Redazione, Autore presso Infomail
frequenza di invio di newsletter

Come gestire la frequenza di invio delle newsletter e gli utenti inattivi

Attuare una corretta strategia di e-mail marketing richiede un lavoro minuzioso, capace di tenere in considerazione differenti fattori e di farli interagire nel giusto modo. Per intenderci, l’obiettivo di una comunicazione commerciale via e-mail è innanzitutto quello di arrivare al destinatario e suscitare interesse. Eppure, al giorno d’oggi, le caselle di posta elettronica sono piene di newsletter di ogni tipo: come possiamo, allora, essere certi che il nostro messaggio raggiunga l’obiettivo sperato?

Ovviamente, nessuno specialista di e-mail marketing potrà avere la certezza che una e-mail venga aperta e letta; quello che si può fare, però, è lavorare su differenti aspetti, affinché queste possibilità siano decisamente ragguardevoli.

Un primo punto è sicuramente il fattore tempo, incrociato con la segmentazione della nostra mailing list: inviare le nostre comunicazioni al momento giusto e indirizzarle agli utenti realmente interessati è un passaggio imprescindibile.

Ma, come possiamo capire quali sono le migliori tempistiche di invio? 🤔

La risposta non può essere univoca, tuttavia la migliore strategia deriva dalla segmentazione della nostra mailing list, con lo scopo di dare vita a una pianificazione funzionale, strettamente legata al coinvolgimento degli iscritti stessi.

 

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Segmentare la mailing list è il punto di partenza

 

Attuare una strategia frettolosa, inviando indistintamente una newsletter a tutta la lista di iscritti, unicamente per nostre necessità commerciali estemporanee, può rivelarsi una scelta totalmente controproducente.

Facendo in questo modo, incorreremo in un ritorno di dati negativo, causato da utenti non coinvolti.

Per inquadrare meglio questa eventualità, basta pensare a come un utente interessato abbia molte probabilità di distinguere la nostra e-mail tra le molteplici comunicazioni giunte nella propria casella, mentre un utente non interessato potrebbe semplicemente optare per l’annullamento dell’iscrizione o la categorizzazione della nostra comunicazione come spam.😱

Onde evitare questi spiacevoli inconvenienti, è possibile analizzare i dati di coinvolgimento restituiti dalle campagne precedenti e sviluppare un vero e proprio programma di invio.

 

 

utenti inattivi

HOW TO 🔧 

Come segmentare la propria mailing list

Il primo step per fare questo è definire cosa intendiamo per utente “attivo”.

Se per esempio inviamo frequentemente delle comunicazioni tramite e-mail, un parametro utile potrebbe essere l’apertura di almeno un nostro messaggio negli ultimi 30 giorni. Questa variabile può andare a definire il target degli attivi.

Dopodiché dobbiamo individuare un’altra categoria, formata ad esempio, da coloro che hanno aperto una nostra e-mail durante il lasso di tempo che va dai 30 ai 90 giorni precedenti all’ultimo invio. Dovremo considerare questo gruppo “parzialmente attivo”.

Tutti i contatti rimasti in elenco costituiranno, infine, il gruppo degli “inattivi”.

 

 

PLANNING 📅 

Definizione di un programma di invio

 

Una volta stratificata la lista in diversi target, sulla base del loro coinvolgimento rispetto ai nostri contenuti, è bene definire il programma di invio, ovvero decidere la frequenza dei nostri invii specificatamente per ogni segmento.

Di base, un’indicazione intuibile è quella di inviare meno e-mail a coloro che risultano meno attivi e, invece, prevedere una frequenza maggiore verso gli iscritti interessati.

Un esempio semplicissimo è costituito dal seguente programma:

  • Segmento Attivi: due invii alla settimana
  • Segmento Parzialmente Attivi: una e-mail ogni due settimane
  • Segmento Inattivi: una e-mail ogni uno o due mesi con le promozioni più interessanti

Chiaramente, questa suddivisione è piuttosto basica. A seconda della strategia di e-mail marketing attuata fino a questo momento e soprattutto in considerazione dei dati raccolti, la segmentazione può essere ancora più minuziosa, con l’aggiunta – per esempio – degli utenti “Super attivi”, cioè quelli che hanno interagito con una nostra comunicazione nell’ultima settimana e che per questo possono, eventualmente, accogliere positivamente fino a tre comunicazioni ogni sette giorni.

Paradossalmente, il segmento degli inattivi è per noi estremamente importante e la nostra strategia deve mirare alla riattivazione del loro interesse, affinché possano essere riammessi alla lista principale.

Il recupero di utenti disinteressati è decisamente più conveniente se paragonato all’acquisizione di nuovi utenti e, di certo, sarà più facile ottenere delle conversioni da questo target, piuttosto che dai nuovi iscritti.

 

 

strategie di re-engagement

PLEASE COME BACK ! 🙏

Ottimizzare i segmenti della mailing list e la strategia di re-engagement

 

Una volta individuati i macro-segmenti, sarà necessario lavorare alle liste affinché più utenti possibili, come abbiamo accennato poco sopra, si spostino dalla categoria degli inattivi a quella degli attivi.

Per fare questo, è possibile attuare una strategia di re-engagement arrivando, eventualmente, alla cancellazione definitiva degli utenti che nell’ultimo anno non hanno mai aperto una nostra comunicazione.

Come possiamo intuire, tenere la propria lista pulita dagli utenti disinteressanti può unicamente portare dei vantaggi alle nostre statistiche e ci permette di analizzare meglio i risultati di ogni campagna di comunicazione, così da ottimizzare la nostra strategia di e-mail marketing.

Tutte queste attività di riattivazione dell’interesse e controllo della lista di iscritti incidono sulla frequenza delle comunicazioni: mentre facciamo una campagna di re-engagement, gli utenti coinvolti saranno esclusi dalle newsletter promozionali inviate agli utenti attivi, per esempio.

Sempre relativamente alla frequenza, un’opzione ulteriore è quella di far scegliere agli utenti stessi quante comunicazioni sono disposti a ricevere. Questo è possibile attraverso la pagina delle preferenze, un form molto intuitivo tramite il quale gli iscritti accederanno alle opzioni di frequenza, oppure decideranno definitivamente di abbandonare la nostra lista.

Tali opzioni, solitamente, sono disponibili proprio nella schermata di annullamento dell’iscrizione e sono molto utili per trattenere coloro che erano intenzionati ad abbandonarci.

Questi iscritti, trovando opzioni differenti, possono optare per una frequenza di invio inferiore oppure scegliere unicamente determinate tipologie di comunicazioni. Ad esempio, un utente può decidere di ricevere solo e-mail promozionali, con sconti e occasioni, mentre non è interessato alla lettura di news di settore.


 

In conclusione, come abbiamo visto, non è possibile dare una risposta univoca alle domande sulla frequenza ottimale di una newsletter.

Ciò che è certo è che essa può variare, non solo in funzione del business e dei contenuti da comunicare, bensì anche della tipologia di target.

Una segmentazione accurata della propria lista sarà la base sulla quale sviluppare un corretto piano di invio delle nostre comunicazioni, capace di intercettare nel modo giusto e al momento giusto l’interesse del nostro iscritto, oppure arrivare ad una sua definitiva cancellazione dalla lista, qualora non fosse più interessato.

Grazie a mailing list aggiornate e attive, le nostre campagne di e-mail marketing saranno in grado, non solo di incrementare correttamente il nostro business, ma anche di restituirci dati statistici preziosi per l’affinamento delle nostre strategie.

6 regole per ottimizzare le email per i dispositivi mobili

Le 6 regole per ottimizzare le email per i dispositivi mobili

Negli ultimi anni, l’e-mail marketing ha visto una crescita notevole, grazie all’incremento di riscontri positivi in termini di ROI, ritorno di investimento.

Questo risultato è da attribuirsi in gran parte alla diffusione esponenziale dei dispositivi mobili, che attualmente detengono il 45% in termini di apertura di e-mail sul totale della posta elettronica ricevuta: ovvero – per semplificare – quasi metà delle e-mail aperte vengono cliccate da mobile.

La portata di questo fenomeno è ancora più evidente se si considera che, pochissimi anni fa, questo dato era fermo all’11%.

Naturalmente, a tale valore positivo corrisponde un decremento delle attività da desktop. Pertanto, l’importanza dei dispositivi mobili nell’ottica di una strategia di e-mail marketing è davvero cruciale e ha portato – negli ultimi anni – gran parte delle aziende a chiedersi come procedere per uniformare il proprio mailing alle esigenze dei nuovi device tecnologici.

Prima di cogliere questo input e procedere speditamente all’ottimizzazione delle nostre comunicazioni e-mail, è bene riflettere e analizzare il business che trattiamo, unitamente al target individuato: a quale pubblico ci stiamo rivolgendo? Quali programmi e quali dispositivi usano i nostri utenti per consultare le e-mail?

Le risposte a queste domande ci consentiranno di avere un’idea più chiara su come procedere. Analizzare i dati per verificare quanti utenti – in percentuale – cliccano sulle nostre comunicazioni da mobile è essenziale.

A seconda del target – infatti – può risultare ancora preponderante la consultazione da dispositivo fisso. Qualora invece il responso converga sul mobile, è indispensabile attuare un’ottimizzazione per fare in modo che tutti gli utenti siano in grado di visualizzare correttamente le nostre e-mail.

Come si può immaginare, sono numerosi i casi di aziende che, accortisi di avere un grande traffico da mobile, hanno ritenuto indispensabile ottimizzare le proprie comunicazioni, innescando un aumento notevole della percentuale di clic sulle proprie campagne.


 

INTELLIGENCE OPERATION 🕵️

Ottimizzare le e-mail sulla base delle esigenze dei propri contatti

 

Rilevare le modalità di consultazione delle e-mail da parte del nostro target consente di progettare le nostre comunicazioni rispondendo alle sue esigenze, in modo da rendere l’esperienza di lettura più semplice e fluida possibile.

Questa personalizzazione è tutt’altro che superficiale, perché prevede la rilevazione dei client di posta utilizzati dalla nostra platea e prosegue con l’osservazione delle tecniche che essi supportano.

Ad esempio, se una grande percentuale dei nostri contatti utilizza Outlook per l’apertura delle e-mail è sconsigliabile ricorrere a immagini di sfondo, immagini animate gif o ombre sul testo, perché tale programma non supporta questi elementi, dunque non saranno visualizzati.

Se la maggior parte dei nostri iscritti invece sta aprendo la posta elettronica da iPhone, allora sarà meglio utilizzare un design responsive, più adatto a tale dispositivo.

