Email marketing di Natale, Black Friday, etc.: come creare la campagna perfetta

Email marketing di Natale, Black Friday, etc.: come creare la campagna perfetta

Si avvicina la fine dell’anno e dunque le festività commerciali più importanti. Certamente ti starai chiedendo “come posso sviluppare la migliore strategia di email marketing di Natale, Black Friday, etc., per il mio business?”

Bene, in questo articolo vogliamo proprio aiutarti ad individuare la campagna perfetta per le festività natalizie e non solo: vedremo insieme i passaggi più importanti per la sua creazione e tutti i suggerimenti utili per implementarla.


Come creare una campagna di email marketing di Natale, Black Friday, etc.

Parlare di marketing in questo periodo storico non può prescindere dal considerare il contesto pandemico in cui ci troviamo.

La pandemia ha portato un’accelerazione delle vendite online di prodotti fisici, se si pensa che secondo l’ultimo osservatorio sull’eCommerce B2C Netcomm – Politecnico di Milano, nonostante un anno complicato, le vendite di prodotti online sono aumentate del 31%, con una crescita netta di 5,5 miliardi di euro rispetto a dodici mesi fa, per un valore totale che ha raggiunto quota 23,4 miliardi.

Per cogliere al meglio questa tendenza, se possiedi un’attività di ecommerce, dovrai necessariamente prevedere un piano ben strutturato di holiday email marketing, capace di sfruttare tutto il potenziale dei canali digitali.

Ma attenzione! Anche se la tua attività commerciale è di tipo fisico, ovvero se gestisci un negozio, l’email marketing può darti una valida e grande mano di aiuto per coinvolgere i tuoi clienti e tenerli aggiornati.

Prima di entrare nel vivo della strategia, è essenziale cogliere a fondo le opportunità che questo periodo festivo ha da offrire. Vediamole insieme!

 

Perché l’email marketing di Natale, Black Friday, etc., è importante per la tua attività?

Quando parliamo di email marketing di Natale, ci riferiamo naturalmente alla messa in atto di campagne mirate che solitamente comprendono promozioni e offerte speciali, con l’obiettivo di massimizzare le vendite e quindi il ritorno per il proprio business.

Ti starai chiedendo nello specifico “perché” il marketing natalizio ha queste potenzialità, vediamo insieme i motivi:

▪️Le festività natalizie infondono positività. Puntare ad amplificare questo stato d’animo nei clienti attraverso una campagna email è una tecnica di vendita molto efficace.

▪️I potenziali clienti sono più propensi all’acquisto rispetto al resto dell’anno.

▪️Le campagne comunicano un certo senso di urgenza, perché sono limitate nel tempo e dunque incentivano gli utenti a cogliere al volo le opportunità di risparmio.

 

Vediamo adesso “come” questi tre punti essenziali si traducano nell’enorme opportunità di incrementare il tuo business.

▪️Rendendo più “umano” il tuo brand, grazie alla condivisione festiva di buoni propositi e sentimenti positivi. Il periodo natalizio è ideale infatti per sviluppare un marketing più empatico e personale, questo genererà fiducia e rafforzerà la relazione con la tua platea di riferimento.

▪️Acquisendo nuovi clienti. Oltre a garantire un aumento delle vendite, le campagne di email marketing delle festività supportano le aziende nel diffondere la propria brand awareness, attirando potenziali nuovi clienti che in altri periodi dell’anno non sarebbero stati altrettanto sensibili ad una comunicazione promozionale.

▪️Creando e rafforzando relazioni con i clienti. Quello delle festività e della fine dell’anno è un periodo ideale per instaurare e rafforzare relazioni basate sulla fiducia con i clienti. È inoltre il momento ideale per contattare i clienti più affezionati, ringraziandoli per il sostegno ed eventualmente premiandoli con un coupon o uno sconto speciale dedicato.

 

Email marketing: prova Infomail

3 consigli per creare una campagna di email marketing di Natale, Black Friday, etc. perfetta

Eccoci arrivati al dunque, nelle prossime righe scoprirai 3 suggerimenti da mettere in pratica per sviluppare una strategia di email marketing perfetta in vista delle festività.

 

1. Inizia prima possibile

Come abbiamo accennato sopra, l’email marketing delle festività di quest’anno non può non tenere in considerazione il periodo di incertezza nel quale ci troviamo, a causa della pandemia.

Pertanto, proprio nell’ottica di garantire un servizio funzionale e puntuale ai tuoi clienti, il consiglio è di dare inizio al più presto alla tua campagna. Saranno tra l’altro gli acquirenti stessi a volersi portare avanti, inaugurando con anticipo il periodo degli acquisti.

Giocare d’anticipo ti consentirà inoltre di sfruttare al meglio anche il periodo del Black Friday, che non si limita ad una sola giornata di promozioni ma a quasi una settimana, ideale per iniziative dedicate e sconti. Allo stesso modo, avrai tempo di pianificare con cura un calendario che tenga conto anche di altre ricorrenze importanti per la tua platea, ad esempio la festività dell’8 dicembre o il Capodanno.

 

2. Usa promozioni per invogliare i clienti 

Proprio a causa del periodo di incertezza che stiamo attraversando, i potenziali clienti hanno tutta l’intenzione di risparmiare e andare alla ricerca del miglior affare. Questo non si traduce unicamente in proporre sconti, bensì indica la possibilità di sviluppare con successo delle meccaniche più elaborate di upselling, offrendo promozioni su più articoli della stessa categoria, per esempio.

 

3. Fai sentire i tuoi utenti importanti e prevedi sempre la spedizione gratuita

Un tema correlato a questa necessità è senza dubbio quello della spedizione gratuita, sempre molto gradita. Secondo un sondaggio sviluppato nel 2019 da Deloitte, infatti, per i consumatori non avere spese accessorie viene immediatamente dopo lo sconto sul prodotto, nelle proprie preferenze. La percezione da parte del cliente è quella di essere importante per il tuo brand, dunque, questo escamotage potrebbe rappresentare una leva interessantissima per ampliare il coinvolgimento e aumentare il ritorno sul tuo business!

 

I 4 passaggi fondamentali per realizzare la tua campagna di email marketing di Natale, Black Friday, etc.

A questo punto, hai chiara la situazione e sei perfettamente pronto per metterti all’opera ed elaborare la tua campagna di email marketing migliore! Ecco tutti i passaggi fondamentali:

 

1. Studia e analizza trend e campagne precedenti

C’è sicuramente molta incertezza su quelli che saranno i comportamenti d’acquisto dei clienti in quest’anno così particolare. Può comunque essere d’aiuto riguardare i dati dello scorso anno ed esaminarne i trend.

Ad esempio i dati relativi ai picchi in vendite o in traffico, nel caso tu abbia un sito web, possono darti una interessante indicazione sui tempi della tua campagna di email marketing delle festività.

 

2. Individua i tuoi obiettivi e i canali sui quali lavorare

Una volta ottenuta una panoramica esaustiva dei trend degli anni precedenti, è bene proseguire fissando degli obiettivi realistici e perseguibili. Chiaramente, questi saranno principalmente mirati alle vendite, tuttavia non bisogna trascurare – come abbiamo visto sopra – che il periodo delle festività è ideale per valorizzare il proprio marchio e creare rapporti solidi e di fiducia con la platea di riferimento.

 

3. Decidi quali canali sfruttare

Fatto questo, è essenziale decidere su quali canali lavorare con la campagna. Certamente il canale privilegiato è l’email marketing, particolarmente efficace per comunicare con chi è già cliente o con chi ha dimostrato interesse verso il tuo marchio. Ma l’opzione migliore, potendolo fare, è senza dubbio procedere con un approccio cross-channel, più completo e in grado di sfruttare in maniera sinergica le potenzialità dei social, dell’ADV dell’sms marketing.

 

 4. Prepara un piano d’azione

Sapere cosa devi fare e con quali tempi è essenziale per il buon andamento della campagna. Ecco le tappe principali che non possono mancare nella tua pianificazione:

 

▪️Crea una mailing list

Chiaramente non è un compito veloce da svolgere, per creare un elenco importante e ben strutturato dovrai darti da fare per tempo, pertanto prima di lanciare la tua campagna crea moduli di iscrizione e attività tali da convincere più utenti possibili a rimanere aggiornati sulle tue novità e promozioni.

 

▪️ Dividi la tua strategia in due momenti

Prepara la tua platea all’arrivo del periodo promozionale con attività teaser di sensibilizzazione. Questo sarà utilissimo per suscitare interesse e predisporre gli utenti alle attività che lancerai.  Dopodiché, sarai pronto per entrare nel vivo della campagna, promuovendo le tue offerte, attraverso comunicazioni mirate sui canali prestabiliti.

