# Come creare una lista di email di qualità

> Una lista contatti email piccola ma scelta rende più di una grande e distratta. Sette mosse per farla crescere bene, dal modulo d’iscrizione al primo invio.

Fonte: https://www.infomail.it/come-creare-una-lista-di-email-di-qualita/ · Infomail, piattaforma italiana di email marketing di Hoplo S.r.l. · pubblicato il 2 febbraio 2024 (2024-02-02), aggiornato il 21 ottobre 2026 (2026-10-21)

Una lista di email di qualità è fatta di persone che, quando vedono il tuo nome nella
casella, aprono. Può essere piccola: bastano cinquecento clienti che ti hanno lasciato
l’indirizzo apposta, e la differenza con un file di contatti raccolti chissà dove la vedi già
al primo invio, nelle disiscrizioni e nelle segnalazioni di spam che non arrivano.

Qui trovi come costruire una lista contatti email così, partendo da zero o rimettendo in sesto
quella che hai. Se ti serve prima il quadro generale, c’è la guida su [cos’è l’email marketing
e come si comincia](https://www.infomail.it/cose-lemail-marketing-e-perche-usare-una-piattaforma/).

## 1. Decidi per chi scrivi, prima di chiedere un indirizzo

Un’officina meccanica di Vicenza che lavora sia con i privati sia con le flotte aziendali ha
due liste diverse, anche se i meccanici sono gli stessi: al responsabile della flotta
interessano tempi di fermo e fatturazione, al privato il promemoria del tagliando prima delle
ferie. Se sai chi vuoi nella
lista, sai anche cosa promettere nel modulo e cosa mandare dopo, e puoi scrivere [newsletter
che quelle persone leggono davvero](https://www.infomail.it/16-idee-per-newsletter-che-piaceranno-ai-tuoi-lettori/).

## 2. Un modulo d’iscrizione che dica cosa arriva

Il modulo deve stare dove la gente lo vede, in fondo a ogni pagina e alla fine degli articoli, e chiedere il minimo: l’email, al massimo il nome. Il telefono e la data di
nascita, se ti servono, li chiederai più avanti a chi è rimasto.

Sopra il pulsante, poi, scrivi cosa si riceve: «Una email al
mese con le novità del laboratorio e un’anteprima dei corsi» convince più di «Iscriviti alla
newsletter», perché chi legge sa a cosa dice sì. Ne parliamo più a fondo nell’articolo sul
[form di iscrizione](https://www.infomail.it/il-form-di-iscrizione-alla-newsletter-per-far-crescere-la-mailing-list/).

## 3. Offri qualcosa in cambio, ma qualcosa che serva

Il cosiddetto *lead magnet* funziona: uno sconto sul primo ordine, una guida in PDF, l’accesso
anticipato ai saldi. Il punto è che deve interessare proprio le persone che vuoi in lista. Un
negozio di attrezzatura da trekking che regala la mappa dei sentieri del Gran Sasso attira
escursionisti; se regala un buono generico da 10 euro attira anche i cacciatori di buoni, che
spariscono dopo averlo usato.

## 4. Trasparenza e consenso, senza scorciatoie

Chi si iscrive deve sapere cosa riceverà, con che frequenza e come cancellarsi. Il consenso alle
comunicazioni commerciali va raccolto in modo esplicito, con una casella non preselezionata, e
documentato: lo chiede il [GDPR](https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32016R0679),
all’articolo 7 e al considerando 32. Dal 29 ottobre 2026, poi, se vuoi sapere chi apre le tue email persona per
persona ti serve anche il consenso al tracciamento: trovi cosa fare nella [guida sulle regole
del Garante](https://www.infomail.it/tracking-pixel-email-come-adeguarsi-al-garante-guida-pratica/).

Una cosa da non fare mai: comprare liste. A parte i problemi legali, quegli indirizzi non ti
conoscono e alla prima email ti segnalano come spam. È il modo più rapido per rovinare la reputazione
del tuo dominio.

## 5. Porta sulla lista chi ti segue sui social

I social sono utili per farsi trovare, ma i tuoi post li vede chi decide l’algoritmo, quando lo
decide lui. Un post ogni tanto che porta alla pagina d’iscrizione («Il menu delle feste lo
mandiamo prima via email agli iscritti») trasforma qualche follower in un contatto che puoi
raggiungere direttamente, senza dipendere dalla visibilità che il social ti concede quel giorno.

## 6. Webinar ed eventi: la lista più calda che ci sia

Chi si registra a un webinar o a una serata in negozio ti lascia l’indirizzo per un motivo
preciso, e sul tema dell’evento è interessato per definizione. Uno studio di consulenza del
lavoro che organizza un incontro online sulle novità dei contratti raccoglie in un’ora i
contatti di trenta aziende che hanno quel problema. Ricordati solo di chiedere, nel modulo
dell’evento, il consenso a ricevere anche le comunicazioni successive: la registrazione da sola
non basta.

## 7. Guarda i numeri e fai pulizia

Ogni tanto controlla come risponde la lista: aperture, clic, disiscrizioni, rimbalzi. Se un
gruppo di contatti non apre da mesi, prova una campagna di riattivazione e poi lascia andare chi
non risponde. Una lista più corta e attiva arriva meglio in casella di una lunga piena di
indirizzi dimenticati. In Infomail gli indirizzi che danno errore e chi si disiscrive vengono
esclusi in automatico dagli invii successivi, quindi la parte noiosa della pulizia non tocca a
te.
