Cosa sono i bounces e come vengono gestiti su Infomail

Cosa sono i bounces?

Analizzando le statistiche di invio delle tue newsletter, avrai individuato la voce “Bounce”, “Messaggi di errore”, cioè, email non ricevute, e ti sarai forse interrogato sul perché alcune comunicazioni non siano arrivate ai destinatari e, cercando su Google avrai trovato informazioni su cosa sono i bounces.
I bounces sono quelle email che, sebbene inviate, vengono bloccate (“rimbalzate”) dal server ricevente e non recapitate al destinatario.

La percentuale di messaggi che tornano indietro in quanto la loro consegna è impossibile, è il bounce rate (o tasso di rimbalzo) ed è un importante indicatore della qualità della lista.

Hard e soft bounce

A seconda del tipo di errore, distinguiamo i bounces in hard e soft.

Hard bounces: sono errori permanenti che si verificano di norma nel caso in cui vengano inviate email verso indirizzi inesistenti o non più utilizzati (e di conseguenza, disabilitati).

Soft bounces: sono errori temporanei che si verificano ad esempio nel caso in cui il server ricevente abbia momentaneamente dei problemi di ricezione o la casella di posta sia piena e non possa recepire ulteriori messaggi.
In questo caso, si tenta più volte l’inoltro fino a che, in mancanza di risposta positiva, il bounce viene classificato come hard e gestito come tale.

Come vengono gestiti i bounces su Infomail?

In fase di caricamento di una lista, Infomail identifica eventuali indirizzi non corretti dal punto di vista formale (es. mancanza del simbolo @, spazio tra le lettere, assenza del dominio) e li scarta automaticamente.
Questo è già un ottimo modo per evitare di inviare comunicazioni versoindirizzi non corretti.

Al primo invio, sarà invece possibile verificare la presenza di indirizzi che, sebbene formalmente corretti, siano di fatto errati.
Ad esempio l’indirizzo “mario.bianchi@tiscali.i” verrà scartato da Infomail perché manca il dominio di primo livello “.it”, mentre l’email “mario.bianchi@tiscali9.it” viene caricata correttamente nella lista, pur non essendo esistente.

Al primo invio la casella mario.bianchi@tiscali9.it andrà in bounce.
Questa resterà all’interno della lista ma lo stato varierà da attivo a disattivo (visibile dal simbolo di divieto); tutti i successivi invii verso la lista, saranno quindi fatti esclusivamente verso gli indirizzi email attivi, mentre quelli disattivati saranno esclusi, ed ovviamente non verranno conteggiati nei crediti consumati.

Nella sezione Report vedete le statistiche di invio e il bounce rate della campagna, accanto a recapitate, aperture e clic.

Report di una campagna con email inviate, aperture uniche, tasso di clic e tasso di rimbalzo
Il tasso di rimbalzo accanto agli altri indicatori: qui è all’1%, cioè nella norma.

Per il dettaglio riga per riga c’è la scheda Bounces del report, che elenca ogni indirizzo con il codice di errore restituito dal server e il motivo in chiaro. Da lì si può anche esportare tutto in CSV.

Come analizzare i codici di errore di bounce

La risposta del server ricevente viene fornita mediante un codice numerico al quale viene aggiunta una breve descrizione.
Il codice di errore più frequente è il 550, che indica l’impossibilità di raggiungere la casella di posta del destinatario.

Il messaggio di errore presente nell’immagine sopra indica che la casella del destinatario è piena, quindi il client di posta ha rifiutato il messaggio.

Ecco altri esempi di risposta dei client di posta:

‘smtp; 550-5.1.1 The email account that you tried to reach doesnot exist. Please try 550-5.1.1 double-checking the recipient”s email’(email non esistente)

‘smtp; 550 5.1.1 <m*****@******a.net> : sorry, nomailbox here by that name (#5.1.1 – chkuser)’ (email non esistente)

‘smtp; 550 Requested action not taken: mailbox unavailable’ (email non esistente)

‘smtp; 550 Invalid Recipient [smtp-19.iol.local; LIB_520]’ (email non esistente)

Come è evidente, nonostante il codice di errore sia il medesimo, la descrizione può variare da server a server.

Può anche capitare che il messaggio riportato non sia corretto come il caso in cui si indica come casella piena una casella in realtà non più utilizzata e disabilitata.