 

▪️Prevedi attività di follow-up

Passato il Natale e le feste il tuo lavoro non è certo terminato. I clienti che avrai acquisito andranno curati attentamente affinché comprino nuovamente. Un ottimo escamotage consiste in email di follow-up, abbinate ad uno sconto dedicato per il prossimo acquisto.

 

5. Pianifica i tuoi messaggi e crea contenuti

Una volta pensate e strutturate le tempistiche e l’architettura della tua campagna è il momento di dedicarti ai contenuti, progettando i testi e l’aspetto visivo delle tue comunicazioni.

Ricordati di mantenere sempre una forte coerenza nel tone of voice e nell’approccio grafico con il tuo brand, concedendoti qualche libertà in virtù di un periodo tanto emozionante e ad alta empatia come quello natalizio.

Prova quindi a pianificare una comunicazione cross-channel coerente e forte e prevedere sempre lo sviluppo di una landing page di atterraggio sul tuo sito web che funga da approfondimento prima dell’acquisto.

 

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Sei pronto per lanciare la tua campagna di email marketing di Natale, Black Friday, etc.?
Ricordati: pianificazione e analisi dovranno essere le tue linee guida e, se inizierai per tempo, i risultati non si faranno attendere!

 

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email marketing per ristoranti

Email marketing per ristoranti in epoca Covid

L’email marketing per ristoranti è una soluzione da prendere in considerazione in generale e in particolare modo adesso che i rapporti umani risentono delle conseguenze della pandemia Covid.

In questo periodo storico, dominato da una pandemia a livello globale, l’email marketing per ristoranti è più che mai la risorsa privilegiata per coltivare i rapporti con la tua platea di riferimento, specialmente a fronte di decreti che impongono la chiusura totale o parziale delle attività commerciali e di ristorazione, e della diffusa paura dei clienti a consumare pasti fuori casa.

Se operi nel settore food o hai un ristorante e vuoi scoprire come sviluppare delle attività di marketing online, in grado di sostenere il tuo business in un periodo tanto complicato, non perderti questo articolo!

 

Email marketing: un potente alleato per i ristoranti

In riferimento alle strategie di comunicazione che prevedono la posta elettronica può esserci, a volte, un po’ di pregiudizio. In effetti, questo canale non è di recente diffusione come i social network, eppure rappresenta uno dei modi più efficaci per le aziende di entrare in contatto con la propria platea di riferimento e farla crescere in maniera esponenziale: basti pensare che il ROI dell’email marketing è 4 volte più alto rispetto a quello rilevato da altri canali ben più moderni.

Tali considerazioni, naturalmente, valgono più che mai in un periodo storico in cui le attività commerciali necessitano di mantenere un contatto rilevante e costante con i propri clienti, a fronte di una pandemia che limita i rapporti interpersonali.

Come ben saprai, nel caso dei ristoranti, si è assistito ad un incremento dell’asporto e della consegna a domicilio, a discapito dell’interazione diretta tra cliente e gestore. 

La digitalizzazione, dovuta all’utilizzo di App dedicate alle ordinazioni, inoltre, ha spostato gran parte delle relazioni sul piano digitale: anche per questo l’email marketing si rivela la migliore risposta al cambiamento, promuovendo una comunicazione personale e diretta, volta a coltivare la fedeltà della clientela con risultati decisamente convincenti.

Oltre a queste considerazioni contingenti, bisogna sempre tenere presente che l’email marketing porta con sé tutto il bagaglio di opportunità che ne fanno – da sempre – uno strumento altamente performante, come la possibilità di segmentare la propria lista sulla base dei comportamenti della clientela e perfezionare i contenuti dei messaggi rendendoli ancora più pertinenti.

Questo periodo appare ampiamente destabilizzante per la platea di riferimento di ogni business, ancor più se parliamo di ristorazione: la voglia di poter cenere fuori in maniera spensierata e il peso di non poterlo fare per ovvi motivi di sicurezza è certamente una situazione nuova e difficile da gestire. Pertanto, farsi sentire, creare empatia e rendere partecipi i tuoi clienti informandoli di tutti i provvedimenti che stai attuando per soddisfare le loro esigenze – in totale sicurezza – è molto importante.

Un atteggiamento costruttivo e propositivo ti permetterà di coltivare una relazione di fiducia con il tuo target e di monitorarne attentamente gli effetti.

 

Come dare vita ad una strategia di email marketing per ristoranti

Se ti stai cimentando per la prima volta nello sviluppo di una strategia di email marketing per ristoranti, nelle prossime righe troverai i 3 step principali da compiere per instaurare un’ottima relazione virtuale con il tuo target.

 

1. Crea una mailing list

Il primo passo è senza dubbio la creazione di una lista di contatti. Come? Non è facile per gli esercizi commerciali in genere, creare un data base dei nominativi dei clienti, ma ci sono diversi modi per farsi dare il contatto email.

Ad esempio puoi optare per dei coupon da compilare quando i clienti sono nel tuo ristorante, anticipando che in questo modo saranno sempre al corrente di tutte le novità e promozioni, oppure puoi chiedere recensioni sul servizio che offri unitamente ad un’email di contatto, o ancora – se hai un sito web – puoi optare per l’inserimento di un form da compilare con i dati personali, a fronte di un piccolo incentivo, come uno sconto, ad esempio. Puoi anche utilizzare i tuoi canali social per chiedere ai follower di visitare il tuo sito web e riempire il form di iscrizione alla newsletter.

 

2. Segmenta la mailing lista

Come abbiamo accennato sopra, questa è un’attività molto importante che può dare grandi frutti, in quanto permette di categorizzare gli utenti in base alle caratteristiche più sensibili per il tuo business e personalizzare le comunicazioni in modo che risultino più pertinenti agli occhi dei lettori.

Grazie a questa operazione, non ti limiterai unicamente a rivolgerti ai clienti chiamandoli per nome, ma potrai studiare i contenuti di qualità più adatti alle loro esigenze, trasmettendo fiducia e un senso di utilità sicuramente benefico in termini di ritorno economico.

 

3. Individuare il tuo stile

Lo stile che utilizzerai per scrivere le tue email è tutt’altro che secondario e la categorizzazione dei tuoi contatti può darti ottime indicazioni per individuarlo. Parliamo naturalmente dell’approccio visivo, quindi del layout delle tue comunicazioni, così come del tone of voice, in grado di trasmettere da un lato la tua competenza e dall’altro di instaurare un rapporto caloroso e familiare.

Email marketing: prova Infomail

 

Email marketing per ristoranti: i contenuti più adatti in epoca Covid

Come abbiamo appena accennato, nell’email marketing per ristoranti è giusto produrre contenuti pertinenti e di valore agli occhi dei lettori e veicolarli con un tono empatico e caloroso, specialmente in un periodo tanto delicato in cui la mancanza di interazioni si fa sentire forte e chiara.

Per individuare i giusti contenuti, è necessario sapere che esistono principalmente tre tipologie di messaggi, vi sono infatti le email promozionali, mirate alla pubblicizzazione di sconti o eventi dedicati, le email relazionali, più informative e volte ad instaurare un rapporto di fiducia con il cliente e, infine, le email transazionali che vengono solitamente inviate a fronte di un’azione compiuta dagli utenti come ad esempio una prenotazione o un ordine.

La tipologia a cui dobbiamo fare riferimento, in questo caso, è la seconda, quella delle email relazionali: inviare delle email raccontando la storia della tua attività, come vengono preparate le ricette e soprattutto raccontare come stai agendo per mettere in sicurezza la tua clientela rafforzerà la fiducia nei confronti del tuo locale.

Alcuni esempi di contenuti da veicolare in questo senso sono:

▪️L’inserimento nel menù di un nuovo piatto o di una specialità vegetariana ad esempio. In quest’ultimo caso se hai clienti segmentati come vegetariani, si sentiranno considerati e saranno certamente felici di ricevere la notizia e provare il piatto.

▪️La rivelazione di una ricetta o di piccoli segreti utili per chi cucina.

▪️Una serata a tema.

▪️Offerte e promozioni limitati nel tempo o ad un solo giorno della settimana o solo a pranzo.

▪️Richiesta di un feedback sulla sua visita nel nostro locale o sul nostro sito. Le recensioni diventano un potentissimo strumento di marketing.

▪️Invio di un bonus per far tornare il cliente insieme ad un amico

▪️Informazioni sull’implementazione delle ordinazioni online con consegna senza contatto.

▪️L’eventuale attuazione di protocolli sanitari ulteriori rispetto a quelli obbligatori.

▪️Le linee guida utilizzate per assicurare il distanziamento sociale.

