Quanto costa una campagna di email marketing?

Quanto costa una campagna di email marketing? Il canone della piattaforma è la voce che si vede per prima, ma di solito non è la più grande. Il prezzo dell’email marketing, quello vero, è la somma di poche voci: lo strumento per inviare, il tempo di chi scrive, i contenuti, e quello che spendi per far crescere la lista. Qui le trovi una per una, con quello che puoi fare da solo e quello per cui conviene pagare qualcuno.

Per i prezzi di Infomail c’è la pagina dei prezzi dell’email marketing; qui parliamo dei costi in generale, per qualunque piattaforma tu scelga.

Prima i passaggi, poi i costi

Per capire dove vanno i soldi, conviene guardare cosa serve per far partire una campagna. Prendiamo un centro estetico di Rimini con 1.500 clienti che vuole mandare due newsletter al mese.

1) La lista dei contatti

Senza una lista di persone che hanno chiesto di ricevere le tue email non c’è campagna. Il centro ha già gli indirizzi di chi prenota online e può raccoglierne altri alla reception e con un modulo sul sito, magari in cambio di uno sconto sul primo trattamento. Le liste comprate non sono un risparmio: finiscono in spam e ti rovinano la reputazione del dominio.

Poi c’è da dividere i contatti con i tag: chi viene ogni mese per la manicure e chi prenota il pacchetto viso una volta l’anno vogliono email diverse.

2) Le email

Un oggetto chiaro, un testo breve, una call to action che si vede, una grafica coerente con il centro. E, quando ce l’hai, il nome del cliente nel saluto. Questa è la parte che chiede più tempo, soprattutto le prime volte.

3) L’invio e i numeri

Si programma l’invio, si guardano aperture e clic, si riprova chi non ha aperto con un oggetto diverso. Se vuoi confrontare due versioni, c’è l’A/B test.

Le voci di costo

Sono cinque, e pesano in modo diverso da un’azienda all’altra.

La piattaforma

È la voce che tutti guardano per prima. Le formule più diffuse sono due: l’abbonamento, con un canone che cresce con il numero di contatti, e i crediti a consumo, dove paghi le email che invii. Chi manda con regolarità di solito spende meno con l’abbonamento; chi scrive alla lista due volte l’anno, con i crediti. Controlla anche se ci sono costi di attivazione e se l’assistenza è compresa o si paga a parte.

Il tempo di chi ci lavora

Di solito è la voce più grande, anche se in pochi la mettono nel conto. Preparare una newsletter, per chi comincia, può prendere mezza giornata; dopo qualche mese, con un template pronto, molto meno. Se in azienda nessuno ha quel tempo, devi pagarlo fuori: un collaboratore o un’agenzia.

I contenuti

Le foto dei prodotti, un grafico per il template iniziale, qualcuno che rilegga i testi. Molto si può fare da sé con uno smartphone decente e un po’ di pazienza; il template, se vuoi che assomigli davvero al centro, conviene farlo fare una volta bene.

La raccolta dei contatti

Se fai pubblicità per far iscrivere persone nuove, quella è una spesa. Anche l’omaggio per chi si iscrive (lo sconto, il campione, il trattamento di prova) ha un costo, anche se è un prodotto che hai già in magazzino. Ma la lista può crescere anche gratis: modulo sul sito e reception.

L’agenzia, se la scegli

Un’agenzia segue tutto, dall’idea creativa all’analisi dei risultati. Costa di più, ovviamente, e conviene quando l’email è un canale importante e in casa non c’è nessuno che possa seguirlo con continuità.

Dove si può risparmiare

Si risparmia sul template (fatto una volta, riusato per anni), sulla frequenza (se il tempo è poco, manda meno e cura di più ogni invio) e sugli strumenti, partendo con una prova gratuita prima di scegliere.

Non si risparmia sulla lista. Gli indirizzi raccolti male costano due volte: prima per mandargli le email, poi per rimediare alla reputazione del dominio quando finisci in spam.

Per capire se la spesa ha senso, la cosa giusta è misurare quanto ti torna indietro: trovi come si fa nell’articolo su come calcolare il ritorno sull’investimento dell’email marketing. Le basi sono nella guida su cos’è l’email marketing e come si comincia, e il resto degli articoli del blog per i singoli passaggi.

Illustrazione Vettori di Vecteezy

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