 

UN DESIGN RESPONSIVE NON BASTA 📲

Ottimizzare le e-mail per il mobile

 

Partendo dal presupposto che oltre l’80% degli iscritti ad una newsletter dichiara di eliminare una e-mail se non si presenta bene sul proprio dispositivo mobile, è chiaro come sia diventato essenziale ottimizzare le nostre comunicazioni per non perdere una grande parte della platea di riferimento. I passaggi fondamentali devono riguardare necessariamente la leggibilità e la possibilità di interagire con il contenuto, sia da smartphone che da tablet.

Ecco alcuni suggerimenti per rendere le nostre e-mail perfette sui dispositivi mobili:

Le dimensioni del font contano

1. Utilizzare caratteri leggibili

Scegliere la giusta dimensione del testo per le proprie email e newsletter è essenziale: usare caratteri piccoli rende la lettura difficile già dal computer, immaginiamo quanto possa essere difficoltosa la fruizione da dispositivo mobile!

Per evitare di incorrere in questi problemi, è consigliabile optare per una grandezza di 14px minimo per il corpo dell’e-mail e 22px per i titoli. Fortunatamente, alcuni dispositivi ridimensionano automaticamente i testi inferiori ai 13px.

2. Creare un contenuto conciso

Il dono della sintesi è ancora più prezioso quando si tratta di ottimizzare le e-mail per mobile. Sviluppare delle comunicazioni brevi, comprensibili e accessibili, senza contenuti poco pertinenti, è la scelta migliore per facilitare la lettura della nostra e-mail da cellulari e tablet.

Ottimizzare per il mobile

3. Sviluppare un layout a colonna singola

Attualmente, molte newsletter sono ancora strutturate con una divisione in due colonne, questa scelta non è ottimale per i dispositivi mobili dove la visualizzazione prende in considerazione una sola colonna. Strutturare direttamente l’e-mail con un solo contenuto centrale fa sì che essa venga supportata in automatico anche dagli schermi più piccoli, assicurando un’efficace leggibilità.

4. Facilitare l’interazione con il pulsante della Call to action

L’obiettivo di una strategia di e-mail marketing è sempre e comunque la conversione, di qualunque tipo essa sia. Pertanto, fare in modo che la call to action risulti ben visibile anche da mobile e – soprattutto – accessibile facilmente in termini di “cliccabilità” è essenziale.

Per fare questo, deve essere visivamente in primo piano e – se è collegata ad un pulsante – esso deve rispettare una misura minima di 44px di altezza per 44px di larghezza.

Inserire più pulsanti cliccabili uno vicino all’altro è una scelta sconsigliata: da mobile questo potrebbe indurre erroneamente un utente a fare click sul link sbagliato.

5. Inserire il testo alternativo nelle immagini

Attualmente, sono molto diffuse le app che prevedono il blocco delle immagini come impostazione predefinita. Per ovviare a questo problema, se siamo soliti inserire delle immagini a supporto delle nostre comunicazioni, è essenziale ottimizzare le e-mail affinché siano visibili e comprensibili anche senza le immagini.

Una delle strategie migliori è l’introduzione dell’ALT text: quando l’immagine viene bloccata, compare il testo da noi inserito, in modo da fornire una continuità di significato al lettore.

In tutti i casi, indipendentemente dalla visibilità delle immagini, è bene assicurarsi che nelle nostre e-mail ci sia equilibrio tra parti scritte e parti visive. Questo è indispensabile per un impatto ottimale agli occhi del lettore.

6. Ottimizzare il contenuto nell’angolo in alto a sinistra dell’e-mail

Sembra un consiglio alquanto singolare ma è un aspetto davvero essenziale: molte app per mobile dedicate alle e-mail, tendono a visualizzare immediatamente il contenuto in alto a sinistra, senza fare un resize automatico dell’intera comunicazione. Pertanto, per leggere il contenuto verso destra è necessario fare scorrere l’inquadratura.

Partendo dunque dalla consapevolezza che la parte in alto a sinistra della nostra comunicazione risulterà sicuramente visibile, è bene concentrare in questo spazio le informazioni più importanti e – possibilmente – anche la call to action, affinché chi legge possa cogliere immediatamente gli aspetti salienti.


In conclusione, abbiamo visto come l’ottimizzazione delle email per dispositivi mobili sia essenziale in una strategia di e-mail marketing, sia per l’incremento della percentuale di e-mail lette da tali dispositivi, sia perché gran parte degli utenti ammette di preferire comunicazioni facilmente consultabili e di non considerare affatto la posta che non si presenta con tale requisito.

Pertanto, seguendo i consigli esposti in questo articolo, si potrà dare vita ad attività di mailing efficaci e completamente a portata di mobile.

email marketing per piccoli budget

Email marketing: 5 grandi vantaggi per piccoli budget

Quando parliamo di e-mail marketing, la pianificazione del budget rappresenta un passaggio imprescindibile.

Se in generale la pianificazione dei costi da sostenere per tali attività risulta essenziale per ogni tipologia d’impresa, per le piccole realtà questo rappresenta un fattore ancora più importante.

I piccoli business spesso possiedono risorse contenute, per questo è decisivo effettuare delle valutazioni attente, in grado di assicurare un buon ritorno sull’investimento.

Fortunatamente, l’e-mail marketing presenta diversi vantaggi e si configura come strumento ideale affinché anche le piccole imprese riescano a comunicare efficacemente al proprio target, accrescendo la propria base clienti e fidelizzandola via via, attraverso delle operazioni brand awareness e affermazione della propria reputazione.

In questo articolo, vedremo insieme quali sono i vantaggi che determinate operazioni mirate, tramite email e newsletter, possono portare ai piccoli business.

 

EMAILS RULE ✉️

1. Coltivare relazioni solide con i clienti

Attraverso le email è possibile entrare in contatto agevolmente con la propria platea di interesse.

L’e-mail marketing è infatti il canale ideale per raggiungere i clienti al fine di condividere con loro aggiornamenti o iniziative speciali legati al proprio business. Al giorno d’oggi, infatti, la quasi totalità degli individui è costantemente connessa ad una rete internet e – attraverso il proprio smartphone – ha a disposizione la propria casella di posta elettronica in tempo reale, grazie agli alert che si attivano al momento della ricezione di nuovi messaggi.

A dimostrazione di questo fenomeno, è stato stimato che negli ultimi anni il coinvolgimento degli utenti in termini di e-mail marketing sia aumentato del 20% circa.

 

FARSI CONOSCERE E RICONOSCERE 

2. Creare brand awareness 

L’e-mail marketing è un’ottima occasione per far conoscere il proprio brand sia dal punto di vista dei contenuti che dal punto di vista visivo.

La riconoscibilità è uno dei punti essenziali sui quali si fonda il successo di un business. Abituare la propria platea ad un tone of voice prestabilito e ad un’identità visiva proprietaria è altrettanto importante quanto veicolare il valore dei propri contenuti e l’esclusività delle offerte proposte.

 

BUILD TRUST 

2. Trasmettere expertise e autorevolezza 

Si sa, più una comunicazione trasmette affidabilità e autorevolezza e più il proprio target sarà propenso a fidarsi e lasciarsi coinvolgere.

Raggiungere questo obiettivo attraverso una strategia di e-mail marketing è l’ideale, in quanto la posta elettronica  consente la condivisione di contenuti di spessore fruibili da parte degli utenti.

Un esempio sono i testi informativi provenienti da blog aziendali o video e tutorial. Grazie a questo tipo di attività è possibile posizionarsi come esperti di settore agli occhi della propria platea. Offrire periodicamente contenuti utili e di qualità fa sì che si crei attesa ed entusiasmo intorno alle e-mail programmate.

È bene specificare che, qualora l’attività prevedesse già un flusso informativo attraverso altri canali diretti, è preferibile prevedere contenuti appositi per gli iscritti alla newsletter, in modo da incentivare l’iscrizione.

risparmiare sul budget con l'email marketing

DRITTI AL PUNTO 🎯

2. Risparmiare tempo e budget 

Come abbiamo accennato sopra, le strategie di e-mail marketing sono particolarmente adatte per i piccoli business che si trovano necessariamente a gestire budget contenuti e ad ottimizzare i tempi lavorativi, in quanto dotati – con gradi probabilità – di piccoli team.

L’email consente di arrivare nello stesso momento ad un numero incredibile di utenti a fronte di costi minimi, al contrario delle classiche campagne ADV o attività dispendiose che si muovono su canali pubblicitari classici, come spot, radio e tv o campagne stampa.

Oltretutto inviando una comunicazione via e-mail si è certi che a riceverla sarà esattamente il destinatario al quale l’azienda mira.

 

REPUTAZIONE E CREDIBILITA’ 

5. Costruire la propria credibilità di impresa

Questo punto completa quanto abbiamo visto al punto 3. La comunicazione diretta al proprio target consente di costruire una determinata reputazione e di conseguenza affermare la credibilità del business in questione. Questo aspetto è essenziale per il successo di un’impresa, in quanto nessuno affiderebbe mai la propria attenzione o – ancor meno – il proprio denaro ad un’attività che non suscita affidabilità e non risulta credibile.

Attraverso una strategia di e-mail marketing è possibile costruire un’immagine solida senza mai perdere la connessione con il cliente finale.

Per lavorare bene su questo aspetto è bene stabilire a priori una strategia di marketing che punti alla fidelizzazione e al consolidamento del rapporto di fiducia con la propria platea: più aspetti gli utenti apprenderanno grazie alle comunicazioni ricevute e più si affideranno all’azienda.

In un certo senso, dunque, si può dire che l’e-mail marketing abbia una sorta di potere educativo nei confronti dalla platea coinvolta, che viene messa in grado di apprendere i valori e i plus dell’offerta.

 


social-media-per l'email marketing

Trattando questo articolo delle strategie di comunicazione adatte a piccoli business è bene citare, accanto all’e-mail marketing, un altro canale, ormai sempre meno economico se si vogliono raggiungere buone quantità di utenti, ma pur sempre adatto a mettere in contatto un’azienda con il proprio target.

Parliamo dei social network, da sfruttare in qualità di rafforzativo rispetto alla newsletter.

Il bacino di utenti raggiungibili attraverso i social è davvero incredibile e ben stratificato. Basti pensare che quasi il 70% delle piccole imprese sfrutta Facebook per affermare la propria brand awareness, in affiancamento a strategie di e-mail marketing.

Instagram è un ottimo strumento in crescita e permette di comunicare efficacemente attraverso le immagini. Va per la maggiore tra le donne sotto i 30 anni. Twitter è ideale in qualità di servizio clienti e la sua popolazione è equamente distribuita tra uomini e donne.

Per finire è indispensabile citare Linkedin, la più famosa piattaforma social professionale, alla quale sono collegati circa 600 milioni di utenti. A seconda del business che si desidera promuovere è possibile valutare anche alternative meno diffuse come Pinterest e Snapchat.