▪️L’utilizzo di dispositivi di sicurezza, come guanti e mascherine, da parte di dipendenti e corrieri preposti alle consegne.

Inoltre, veicolare iniziative promozionali trasversalmente – attraverso le campagne social -rafforzerà l’impatto della tua comunicazione, rendendola ancora più efficace e ampliando la tua platea di riferimento.

 

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Conclusioni

Come abbiamo visto, l’email marketing è il canale ideale per mantenere vivo il rapporto con la clientela del tuo ristorante anche in un momento in cui le relazioni sociali “dirette” vengono meno. In un contesto come quello pandemico, informare con empatia e dedicare attenzioni particolari e promozioni alla tua platea di riferimento si rivelerà una strategia senza dubbio vincente nel tempo.

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Strategie di marketing digitale in tempo di crisi Covid

Strategie di marketing digitale in tempo di crisi Covid

I momenti di crisi, per un’attività imprenditoriale, sono un’eventualità tutt’altro che rara, a maggior ragione in un periodo così complesso come il 2020, anno della pandemia e di grandi difficoltà per le attività commerciali.

Eppure, sono proprio queste le circostanze più giuste per rielaborare la propria strategia di marketing digitale, rinnovarsi e trovare nuovi sviluppi.

Se sei alla ricerca di qualche spunto per rilanciare la tua attività attraverso il marketing digitale, non perderti questo articolo!


Come rilanciare la tua attività con il marketing online

Improvvisamente senti che l’attenzione dei tuoi clienti sta diminuendo e questo comporta grandi perdite di budget, e probabilmente non ti sei mai trovato nelle condizioni di dover pensare a strategie di marketing alternative, digitale e non, o non possiedi nel team qualcuno che abbia le competenze per farlo.

Come procedere dunque per risollevare le sorti della tua attività commerciale?

Ecco 5 consigli utili per riprendere in mano la situazione e correggere la tendenza.

 

1. Coinvolgi i tuoi clienti attraverso una campagna di email marketing

Non sfruttare l’email marketing per comunicare con i clienti e con il tuo target di riferimento è un grande errore, così come utilizzare questo canale senza un’accurata, seppur semplice, strategia.

Attraverso un’attività di email marketing coordinata è infatti possibile:

◾ coinvolgere i clienti dormienti;

◾ attirare potenziali clienti;

◾ instaurare con loro relazioni fruttuose;

◾ curare nel tempo i rapporti di fiducia che vengono a crearsi;

◾ promuovere le vendite dei tuoi prodotti o servizi;

◾ innescare nel tempo un circolo virtuoso in grado di potenziare ulteriormente tutte queste dinamiche.

Se sei tra coloro che hanno sempre privilegiato il rapporto personale nello sviluppo del proprio business, attraverso appuntamenti e occasioni di incontro “fisico”, durante quest’anno così particolare avrai colto ancora di più i limiti di tali scelte.

Connettersi invece via email con i clienti e i potenziali clienti e lavorare alla diffusione del brand, attraverso un’azione trasversale e sinergica sui diversi canali web, è il giusto mix per rilanciare un’attività in crisi.

Ti stai chiedendo da dove iniziare?

Per iniziare una strategia di email marketing ti serve innanzi tutto una piattaforma di email marketing. Il mercato ne offre tante e selezionarne una può non essere facile.

Molte piattaforme per email marketing offrono automatizzazioni sofisticate, spesso molto complesse da utilizzare; altre, come Infomail, pur in possesso di tutte le funzionalità essenziali per l’email marketing, hanno puntato sull’intuitività e la semplicità di utilizzo.

Risolta la questione piattaforma, può essere molto utile creare un calendario editoriale con tutti i contenuti e le tempistiche di condivisione, da utilizzare per scandire la tua strategia di email marketing ma anche la strategia social.

Gli argomenti che tratterai nelle tue email andranno valutati con attenzione: potrai spaziare da offerte e presentazioni di nuovi prodotti, contenuti di valore, testi di aiuto, supporto e di interesse per il tuo target di riferimento, email personalizzate dedicate alle ricorrenze personali dei tuoi contatti o del tuo segmento di mercato.

 

2. Utilizza una newsletter aziendale per aggiornare i tuoi contatti

Per costruire un rapporto continuativo con il tuo target basato sulla fiducia, un mezzo utilissimo è la newsletter: la capacità di questo strumento di attirare l’attenzione e veicolare contenuti di valore per i lettori è davvero incredibile.

Ricordare periodicamente ciò che fai e come puoi essere utile con la tua esperienza è essenziale per mantenere vivo il rapporto con i tuoi utenti.

Naturalmente, la frequenza, così come i contenuti, il tone of voice e l’approccio visivo che sceglierai, dipenderanno fortemente dal tipo di platea alla quale ti rivolgi e dal tuo business.

Ad esempio, se sei solito aggiornare frequentemente il tuo catalogo prodotti, dovrai prevedere un ritmo più sostenuto negli invii, al fine di veicolare le novità come grande valore aggiunto del tuo marchio. Anche i dati demografici e le preferenze dei tuoi contatti guideranno le scelte strategiche che farai, per questo è sempre bene segmentare attentamente la lista di contatti, in modo da dare vita a comunicazioni mirate e pertinenti, che incontrino l’interesse del tuo pubblico e non lo deludano mai. O quasi mai.

Email marketing: prova Infomail

 

3. Chiedi recensioni ai tuoi clienti

Il potere delle recensioni al giorno d’oggi è altissimo e inserire nella propria strategia di marketing digitale uno step dedicato alle richieste di recensioni ai clienti è sicuramente un’ottima idea.

Si stima che la maggior parte degli utenti vada alla ricerca di recensioni di clienti precedenti, per decidere se procedere con un acquisto o meno. Oltretutto, questi tipi di testimonianze possono essere facilmente condivise sul tuo sito web e sui canali social, pertanto è certamente un escamotage che, a fronte di un investimento di tempo minimo, ti porterà grandissimi vantaggi.

Come farlo? Il modo migliore è attraverso una richiesta esplicita da inviare via email, seguita certamente da un’email di ringraziamento nella quale si può offrire uno sconto o un piccolo omaggio per il tempo dedicato. L’eventuale sconto o omaggio deve essere offerto solo dopo che la recensione è stata fatta, per non influenzare il giudizio del cliente.

Un altro vantaggio delle recensioni, certamente non secondario, è che tu stesso imparerai cosa funziona bene nella tua attività e nei tuoi prodotti e cosa può eventualmente essere migliorato.

 

4. Dedicati ai clienti esistenti con il retargeting e ai nuovi con l’advertising

Per risollevare l’andamento negativo della tua attività, un suggerimento cruciale è quello di puntare sia sui clienti esistenti con una campagna di retargeting, sia dedicarti alla ricerca di nuovi contatti con una campagna di digital advertising Google o sui social network.

Per la campagna di retargeting sarà sufficiente cercare di risvegliare con email, newsletter o una campagna sui social network diretta ai tuoi follower, il sopito interesse di coloro che un tempo erano clienti attivi.

Per quanto riguarda l’acquisizione di nuovi clienti invece, l’advertising è sicuramente una buona scelta anche se più dispendiosa rispetto a tutti i suggerimenti visti fino a questo momento.

 

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Conclusioni

In questo articolo abbiamo analizzato le strategie principali per invertire la tendenza negativa in un momento di crisi per la tua attività. Lavora sul piano digital, con una buona strategia di email marketing, valutando attentamente gli investimenti pubblicitari e non tarderai a raccogliere buoni risultati!

 

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Come e perché creare un blog per la tua azienda

Come e perché creare un blog per la tua azienda

Avere un blog è davvero importante per la maggior parte delle attività imprenditoriali, specialmente quando si parla di piccole imprese. Questo strumento contribuisce alla creazione di una relazione di fiducia con il target di riferimento e porta numerosi vantaggi in termini di visibilità e autorevolezza.

Se anche tu stai lavorando alla tua strategia di email marketing e marketing digitale, non perderti questo articolo e scoprirai come e perché avere un blog può essere decisivo per fare crescere il tuo business.

 

Tutti i vantaggi di avere un blog per la tua impresa

Stai studiando attentamente le tue prossime campagne di email marketing e ti stai chiedendo come aumentarne l’impatto verso il tuo pubblico in termini di autorevolezza e valore percepito?
Questo articolo fa decisamente per te.

Nelle prossime righe vedremo, infatti, come la creazione di un blog aziendale sia assolutamente complementare ad una strategia di email marketing e come sia in grado di migliorare la relazione con il tuo pubblico.

