KPI dell'email marketing

I 6 KPI dell’email marketing da monitorare per campagne di successo

L’e-mail è un canale ricco di opportunità e opzioni, per questo è bene aver presente quali sono i KPI dell’email marketing da monitorare, al fine di individuare margini di miglioramento o conferme sul proprio operato.
Vediamo insieme i 6 KPI dell’email marketing principali ovvero le sei metriche utili al monitoraggio di una campagna efficace.

 

LA QUANTITA’ CONTA 📈

1. Numero di iscritti alla mailing list

 

Iniziamo da una metrica basilare: è necessario infatti valutare il numero di utenti ai quali è stata inviata l’e-mail, unitamente alla totalità delle persone di cui si compone la mailing list dopo l’ultimo invio.

Questo rilievo dà un’immediata idea dell’efficacia della nostra comunicazione. Una strategia positiva deve mostrare una crescita in entrambi i versanti.

Qualora il numero di iscritti non sia aumentato, è bene analizzare la situazione per capirne il motivo; una delle prime variabili da osservare consiste nelle modalità in cui viene promossa l’iscrizione alla newsletter. Probabilmente la Call to action non è adeguata al target, oppure è posta in una posizione poco favorevole in termini di visibilità.

 

 

KPI dell'email marketing - bounce rate

ECCO IL BOUNCE ⛹️‍♂️

2. Tasso di consegna

 

Il secondo KPI dell’email marketing, come il precedente, è basilare. Quando si parla di tasso di consegna, infatti, ci si riferisce al numero di destinatari che effettivamente ricevono le comunicazioni inviate. Molto semplicemente, se dopo aver inviato una comunicazione e-mail a 100 utenti, 95 la ricevono e 5 no (i 5 sono i bounce), il tasso è da considerarsi del 95%.


KPI dell'email marketing

In Infomail è possibile dedurre il dato relativo al tasso di consegna sottraendo al numero di email inviate il numero di bounce indicato nei Report.


Al di là della problematica più immediata, bisogna sapere che, se i tassi di consegna restano bassi per diverso tempo, c’è la possibilità di incorrere in problemi con il proprio ISP oppure di non poter più inviare e-mail a interi blocchi di indirizzi IP.

Per ovviare a questo problema è necessario seguire alcune indicazioni:

🛑 Evitare di inviare comunicazioni a e-mail non attive.

🛑 Verificare attentamente gli indirizzi al momento dell’iscrizione.

🛑 Utilizzare la conferma di attivazione al momento della sottoscrizione da parte dell’utente, così da avere la certezza di non immagazzinare indirizzi di posta elettronica errati.

🛑 Effettuare una pulizia del database almeno una volta ogni sei mesi.

🛑 Seguire questi consigli farà sì che si possieda una mailing list di utenti potenzialmente interessati, senza pericoli di trovarsi categorizzati come spam 😱 e contenendo i costi di gestione legati al numero di iscritti globali.

 

OPEN 📧

3. Tasso di apertura

 

Il terzo KPI dell’email marketing tratta della percentuale in cui i destinatari dell’e-mail hanno aperto il messaggio ricevuto almeno una volta. Mediamente, le percentuali di apertura si aggirano tra il 20% e il 30 %, ma il fine di ogni campagna di e-mail marketing deve essere quello di avvicinarsi quanto più possibile al 100%.

Vediamo come si può agire virtuosamente su questa percentuale:

✔️ È possibile effettuare dei test sui tempi di invio, intesi come orari specifici nei quali gli utenti ricevono le comunicazioni, al fine di cogliere i momenti più propizi.

✔️ È consigliabile modificare la frequenza degli invii per incidere favorevolmente sulla percentuale di apertura. Tuttavia, questa operazione va ponderata attentamente: un aumento troppo consistente delle comunicazioni potrebbe avere effetti negativi sul ritorno, così come un silenzio prolungato.

✔️ La personalizzazione è spesso la chiave di tutto nell’e-mail marketing: oggetto e testo dell’e-mail diretti personalmente all’utente creeranno un coinvolgimento fruttuoso e ad alto potenziale.