Per concludere, l’e-mail marketing è un canale di comunicazione ideale anche per i piccoli business. I bassi costi da sostenere, la velocità d’azione, l’efficacia nel raggiungimento di un target specifico e la possibilità di monitorare i risultati delineano un quadro che non può lasciare dubbi sulla convenienza di tale pratica.

Come abbiamo visto, per finire, i social network rappresentano un ottimo alleato, in grado di lavorare parallelamente alla strategia e-mail per affermare la brand awareness e la reputazione del proprio business agli occhi del target coinvolto.

segmentazione mailing list

Segmentazione: 3 modi per personalizzare un’e-mail

Scrivere un’ottima e-mail, con il miglior testo e il più funzionale approccio visivo è senza dubbio un passo fondamentale per porre le basi di una campagna di email marketing performante. Tuttavia, la segmentazione e la conseguente personalizzazione nelle strategie di marketing, sono ritenute da tutti i marketer assolutamente imprescindibili.

L’obiettivo comune a tutti gli esperti del settore è quello di sviluppare delle attività di comunicazione pertinenti e ampiamente efficaci, instaurando una comunicazione diretta, personale e coinvolgente con il proprio target.

personalizzazione

A tutti piace sentirsi speciali e al centro dell’attenzione, pertanto non è complesso capire perché un’attenta segmentazione vada nella stessa direzione dell’ottenimento di risultati performanti e di una più alta possibilità di assistere a tassi di conversione maggiori.

Per dirla in numeri: si stima che chi utilizza tecniche di personalizzazione registri un ROI maggiore del 22% rispetto a chi si serve di e-mail standard. Niente male!

Teoria a parte, come si mette in pratica la personalizzazione di un’e-mail? In questo articolo abbiamo raccolto le tre principali indicazioni operative per attuare questa vincente strategia.

 

TECNICHE E STRATEGIE 

Come personalizzare un’e-mail

Prima di analizzare una per una le più funzionali tecniche di personalizzazione, è bene specificare che non è necessario adottarle singolarmente, una alla volta; esse infatti possono essere incrociate o utilizzate in maniera alternata nelle diverse campagne di e-mail marketing che abbiamo intenzione di mettere in atto.

Alcune, come vedremo, sono più basiche – come l’utilizzo del nome personale del destinatario – altre invece sono più complesse tecnicamente – come il ricorso alla geolocalizzazione o a informazioni più approfondite appartenenti al profilo del cliente.

  • 1. L’uso del nome del destinatario

Abbiamo appena citato questa tecnica e bisogna ammettere che si tratta della più diffusa: quasi il 90% dei marketer non ne fa a meno, inserendo nelle proprie e-mail il nome personale del contatto a cui si sta indirizzando la comunicazione oppure il riferimento preciso della società, nel caso in cui la propria platea non sia composta da persone fisiche.

Ma, come mai questa tecnica è così ricorrente?

La risposta è semplice: per la facilità di attuazione.

Raccogliere e sistematizzare questi dati non è un’operazione complessa e durante l’iscrizione – solitamente – ogni utente inserisce il proprio nome. Dunque, si tratta di una strategia di personalizzazione molto diffusa e pertanto non sufficiente: se tutte le aziende iniziano le proprie e-mail citando il nome proprio del destinatario, ai suoi occhi questa sarà poco più che la prassi, dunque sarà necessario incrociare tale tecnica con altri elementi di segmentazione, per aumentare l’efficacia della nostra comunicazione e ottenere una buona percentuale di conversioni.

  • 2. La personalizzazione sulla base del comportamento

Come abbiamo precisato sopra, personalizzare un’e-mail con il nome del destinatario è utile ma allo stato attuale non è sufficiente. Un ottimo modo per andare oltre – efficacemente – è segmentare il nostro target in relazione al comportamento manifestato in passato, per esempio sulla base delle interazioni già registrate: questa strategia è utilizzata del 34% circa dei marketer.

Per concretizzare meglio questo tema, possiamo fare l’esempio della segmentazione derivante dagli acquisti effettuati per opera degli utenti stessi fino a quel momento: sapere con certezza ciò che interessa ad un cliente e quindi suggerire nuovi acquisti coerenti con i precedenti è una leva notevole, verso nuove conversioni.

Altri marketer prediligono personalizzare le proprie comunicazioni sulla base delle interazioni degli utenti con il sito web aziendale, riferendosi a contatti che – per esempio – hanno già visitato la pagina prezzi della nostra offerta almeno una volta, oppure hanno inserito un prodotto del catalogo nel carrello, senza finalizzare l’acquisto. Questa strategia è ottima per recuperare e gestire tutti gli utenti potenzialmente interessati che per un motivo o un altro, non hanno concluso la procedura d’acquisto.

  • 3. L’utilizzo di informazioni personali 

Utilizzare le informazioni a disposizione, relativamente ai propri utenti, rappresenta una risorsa davvero preziosa.

Le informazioni alle quali facciamo riferimento vanno oltre quelle viste nel punto precedente, riferite appunto ad acquisti passati o a comportamenti specifici tracciati sul sito web; in questo caso, si parla di informazioni personali legate ad esempio alla geolocalizzazione, alle abitudini di acquisto in termini di frequenza, per arrivare alle preferenze espresse nel proprio profilo.

In ottica di segmentazione e personalizzazione è possibile anche chiedere direttamente agli utenti di esprimere le proprie preferenze, presentando domande e opzioni mirate affinché emergano dati utili alla nostra strategia di e-mail marketing personalizzato. E’ possibile attuare questo sistema con un sondaggio a risposta multipla, che sia breve, semplice e comprensibile e che eventualmente proponga un omaggio per il tempo dedicato alla compilazione.

 


 

Per concludere, abbiamo visto come alla base di un’ottima strategia di e-mail marketing non possano mancare i concetti di personalizzazione e segmentazione, ovvero la messa in atto di tecniche finalizzate all’invio di e-mail pertinenti, sulla base di caratteristiche legate al destinatario: siano esse basilari come l’utilizzo del nome proprio nell’incipit, oppure siano informazioni sui comportamenti e le interazioni passate sul nostro sito, oppure infine siano ancora informazioni di carattere personale, come la provenienza o il proprio genere.

Un’opzione davvero consigliata è quella di individuare le caratteristiche sensibili per il nostro business e la nostra strategia invitando i nostri contatti alla compilazione di un questionario a risposta chiusa. Questo consentirà una profilazione ancora più mirata e definita e soprattutto avremo la certezza della veridicità e dell’attualità dei dati raccolti.

Non ci resta che attuare i consigli dei migliori marketer presenti sul mercato e lanciare la nostra campagna ad alto tasso di segmentazione.

Call to action efficaci

Call to action: le 5 regole che faranno la differenza

Il focus dell’e-mail, in una strategia di email marketing, è senza dubbio la cosiddetta call to action, ovvero l’invito all’azione, posto a seguito delle informazioni e degli incentivi utilizzati per creare engagement nel lettore.

Una call to action efficace è fondamentale per il successo della nostra campagna, proprio perché ha la funzione di input, finalizzato alle conversioni. Per questo, bisogna studiare attentamente le sue meccaniche di sviluppo e rimanere aggiornati sulle ultime tendenze di marketing, affinché la sua formulazione sia corretta e inneschi il circolo virtuoso che ci attendiamo.

In questo articolo, vedremo insieme i cinque consigli utili per dare vita a call to action efficaci.

 

Call to action efficaci

 

CHI BEN COMINCIA..

1. Iniziare lo sviluppo dei testi dalla Call to action

Dare il via al lavoro di stesura della newsletter partendo dalla formulazione della Call to action è essenziale per due motivi: innanzitutto perché così sarà subito chiaro a noi in primis l’obiettivo della campagna e, in secondo luogo, perché una volta creata la call to action tutti gli altri contenuti nasceranno di conseguenza, con maggiore logica e naturalezza.

Il flusso dell’e-mail, infatti, deve essere concepito come un percorso che parte dall’oggetto, ovvero il titolo dell’e-mail, in qualità di gancio per convincere la platea ad aprire la nostra comunicazione. Poi si prosegue con il contenuto principale arricchito da immagini ed attraverso il quale si crea engagement e si instaura un rapporto di fiducia con il lettore. Infine, si termina con la call to action vera e propria: arrivati a questo punto, i nostri contatti, dovranno essere pronti e interessati ad agire.

Chiaramente, non è detto che la fiducia utile all’avvio di conversioni si sviluppi attraverso una sola e-mail. Anzi, la strategia di e-mail marketing migliore prevede diversi step:

il primo step solitamente ha lo scopo di informare il lettore relativamente alla nostra attività, pertanto una call to action efficace potrebbe proprio invitarlo a chiedere ulteriori informazioni;

il secondo step ha lo scopo di trasmettere autorevolezza e rimandare tramite la call to action a delle testimonianze e recensioni esterne;

– infine, il terzo step – a conclusione del percorso – può proporre attraverso la call to action un incentivo all’acquisto, in modo da convertire e raggiungere l’obiettivo finale della nostra campagna strategica.

Lavorare gradualmente sul lettore per infondergli fiducia e portarlo attraverso call to action mirate alla conversione è una strategia di e-mail marketing davvero vincente. Nonostante il nostro obiettivo sia quello di “vendere”, non bisogna avere fretta, bensì educare i nostri contatti alla comprensione del prodotto o del servizio che gli stiamo offrendo e creare in lui una necessità colmabile unicamente con una conversione.

meglio una o più call to action

DILEMMI 

2. Impostare una call to action singola o multipla

Questo punto rappresenta un dilemma per molti. La gran parte dei marketers sostiene che per creare una newsletter in grado di generare conversioni sia indispensabile rimandare ad una sola call to action.

Tendenzialmente in effetti è così, la semplicità e la linearità nel contenuto è una caratteristica vincente, tuttavia è bene mantenere una certa flessibilità di impostazione a seconda del business che stiamo trattando, a discapito di chi dice che inserire più call to action è dispersivo e genera confusione.

Prendiamo l’esempio di un’attività diretta a più target, come un e-commerce di abbigliamento per donne, uomini e bambini. Qualora la mailing list fosse perfettamente segmentata sarebbe ideale mandare e-mail con una Call to action diretta e personalizzata, eppure è veramente raro che si abbiano informazioni complete sui nostri contatti. Il più delle volte, dobbiamo lavorare con newsletter più generiche ed è in questo caso che una formula multipla può fare al caso nostro: dovremo dunque introdurre diversi pulsanti, con call to action personalizzate per i tre diversi target sopra citati.

Chiaramente, la scelta di proporre diverse Call to action deve essere accuratamente valutata e sviluppata considerando l’impatto visivo, la funzionalità e tanti altri aspetti che dovranno essere analizzati e ottimizzati attraverso dei test, via via che la campagna verrà messa in atto.