Ecco, in tre punti, perché è importante creare un blog per la tua azienda:

 

1. È ideale come strumento complementare all’email marketing

Creare contenuti per il blog aziendale ti permetterà di inviare periodicamente una newsletter a tutti gli iscritti alla mailing list, per condividere con loro i nuovi post e coltivare una relazione basata sulla fiducia.

Secondo alcuni dati pubblicati su Huffington Post, la potenzialità di questa azione sinergica è chiara, se si pensa che 6 acquirenti su 10 effettua acquisti grazie a raccomandazioni provenienti proprio dai blog aziendali.

Oltre a rappresentare un ottimo escamotage per la condivisione di contenuti e la coltivazione di relazioni positive con il target di riferimento, il blog offre una risorsa ulteriore davvero importante, ovvero permette di veicolare contenuti di valore, essenziali per affermarti come autorevole esperto agli occhi dei tuoi potenziali acquirenti.

 

2. Aumenta il traffico diretto al tuo sito web

Un blog attivo aumenta le probabilità che il tuo sito web venga intercettato dai motori di ricerca e che i potenziali clienti possano trovarti facilmente, andando a fondo nella conoscenza delle tue competenze e acquisendo fiducia nella tua azienda.

Più il blog sarà curato e aggiornato e più Google ti premierà, migliorando il tuo posizionamento in SERP, grazie ai suoi sofisticati algoritmi matematici, finalizzati all’indicizzazione dei nuovi contenuti.

Per avere un’idea ancora più concreta del potere di un blog rispetto alla reputazione online di un brand, basta pensare che – secondo una ricerca di Hubspot – questo canale è in grado di attirare il 55% di visitatori in più su un sito aziendale.

WordPress, la più famosa piattaforma software di blogging, ha dichiarato inoltre che sono circa 409 milioni le persone al mondo che mensilmente leggono dei blog.

 

3. È utile per la tua strategia social

Dare vita ad una strategia di marketing trasversale e complementare sui differenti canali online può dare un grande valore aggiunto, in quanto aumenta la portata della comunicazione e i punti di contatto tra i potenziali clienti e il tuo brand.

Avere dei contenuti provenienti dal blog da condividere sui social network ti permetterà di tenere attivi i tuoi canali da un lato e di attirare ancora più persone sul tuo sito dall’altro.

 

Email marketing: prova Infomail

 

Come avviare un blog sul tuo sito web: obiettivi e strategie

Nelle righe precedenti, abbiamo analizzato tutti i vantaggi di una strategia di marketing digitale che includa la creazione di un blog.

Ti starai chiedendo ora come avviare questo canale a partire dal tuo sito aziendale. In questo paragrafo, vedremo proprio quali sono le indicazioni principali per dare vita al tuo blog aziendale.

Partiamo dal presupposto che, con ottime probabilità, per avviare un blog sul tuo sito sarà sufficiente attivare la funzione dedicata. Se stai usando WordPress, infatti, o altri software simili, troverai una funzione predisposta integrata. Sarà sufficiente dare un’occhiata alla dashboard per capire come attivarlo. Una volta abilitato, sarà il momento di iniziare a pensare ai contenuti, identificando gli argomenti sulla base di obiettivi chiari e in linea con la tua attività e la tua strategia di marketing.

 

◼️ Identifica i tuoi obiettivi

Quando dai il via al tuo blog aziendale è necessario non lasciare nulla al caso. Basti pensare che potrebbe rappresentare il primo punto di contatto con un potenziale cliente. Da qui, l’esigenza di individuare il giusto tone of voice, che sia coerente con il tipo di target al quale ti rivolgi, con la relazione che desideri instaurare e – naturalmente – con il tipo di business trattato.

Preferisci quindi un tono caldo e cordiale? O una modalità espositiva più autorevole e professionale? Queste decisioni non sono dettagli, bensì la base di un sistema di comunicazione coerente, in grado di trasmettere fiducia nel lettore.

 

◼️ Organizza il lavoro di stesura, aggiornamento e pubblicazione

Se la tua azienda si avvale di un team, dovrai definire il classico e indispensabile “chi fa cosa”: questo passaggio è importante per creare un flusso di lavoro che contempli un minimo di pianificazione strategica e organizzazione delle risorse. Questo sarà alla base del successo del tuo blog!

 

◼️ Crea una strategia legata ai contenuti

Per definire i contenuti del tuo blog aziendale è indispensabile analizzare gli interessi della tua platea di riferimento. Rilevare le preferenze richiede un lavoro meticoloso ma necessario, si può iniziare dal prendere nota di tutte le domande e le richieste di approfondimento che i clienti in genere ti fanno, confrontandole con le chiavi di ricerca più utilizzate secondo Google, relativamente al tuo segmento di mercato, e con i trend topic delle riviste di settore online.

Avere un quadro completo di ciò che la gente cerca maggiormente ti darà informazioni preziosissime per la determinazione dei contenuti da pubblicare sul tuo blog.

Sarà questo il momento in cui potrai dedicarti con il tuo team alla scrittura di articoli interessanti e di valore, che contengano un minimo di 600 parole e che richiamino il tone of voice precedentemente individuato. Più i tuoi articoli si mostreranno completi e approfonditi rispetto ad un determinato argomento e più riscontri avrai sia dai motori di ricerca, sia dai tuoi lettori.

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Sei pronto a lanciare il tuo blog aziendale?

Segui le linee guida che abbiamo appena visto insieme e sfrutta questo prezioso canale, ti accorgerai presto di quanto sia uno dei migliori investimenti per la crescita della tua attività, specialmente se utilizzato in sinergia con un’ottima strategia di email marketing.

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Strategie di email marketing per Black Friday, Cyber Monday, Natale, etc.

Strategie di email marketing per Black Friday, Cyber Monday, Natale, etc.

Con l’arrivo dei primi freddi il pensiero corre subito alle festività e alle diverse ricorrenze che accompagnano l’autunno fino ad arrivare al Natale. Dal punto di vista del marketing, si tratta di un periodo davvero ricco di occasioni e decisamente fruttuoso per la comunicazione e la promozione di attività commerciali sia online che offline.

Se sei curioso di scoprire come sfruttare appieno le festività commerciali dei prossimi mesi per colpire nel segno il tuo target, continua a leggere: vedremo insieme le strategie di email marketing migliori per incrementare le tue vendite e battere la concorrenza!

 

Dal Black Friday al Natale passando per il Cyber Monday: 3 consigli per potenziare l’email marketing nelle festività commerciali

Si avvicina il momento dello shopping invernale e tu non stai nella pelle per sfruttare ogni singola opportunità e spingere al massimo la vendita dei tuoi prodotti?

Perfetto, questo è il migliore punto di partenza.
Secondo l’americana National Retail Federation, infatti, il 20-30% delle vendite annuali, viene generato proprio in questo periodo.

Vediamo insieme come strutturare al meglio una strategia di email marketing efficace, che riesca a raccogliere i migliori risultati possibili.

 

1. Crea una pianificazione strategica di email e newsletter

Il tempismo è tutto! Come sai, nulla può essere lasciato al caso, pertanto è bene lavorare attentamente alla pianificazione di tutti i contenuti, delle iniziative e – chiaramente – delle email e newsletter che manderai nei periodi festivi e prefestivi.

In generale, organizzarsi in anticipo consente di preparare ogni cosa con il giusto tempo e le giuste risorse ma anche – e soprattutto – permette di avere una visione d’insieme, utile per valutare se la strategia di email marketing nel suo complesso sia funzionale o migliorabile.

Questo non vuol dire che nel momento in cui sarà tutto pronto, potrai cominciare. Sovraccaricare i tuoi lettori di email con troppo anticipo potrà infatti risultare controproducente, facendo perdere forza ai messaggi che intendi condividere.

Dunque, organizzazione e rispetto dei tempi più consoni saranno la chiave di un’ottima pianificazione strategica.

Ma come si fa a determinare quante email mandare? Qual è il giusto numero?
Come immaginerai, dipende!

Di base, è essenziale mantenere una certa coerenza. Se durante l’anno, per esempio, hai inviato poche comunicazioni, non potrai certo esagerare con un numero di invii eccessivo. Tendenzialmente, il nostro consiglio è quello di non aumentare la frequenza delle email di oltre 3 volte rispetto all’inizio dell’anno, in caso contrario, la tua campagna rischierà di finire nello Spam o di vedere annullate molte iscrizioni alla mailing list.

Un’ulteriore domanda a cui sicuramente starai pensando riguarda i tempi di invio: qual è il momento migliore per dare inizio ad una campagna dedicata alle festività commerciali?

