# Quante email al giorno posso mandare? I limiti di Gmail e Microsoft

> Gmail si ferma intorno alle 500 email al giorno, Microsoft 365 a 10.000 destinatari. I limiti delle caselle e quello che conta di più: chi riceve.

Fonte: https://www.infomail.it/quante-email-al-giorno-posso-mandare/ · Infomail, piattaforma italiana di email marketing di Hoplo S.r.l. · pubblicato il 1 novembre 2026 (2026-11-01)

Con un account Gmail gratuito puoi mandare circa 500 email al giorno, con Google Workspace 2.000
messaggi, con una casella Microsoft 365 aziendale 10.000 destinatari. Se ti stai chiedendo
quante email al giorno puoi mandare dalla tua casella, la risposta è nella tabella qui sotto. Il
numero che decide se la newsletter arriva, però, lo fissano Gmail e Outlook dal lato di chi
riceve, e non è scritto in nessuna tabella.

## I limiti delle caselle più usate

| Casella | Limite al giorno | Per singolo messaggio |
| --- | --- | --- |
| [Gmail personale](https://support.google.com/mail/answer/22839?hl=it) | circa 500 email | 500 destinatari |
| [Google Workspace](https://knowledge.workspace.google.com/admin/gmail/gmail-sending-limits-in-google-workspace) | 2.000 messaggi per utente (500 negli account di prova) | 2.000 destinatari, di cui 500 esterni |
| [Outlook.com](https://support.microsoft.com/en-us/office/sending-limits-in-outlook-com-279ee200-594c-40f0-9ec8-bb6af7735c2e), con abbonamento Microsoft 365 | 5.000 destinatari, di cui 1.000 a cui non hai mai scritto | 500 destinatari |
| [Microsoft 365 aziendale (Exchange Online)](https://learn.microsoft.com/en-us/office365/servicedescriptions/exchange-online-service-description/exchange-online-limits) | 10.000 destinatari, al ritmo massimo di 30 messaggi al minuto | fino a 1.000 destinatari |

Su Workspace ci sono altri due tetti, oltre ai 2.000 messaggi: 10.000 destinatari in tutto
(cinque messaggi a dieci persone contano cinquanta) e 3.000 indirizzi diversi, di cui al
massimo 2.000 fuori dal tuo dominio. Il conteggio gira su 24 ore mobili: se hai spedito alle 15
di ieri, quei messaggi pesano fino alle 15 di oggi.

Su Microsoft 365 c’è anche un tetto ai destinatari esterni di tutta l’azienda, che dipende dal
numero di licenze. Outlook.com senza abbonamento ha limiti più bassi, che Microsoft non pubblica,
e un account appena aperto parte ridotto finché il sistema non si fida. Google avverte poi che i
limiti di Workspace possono cambiare senza preavviso.

## Cosa succede quando lo superi

Gmail mostra «Hai raggiunto il limite per l’invio di messaggi» e ti lascia fermo da 1 a 24 ore.
Su Workspace il blocco dura fino a 24 ore: la posta continua ad arrivare, ma non puoi spedire
niente di nuovo. Exchange Online, sopra i 30 messaggi al minuto, rallenta gli invii in eccesso e li
sposta ai minuti successivi.

Immagina la segreteria di una scuola di musica con 900 famiglie in rubrica. Il 7 gennaio deve
mandare a ciascuna l’orario del proprio figlio, una email a testa, dall’indirizzo Gmail gratuito
della scuola. Passata la cinquecentesima arriva il blocco, e per ore la segreteria non può
rispondere nemmeno ai genitori che chiedono dell’iscrizione.

## I limiti di chi riceve

Dall’altra parte ci sono i provider dei destinatari, e ognuno decide quanto di te accettare
guardando come ti sei comportato fin qui. Google, nelle [linee guida per i
mittenti](https://support.google.com/a/answer/81126), consiglia di partire con volumi bassi
verso chi legge davvero e di aumentare poco alla volta: i picchi improvvisi creano problemi di
consegna. Chi per undici mesi manda trenta email alla settimana e a dicembre ne spedisce tremila
in un pomeriggio è il picco di cui parla.

Sopra i 5.000 messaggi al giorno verso account
Gmail, la stessa pagina di Google chiede SPF, DKIM e DMARC e la disiscrizione con un clic nei
messaggi promozionali. Microsoft, dal 5 maggio 2025, chiede SPF, DKIM e DMARC a chi supera le
5.000 email al giorno verso outlook.com, hotmail.com e live.com, e [rifiuta i messaggi non
conformi](https://www.infomail.it/nuove-regole-microsoft-outlook-per-i-mittenti-ad-alto-volume-cosa-cambia-per-la-deliverability-e-come-infomail-ti-supporta/)
con l’errore `550 5.7.515`. Per sapere a che punto è il tuo dominio basta il [controllo
gratuito](https://www.infomail.it/strumenti/controllo-dominio-email/), un minuto.

## La newsletter dalla casella aziendale

Sopra qualche decina di destinatari, per noi, la casella aziendale serve a scrivere alle persone
una alla volta. Lo dice a modo suo anche Microsoft: nella pagina sui limiti di Exchange Online
consiglia a chi manda email commerciali in quantità, newsletter ai clienti comprese, di
rivolgersi a un fornitore specializzato.

I problemi pratici si vedono alla prima campagna. Se la casella viene bloccata, si ferma anche
la posta normale dell’ufficio. Le disiscrizioni le devi annotare a mano, e basta una
dimenticanza per scrivere di nuovo a chi ti ha chiesto di smettere. Gli indirizzi morti restano
in rubrica e continuano a tornare indietro, e ogni
[rimbalzo](https://www.infomail.it/i-bounces-cosa-sono-e-come-vengono-gestiti-su-infomail/) pesa sulla reputazione del
mittente. E la copia nascosta a gruppi di cento funziona finché la fa la persona che l’ha
inventata.

## Con una piattaforma

Su una piattaforma di email marketing la domanda diventa a che velocità ogni provider accetta i
tuoi messaggi. Su Infomail quella velocità la regoliamo noi, provider per provider, compresi Libero e Aruba. Gli indirizzi IP nuovi
aumentano il ritmo poco alla volta, guardando gli esiti degli invii, e un cliente con troppi
rimbalzi viene rallentato dal sistema.

Gli abbonamenti si pagano sul numero di contatti, con gli invii compresi; in alternativa ci sono
i crediti a consumo, un credito per ogni email. I dettagli sono nella pagina dei
[prezzi](https://www.infomail.it/prezzi/). Disiscritti e indirizzi che rimbalzano escono da soli dagli invii
successivi, e una campagna che supera soglie critiche di rimbalzi si sospende in automatico.

Conferme d’ordine e promemoria che partono dal gestionale sono email transazionali: si mandano
dai [nostri SMTP](https://www.infomail.it/piattaforma/email-transazionali/) senza cambiare applicazione.

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Il passo successivo, quando i volumi crescono, è tenere buona la [reputazione del
mittente](https://www.infomail.it/come-mantenere-una-buona-sender-reputation/); i requisiti di autenticazione sono
spiegati nell’articolo su [cosa chiedono Gmail e
Yahoo](https://www.infomail.it/come-evitare-che-le-tue-email-finiscano-nello-spam-tenendo-conto-delle-nuove-policy-gmail-e-yahoo/).
Se l’[email marketing](https://www.infomail.it/cose-lemail-marketing-e-perche-usare-una-piattaforma/) lo stai
cominciando adesso, la guida generale parte dalla lista.