✔️ Infine, è essenziale porre attenzione in particolare alla stesura dell’oggetto dell’e-mail: questa stringa testuale deve essere esaustiva e coinvolgente, ciò consentirà alla comunicazione inviata di non essere categorizzata come spam 😱.

KPI dell'email marketing - metriche dell'email marketing - Click unici

CLICK 🖱️ 

4. Percentuale di click 

 

Un’altro KPI dell’email marketing vitale per il monitoraggio dell’attività è quello dei Click unici, ovvero il numero di utenti che una volta aperta la comunicazione hanno cliccato sul collegamento proposto.

Ecco qui di seguito dei consigli utili all’incremento della percentuale appena descritta:

Innanzitutto, è indispensabile la chiarezza: dichiarare testualmente dove si verrà diretti cliccando il bottone proposto è essenziale.
Rendere chiara la comunicazione, facendo capire semplicemente dove bisogna cliccare e dando quindi istruzioni sul tipo di azione richiesta. A questo proposito, l’ideale è che per ogni e-mail inviata sia prevista una sola azione, così da non confondere i lettori.

 

IF YOU LEAVE ME, CAN I COME TOO? 😎

5. Tasso di cancellazione

 

Ancora un KPI dell’email marketing estremamente indicativo. Si tratta del numero di utenti che ci lasciano e rinunciano a ricevere le nostre comunicazioni. È bene considerare positivamente questo dato: chi si cancella da una newsletter in quanto non interessato, ci aiuterà a tenere “pulita” la nostra mailing list, con un’ottimizzazione generale delle metriche e con il conseguente contenimento di costi inutili, generati da utenti non potenziali.

D’altra parte, questo dato deve sempre rappresentare anche l’occasione per fare un’analisi accurata della propria newsletter al fine di capire se ci sono margini di miglioramento e se chi annulla l’iscrizione davvero non sia da considerare un potenziale cliente.

KPI dell'email marketing - tasso di conversione

 

CONVERTITEVI! 🖖

6. Tasso di conversione 

 

L’ultimo KPI del’email marketing da valutare è il tasso di conversione, costituito dalle persone che hanno aperto l’e-mail ricevuta e hanno intrapreso un’azione specifica dopo aver fatto click su un link.

Per conversione, intendiamo, a seconda degli obiettivi aziendali, la registrazione di un account, un acquisto o il download di un contenuto per esempio. Per misurare questi dati, l’ideale è utilizzare uno strumento come Google Analytics.

Un’operazione davvero interessante ed essenziale, per aumentare il tasso di conversione, è la segmentazione del target in base agli interessi, ciò permette una maggiore personalizzazione che spesso si rivela fruttuosa: utilizzare un linguaggio coerente con le inclinazioni del ricevente, oppure proporre direttamente un’offerta o un prodotto particolare sulla base di precise abitudini d’acquisto rilevate, può innescare un circolo virtuoso importante per una campagna di e-mail marketing.

Una modalità di segmentazione molto efficace è quella per dispositivo: l’esperienza di navigazione e la predisposizione a compiere determinate azioni, varia drasticamente a seconda che si stia leggendo un’e-mail dal cellulare o da un computer.

Il grado di attenzione e la disponibilità a prestare attenzione ad una e-mail sono fattori ampiamente variabili. Un’analisi del comportamento degli utenti messo in atto da diversi dispositivi potrà dare rilevanti informazioni sul tipo di comunicazione che stiamo proponendo, facendoci per esempio mettere in discussione il design della nostra e-mail, qualora risultasse penalizzata da mobile: una grafica non responsive restituirà dati più deboli da dispositivi di dimensioni ridotte, mentre verrà accolta normalmente da desktop.

 


 

I 6 KPI dell’email marketing appena analizzate non sono certamente le uniche esistenti, possiamo tuttavia affermare che si tratti delle più significative nell’ottica di valutare l’andamento di una campagna, in quanto restituiscono una quantità di dati importante da analizzare e sulla quale basare le proprie attività.