Ecco qui di seguito alcuni consigli che ti saranno certamente utili:

 

◼️ Valuta il ciclo di acquisto medio per determinare tempi e modalità

Come immaginerai, anche in questo caso, non ci sono risposte uguali e valide per tutti. Per questo, è essenziale conoscere il proprio business e i modelli di acquisto dei propri clienti.

Ad esempio, valuta quanto tempo passa tendenzialmente tra l’invio di una newsletter e l’acquisto effettivo da parte dei tuoi clienti, se questo periodo si attesta in genere intorno alle 2 settimane, sarà semplice intuire quanto prima mettere in atto l’invio rispetto alla festività sulla quale vuoi puntare.

Tuttavia, non è solo una questione di tempistica in senso stretto ma anche di un ciclo di azioni da rispettare. Solitamente, infatti, gli acquirenti seguono un percorso abituale che li porta a prendere atto di un prodotto o di un’offerta, valutarlo e concludere l’acquisto, magari grazie ad un incentivo.

La costruzione delle campagne non può prescindere da questa consapevolezza e deve sempre e comunque rispettare tale andamento ciclico.

 

◼️ Prevedi una campagna di email marketing per il post festività

Infine, è importante continuare a seguire e coltivare la relazione con i propri contatti anche dopo il periodo delle festività commerciali. Pianificare una campagna di email marketing meno focalizzata sulla vendita per il post festività, è una pratica virtuosa per piantare i semi dei futuri acquisti.

 

2. Invia campagne mirate segmentando la tua lista

Durante il periodo delle festività commerciali come il Black Friday e il Natale, la necessità di distinguersi tra le innumerevoli email che vengono quotidianamente recapitate nella casella di posta dei tuoi contatti si fa sentire ancor più forte.

Il modo migliore per catturare l’attenzione dei lettori e coinvolgerli efficacemente è quello di segmentare la mailing list e generare delle comunicazioni coerenti – nello stile e nei contenuti – con gli interessi e i modelli di acquisto dei diversi tipi di clientela.

Questa strategia è imprescindibile tutto l’anno, ma al fine di sfruttare al meglio il periodo delle festività commerciali è ancora più urgente assicurarsi di implementare una suddivisione accurata ed efficace dei contatti, affinché le comunicazioni riescano a cogliere nel segno.

Nelle prossime righe, troverai alcune idee per segmentare la tua lista sulla base delle propensioni degli iscritti:

 

◼️ Interessi e modelli di acquisto

Dividere gli iscritti in gruppi, sulla base delle precedenti scelte di acquisto o delle sezioni consultate sul tuo sito web è certamente un ottimo inizio, in quanto ti permetterà di incontrare con maggiore certezza le loro preferenze dal punto di vista degli interessi e dei modelli di acquisto, messi in atto fino a quel momento.

 

◼️ Appassionati di sconti e coupon

Se osservi la tua mailing list e il tipo di interazione che ogni contatto ha avuto con il tuo sito nell’ultimo anno, troverai una tipologia di clientela che acquista quasi esclusivamente a fronte di offerte dedicate.

Si tratta senza dubbio di una tipologia di utente attenta al prezzo e interessata al risparmio. È bene dunque identificare questo segmento al fine di dedicare loro comunicazioni ad hoc.

 

◼️ Periodicità d’acquisto

Ogni mailing list presenta contatti attivi tutto l’anno e utenti stagionali, che acquistano cioè solo in determinati momenti. Al fine di una segmentazione efficiente, è importante cogliere che rapporto ha ogni contatto con la tua azienda e definire – sulla base di questa informazione – la frequenza di invio, i tempi e i contenuti personalizzati.

 

Email marketing: prova Infomail

 

3. Concentrati sul contenuto di email e newsletter

Una volta che avrai segmentato accuratamente la tua lista e avrai deciso come organizzare la campagna, potrai dedicarti al contenuto, ovvero all’effettiva creazione delle email o newsletter che condividerai con la tua lista. L’obiettivo, chiaramente, sarà quello di risultare coinvolgenti ed efficaci. Ecco qui di seguito dei consigli che ti saranno realmente utili per confezionare le migliori comunicazioni possibili:

 

◼️ Dedica il giusto tempo all’oggetto dell’email e fornisci valore ai lettori

Vale e sempre e comunque: l’oggetto delle email è un elemento tra i più decisivi per l’andamento di una attività di email marketing, ancor più nel periodo delle festività commerciali, quando le aspettative sono altissime ed è necessario sfruttare tutte le potenzialità disponibili in un momento dell’anno così propizio.

Ma non è tutto, un aspetto essenziale per la riuscita di una campagna di email marketing riguarda il valore percepito dal lettore. In poche parole, “deve valer la pena” dedicare tempo alla lettura del tuo contenuto.

Com’è possibile trasmettere valore?

Sicuramente condividendo informazioni utili, importanti e funzionali, come l’ultimo giorno disponibile per effettuare un acquisto e riceverlo entro Natale, ad esempio. Insomma, è bene ricordarsi che non sono solo le offerte e i coupon a determinare un valore concreto agli occhi di chi legge.

 

◼️ Analizza cosa funziona solitamente per il tuo pubblico

Osservare e rilevare ciò che in passato ha ottenuto degli ottimi risultati presso il tuo pubblico è una pratica importante, per farlo è indispensabile esaminare i dati degli anni precedenti relativi al periodo delle festività commerciali, come click, aperture e conversioni, ad esempio.

Allo stesso tempo, un ottimo spunto è quello di osservare ciò che invece non ha raccolto i risultati sperati, così da non replicare determinati errori e cercare di capire quali siano state le cause: un oggetto poco convincente? un’offerta troppo complessa? la segmentazione sbagliata?

 

◼️ Usa layout divertenti e festosi

Le festività e le ricorrenze commerciali come il Black Friday per esempio, si prestano ad una comunicazione accattivante e coinvolgente, pertanto non bisogna perdere l’occasione per dare vita a grafiche di grande appeal ed evocative.

Questo, ovviamente, non significa trascurare l’identità visiva del tuo brand, il tutto dovrà sempre e comunque risultare coerente con la tua immagine, ma è certamente una buona opportunità per giocare con il tuo format standard e introdurre elementi a tema, aggiungendo un tocco di festa.

 

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Conclusioni

Grazie a questo articolo hai scoperto quali sono i consigli principali per dare vita a campagne di email marketing efficaci nel periodo delle festività commerciali come il Black Friday, il Cyber Monday, Halloween e Natale: è dunque tempo di mettersi all’opera, iniziare a pianificare al meglio la tua strategia e capitalizzare le opportunità che questo magico periodo ha da offrirti!

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Testi e tone of voice nell’email marketing- 6 regole d'oro

Testi e tone of voice nell’email marketing: 6 regole d’oro

Può sembrare scontato ma testi e tone of voice nell’email marketing sono fattori da considerare attentamente: ogni marketer alle prese con una campagna di email marketing necessita che le proprie comunicazioni vengano recepite dalla maggior parte degli iscritti alla mailing list.

Spesso, per raggiungere questo risultato, non è sufficiente assicurarsi di avere un buon design o di inviare le email il giorno giusto, all’orario migliore. Le modalità espositive dei contenuti e il tone of voice utilizzato hanno infatti un peso davvero importante sulle statistiche dei nostri invii.

In questo articolo vedremo insieme 6 regole d’oro per strutturare una campagna di email marketing performante anche da questo punto di vista.

 

Copy e tone of voice: due aspetti essenziali della nostra strategia di email marketing

Per capire quanto sia necessario differenziarsi ed emergere nella casella della posta in arrivo, è bene partire dal presupposto che ogni utente riceve mediamente oltre 100 nuove email al giorno e solo il 25% di queste vengono prese in considerazione. Quindi, la domanda sorge spontanea: come possiamo migliorare i nostri risultati attraverso il copy e il tone of voice?

Innanzitutto, creando dei contenuti che siano coinvolgenti e suscitino empatia nel lettore, questo farà si che il nostro target instauri un legame di fiducia verso il nostro brand, scegliendo di dedicarci la massima attenzione ogni volta che riceveranno una nostra comunicazione.

 

Email marketing: prova Infomail

 

6 regole d’oro per testi e tone of voice efficaci 🥇

Ecco nelle prossime righe i 6 suggerimenti concreti per creare email funzionali in termini di stile espositivo e tone of voice. Iniziamo subito!

 

1. Scrivi testi chiari e colloquiali

Scrivere testi chiari ed efficaci non può prescindere dall’avere delle idee altrettanto lucide sugli obiettivi e su ciò che desideriamo trasmettere ai nostri contatti.

Un consiglio operativo per scrivere il miglior testo possibile è fare prima il punto su ciò che abbiamo da comunicare e iniziare a creare una bozza, rivedendola più volte, per assicurarci che riesca a cogliere nel segno, con la giusta chiarezza e semplicità e il giusto grado di coinvolgimento.