A/B test call to action

IN CASO DI DUBBIO: TEST 

3. Fare test A/B per ottimizzare l’impatto e i risultati della Call to action

Come abbiamo appena accennato fare test è un’opportunità unica per ottimizzare le nostre newsletter basandoci sui dati che otterremo.

Si possono testare differenti elementi relativamente ad un’e-mail e chiaramente anche miratamente alla call to action.

I test solitamente sono di tipo A/B, dunque prevedono la divisione del target in due gruppi ai quali sottoporre soluzioni differenti a livello di formulazione della call to action o di layout grafico del bottone.

Per esempio, si può sperimentare una frase piuttosto che un’altra, per capire meglio quale soluzione funziona di più. Oppure si possono testare posizioni differenti, colori o grandezze alternative per il bottone della call to action.
La procedura migliore per avere un insieme di dati analizzabili è quella di inserirli in una matrice, in modo che sia subito evidente la direzione da intraprendere per l’ottimizzazione delle pratiche messe in atto.

Mi piace

MI PIACE!

4. Sviluppare una call to action in prima persona

Solitamente, le formule più diffuse di call to action sono esortative e in seconda persona, come ad esempio: Iscriviti ora! Oppure: Acquista ora!

Tuttavia, gli studi più recenti dimostrano che utilizzare la prima persona stimola un coinvolgimento superiore da parte dell’utente, migliorando la performance del 90%. Questo escamotage trasmette l’impressione di avere il controllo su ciò che sta accadendo, al contrario della seconda persona che può dare l’impressione di subire una richiesta.

Degli esempi utili sono i seguenti: Iscrivimi! Oppure: Lo voglio!

Usare parole forti

USARE LA FORZA!

5. Usa parole efficaci e potenti

La scelta delle parole in una call to action, devono necessariamente essere coerenti sia con l’intera newsletter sia – a maggior ragione – con l’intero tone of voice del nostro business.

Fatta questa premessa, come abbiamo detto sopra, bisogna pensare alla newsletter come ad un viaggio che inizia con l’oggetto, passa per il contenuto principale e si conclude con l’invito all’azione: il linguaggio in questo flusso è essenziale per suscitare interesse, emozione e coinvolgimento. Le parole utilizzate in particolare nella call to action devono essere potenti e stimolanti, affinché il lettore non abbia dubbi e interagisca con il bottone predisposto.

La matrice di test A/B, come abbiamo accennato, è uno strumento importantissimo per testare diversi tipi di parole e formule. Il risultato potrebbe stupirci, suggerendoci – per esempio – che un po’ di ironia è la chiave di svolta per il nostro tasso di conversione!


Come abbiamo visto in questo articolo, la call to action è un elemento fondamentale e su di esso dobbiamo porre la massima attenzione con l’obiettivo di formulare la frase più accattivante ed efficace possibile, supportata da una grafica e da colori vincenti. L’importanza di sviluppare dei test, per arrivare alla call to action ottimale, rappresenta un’opportunità vincente per questo è bene periodicamente mettere alla prova differenti opzioni e rimanere sempre aggiornato sulle ultime tendenze dell’e-mail marketing.

emoji nell'oggetto delle email

Emoji nelle email: sì, no, dove, come, quando, perché? 🤓

Ne sentiamo parlare spesso e tutti, quotidianamente, li usiamo nelle più svariate maniere, principalmente attraverso i nostri smartphone.

Ma, esattamente, cosa sono gli emoji?

Si tratta, nel dettaglio, di un’enorme serie di simboli pittografici raffiguranti ogni genere di oggetto (da treni, a aerei, a animali, a faccine, a cuoricini) creati per esprimere concetti, relazioni ed emozioni.

Nati intorno al 1997 e diventati famosi a partire dal Giappone, ricoprono attualmente un ruolo di rilievo anche nell’ambito dell’e-mail marketing.

Esploriamo insieme come gli emoji si prestano alla comunicazione digitale.

 

EMOJI POWER

Una marcia in più nel canale e-mail 💪

In poco più di dieci anni dalla loro creazione, questi piccoli pittogrammi sono divenuti famosissimi e completamente sdoganati. Il significato di ognuno di essi è stato talmente interiorizzato da chi utilizza internet, che si può parlare di un vero e proprio linguaggio simbolico.

Tuttavia, come abbiamo accennato, nonostante l’apparenza smart, questi simboli non sono entrati a far parte unicamente del tempo libero o della sfera più ludica del web, bensì rappresentano da tempo dei veri e propri strumenti di marketing.

Se da un lato, a molti sorge il dubbio legittimo che un utilizzo fuori luogo di questi strumenti possa far perdere professionalità alle proprie comunicazioni, dall’altro, la loro estrema diffusione, si può dire, abbia ridimensionato drasticamente questo problema, grazie alla completa integrazione degli emoji nel nostro quotidiano.

Ma come è meglio utilizzare questi pittogrammi, se l’obiettivo è quello di massimizzare il coinvolgimento degli utenti? Come è possibile condurli ad aprire le e-mail ricevute, senza sfociare nella leggerezza e nella scarsa professionalità?

In questo articolo tratteremo proprio questo aspetto, iniziando dai plus assoluti riscontrati nel loro utilizzo.


Secondo i dati Unicode (ottobre 2019) gli emoji più utilizzati in tutti i canali sono:

  1. 😂
  2. ❤️
  3. 😍
  4. 🤣
  5. 😊
  6. 🙏 
  7. 💕
  8. 😭
  9. 😘
  10. 👍

 

INIZIAMO CON I PRO

Emoji ed e-mail marketing: i vantaggi 🉐

Vediamo insieme i principali motivi per i quali integrare gli emoji nell’e-mail marketing è una scelta vincente.

1. Aiutano le tue mail ad emergere nella casella di posta elettronica del target prescelto

Ebbene sì, i simboli colorati invitano certamente gli occhi del lettore a soffermarsi per un istante sulla tua comunicazione: quel brevissimo lasso di tempo può rivelarsi decisivo per generare curiosità e coinvolgimento. Le statistiche rivelano che utilizzare un emoji pertinente nell’oggetto di una newsletter aumenta il tasso di apertura di circa il 25%.

2. Consentono di utilizzare meno parole nell’oggetto

Certamente, la presenza di un simbolo esplicativo permette di comunicare in maniera migliore e più diretta un messaggio, rendendo a volte superfluo l’utilizzo di troppi termini testuali. Il risparmio di spazio nella riga dell’oggetto è un plus davvero prezioso, se consideriamo che la grande maggioranza dei dispositivi mobili, con i quali quotidianamente controlliamo l’email, consente la visualizzazione di circa trenta caratteri.


Cher regina degli emoji

La cantante Cher, tra le altre cose, è nota per il suo speciale e quasi ossessivo utilizzo degli emoji su Twitter. Tra le caratteristiche della sua scrittura c’è l’utilizzo dei segni di punteggiatura sotto forma di emoji ❗❓, quello del 💋 nel finale, e quello del 🚽 per riferirsi a Donald Trump.

Uno stile decisamente bold!


 

HOW TO

Emoji nelle e-mail: suggerimenti pratici 🔦

Come abbiamo visto, l’utilizzo di Emoji nell’e-mail marketing ha dei vantaggi. Tuttavia, bisogna tenere presente alcuni fattori, affinché la strategia messa in atto sia realmente produttiva.

🔶 Generalmente è poco consigliabile un utilizzo eccessivo di emoji. Usare frequentemente gli emoji nelle e-mail può infastidire i lettori e spingerli a cancellare i messaggi senza nemmeno averli aperti, scambiandoli per spam. Il simbolo scelto deve essere estremamente pertinente all’iniziativa o al tuo brand e dosato con parsimonia. Il nostro consiglio è che l’emoji scelto sia strettamente connesso all’oggetto stesso.

🔶 È sempre meglio fare un test prima di estendere l’utilizzo di emoji a tutta la lista di iscritti: per esempio, è possibile proporre lo stesso messaggio differenziando l’oggetto dell’e-mail, per estrarre le relative statistiche e determinare in quale modo la presenza dell’emoji ha influenzato il raggiungimento dei tuoi obiettivi.

🔶 È essenziale sapere con certezza come gli emoji verranno visualizzati dai vari dispositivi. Può accadere infatti che non vengano supportati o vengano visualizzati in modi diversi, in questo caso includerli può rappresentare un errore. Il nostro consiglio è quello di dare vita ad una lista da testare, che includa account di diversi client e dispositivi mobili.

🔶 Per assicurarvi una corretta visualizzazione è bene includere l’emoji nei primi 30 caratteri della frase dell’ oggetto dell’email. Questa accortezza farà sì che vengano inclusi anche gli smartphone.

🔶 È bene ricercare gli emoji più adatti a comunicare il tuo business e creare un piccolo archivio al quale accedere all’occorrenza. Per distinguerti dai tuoi competitor, sii creativo e cerca di andare oltre i soliti schemi, tuttavia assicurati che i pittogrammi scelti siano comprensibili e facilmente decodificabili dal tuo target.


emojitracker

Per gli appassionati di emoji il sito emojitracker.com rivela in tempo reale quali emoji vengono usati su Twitter. Lo so, noi siamo più interessati alle email, ma è comunque interessante e ipnotico seguire in tempo reale la crescita e il declino di un emoji. Provare per credere!


 

 

emoji più usati nell'oggetto delle email

A OGNUNO IL SUO

Come utilizzare al meglio gli Emoji nell’oggetto di una e-mail 📣

Abbiamo appena spiegato come l’utilizzo degli emoji può essere vantaggioso a livello di marketing e come ci siano tanti fattori ai quali prestare attenzione, specialmente se l’intenzione è quella di intervenire sull’oggetto della nostra e-mail.

L’aspetto della pertinenza nella scelta merita un discorso a parte e approfondito.

Quando si sceglie di inserire un emoji nell’oggetto di una e-mail è infatti necessario prestare particolare attenzione al contesto e soprattutto al target al quale ci rivolgiamo.

Gli emoji, infatti, non sono adatti a tutti i segmenti di mercato e al relativo pubblico. Un utilizzo inappropriato dei pittogrammi sopracitati può rivelarsi assolutamente controproducente, danneggiando notevolmente i tassi di apertura medi di una newsletter.

Un esempio esaustivo è rappresentato da e-mail provenienti da banche e istituti di credito, strettamente connessi a tematiche delicate e legate imprescindibilmente alla necessità di apparire seri, affidabili e professionali. In questo caso, la presenza di un emoji nell’oggetto del messaggio può rivelarsi altamente deleteria.

