email di benvenuto

5 regole per l’email di benvenuto: la prima impressione conta!

Nella vita quotidiana, siamo abituati a sentirci dire che le prime impressioni contano. Spesso per esempio, l’idea che ci facciamo di una persona, ad un primo impatto, influenza il rapporto che instaureremo o meno con lei.

È pur vero, però, che le prime impressioni possono essere sovvertite nel corso del tempo, con fatica e risvolti per nulla scontati.

In questo articolo, affronteremo questa tematica dal punto di vista dell’email marketing, cercando di focalizzare l’importanza del primo approccio con i nostri potenziali clienti.

Le prime impressioni nell’email marketing: l’email di benvenuto

L’email di benvenuto è un escamotage comunicativo di importanza straordinaria, lo strumento ideale per fare la nostra prima buona impressione, al cospetto dei potenziali clienti che si iscrivono al nostro servizio di newsletter.

Instaurare fin da subito un rapporto positivo può senza dubbio essere una mossa virtuosa e decisiva per il nostro business. Al contrario, gestire male questa opportunità, generando un’impressione negativa nella nostra platea può dare vita a svariati problemi e obbligarci a prendere provvedimenti in un secondo momento, al fine di sovvertire la situazione, con un dispendio di tempo e denaro davvero controproducente.

Paradossalmente, al giorno d’oggi, le email di benvenuto sono spesso trascurate dai marketers.
A chi non è capitato di ricevere un’email di benvenuto piuttosto impersonale e standard, dopo essersi iscritto ad una newsletter?

Si tratta – nella maggior parte dei casi – di email senza alcuna personalità, prefabbricate sia nei contenuti che nella grafica: una sorta di formalità, alla quale non vale la pena prestare attenzione.

Interpretare in maniera così superficiale il ruolo dell’email di benvenuto è certamente una grave lacuna da parte di chi si occupa di strategie di marketing.
Quello che sfugge a chi incorre nell’errore di trascurare le potenzialità di una email di benvenuto è che viene a tutti gli effetti sprecata una preziosa opportunità di comunicazione verso un potenziale cliente che ha appena scelto il nostro servizio di newsletter e dunque è predisposto all’ascolto nei nostri confronti.

Gestire bene questo momento propizio vuol dire al contrario ponderare attentamente il contenuto di tali comunicazioni, attuando preferibilmente una personalizzazione accurata della frase di benvenuto e lavorando all’aspetto visivo in completa coerenza con l’architettura del brand, al fine di “educare” – in un certo senso – il lettore a riconoscere le linee, i colori, l’identità della marca oltre al suo tone of voice.

Permettere al target di familiarizzare con la nostra realtà è essenziale, dargli dei contenuti piacevoli ed empatici al momento del benvenuto imprime – nella nostra strategia – un primo input davvero virtuoso e promettente.

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I 5 punti da ricordare per le email di benvenuto

Vediamo insieme cinque punti fondamentali da tenere a mente per creare email di benvenuto che funzionino e ci aiutino ad affermare il nostro business agli occhi dei potenziali clienti.

1. Personalizzazione e chiarezza

Le email di benvenuto possono essere davvero potenti per il nostro business. Dare la sensazione ai nostri contatti di ricevere un’accoglienza personalizzata è un inizio davvero utile e funzionale, che saprà dare grandi risultati.

Creare uno scambio di questo tipo contribuisce alla costruzione di un rapporto di fiducia con i clienti: usare il loro nome, raccolto durante la fase di iscrizione, può sicuramente cambiare l’impatto della comunicazione inviata.

L’email di benvenuto è anche un’ottima occasione per raccontare ai nostri contatti cosa condivideremo con loro e con quale frequenza: la trasparenza e la possibilità di renderli partecipi delle nostre intenzioni faranno sì che si crei un dialogo certamente proficuo. Ai lettori, inoltre, sarà chiaro sin da subito il tipo di valore che verrà condiviso e cosa noi potremo fare per loro, attraverso il nostro servizio o i nostri prodotti: una spinta alla fidelizzazione davvero performante.

2. Cogli l’attimo

L’iscrizione ad un servizio di newsletter avviene certamente sotto la spinta emotiva del coinvolgimento: probabilmente il neoiscritto ha ricevuto uno stimolo forte dato dalla convinzione che il nostro servizio possieda una capacità risolutiva rispetto alle sue esigenze.

Ecco, è bene non far esaurire questa ondata di fiducia ed interesse e sfruttare tale opportunità per inviare un’email di benvenuto in grado di promuovere ulteriormente la fidelizzazione e la creazione di un rapporto proficuo per il nostro business. Ritardare l’invio dell’email di benvenuto, magari di 24 ore, ci fa incorrere nel rischio di perdere un potenziale cliente.

3. Non dilungarti e non andare fuori tema

Parliamo di statistiche: le email di benvenuto possiedono il più alto tasso di apertura rispetto a tutti gli altri messaggi di email marketing. Si parla addirittura del 50-60%. Alcuni marketers, di fronte a questi dati si lasciano convincere dalla tentazione di approfittarne, includendo molte informazioni ritenute rilevanti. Purtroppo, questa è una scelta da evitare: sovraccaricare di contenuto questa prima comunicazione può essere totalmente controproducente. È bene invece che il nostro benvenuto sia semplice, chiaro e conciso.

4. Coinvolgi anche i social

Le operazioni di benvenuto possono essere connesse proficuamente con i social, includendo collegamenti e incentivando gli utenti all’interazione, così da dare vita ad una sorta di community capace di stimolare le conversazioni online e diventare funzionale alla nostra attività.

Dare la possibilità ai potenziali clienti di comunicare in maniera diretta con il nostro brand e promuovere la nascita di conversazioni online che lo riguardano, scambiando pareri e informazioni con altri consumatori o utenti, può innescare un circolo virtuoso davvero interessante.

5. Ogni promessa è un debito

I migliori marketers hanno fatto propria una prassi comune e molto positiva, ovvero quella di promettere – a fronte di un’iscrizione – l’accesso a contenuti riservati, sconti o altri benefit. Naturalmente, le promesse vanno mantenute – questo vale anche nell’email marketing – quindi nella prima comunicazione di benvenuto è bene includere quanto anticipato: sia esso un coupon sconto, piuttosto che le indicazioni per ottenere quanto promesso. E’ controproducente non essere di parola o mettere il proprio contatto nelle condizioni di attendere un premio senza sapere se questo arriverà mai.

 

Come abbiamo visto, i messaggi di benvenuto nelle strategie di email marketing rivestono un ruolo davvero essenziale, fare sì che questo primo scambio appaia pertinente e personalizzato, che mostri il proprio valore aggiunto attraverso la promessa di contenuti di valore e interesse per il nostro target innescherà un circolo virtuoso attorno al nostro business che si tradurrà certamente in performance di vendita o conversione davvero proficue.