 

2. Mostra la tua personalità e usa un tone of voice personale e riconoscibile

Cose come raccontare storie e aneddoti, meglio se utilizzando un tono colloquiale proprio come se si stesse scrivendo ad una persona amica, danno carattere alla nostra newsletter e contribuiscono in maniera decisiva alla creazione di una relazione virtuosa con i membri della propria audience.

Il tono di voce colloquiale renderà la campagna di email marketing più personale e saprà suscitare con maggiore facilità una risposta empatica da parte del lettore, andando a porre il primo tassello di una relazione di fiducia davvero preziosa per il nostro business.

 

3. Offri valore

Qual è il valore che offri con la tua newsletter?

Se non ti sei ancora posto questa domanda, prova a farlo subito. Le domande che possono aiutarti a comprendere il reale valore delle tue email, se c’è, sono le seguenti:

◾ Quali argomenti tratti?

◾ Cosa c’è di interessante o utile in questi argomenti?

◾ Saranno apprezzati dalla tua audience?

Eccolo! Se hai provato a rispondere a queste domandi, adesso conosci il valore che offri con la tua newsletter.

Entrando più nel merito del tono di voce, potrebbe essere utile interagire con il lettore usando la prima persona, spiegando con trasparenza perché sei convinto che ciò di cui lo stai rendendo partecipe sia davvero di suo interesse o utilità.

 

4. Suscita curiosità

Questa indicazione vale per tutti i contenuti che condividiamo con la nostra platea di riferimento e, in particolare, per l’oggetto della nostra email.

Il momento in cui la nostra comunicazione raggiunge la posta in arrivo del destinatario è infatti davvero cruciale, si tratta di un breve istante nel quale – leggendo il titolo che abbiamo formulato – il nostro contatto deciderà se aprire o meno l’email che gli abbiamo inoltrato.

È semplice intuire dunque come non serva a nulla lavorare finemente sul contenuto e sul design se l’oggetto ha uno scarso appeal.

Stimolare la curiosità, lasciando intuire quali vantaggi potrà avere aprendo la nostra email è al contrario un escamotage davvero funzionale per il raggiungimento degli obiettivi che ci siamo prefissati.
Iniziare ad interagire con il lettore sin dall’oggetto, ponendo una domanda o introducendo una promessa di beneficio, sono dei metodi davvero interessanti in termini di ritorno sulle statistiche, perché in grado di stimolare la curiosità e spingere l’utente all’azione.

 

5. Trasmetti autenticità 

Quando si preparano titolo e testi di una campagna di email marketing, è importante farlo in modo da imprimere autenticità nei contenuti, cercando di instaurare una comunicazione simile a quella che avrebbe luogo se parlassimo a voce con ciascuno dei nostri contatti.

 

6. Crea un’ esperienza positiva per il lettore

A completamento di tutti i consigli visti sopra, è necessario tenere presente come l’esperienza di lettura complessiva da parte dell’utente debba essere scorrevole e piacevole.

Autenticità, tono colloquiale, tocco personale, idee chiare e valore sono già elementi sufficienti a fornire un’esperienza di lettura positiva per la tua audience.

Un’ultimo accorgimento potrebbe rendere quest’esperienza assolutamente perfetta. Ci riferiamo all’organizzazione dei testi all’interno di un template che dovrebbe essere fatta in maniera da rendere la lettura della newsletter fluida e facile da processare. 

Si possono, ad esempio, creare sezioni dedicate a temi specifici che rimangono uguali nel tempo. In questo modo il lettore sa sempre cosa aspettarsi e dove trovarlo.

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Conclusioni

In conclusione, in questo articolo abbiamo visto quali siano le pratiche fondamentali per dare vita a newsletter e email  performanti e coinvolgenti per le nostre campagne di email marketing. Un tone of voice colloquiale, denso di personalità e autenticità, nel quale la chiarezza è sempre imprescindibile, consentirà un’ottimale esperienza di lettura alla nostra platea di riferimento e ci permetterà di raggiungere più facilmente i risultati attesi.

 

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Email marketing- 6 dritte per migliorare la deliverability

Email marketing: 6 dritte per migliorare la deliverability

Sono molte e diverse le variabili che determinano il successo di una campagna di email marketing: migliorare la deliverability, come è intuibile, è una di quelle essenziali.

In questo, articolo parleremo di come migliorare la deliverability nell’email marketing, vedremo insieme quali sono i fattori che influiscono sulla consegna della posta elettronica e analizzeremo i passaggi necessari per assicurarci ottimi risultati.


Email deliverability: cos’è e perché è così importante?

La deliverability delle email è la capacità di una email di raggiungere il destinatario correttamente, senza incorrere nei filtri o blocchi anti-spam determinati dai provider.

I provider di posta elettronica sono i fornitori di servizi che permettono la gestione di una casella di posta elettronica (Google, Yahoo!, etc.)

Per chiarezza, è bene specificare che vi è una netta distinzione tra l’email deliverability e la più generica “email delivery”. L’email deliverability si riferisce alla cartella in cui l’email arriva, ovvero Inbox, Spam, Indesiderata; l’email delivery invece fa riferimento semplicemente alla ricezione di una comunicazione da parte del server del provider, ma non assicura affatto che questa arrivi alla casella di posta, come ognuno di noi auspica per le proprie campagne di email marketing.

L’importanza di migliorare la deliverability delle email è evidente: una campagna di email marketing che non arriva a destinazione e non viene letta, vanificherà qualunque investimento fatto a livello di tempo e risorse utilizzati. Inoltre, la categorizzazione come Spam porterà al nostro marchio, alla nostra reputazione e a quella del gestore della piattaforma di invio, danni a lungo termine difficili da recuperare.

 

In cosa consiste la reputazione del mittente per i provider?

Quando si parla di reputazione in ottica di email marketing, si intende la classificazione come mittente attendibile o – al contrario – come spammer, sulla base di criteri predefiniti dai provider stessi.

Ciò che fa spostare l’ago della bilancia sono fattori come il coinvolgimento suscitato nella platea di riferimento e la segnalazione dei contenuti come “posta indesiderata” per esempio.

 

I fattori che influenzano la nostra strategia di email marketing in termini di deliverability

Il tema è di così fondamentale importanza che anche qualora al momento fossimo soddisfatti dei risultati delle nostre campagne di email marketing, è sempre bene informarsi e tenere a mente le giuste pratiche da attuare per non incorrere in rischi inutili.

Migliorare la deliverability è una priorità sempre anche quando va tutto bene.

 

Dunque, cosa incide sulla capacità di recapito della posta elettronica?

Ecco i fattori da tenere costantemente monitorati per migliorare la deliverability:

 

◾La sender reputation o reputazione del dominio mittente

Questo fattore deriva principalmente dalla nostra condotta precedente e da quella del dominio o dell’indirizzo IP dal quale spediamo. I nostri clienti fanno quindi riferimento alla sender reputation di Infomail.

Comportamenti ritenuti dubbi o sospetti dai provider potrebbero portare le nostre email ad essere classificate come Spam, così come contenuti di scarsa qualità incapaci di coinvolgere sufficientemente i lettori.

 

◾ Il contenuto formale delle email

La campagna che stiamo per mettere in atto ha qualche caratteristica critica che potrebbe farle correre il pericolo di essere considerata Spam da chi la riceve? Ad esempio, l’utilizzo di caratteri speciali nell’oggetto o un contenuto povero o poco rilevante potrebbero realmente danneggiarci.

Email marketing: prova Infomail

Come testare la capacità di deliverability: dall’analisi dei dati alla “seed list”

Per migliorare la deliverability è fondamentale monitorare le statistiche di invio.

Assicurarsi che la posta venga recapitata correttamente ai nostri contatti 
è un passaggio irrinunciabile e il modo più semplice per farlo consiste nel monitorare le statistiche ottenute dalle campagne stesse.

I marketers più esperti spesso utilizzano la cosiddetta “seed list” per testare la deliverability, ovvero un elenco di indirizzi di posta elettronica di prova, appartenenti ai diversi provider come Gmail, Outlook o Yahoo! per esempio, con l’obiettivo di controllare che l’email arrivi nella Inbox e sia visualizzata correttamente.

Ma, cosa accade se durante i nostri controlli appuriamo che i risultati non sono quelli sperati?

Purtroppo, non c’è una soluzione immediata o rapida a questa circostanza. È necessario infatti partire dalla ricostruzione della nostra reputazione agli occhi dei provider di posta elettronica e questo – purtroppo – richiede analisi, pazienza e precisione.