È bene considerare, comunque, che esistono emoji trendy e smart ma anche versioni più serie e professionali: il simbolo del copyright per esempio ©, è disponibile come emoji e certamente non farà perdere di professionalità la vostra newsletter. La puntina da disegno 📌è un altro ottimo esempio di emoji adatto ad utilizzi professionali, può infatti indicare un appuntamento, un evento o qualcos’altro di importante da annotarsi.

Oltre alla pertinenza, l’efficacia di un emoji nell’oggetto di una e-mail è massima se è in grado di trasmettere un’emozione: ciò renderà evidente il tone of voice della vostra comunicazione e creerà empatia con il destinatario. Enfatizzare un’idea, trasmettere entusiasmo, darà una marcia in più alla vostra e-mail e convincerà il lettore dell’importanza di quanto state annunciando.


In conclusione, come abbiamo visto, gli emoji oltre a dare colore e mettere in evidenza le e-mail, sono in grado di creare coinvolgimento presso il pubblico, ottimizzando il messaggio che intendi veicolare. L’essenziale è usare questo sistema con parsimonia e in maniera pertinente.

È giusto sperimentare e usare un po’ di creatività per emergere rispetto ai competitor, la parola chiave in questo caso è sempre “testare” e raccogliere evidenze, per poi aggiustare il tiro e allargare a tutto il target la tua strategia di e-mail marketing.


 

Le 6 regole per un oggetto efficace

6 consigli strategici per un oggetto efficace ad alto tasso di apertura

Ogni giorno, nella nostra casella email riceviamo una quantità considerevole di messaggi, molti dei quali con finalità commerciali o promozionali. Naturalmente, non tutti catturano la nostra attenzione e il numero di quelli che decidiamo di leggere è veramente esiguo rispetto al totale ricevuto.

Ma qual è l’elemento che ci convince a cliccare su un’e-mail piuttosto che un’altra?

La risposta è semplice: l’elemento in grado di aumentare il nostro coinvolgimento nei confronti di un’e-mail è senza dubbio la frase contenuta nell’oggetto della comunicazione, ovvero la linea di testo immediatamente visibile nell’elenco della posta elettronica.

L’oggetto è un elemento cruciale nell’elaborazione di un’e-mail, pertanto è consigliabile dedicare alla sua stesura il giusto tempo e mettere in pratica i consigli strategici che vi proponiamo qui di seguito.

spam

OCCHIO ALLO SPAM!

1. Strutturare il titolo nell’oggetto in modo che non rischi di essere considerato Spam dal provider internet o dal lettore stesso

I filtri anti Spam sono dei veri segugi e si attivano in caso di termini ritenuti sensibili, come esortazioni all’azione troppo esplicite o l’uso improprio di simboli speciali e segni di punteggiatura ripetuti, come tre punti esclamativi uno dopo l’altro, per esempio.

Questi elementi porteranno i filtri o l’utente stesso a relegare la comunicazione ricevuta irrimediabilmente nella cartella Spam, con notevoli effetti negativi per la strategia di e-mail marketing che si intende sviluppare.

Elaborare l’oggetto affinché sia immediatamente chiara l’azione da compiere

CALL TO ACTION

2. Elaborare l’oggetto affinché sia immediatamente chiara l’azione da compiere

Anticipare l’azione che il lettore è chiamato a svolgere e trasmettere un certo senso di urgenza e di esaltazione è una delle chiavi di successo per una strategia di e-mail marketing. Questo è possibile attraverso l’uso di verbi esortativi, legati ad una brevissima argomentazione capace di contestualizzare l’azione richiesta.

 

SEGMENTARE

3. Personalizzare è una delle migliori strategie per valorizzare i destinatari

La modalità migliore per personalizzare è segmentare la mailing list, in modo da inviare loro unicamente comunicazioni pertinenti.

Nell’oggetto dell’e-mail è bene far emergere che il messaggio è diretto e dedicato, in questo modo si creerà maggiore coinvolgimento e il lettore sarà predisposto ad aprire l’email più facilmente, dando vita – con grande probabilità – ad una conversione.


Dai un’occhiata all’immagine qui sotto. 

Quali email attirano maggiormente la tua attenzione?

Subject Lines email subject lines

La maggioranza delle persone ha risposto che le email con un oggetto che contiene uno o più emoji hanno un impatto migliore rispetto a quelle il cui oggetto contiene solo testo. E’ un fatto che inserire gli emoji nell’oggetto dell’email assicura in molti casi un tasso d’apertura migliore.

Attenzione però:  l’emoji scelto deve essere coerente con il messaggio. 


 

LESS IS MORE

4. Un titolo chiaro e diretto è sicuramente un titolo efficace

Spesso si cede erroneamente alla tentazione di essere troppo prolissi ed esplicativi nell’oggetto dell’e-mail, pensando di sfruttare al massimo il testo visibile nella schermata principale della posta in arrivo. Si cerca cioè di includere nel titolo le informazioni salienti, per accertarsi che gli utenti possano capire meglio il contenuto dell’e-mail ed aprirla.

Questa pratica è sconveniente, perché rischia di non trasmettere un messaggio chiaro al lettore.

Scegliere poche parole chiare, ponderare attentamente quale parte del messaggio veicolare è invece il migliore consiglio da tenere presente.

Un oggetto troppo elaborato può infatti essere chiaro ai nostri occhi, dato che conosciamo perfettamente il contenuto dell’e-mail, ma un estraneo come lo interpreterà? Saprà decodificarlo correttamente?

Un oggetto prolisso non sarà mai memorabile e persuasivo come dovrebbe. Allo stesso tempo, essere troppo esortativi e concisi a discapito della chiarezza sarà altrettanto penalizzante.

Per uscire da questo dilemma la soluzione è quella di scegliere alcune parole chiave, capaci di trasmettere, con un esercizio di sintesi, il motivo della comunicazione, dando la precedenza alle parole più importanti, in quanto saranno le prime ad essere lette, da sinistra verso destra.

 

SHORT IS MORE

5. Scrivere l’oggetto senza eccedere nel numero dei caratteri: 50 è il numero limite

Come abbiamo visto al punto precedente, l’oggetto deve essere diretto, chiaro, conciso e breve.

Il motivo non è unicamente legato al grado di attenzione di coloro che consultano la posta elettronica  mentre svolgono le più varie attività quotidiane, bensì c’è anche una ragione pratica: l’oggetto deve essere visibile nella sua interezza quando l’e-mail è ancora chiusa e si sta visualizzando l’elenco delle email da leggere.

La diffusione su larga scala dei dispositivi mobili rende questa necessità ancora più stringente. In sostanza, è bene considerare che più breve sarà il titolo dell’e-mail e più sarà semplice stimolare un’azione nel lettore.

 

WHAT YOU SEE IS WHAT YOU GET

6. Garantire una forte coerenza tra l’oggetto e il contenuto

Il titolo di un’e-mail deve corrispondere assolutamente all’argomentazione proposta al suo interno.

In passato si attuava un sistema alquanto scorretto, in cui l’oggetto prometteva offerte vantaggiose o contenuti molto allettanti, mentre una volta aperta l’e-mail il lettore scopriva che vi erano delle restrizioni notevoli per accedere a quanto promesso.

Questa tecnica fallimentare conduceva spesso gli utenti ad annullare l’iscrizione alla mailing list. Fortunatamente, questa pratica è stata superata e la tendenza attuale è quella di ricorrere alla chiarezza e soprattutto alla coerenza tra i contenuti proposti.

 

Seguendo questi sei consigli, è certamente possibile elaborare un oggetto in grado di coinvolgere il lettore e, con grande probabilità, spingerlo a cliccare sull’e-mail per leggerla. Un buono sviluppo dei contenuti e della call to action finale, sapranno condurre l’utente alla conversione.

Affinché l’oggetto sia davvero efficace, tuttavia, è bene effettuare molti test. In primis per verificare la leggibilità del titolo, per assicurarsi che esso appaia nella sua interezza all’interno della schermata principale della posta in arrivo, sia da desktop che da dispositivo mobile; in secondo luogo è bene – una volta inoltrata la campagna – raccoglierne le statistiche per ottimizzare il rendimento. Con i dati ottenuti si potrà andare a migliorare l’approccio strategico utilizzato nella riga del titolo e fare differenti prove, fino a raggiungere risultati più che soddisfacenti in termini di apertura della comunicazione.

L’oggetto dell’e-mail dunque può essere decisivo per la buona riuscita di una campagna di newsletter, per questo non bisogna avere fretta: cura, sintesi e strategia saranno le parole vincenti!

 

Per concludere, l’e-mail marketing è un universo complesso e davvero fruttuoso, adatto ad ogni tipo di business, pertanto è bene dedicare allo studio e all’individuazione della strategia più proficua il giusto tempo e la corretta attenzione, affinché la campagna messa in atto dia i giusti frutti e consenta di costruire con i propri contatti una relazione di fiducia, mirata ad aumentare le conversioni e ad incrementare il risultato globale.

orario migliore per mandare email

A che ora è meglio inviare un’email? Dipende!

Quando si parla di strategie di e-mail marketing, spesso ci si concentra sulla messa in opera di tutte le istruzioni per il confezionamento della migliore email o newsletter in termini di contenuto, di resa grafica e di funzionalità, nell’ottica di garantire al nostro target un’efficace esperienza di lettura e condurlo, senza troppe esitazioni, a soddisfare la call to action proposta.

È tutto estremamente corretto, si tratta di passaggi inevitabili che meritano il giusto tempo e una grande dose di attenzione e strategia.

Tuttavia, una volta preparata la nostra e-mail, il lavoro di studio e riflessione non è ancora terminato. Un punto cruciale per l’ottenimento di risultati soddisfacenti è la valutazione dell’orario migliore per inoltrare alla mailing list la nostra campagna.

Basta dare uno sguardo alla posta elettronica in arrivo, per notare che l’orario delle newsletter commerciali che riceviamo non è affatto casuale. La maggior parte di esse viene infatti inoltrata tra le 9 e le 10 di mattina, oppure tra le 17 e le 18 di pomeriggio. Non si tratta ovviamente di una coincidenza, anzi.

È bene specificare che non vi sono dati scientifici che possono assicurare quale sia l’esatto momento per un invio più proficuo, eppure seguendo le indicazioni che proponiamo qui di seguito si potrà senza dubbio attuare una strategia che abbia delle basi solide e sicuramente potenziali in termini di timing.

 

IL TEMPISMO È TUTTO

L’importanza del tempo nell’email marketing

Si sa, non tutti coloro che ricevono una comunicazione tramite email hanno la possibilità di aprirla istantaneamente, eppure più passa il tempo dalla ricezione e meno probabilità avremo che l’utente prenda visione della nostra email. D’altra parte, inquadrare il nostro target e aver chiaro lo scopo della nostra email – come vedremo nelle prossime righe – potrà notevolmente avvicinarci all’obbiettivo, contando – tra le altre cose – sul supporto dei dispositivi mobili che sempre più tengono gli utenti connessi alla propria casella email.