Come è fatto un codice di errore

Ogni risposta contiene due numeri. Il primo, a tre cifre, è il codice SMTP classico: quello che conta è la prima cifra, perché 4xx indica un errore temporaneo — il server riproverà — e 5xx un errore permanente.

Il secondo, nella forma x.y.z, è il codice esteso definito dallo standard RFC 3463, ed è molto più informativo. Anche qui la prima cifra distingue temporaneo (4) da permanente (5); le altre due dicono qual è il problema.

Codice estesoCosa dice il serverTipo
5.1.1L’indirizzo del destinatario non esisteHard
5.1.2Il dominio del destinatario non esiste o non riceve postaHard
5.2.1La casella esiste ma è disabilitataHard
5.2.2Casella piena, rifiuto permanenteHard
4.2.2Casella piena, rifiuto temporaneoSoft
4.4.1Il server ricevente non rispondeSoft
4.7.xRifiuto temporaneo per policy: limitazione di velocità, filtroSoft
5.7.1Consegna non autorizzata: il messaggio è stato rifiutatoBlocco
5.7.515Microsoft: il dominio non raggiunge il livello di autenticazione richiestoBlocco

Le ultime due righe meritano attenzione, perché non sono bounce nel senso comune: non dicono che l’indirizzo è sbagliato, dicono che il messaggio è stato rifiutato per una scelta del server ricevente. Cancellare quegli indirizzi dalla lista non risolve niente: il problema sta nella configurazione del dominio mittente. È il caso, per esempio, dell’errore 550 5.7.515 che Microsoft restituisce ai domini che non superano i controlli SPF, DKIM e DMARC.

Report dei rimbalzi di una campagna: per ogni indirizzo il codice SMTP, il motivo in chiaro e la classificazione fra hard e soft bounce
Il report dei rimbalzi di una campagna d’esempio: ogni riga porta il codice esteso, il motivo e il tipo. I codici 5.x sono classificati hard, i 4.x soft.

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Qual è un bounce rate accettabile?

Non esiste una soglia ufficiale: i grandi provider non pubblicano un limite di bounce rate. Quello che pubblicano è il limite sul tasso di spam — Google chiede di restare sotto lo 0,10% e di non raggiungere mai lo 0,30% — e quello si misura in Google Postmaster Tools.

Il bounce rate resta comunque il termometro più immediato della qualità di una lista, e va letto in questo modo:

  • Sotto l’1% su una lista usata regolarmente: è la condizione normale di una lista costruita con il consenso e ripulita dopo ogni invio.
  • Fra l’1% e il 3%: c’è qualcosa da guardare. Di solito sono contatti raccolti mesi o anni fa e mai più sollecitati.
  • Sopra il 5%, e soprattutto se sono quasi tutti hard bounce: la lista è vecchia o non è stata raccolta con il consenso. Continuare a inviarle danneggia la reputazione del mittente, perché un’alta quota di indirizzi inesistenti è esattamente il comportamento che i filtri antispam associano alle liste acquistate.

Il caso più delicato è il primo invio a una lista ferma da anni: se il bounce rate risulta alto, il danno è già fatto in quell’invio. Per questo, prima di riattivare un archivio vecchio, conviene partire dai contatti più recenti e allargare per gradi, invece di inviare tutto in una volta.

Esclusione delle caselle in bounce

L’esclusione dei bounces da tutti gli invii successivi al primo comporta non solo una grande comodità, ma anche un bel risparmio di crediti!
Per questa ragione, nel caso in cui si abbia la necessità di caricare nuovamente una lista già utilizzata, raccomandiamo di rimuovere prima tutti gli indirizzi inesistenti.
Come?

Nella pratica non serve fare nulla a mano: dopo ogni invio la piattaforma disattiva da sola gli indirizzi che hanno rimbalzato, e gli invii successivi li saltano. Se volete comunque ripulire l’archivio prima di ricaricare una lista, il report di ogni campagna ha una scheda Bounces esportabile in CSV.

Diverso è il caso delle caselle email disiscritte.

Gli indirizzi disiscritti non compariranno più nella lista e non potranno essere reinseriti direttamente.
Trovate i disiscritti nella sezione Liste, cliccando sul bottone in alto a destra.

Se un utente si è disiscritto per errore potete riattivarlo dalla lista dei contatti bloccati e reinserirlo.

Immagine: Carta Vettori di Vecteezy

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