 

Come ricostruire una buona reputazione presso i provider di posta elettronica

Vediamo insieme, nel dettaglio, quali sono i passaggi fondamentali per riaffermare la nostra credibilità e migliorare la deliverability:

1. Rimuovi gli indirizzi inesistenti e gli iscritti non interessati

Per iniziare è necessario rilevare gli errori commessi ed eliminarli dalle nostre pratiche.

Per esempio, accertandoci che la nostra lista sia formata da contatti attivi ed interessati. Più coinvolgimento susciteranno le nostre email, più aperture avremo e più in fretta la nostra reputazione migliorerà.

Il primo passo è quindi quello di rimuovere gli indirizzi di posta inesistenti, perché obsoleti o registrati in modo errato, e quelli non più attivi.

Impostare il doppio consenso o double opt-in prima di aggiungere un nuovo iscritto alla nostra mailing list è una pratica ottimale: all’utente arriverà un’email di conferma all’indirizzo indicato e l’iscrizione sarà effettiva solo dopo che avrà cliccato sul link ricevuto. In questo modo saremo sempre sicuri che chi si registra alla nostra mailing list, lo fa consapevolmente e con un indirizzo corretto.

Il fenomeno degli indirizzi caduti in disuso è molto delicato, perché il rischio che danneggino la nostra reputazione è davvero concreto: i provider possono rilevare che l’invio è stato inoltrato ad account abbandonati e dunque categorizzarci come Spam indiscriminatamente.

Come accennato sopra, anche gli inattivi sono da monitorare attentamente. Prima di inoltrare una campagna è sempre bene analizzare la lista e osservare la presenza di abbonati che non aprono da tempo le nostre comunicazioni. Se notiamo utenti che da mesi ignorano le nostre email possiamo dedurre che includerli ulteriormente nei nostri invii vada a danneggiare il tasso di deliverability e dunque la nostra reputazione e quella del sender presso i provider.

Che cosa si può fare dunque? È senza dubbio consigliabile inviare un’email di richiesta di conferma o fare una campagna di riattivazione per utenti inattivi (detti anche hard bounce) chiedendo ai contatti se vogliono ricevere ancora le nostre comunicazioni. Di fronte ad una risposta negativa o all’assenza di una risposta, potremo rimuovere questi indirizzi da ritenere nocivi per la nostra reputazione.


2. Invia comunicazioni solo ai contatti che hanno espresso il proprio consenso

L’utilizzo della posta elettronica ormai ha una diffusione incredibile e la maggior parte degli utenti controlla la propria casella di posta in arrivo riconoscendo perfettamente quali sono le comunicazioni attese e quali invece rappresentano una violazione della privacy. È essenziale, in questo senso, coinvolgere nelle nostre campagne di email marketing unicamente gli utenti che hanno esplicitamente dato il proprio consenso.


3. Rispetta la promessa fatta durante l’iscrizione

I nostri iscritti hanno aderito alla mailing list dopo aver valutato la nostra proposta di ricevere contenuti di un certo tipo e con una certa frequenza.

È importantissimo per migliorare la deliverability, rispettare questi accordi ed è indispensabile che vengano esposti con semplicità e immediatezza.

La coerenza è infatti un fattore imprescindibile per creare e far crescere un rapporto di fiducia con la nostra platea di riferimento.

Chiaramente, bisogna in primis individuare il tipo di contenuti, la frequenza e i tempi più consoni al nostro business e solo dopo aver fatto questa analisi proporre in maniera chiara l’iscrizione ai nostri clienti e potenziali clienti.

 

4. Fai attenzione al contenuto e alla forma

Evitare determinate parole recepite come un campanello d’allarme da parte dei provider di posta è un must assoluto in una corretta strategia di email marketing che mira a rimanere lontana dallo Spam e migliorare la deliverability.

I provider, infatti, controllano la riga dell’oggetto e poi il contenuto per verificare che non ci siano parole o frasi sospette. L’uso eccessivo di parole come “gratuito”, “affare” o “urgente” – per esempio – è concretamente rischioso. È buona norma, inoltre, evitare di scrivere in maiuscolo, eccedere con la punteggiatura, o lasciarsi sfuggire degli errori HTML.

 

5. Cura l’oggetto dell’email con particolare attenzione

L’oggetto di un’email influisce ampiamente sulle capacità di recapito delle nostre comunicazioni e dunque sulla nostra reputazione, pertanto va curato minuziosamente evitando di inserire false promesse per ottenere dei clic che produrranno inevitabilmente delusione nel destinatario.

L’oggetto dell’email dovrà essere interessante e avvincente in maniera trasparente così da catturare l’attenzione del lettore verso un contenuto coerente e pertinente e migliorare la deliverability.In caso contrario, sarà probabile che le nostre comunicazioni finiscano nella posta indesiderata.

 

6. Non nascondere o rendere complicato l’annullamento dell’iscrizione

Proprio in virtù del fatto che gli utenti non interessati sono deleteri per la nostra reputazione, è bene che in qualunque momento un contatto possa annullare l’iscrizione. Ciò vuol dire inserire un link di annullamento chiaramente visibile nel piè di pagina dell’email e rendere la procedura breve e intuitiva.

 

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Conclusioni

In questo articolo, abbiamo visto come migliorare la deliverability delle nostre campagne di email marketing per mantenere una buona reputazione agli occhi dei provider di posta elettronica: eliminare i contatti superflui o inattivi, curare forma e contenuti per massimizzare il coinvolgimento e rispettare il consenso e le promesse fatte agli iscritti sono le basi per assicurarci delle ottime prestazioni da parte della nostra campagna di email marketing.

 

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email bounce - come migliorare il bounce rate nell'email marketing

Email bounce: come migliorare il bounce rate nell’email marketing

In questo articolo vedremo cos’è l’email bounce, perché è importante e come migliorare il bounce rate in una campagna di email marketing.

Come migliorare il bounce rate nell’email marketing?

Uno dei fattori essenziali da monitorare nel corso di una campagna di email marketing è l’email bounce. Quando si parla di email bounce ci si riferisce più che altro alla frequenza di rimbalzo o “bounce rate” che  indica quanti messaggi non sono arrivati alle caselle email dei destinatari.

Il bounce rate è un indice particolarmente importante in quanto potenzialmente deleterio per la nostra reputazione e per quella del sender. Il rischio è che in presenza di molti bounce, le email vengano considerate dai provider come indesiderate e dirottate nella cartella Spam.

Avere un tasso di email bounce alto è quindi pericoloso per la deliverability e in grado di danneggiare l’intera campagna di email marketing che abbiamo pianificato.

Vediamo insieme quali sono le pratiche migliori per migliorare il bounce rate e dare vita a campagne virtuose per il nostro business basate su invii a liste aggiornate di contatti consapevoli e realmente interessati.

 

Email bounce: cos’è e perché è così importante?

Come abbiamo accennato poco sopra, per bounce rate o tasso di bounce si intende la percentuale di email che non arrivano a destinazione, pertanto, migliorare questo dato significa ridurlo drasticamente.

Esistono due tipologie di email bounce: soft bounce e hard bounce.

La prima, soft bounce, si riferisce ad errori di recapito temporanei, dovuti per esempio alla casella di posta del destinatario piena o alla dimensione/peso del messaggio. La seconda, hard bounce, è causata da un errore di consegna permanente, dovuto per esempio ad un indirizzo non più valido.

Per individuare le modalità di miglioramento del bounce rate è necessario capire a fondo quali siano i motivi per i quali le email vengono letteralmente rimbalzate dai provider.

Ecco alcuni esempi:

◾ La casella di posta del destinatario è piena

◾ L’indirizzo del destinatario non è più attivo

◾ Il destinatario ci ha segnalati come “posta indesiderata” 😱

◾ Il server di posta ha problemi tecnici

 

In realtà, per quanto sia necessario capire le motivazioni di ogni caso singolo, l’attenzione maggiore deve essere diretta al monitoraggio degli email bounce, i quali potrebbero seriamente minare la nostra reputazione andando ad influire sulla consegna di tutti gli altri messaggi indirizzati a caselle esistenti o a provider perfettamente funzionanti, facendoli confluire indiscriminatamente nelle cartelle “Spam” dei nostri contatti.

Il riscontro concreto che possiamo avere di questo fenomeno si traduce in livelli di coinvolgimento calanti da parte degli utenti, tassi di apertura e click inferiori alle aspettative e – ovviamente – un decremento tangibile delle vendite.

Dunque, se volessimo quantificare, quale deve essere il nostro obiettivo in termini percentuali per il bounce rate?