Innanzitutto, proprio per l’importanza che una strategia di e-mail marketing possiede per qualunque business aziendale è indispensabile predisporre uno strumento di invio automatizzato, in grado – secondo quanto rilevano le statistiche – di migliorare le conversioni.

È semplice intuire come un sistema automatico di invio necessiti a maggior ragione di orari preimpostati, pertanto, vale davvero la pena riflettere sull’elemento “tempo”, affinché la campagna che vogliamo mettere in atto sia ottimizzata e possieda maggiori potenzialità.


 

engagement email nei giorni della settimana

 

In termini di clic, martedì e mercoledì sono i giorni che vedono un engagement maggiore. Questi stessi giorni generalmente hanno anche un più alto numero di aperture. 


A CHE ORA ESATTAMENTE?

Inviare un’e-mail ai propri contatti: qual è il momento migliore?

Iniziamo immediatamente citando i dati pubblicati da GetResponse sulla base di un’analisi effettuata su 4 miliardi di e-mail, inviate da circa 1.000 mittenti. Se ci stiamo chiedendo qual è l’orario migliore per inviare una comunicazione di e-mail marketing la risposta è che le percentuali più elevate di clic sulla posta in arrivo si riscontrano alle 10 di mattina, con un tasso del 21%, e proseguono in crescita alle ore 13 con il 22,5%.

Un altro picco positivo attorno al 21% si presenta alle 18 di pomeriggio. È semplice dedurre come queste percentuali siano coerenti con i momenti della giornata in cui gli utenti sono mediamente più liberi e disposti a controllare le proprie e-mail.

Come abbiamo accennato sopra, per trovare il momento migliore relativamente all’invio della nostra campagna di e-mail marketing è bene analizzare in particolare il nostro target, cercando di dedurre come si componga la giornata tipo e quali siano i momenti in cui – con maggiori probabilità – i nostri utenti avranno del tempo libero per dedicarsi alla consultazione delle e-mail ricevute, senza distrazioni di sorta.

migliore orario per email per settori

Dunque, per avere una visione più precisa in questo frangente, è essenziale valutare le abitudini del target al quale ci rivolgiamo: se, per esempio, la nostra mailing list è composta da professionisti che svolgono una mansione d’ufficio diurna, dobbiamo considerare che con grande probabilità avranno a disposizione diversi device dai quali accedere alla propria casella e-mail e che durante gli orari di picco lavorativo difficilmente saranno disposti a dedicarci la loro attenzione.

Oltre al target, nella valutazione dell’orario di invio, è utile considerare il tipo di comunicazione che vogliamo inoltrare. Ad esempio, se la nostra strategia prevede l’invio di una promozione o l’invito all’acquisto, il momento più funzionale è presumibilmente la pausa pranzo, un momento in cui si è disposti a staccare ed evadere dai pensieri lavorativi e in cui si ha a disposizione più tempo, in condizioni di tranquillità, per finalizzare un’azione di acquisto.

Vediamo insieme in maniera più analitica quali comunicazioni hanno più possibilità di ottenere successo in virtù dell’orario di invio, secondo uno studio effettuato da Kissmetrics:

– tra le 6 e le 10 di mattina si delinea l’orario migliore per l’invio di offerte a tema culinario e di ristorazione, ma anche per e-mail riguardanti l’abbigliamento e altri generi di consumo. Sempre nella stessa fascia oraria risultano promettenti le e-mail dedicate agli eventi.

– tra le 10 di mattina e le 15 di pomeriggio, emerge una minore reattività da parte dei lettori, in quanto impegnati sul fronte lavorativo e maggiormente propensi a dedicarsi alle news. Tuttavia, la fascia della pausa pranzo rappresenta un orario davvero fruttuoso nel quale vale la pena di testare la propria campagna di e-mail marketing.

– nella seconda parte del pomeriggio, gli utenti sono predisposti a comunicazioni più complesse, dedicate cioè a servizi meno generalisti e di largo consumo. Come ad esempio offerte di servizi immobiliari o finanziari.

– di sera, fino alle 22 circa, offerte promozionali e newsletter commerciali possono trovare terreno fertile, pertanto questo può certamente essere un momento davvero promettente per la nostra strategia di e-mail marketing.

Inutile dire che di notte sia da evitare qualunque tipo di invio.

 

A TESTONI

L’orario migliore per inviare un’e-mail: l’importanza dei test

L’essenzialità di svolgere dei test per affinare la propria strategia di email marketing non riguarda unicamente lo sviluppo dei contenuti, la stesura del titolo dell’e-mail o l’impatto visivo che abbiamo voluto conferire alla nostra comunicazione, bensì anche l’aspetto del timing di invio.

Pertanto, una volta preso atto delle indicazioni che abbiamo voluto raccogliere in questo articolo, un passaggio fondamentale sarà proprio quello di effettuare delle prove e, attraverso i risultati raccolti, affinare i tempi individuati affinché siano sempre più coerenti con le esigenze della nostra platea.

 


In conclusione, la scelta dell’orario di invio emerge come elemento fondamentale per la nostra strategia di e-mail marketing; pertanto, dopo un attento studio dedicato ai contenuti e alla struttura, il timing rappresenta una questione da curare con particolare attenzione.

Email Lifespan

Non bisogna infatti trascurare che circa il 24% delle e-mail vengono lette entro un’ora dalla ricezione e che con il trascorrere del tempo diminuisca la probabilità che vengano aperte, fino ad arrivare all’1% dopo 24 ore.

 

HAPPY SENDING!  

 

I 5 punti per costruire una campagna di successo

Come usare le email per il marketing e farlo bene!

Oggi l’e-mail marketing è una risorsa indispensabile per tutti i tipi di business. Si tratta infatti di un veicolo di comunicazione esemplare e di larghissima diffusione.

email marketing ROI

Oltre all’enorme platea alla quale si può accedere attraverso le strategie di e-mailing, un fattore altrettanto importante è il ROI, decisamente in vetta alle classifiche rispetto a quello di altri canali di marketing abitualmente usati dalle aziende.


Circa il 60% dei marketers sono concordi nell’affermare che la migliore fonte di ritorno dell’investimento per un determinato business è proprio l’e-mail (fonte Chief Marketer | Emma).


ROI su differenti canali di marketing

Di fronte ad uno scenario così promettente, chiunque abbia un’attività imprenditoriale sa perfettamente di non potersi sottrarre all’elaborazione di un’attenta strategia marketing che passi attraverso l’email.

abitudini di lettura email

BY THE DIGITS!

E-mail marketing: uno strumento al passo con i tempi

Negli ultimi anni, la tecnologia ha fatto passi da gigante, portando un veloce cambiamento nel mondo digitale. Quel che è certo è che questo vento di innovazione anziché spostare il focus dalle e-mail ha, al contrario, dimostrato quanto l’attività di e-mail marketing sia necessaria e benefica per qualunque tipo di business.

Le abitudini degli utenti si sono focalizzate sul digitale, grazie ai dispositivi mobili sempre più accessibili e performanti.


Si stima che un individuo che lavora al computer controlli circa 30 volte al giorno la propria posta elettronica e che quasi il 60% la consulti come prima cosa dopo il risveglio (fonti: Marketing Insider Group | Customer Intelligence). Oltre il 90% delle persone, inoltre, controlla la propria casella email almeno una volta al giorno dal proprio smartphone (fonte: ExactTarget).


I numeri, dunque, confermano come l’e-mail marketing sia uno strumento assolutamente attuale e irrinunciabile, basti pensare che sono 3,7 milioni gli utenti che utilizzano account email nel mondo e che questo numero si stima in crescita entro i prossimi due anni, per un totale di 350 milioni di dollari spesi in e-mail advertising solo negli Stati Uniti.

Per approfondire ancora meglio il valore di questo segmento di comunicazione, è bene considerare che il 70% dei marketers afferma la necessità di sviluppare al meglio la propria mailing list, questa attività è in grado infatti di portare ad un incremento di business e ad un migliore raggiungimento dei propri obiettivi (fonte: Delivra) mentre il 90% di loro afferma che la posta elettronica è il canale principale per generare lead (fonte: Mailgen).

La personalizzazione rispetto al target è un fattore di incremento importante per il coinvolgimento della propria platea, lo afferma il 74% dei marketers, il 41% afferma – infine – che l’engagement è ancora più saldo se la personalizzazione riguarda la riga dell’oggetto (fonte: MarketingSherpa)


Ma da dove è bene iniziare per dare vita a campagne performanti? In questo articolo vedremo quali sono tutti i passaggi per sviluppare una strategia di e-mail marketing di successo.

I 5 punti per costruire una campagna di successo

ANDIAMO AL SODO!

I 5 passaggi per sviluppare una campagna di successo 

1) Per iniziare, è bene individuare i propri obiettivi

Chiedersi quale sia il traguardo che si vuole raggiungere attraverso una strategia di e-mail marketing è fondamentale, perché da questa considerazione vengono determinate le tipologie di campagne email da attivare, il tipo di target al quale si rivolgono, i contenuti da includere e le modalità di misurazione del loro successo.

In generale, un ottimo obiettivo da raggiungere attraverso una campagna di e-mail marketing è creare coinvolgimento nel lettore, per convertire dei semplici contatti in clienti, dunque per creare conversioni.

Ancor prima però, proprio perché il canale e-mail è uno dei più importanti in una strategia di comunicazione aziendale, è bene che gli obiettivi della campagna corrispondano agli obiettivi finali e più elevati dell’azienda stessa.

Per fare un esempio, basti pensare ad UNICEF, una delle organizzazioni non profit più famose a livello mondiale, che si occupa di raccolta fondi per fornire aiuti umanitari alle popolazioni più disagiate del pianeta. L’obiettivo finale di UNICEF è di raccogliere più donazioni possibili, pertanto è corretto che anche la strategia di e-mail marketing punti ad informare gli utenti e sensibilizzarli sull’importanza di partecipare economicamente a questa attività di supporto verso i più deboli.

Tornando al nostro primo punto, con questo esempio è ancora più evidente quanto sia consigliabile avere ben chiari i propri obiettivi prima di iniziare ad applicare una strategia di e-mail marketing: fare questo permette infatti di identificare il target e la comunicazione più adatta a raggiungere il risultato desiderato.

creare una mailing list

2) Creare una mailing list

Il secondo passaggio per dare vita ad un’attività di email marketing è costruire una mailing list partendo dai contatti già in essere. Si tratta, a tutti gli effetti, di un’importazione di contatti già assodati all’interno del programma utilizzato per gestire la campagna.

