# Email marketing software: le caratteristiche per una scelta di successo

> Come scegliere un email marketing software: editor, tag, prezzi, assistenza, privacy e consegna in casella. Cosa guardare prima di firmare.

Fonte: https://www.infomail.it/email-marketing-software-le-caratteristiche-per-una-scelta-di-successo/ · Infomail, piattaforma italiana di email marketing di Hoplo S.r.l. · pubblicato il 20 luglio 2021 (2021-07-20), aggiornato il 21 ottobre 2026 (2026-10-21)

Un email marketing software lo scegli una volta e poi ci lavori ogni settimana, per anni. Se
l’editor è scomodo, se l’assistenza risponde dopo tre giorni o se le email finiscono in spam,
cambiare a quel punto costa fatica: liste da esportare e template da rifare. Meglio guardare con calma le caratteristiche che contano prima di
cominciare. (Cos’è l’email marketing e come funziona lo spieghiamo in [un’altra
guida](https://www.infomail.it/cose-lemail-marketing-e-perche-usare-una-piattaforma/): qui si parla di strumenti.)

Qui sotto trovi cosa valutare, con quello che facciamo noi in Infomail quando serve a capire
meglio. Come banco di prova usiamo un’azienda di impianti elettrici con qualche
migliaio di clienti, tra privati e imprese edili, e nessuno in ufficio che sappia scrivere
codice.

## Facile da usare, o non lo userai

Il miglior software per l’email marketing è quello che ha le funzioni che ti servono e che sai
usare da solo, senza aprire il manuale a ogni passaggio. Un programma pieno di opzioni pensate per chi
programma, per una piccola impresa, finisce quasi sempre usato al dieci per cento.

La prova più semplice: apri l’account di prova e prepara una newsletter vera, dall’inizio
all’invio di test. Segnati ogni volta che ti fermi a cercare un comando. Se la lista si allunga
già al mittente e all’oggetto, quel programma non fa per te.

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## L’editor

L’editor è la parte del software dove passerai più tempo. Quello che conviene cercare è il
**drag and drop**: scegli un template, trascini i blocchi (testo, immagine, pulsante),
li riempi, e l’email si adatta da sola allo schermo del telefono. Utile anche poter salvare i
propri template e riusarli: la newsletter del mese prossimo parte da quella di questo mese.

Se invece hai un grafico che ti prepara le email in HTML, controlla che il software permetta di
caricarle così come sono. In Infomail ci sono entrambe le strade: puoi vedere l’[editor drag and
drop](https://www.infomail.it/piattaforma/campagne-ed-editor/) e il caricamento dell’HTML nella pagina della
piattaforma.

## Dividere i contatti con i tag

Mandare a tutti la stessa email è il modo più rapido per annoiare metà della lista. L’azienda
di impianti elettrici scrive a imprese edili che comprano materiale ogni mese e a privati che
rifanno l’impianto di casa una volta nella vita: devono poter ricevere email diverse. Per farlo il software deve permetterti di dividere i
contatti in gruppi, una pratica che si chiama
[segmentazione](https://www.infomail.it/le-4-liste-base-per-segmentare-la-mailing-list/).

In Infomail lo fai con i tag: tag primari, che fanno da liste, e tag secondari per gli
interessi o la provenienza. Una campagna può partire solo verso chi ha un certo tag, e il
contenuto dell’email può cambiare in base ai tag di chi la riceve. Poi c’è la
personalizzazione più semplice, che non va sottovalutata: chiamare il lettore per nome.

## Prezzi e formule

Il [prezzo](https://www.infomail.it/prezzi/) è spesso il primo filtro. Guarda però come è fatto, oltre alla cifra. Le formule più comuni sono due:

- l’abbonamento, con un canone legato al numero di contatti: conviene a chi manda email con
  regolarità;
- i crediti a consumo, senza canone: paghi gli invii che fai, ed è comodo per chi scrive
  alla lista solo in certi periodi dell’anno.

Poi chiedi se ci sono costi di attivazione o vincoli di durata, e cosa succede se superi i
contatti del piano. In Infomail ci sono tutte e due le formule: abbonamenti con invii illimitati
e crediti che valgono un anno, un credito per ogni email inviata a un contatto. Non ci sono
costi di attivazione. Le voci di spesa di una campagna, software a parte, le trovi
nell’articolo su [quanto costa una campagna di email
marketing](https://www.infomail.it/quanto-costa-una-campagna-di-email-marketing/).

Il consiglio più utile resta quello della prova gratuita: provalo con i tuoi contatti e le tue
email, non con quelle di esempio.

## L’assistenza

Quando qualcosa si inceppa conta chi ti risponde, e in quanto tempo. Chiedi quali canali ci
sono (email, telefono, videochiamata) e se l’assistenza è compresa nel prezzo o è un extra. In
Infomail puoi scriverci, telefonarci o fissare un web meeting, e l’assistenza è compresa nel
costo del servizio.

## Privacy e consenso

Il software non ti mette in regola da solo: informativa e consenso restano responsabilità di
chi manda le email. Però può renderti la vita molto più facile, o molto più difficile. Guarda
se il modulo d’iscrizione raccoglie il consenso con una casella non spuntata e lo registra,
come chiede l’[articolo 7 del GDPR](https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32016R0679),
se ogni email ha il link per disiscriversi e se i disiscritti vengono esclusi in automatico.

Dal 29 ottobre 2026 c’è un punto in più: per tracciare le aperture persona per persona serve il
consenso, secondo le linee guida del Garante. Il software deve permetterti di chiederlo e di
contare in forma anonima le aperture di chi non l’ha dato. Trovi tutto nella [guida sulle
regole del Garante](https://www.infomail.it/tracking-pixel-email-come-adeguarsi-al-garante-guida-pratica/).

## Consegna in casella

Un’email perfetta che finisce nello spam non serve a niente. Dal febbraio 2024 Gmail chiede a
chi invia di autenticare il dominio con SPF o DKIM e, da circa 5.000 messaggi al giorno in su, anche
DMARC e la disiscrizione con un clic ([linee guida di Google](https://support.google.com/a/answer/81126)).
Il software deve permetterti di configurare tutto questo senza impazzire.

Chiedi anche come vengono gestiti gli indirizzi che danno errore (i *bounce*) e chi si
disiscrive: continuare a scrivergli pesa sulla tua reputazione di mittente. In Infomail il DKIM
per i nuovi domini è gratuito, il supporto ti aiuta con SPF e DMARC, e bounce e disiscritti
vengono esclusi in automatico dagli invii successivi.

[![Infomail: la piattaforma italiana di email marketing, prova gratis](https://www.infomail.it/media/banner/prova-infomail.png)](https://app.infomail.ai/register?utm_source=infomail.it&utm_medium=blog&utm_campaign=banner)

## Prima di firmare

Fai una lista corta: le tre cose che userai ogni settimana e le due che non possono andare
storte. Poi metti alla prova ogni email marketing software su quelle, con un invio vero alla tua
casella e a quella di un collega che usa un altro programma di posta.

[Illustrazione Vettori di Vecteezy](https://it.vecteezy.com/vettori-gratis/illustrazione)
