/01/b100cc54f64f05adf6b2163e2590a146.gif)

**IN CASO DI DUBBIO: TEST**

## ****3. Fare test A/B per ottimizzare l’impatto e i risultati della Call to action****

Come abbiamo appena accennato fare test è un’opportunità unica per ottimizzare le nostre newsletter basandoci sui dati che otterremo.

Si possono testare differenti elementi relativamente ad un’e-mail e chiaramente anche miratamente alla *call to action*.

I test solitamente sono di tipo A/B, dunque prevedono la divisione del target in due gruppi ai quali sottoporre soluzioni differenti a livello di formulazione della *call to action* o di layout grafico del bottone.

Per esempio, si può sperimentare una frase piuttosto che un’altra, per capire meglio quale soluzione funziona di più. Oppure si possono testare **posizioni differenti, colori o grandezze alternative** per il bottone della *call to action*.  
 La procedura migliore per avere un insieme di dati analizzabili è quella di inserirli in una matrice, in modo che sia subito evidente la direzione da intraprendere per l’ottimizzazione delle pratiche messe in atto.

![Mi piace](https://www.infomail.it/media/2020/01/Mi-piace.jpg)

**MI PIACE!**

## ****4. Sviluppare una *call to action* in prima persona****

Solitamente, le formule più diffuse di *call to action* sono esortative e in seconda persona, come ad esempio: **Iscriviti ora!** Oppure: **Acquista ora!**

Tuttavia, gli studi più recenti dimostrano che **utilizzare la prima persona stimola un coinvolgimento superiore da parte dell’utente**, migliorando la performance del 90%. Questo escamotage trasmette l’impressione di avere il controllo su ciò che sta accadendo, al contrario della seconda persona che può dare l’impressione di subire una richiesta.

Degli esempi utili sono i seguenti: **Iscrivimi!** Oppure: **Lo voglio!**

![Usare parole forti](https://www.infomail.it/media/2020/01/giphy.gif)

**USARE LA FORZA!**

## ****5. Usa parole efficaci e potenti****

La scelta delle parole in una *call to action*, devono necessariamente essere coerenti sia con l’intera newsletter sia – a maggior ragione – con l’intero *tone of voice* del nostro business.

Fatta questa premessa, come abbiamo detto sopra, bisogna pensare alla newsletter come ad un viaggio che inizia con l’[oggetto](https://www.infomail.it/6-consigli-strategici-per-un-oggetto-efficace-e-un-alto-tasso-di-apertura/), passa per il contenuto principale e si conclude con l’invito all’azione: il linguaggio in questo flusso è essenziale per suscitare interesse, emozione e coinvolgimento. **Le parole utilizzate in particolare nella *call to action* devono essere potenti e stimolanti**, affinché il lettore non abbia dubbi e interagisca con il bottone predisposto.

La matrice di test A/B, come abbiamo accennato, è uno strumento importantissimo per testare diversi tipi di parole e formule. Il risultato potrebbe stupirci, suggerendoci – per esempio – che un po’ di ironia è la chiave di svolta per il nostro tasso di conversione!

Come abbiamo visto in questo articolo, la *call to action della [newsletter](https://en.wikipedia.org/wiki/Call_to_action_(marketing))* è un elemento fondamentale e su di esso dobbiamo porre la massima attenzione con l’obiettivo di **formulare la frase più accattivante ed efficace possibile, supportata da una grafica e da colori vincenti**. L’importanza di sviluppare dei test, per arrivare alla *call to action* ottimale, rappresenta un’opportunità vincente per questo è bene periodicamente mettere alla prova differenti opzioni e rimanere sempre aggiornato sulle ultime tendenze dell’e-mail marketing.

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