Alla luce della normativa GDPR, è essenziale avere la certezza che gli utenti inclusi in questo elenco abbiano acconsentito al trattamento dei loro dati e all’utilizzo per campagne informative e promozionali.

Qualora invece ci fosse l’esigenza di partire da zero e dunque creare una lista ex novo, è possibile ricorrere a differenti metodi. Quello più utilizzato dai marketer è composto da due fasi; si tratta di una vera e propria formula di engagement e si sviluppa mettendo in atto attività di comunicazione che offrano un incentivo accattivante, accanto alla possibilità di iscriversi alla mailing list in maniera estremamente semplice.

Ma, nel dettaglio, quale potrebbe essere l’incentivo straordinario ed irrinunciabile capace di attirare un certo target?

– innanzitutto, sicuramente dei contenuti validi nel caso in cui si possieda un blog: comunicare la possibilità di accedere a informazioni o tutorial ad alto valore informativo rappresenta per molti utenti un incentivo più che valido per l’iscrizione ad una mailing list.

– Un altro incentivo valido è uno sconto applicabile al primo ordine, a fronte dell’iscrizione alla lista. Questa strada è perfetta naturalmente per chi possiede un e-commerce.

– In caso di e-commerce di prodotto, offrire la spedizione veloce e gratuita rappresenta un grande valore aggiunto, in quanto permette all’utente di ricevere l’oggetto desiderato in brevissimo tempo e gratuitamente.

Oltre all’applicazione di incentivi diretti, volti ad incrementare la mailing list, è possibile sfruttare il sito web aziendale, inserendo delle call to action ben visibili, che invitino i visitatori ad iscriversi.

Per fare questo, esistono impostazioni e plugin mirati che permettono di inserire pop up o barre in posizioni sensibili della schermata, per aumentarne la visibilità. Nel caso di pop up, se è vero che molti utenti riscontrano un certo fastidio nel veder apparire una comunicazione improvvisa durante la consultazione di un sito, è altrettanto vero che impostare attentamente i tempi di comparsa, per esempio alla fine della lettura di un articolo o dopo che è stata visualizzata la landing page per i suoi 3/4, aumenta la probabilità di conversione e dunque l’iscrizione alla lista di contatti utili.
La comparsa di un pop up su ogni pagina durante la navigazione o appena l’utente ha fatto il suo ingresso sul portale, invece, è da considerarsi controproducente.

Qualora l’attività preveda l’invio di altre tipologie di e-mail operative, è consigliabile inserire al piede della comunicazione l’invito ad iscriversi alla mailing list, veicolando la possibilità di rimanere sempre informati, accedere a promozioni o essere tra i primi a conoscere novità e offerte.

newsletter

3) Decidere il tipo di campagna da inviare

Il terzo passaggio è chiaramente fondamentale, in quanto esistono differenti tipologie di attività di comunicazione da sviluppare tramite email, in relazione agli obiettivi determinati nel passaggio 1.

Vediamo insieme i diversi tipi di campagna che possono essere messi in atto.

Newsletter. Si tratta di comunicazioni tramite posta elettronica volte ad aggiornare ed informare i propri contatti sulle ultime novità. Ha una periodicità regolare ed è efficace per coltivare l’interesse degli utenti, aumentando la brand awareness.

Offerte. Una campagna di e-mail marketing può avere come oggetto principale un’offerta, con l’obiettivo di generare un’azione di acquisto attraverso una call to action “cliccabile” e cogliere velocemente l’impulso all’acquisto del lettore.

Annuncio. In questo caso, si tratta di lanci veri e propri di prodotto, servizi o nuove funzionalità rispetto all’offerta classica.

Invito. Una campagna di inviti è l’ideale quando si deve promuovere un evento o un’occasione speciale alla quale i contatti della mailing list sono chiamati a partecipare.

4) Creare la campagna e-mail

Una volta individuati gli obbiettivi, definita la mailing list da contattare e la tipologia di campagna da attuare è il momento di lavorare allo sviluppo dell’e-mail.

È provato che l’attenzione media di una persona adulta al cospetto di una comunicazione è di otto secondi. Si tratta di un intervallo davvero breve, per questo, è indispensabile che l’impatto globale dell’e-mail sia chiaro, di facile comprensione e intuitivo.

La struttura del testo, per entrare nel dettaglio, deve essere visivamente semplice da decodificare, in modo che – in pochi passaggi – l’utente sia guidato verso l’azione da compiere. Vi è un metodo preciso da applicare, che è in grado di semplificare ampiamente la costruzione di una comunicazione di e-mail marketing. Esso si basa sul modello piramidale invertito, che prevede un titolo sintetico, capace di veicolare il focus di tutta la comunicazione, seguito dalle informazioni visive e testuali utili al lettore per contestualizzare il messaggio e – scendendo – prevede la call to action, corredata da un pulsante interattivo. Questo modello è in grado di garantire una quantità di clic superiore rispetto ad e-mail strutturate in maniera più dispersiva.

Quanto ai contenuti, si consiglia di applicare il Principio di Pareto, secondo il quale l’80% dell’e-mail deve proporre informazioni utili, mentre il 20% deve veicolare promozioni o comunicazioni mirate alla vendita di prodotti o servizi. Questa visione si concilia perfettamente con la tendenza a dare più peso ai contenuti di valore in termini informativi.

Tornando più precisamente alla composizione dell’e-mail, oltre ad un’attenzione particolare alla scelta delle parole da usare nell’oggetto – che sarà decisivo per convincere l’utente ad aprire la comunicazione – è necessario valutare attentamente quali contenuti inserire nella parte informativa.

Le immagini, si sa, sono in grado di creare un grande coinvolgimento nel lettore, oltre ad essere velocemente decodificabili, per questo è bene intervallare il testo con contenuti visivi ed evitare blocchi indiscriminati di parole poco memorabili.

personalizzazione email marketing

Un’altra caratteristica utile per il successo di una campagna e-mail è la personalizzazione, questo è possibile operando una segmentazione della mailing list, affinché le comunicazioni inviate ai diversi contatti siano realmente pertinenti ai loro interessi. Ecco alcuni segmenti possibili, in grado di far aumentare il tasso di clic delle campagne di e-mail marketing:

Segmentazione geografica. Questa suddivisione è perfetta quando l’oggetto della campagna è di interesse circoscritto ad alcune zone, piuttosto che ad altre. Per esempio, nel caso di un negozio, sarebbe fuori luogo mandare una promozione da utilizzare a Palermo ad utenti di Milano.

Segmentazione su base demografica. Questa personalizzazione fa leva sul target specifico, siano essi uomini o donne o persone di un’età determinata.

Segmentazione di mercato. Tale suddivisione permette di suddividere gli utenti sulla base dell’interesse che il mercato ha rispetto a loro.

Segmentazione sul comportamento. Questa personalizzazione si basa sulle reazioni rilevate da parte degli utenti in occasione di comunicazioni precedenti. Tale segmentazione è molto interessante per determinare la tipologia di contenuto più stimolante per certi target, con l’obiettivo di generare conversioni.

Segmentazione su base dati. Si tratta di un escamotage utile specialmente agli e-commerce, desiderosi di comunicare ai propri migliori clienti, per sollecitare nuovi acquisti. Questa azione, dunque, parte dallo studio dei propri contatti e dal coinvolgimento di coloro che in passato, più volte, si sono dimostrati disposti ad acquistare.

Vi sono due modi principali per operare una segmentazione, nel concreto. La prima richiede un’azione e prevede una prima suddivisione dei contatti sulla base dei dati che essi hanno rilasciato inizialmente. Il secondo modo deriva dalla possibilità data a chi si iscrive alla lista di auto segmentarsi, segnalando i propri interessi.

segmentazione

Proseguendo nella creazione della campagna, è indispensabile che essa sia focalizzata sul marchio, garantendo una coerenza visiva con gli altri canali aziendali ai quali i contatti hanno accesso, e si dimostri capace di generare fiducia nel lettore.

Caratteri, colori, linee grafiche: tutto deve essere armonico e rispondente all’immagine istituzionale del marchio. Questo consentirà agli utenti di provare familiarità e genererà coinvolgimento e fiducia.

Proseguendo sugli aspetti visivi, è indispensabile che i lettori siano guidati all’azione attraverso una disposizione degli elementi semplice e di facile consultazione. È necessario considerare che il 61,9% degli utenti legge la posta elettronica da dispositivi mobili, pertanto la campagna dovrà essere tassativamente ottimizzata in questo senso.


Secondo Google il 75% degli utilizzatori di Gmail accede al proprio account da un dispositivo mobile. (fonte Techcrunch )

Nel 2019 il 34,8% delle email è stato letto su un iPhone; l’ 8.2% su un dispositivo Android. (fonte Adestra)

Nel 2019, il 62% delle campagne email è stato aperto su un dispositivo mobile; il 10% su desktop. (fonte Adestra)


Infine, non possiamo non parlare di pianificazione e programmazione. Quando si creano delle campagne, è decisivo adottare un calendario strategico affinché la cadenza prevista sia sensata e non risulti né dispersiva, né troppo pressante.

frequenza email

Nel dubbio, si può ricorrere ai risultati della tabella sopra realizzata da MarketingSherpa sulla base di un sondaggio proposto a oltre 2.000 utenti adulti, per individuare la cadenza migliore di ricezione di comunicazione commerciali. Il 60% degli intervistati si è mostrato interessato a ricevere almeno una comunicazione alla settimana, molti meno invece a ricevere e-mail con periodicità più dilazionate nel tempo.

Applicando i passaggi visti fino ad ora, durante l’elaborazione della campagna di e-mail marketing, si darà vita ad un’attività ad alta conversione, in grado di attirare l’attenzione dei lettori e consolidare una relazione di reciproca utilità.

Ma veniamo all’ultimo passaggio.

5) Misurare i risultati

Una volta lanciata una campagna è indispensabile monitorarne i risultati. Per fare questo, sono disponibili differenti strumenti, tra i quali l’indispensabile Google Analytics in abbinamento allo strumento prescelto per la gestione delle campagne e-mail.

I dati di interesse per capire l’andamento della campagna attivata sono principalmente:

– il numero di utenti che ha aperto l’e-mail;

– la percentuale di utenti che, a fronte della call to action, ha cliccato il link proposto;

– la percentuale di utenti che ha convertito;

– il numero di indirizzi al quale l’e-mail non è stata recapitata;

– il tasso di annullamento dell’iscrizione al servizio e-mail.

Raccogliere e analizzare questi dati permette di capire cosa è stato apprezzato nella campagna e cosa invece è da sistemare. Per migliorare l’output è sempre consigliabile fare dei test e sperimentare soluzioni diverse nei diversi punti della comunicazione: ad esempio, è utile testare formule alternative nell’oggetto della e-mail e vedere come rispondono gli utenti. Questa pratica è funzionale per incrementare il tasso di apertura.

Possono essere sperimentate parole differenti, così come lunghezze diverse o l’aggiunta di emoji. Secondo uno studio di YesWare, per esempio, l’inclusione di numeri nella riga dell’oggetto incrementa la percentuale di apertura.

Se invece si punta a migliorare il tasso di conversione, è necessario lavorare e sperimentare soluzioni alternative nel contenuto. Un accorgimento in questo senso è il miglioramento del layout, affinché il lettore sia accompagnato alla call to action e di conseguenza recepisca efficacemente l’invito a cliccare.

Oltre a lavorare sul testo e sul layout globale dell’e-mail, bisogna considerare che le campagne con immagini coinvolgenti portano il tasso di clic a +42%, dunque anche testare contributi visivi differenti può essere una scelta vincente.


Per concludere, abbiamo visto quali sono i passaggi fondamentali per dare vita ad una campagna di e-mail marketing vincente: è infatti indispensabile aver chiari i propri obiettivi, facendo questo emergerà con evidenza il target da coinvolgere e, di conseguenza, saranno definiti i contenuti più adatti da veicolare.

Creare un contenuto coinvolgente, capace di guidare il lettore all’azione è un aspetto fondamentale per la buona riuscita di una campagna di e-mail marketing, così come analizzare i risultati restituiti dall’attività e migliorarne le performance testando soluzioni differenti.

Seguendo tutti questi accorgimenti, siamo certi, si darà vita ad una campagna di gran successo!

 

 

email-marketing-trend 2020

Le strategie di email marketing cambiano: ecco i trend degli anni 2020

I cambiamenti degli ultimi anni, specialmente in corrispondenza dell’avvento dei social, hanno portato molto scompiglio nell’ambito dell’e-mail marketing, suscitando dubbi sul suo futuro. Tuttavia, dati alla mano, quel che emerge è un panorama decisamente rassicurante in questo senso. L’incremento dell’utilizzo degli smartphone ha reso infatti la posta elettronica ampiamente disponibile, coerentemente con la crescita esponenziale di utenti dotati di una casella e-mail.


Più della metà della popolazione mondiale utilizza la posta elettronica.  Secondo un report di Radicati nel 2019 il numero totale di utilizzatori di servizi email aveva raggiunto i 3.9 miliardi. Questa cifra rappresenta il numero degli account email attivi durante i 3 mesi della ricerca. E’ probabile che esistano altrettanti account di posta elettronica non molto frequentati.
Giusto per fare un confronto, gli utilizzatori di social media nel mondo sono circa 3.5 miliardi. Anche in questo caso il numero è imponente ma inferiore a quello degli account email.

Chi non ottiene i riscontri desiderati relativamente alla propria campagna di e-mail marketing non può certo dare la colpa alla diffusione dei social network, quanto piuttosto deve interrogarsi sulle probabili strategie errate messe in atto.
Il punto indispensabile affinché l’e-mail marketing continui a dare i risultati attesi – ed anzi migliori le performance – è lo stare al passo con i tempi e modulare le proprie strategie coerentemente con l’evoluzione della comunicazione online.

Alexa, leggi la mia email

ALEXA LEGGI LA MIA E-MAIL!

Tecnologia Voice ed e-mail marketing 

Una delle evoluzioni principali, a cui ha assistito negli ultimi anni il mondo di Internet, riguarda il modo in cui gli utenti interagiscono con esso. La diffusione degli altoparlanti intelligenti come Alexa di Amazon sono l’esempio lampante di questa evoluzione.

Non si tratta, infatti, di dispositivi utili unicamente ad ascoltare la musica o a impostare un timer, bensì di tecnologie in grado di rivoluzionare la fruizione dei contenuti online, come la consultazione della posta elettronica, ad esempio. Molti professionisti, infatti, invece di leggere le proprie e-mail personalmente, le fanno leggere agli assistenti vocali per risparmiare tempo, mentre guidano o sono impegnati in altre attività.


Secondo una recente ricerca di Juniper Research, il numero di asistenti vocali triplicherà entro il 2023. Se la previsione si rivelerà esatta, in tutto il mondo ci saranno 8 miliardi di di voice assistant attivi, ovvero pi assistenti vocali che esseri umani. (Juniper Research – 2018)

Chiaramente, questo cambiamento richiede un adattamento di strategia nell’ambito dell’e-mail marketing, in quanto viene a mancare lo stimolo visivo e l’apprendimento dei contenuti risulta unicamente legato all’ascolto.

Colori, immagini e grafica diventano completamente superflue per chi fruisce delle e-mail tramite tecnologie Voice, così come il linguaggio assume un’importanza centrale. Il testo dell’e-mail, in quest’ottica, necessita di una scorrevolezza maggiore e grande chiarezza e sintesi.

Per quanto riguarda in particolare i contributi visivi, dovendo conciliare l’esperienza classica degli utenti che continueranno a consultare la posta elettronica tramite un monitor e quella di coloro che sono già passati ad altoparlanti intelligenti, sarà indispensabile corredare ogni immagine dell’Alt Text così che vi sia continuità nella lettura e il contenuto risulti ampiamente comprensibile da tutti.

 

Intelligenza artificiale per l'email marketing

DEUS EX MACHINA 

L’intelligenza artificiale come opportunità per l’e-mail marketing

Come abbiamo accennato, l’ingresso dell’intelligenza artificiale nelle nostre vite sta portando tantissimi vantaggi sia a livello personale che a livello professionale. Per i marketers esperti di e-mail, questa risorsa rappresenta sicuramente una grande opportunità al fine di incrementare in maniera più puntuale l’efficacia delle proprie strategie.

individuare il giusto oggetto delle proprie e-mail

Sappiamo per esempio quanto sia fondamentale ed allo stesso tempo complesso individuare il giusto oggetto delle proprie e-mail: attraverso l’intelligenza artificiale è già possibile determinare i titoli delle e-mail affinché ottengano le migliori prestazioni.

Eppure, questo – come si può immaginare – è solo il primo passo. Via via, infatti, le nuove tecnologie influenzeranno sempre più a 360° le scelte strategiche appartenenti al mondo della comunicazione, rendendo tutto più performante ed efficace.

Si prevede che nei prossimi anni la cosiddetta AI sarà in grado di formulare interi testi e-mail e individuare il modo più corretto per impaginarli, insieme alla proposizione delle immagini più coerenti, al fine di garantire le più alte prestazioni ottenibili da una campagna di e-mail marketing.


E’ vero che noi umani siamo i soli capaci di produrre strategie e creatività ma è anche vero che solo le macchine possono analizzare, processare e produrre contenuti su vasta scala.

Allo stesso modo, le nuove tecnologie saranno di supporto per approfondire la tematica della personalizzazione verso i singoli utenti. Aiuteranno cioè ad effettuare efficaci operazioni di targeting automatizzato, basato sulle caratteristiche degli utenti, sulla loro posizione geografica o sul comportamento che essi hanno manifestato in passato.

promuovere UGC con l'email marketing

UGC RULES 

Il valore dell’autenticità nell’e-mail marketing

Con l’introduzione dei social network e ancor prima di Internet su larga scala, il tema dell’autenticità è divenuto un focus essenziale, in particolar modo tra i millennial e la generazione successiva. I consumatori, cioè, si presentano maggiormente scettici nei confronti del marketing puro e questa tendenza, con grande probabilità, andrà ad aumentare.

Questo cambiamento viene visto dai marketers come una grande opportunità di evoluzione, utile per ripensare alle modalità in cui viene pubblicizzato un dato prodotto o servizio. Una delle chiavi per garantire unicità alla propria comunicazione è utilizzare il cosiddetto User Generated Content – UGC, ovvero tutto ciò che viene creato dai fan o follower sui social network appunto, a discapito dalla comunicazione ufficiale e istituzionale preconfezionata dall’azienda stessa.


In sostanza, far sì che a promuovere e a parlare di noi sia il target in prima persona è la chiave di svolta per trasmettere autenticità.

Concretamente, alcune forme di User Generated Content nel contesto dell’e-mail marketing sono le recensioni da parte dei clienti, ovvero le peer review: i consumatori possono essere scettici rispetto a quanto dichiarato da un’azienda, ma si fidano ampiamente del parere di loro coetanei o comunque di utenti che non possiedono interesse nel parlare forzatamente bene di un brand. Per questo, applicare strategie volte ad incentivare il rilascio di opinioni a fronte di uno sconto o di una promozione è senza dubbio una pratica proficua per il nostro business.

L’email marketing è il mezzo ideale per generare e promuovere UGC . Un semplice messaggio email può includere un invito a recensire un acquisto o compilare un questionario per il monitoraggio del grado di soddisfazione.

 

email su dispositivo mobile

NEW TECHNOLOGIES = NEW OPPORTUNITIES 

E-mail marketing: l’opportunità dell’interazione 

Come abbiamo anticipato, la gran parte delle e-mail viene consultata attraverso dispositivi mobile, come smartphone e tablet. Questa tendenza con il tempo andrà sempre più a sedimentarsi, divenendo la normalità per qualunque utente.


Il 61,9% delle email viene aperto su dispositivi mobili, il 9,8 su desktop e il 28,3 su webmail client.  Fonte Adestra “Top 10 email clients” (July 2019)

Pertanto, l’ottimizzazione delle campagne e-mail per i dispositivi mobili è indispensabile per l’ottenimento dei risultati sperati.

 

email lette da mobile

La grande opportunità delle nuove tecnologie, oltre a rendere le e-mail a portata di mano 24 ore su 24, è la maggiore possibilità di interazione con il contenuto, rispetto alla sua fruizione da desktop. Per questo, nella formulazione della nostra campagna è essenziale sfruttare effetti interattivi capaci di risultare maggiormente coinvolgenti agli occhi degli utenti.

Effetto Rollover

Una modalità è per esempio l’inserimento di animazioni o effetti rollover predisposti in HTML.

Se nelle nostre comunicazioni prevediamo prodotti tra i quali scegliere, è possibile inserire una sorta di catalogo sfogliabile per mostrare i prodotti consigliati senza che si debba uscire dall’email, ad esempio. Questi escamotage saranno perfetti per spingere gli utenti ad interagire con i nostri contenuti.

 

Come abbiamo visto, le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale stanno velocemente rivoluzionando le modalità di fruizione dei contenuti e-mail da parte degli utenti. Questi cambiamenti, tuttavia, vanno interpretati come importanti opportunità per far evolvere le nostre strategie di e-mail marketing e rimanere al passo con i tempi, per una migliore efficacia e risultati sempre più soddisfacenti.