Possiamo dire con certezza che un bounce rate ottimale di aggira tra il 2 e il 5%, a seconda del segmento di mercato di appartenenza del nostro business. Qualora il dato superasse il limite del 5% è certamente consigliabile fare un’analisi per capire come ottimizzare il processo di pulizia delle liste.

Nel prossimo paragrafo, vedremo insieme le buone pratiche da mettere in atto per correggere una tendenza errata del tasso di bounce.

 

Email marketing: prova Infomail

Come migliorare il bounce rate: i 6 consigli pratici

1. Segmentare la mailing list e inviare email con regolarità

Per evitare di essere categorizzati come Spam bisogna lavorare sul coinvolgimento degli utenti e per fare questo, la segmentazione è un passaggio fondamentale.

Conoscere le caratteristiche e le preferenze dei nostri contatti ci permette di inoltrare loro comunicazioni mirate e altamente pertinenti.

Un buon metodo di segmentazione consiste nel dividere i contatti a seconda del grado di engagement. Puoi quindi riunire in un gruppo i contatti più attivi e inviare loro email con una frequenza maggiore rispetto a quella che userai con i contatti meno attivi.

Segmentare in base all’engagement ti permetterà anche di mettere in atto campagne di riattivazione per i contatti dormienti nel tentativo di riconquistarli.

Inoltre, è bene considerare che una maggiore regolarità nelle comunicazioni produrrà una maggiore familiarità con il nostro brand, che verrà più facilmente individuato nella posta in arrivo, e produrrà un numero maggiore di clic: instaurare una relazione positiva e coltivarla generando fiducia nel lettore, produrrà un effetto virtuoso sulle performance della nostra campagna di email marketing.

Un ulteriore consiglio su come migliorare il bounce rate nell’email marketing è utilizzare domini di proprietà per l’invio delle email: utilizzare domini gratuiti come Google, Yahoo!, etc. – infatti – può risultare davvero low profile e generare sospetto nel destinatario.

 

2. Assicurarsi che le email non vengano categorizzate come Spam

Essere considerati Spam dai provider di posta elettronica è una eventualità tutt’altro che rara. 

Fortunatamente, ci sono dei fattori che possono essere monitorati per assicurarci di non incorrere in questo problema e riguardano principalmente la formulazione dell’oggetto e dei contenuti della nostra email.   Nel caso dell’oggetto, questo non deve contenere troppi numeri, caratteri speciali o parole eccessivamente esplicite in termini di urgenza o promozionalità. Per quanto riguarda i contenuti, assicuriamoci che siano coerenti con l’oggetto e il più possibile di utilità. Un errore purtroppo frequente è promettere qualcosa nell’oggetto dell’email e non darne riscontro nel contenuto della comunicazione.

 

3. Effettuare regolarmente test di prova A/B

Ottimizzare forma, contenuto e persino eseguire una segmentazione efficace è assolutamente possibile grazie all’utilizzo dei test A/B.

Dividere la propria lista di contatti in gruppi per proporre oggetti o Call to Action differenti ad esempio, e confrontare i dati rilevati ci darà modo di prendere atto della necessità di cambiamenti migliorativi, rispetto alla nostra strategia di email marketing di partenza.

In breve, i test di prova ci aiuteranno a determinare a quali fattori reagiscono meglio i nostri utenti.

 

4. Utilizzare le email di conferma aka il double opt-in

Come abbiamo visto poco sopra, spesso il bounce rate delle nostre email è influenzato dalla presenza di indirizzi email errati. È possibile infatti che un utente abbia sbagliato a digitare il proprio indirizzo di posta, pertanto una buona prassi consiste nell’inviare, al momento dell’iscrizione alla mailing list, un’email di conferma all’indirizzo fornito: questo ci permetterà di escludere in partenza account di posta errati o inattivi.

L’utente, in sostanza, per confermare l’iscrizione dovrà collegarsi alla sua casella di posta e cliccare il link di controllo da noi inviato.

5. Pulire regolarmente la mailing list

Oltre a controllare in partenza gli indirizzi email dei nuovi iscritti, un’ottima abitudine per migliorare il bounce rate nell’email marketing è quella di fare una manutenzione costante delle nostre liste.

Con il tempo, infatti, è possibile che indirizzi prima regolarmente attivi diventino obsoleti, pertanto è necessario monitorare le statistiche di apertura, eliminando gli iscritti inattivi da troppo tempo o dando vita a campagne di riattivazione al fine di individuare con certezza gli indirizzi ormai obsoleti e gli iscritti non più interessati al nostro servizio.

 

6. Chiedere agli iscritti di aggiornare i propri dati

Per migliorare l’email bounce e migliorare il bounce rate nell’email marketing, periodicamente è bene chiedere un aggiornamento ai propri utenti, specialmente se si mostrano meno attivi. È possibile infatti che abbiano un nuovo account di posta e che quello in nostro possesso sia caduto in disuso.

 

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In conclusione

In conclusione, in questo articolo, abbiamo visto come il bounce rate, in una strategia di email marketing, influisca notevolmente sui risultati e soprattutto sulla nostra reputazione presso i provider di posta elettronica.

Tenere monitorato questo dato ci consentirà un ritorno importante sul nostro investimento e ottimi risultati in termini di business.

 

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Come usare le immagini nelle newsletter

Come usare le immagini nelle newsletter

Come usare le immagini nelle newsletter? Quante volte avrete sentito la frase “una sola immagine vale più di mille parole”? Ed è così, visto che il cervello ha la capacità di elaborarle a una velocità 60.000 volte più veloce di quella che impiega nell’elaborazione di un testo. Lo stesso principio vale anche nella creazione della newsletter? Assolutamente sì!

 

Come usare le immagini nelle newsletter: sfruttane la forza

Le immagini sono un’arma potente, un veicolo immediato che comunica un concetto, un’idea, un messaggio in modo istantaneo. Non possono perciò mancare in uno strumento come la newsletter dove il coinvolgimento e le emozioni sono i primi tasti da toccare per spingere l’utente all’azione, aprendo l’ email e cliccando la call-to-action.

E sebbene questo sia un assunto inattaccabile, perché il metodo risulti veramente efficace è bene attenersi ad alcune regole precise.

La prima regola per usare le immagini nelle newsletter è quella di evitare che queste siano troppe e troppo grandi per non finire immediatamente nella casella dello Spam. Anche il loro peso incide non poco sulla fluidità del contenuto, poiché foto eccessivamente pesanti, hanno tempi di caricamento più lunghi e sappiamo tutti quanto agli utenti di internet non piaccia aspettare, oltre al fatto che alcune volte vengono bloccate in automatico.

Infine le immagini grandi ricordano, nella mente dei clienti, fotografie di stock ed etichettandole come non originali e poco rilevanti, potrebbero farti perdere preziosi iscritti. Non ci dedicheremo qui allora ai concetti che insegnano come progettare una newsletter, ma soltanto a quegli strumenti che incidono maggiormente sull’elemento visivo di un’email.

 

Quanto contano le immagini nelle newsletter?

La risposta è tantissimo. L’immagine giusta può farti ottenere una percentuale di clic (CTR) che arriva oltre il 40%. Non un numero a caso, ma il frutto di uno studio che ha analizzato tantissime campagne di email marketing che si distinguevano proprio per la presenza o meno di immagini.

E da tale studio è uscito fuori appunto il dato che le email che hanno fatto uso di immagini abbiano ricevuto il 42% di click in più rispetto alle email composte da solo testo. Dovevamo aspettarci un risultato simile. Instagram, il social network del momento, è per eccellenza la piattaforma che più di ogni altra fonda il suo successo proprio sul forte impatto che suscitano le immagini.

È nel momento in cui ti accorgi che le persone commentano più le immagini che i testi, che ti rendi conto del loro implicito potenziale.

 

Come usare le immagini nelle newsletter: tipologie e dimensioni

Prima di inserire una qualsiasi immagine in una newsletter è opportuno conoscere l’obiettivo che ci si prefigge, alcune informazioni di base e quali siano le giuste dimensioni.

Lo scopo di un’immagine può variare. Esse possono deliziare, emozionare, incuriosire, coinvolgere, spiegare, raccontare, ma a prescindere da tutto ciò le caratteristiche che non devono mancare in una foto sono la sua alta qualità e il fatto di rispondere a uno scopo. Perciò non inserite immagini per il solo gusto di farlo, o perché così è spiegato e consigliato, o le vostre newsletter saranno presto ignorate perché considerate Spam.

Ad ogni immagine aggiungete il testo ALT, la sua funzione è importante. Quando infatti per qualsiasi motivo le immagini non possono essere visualizzate dagli utenti, la loro descrizione, contenuta appunto nell’ALT, può essere esemplificativa e rende accessibile la fruizione dell’email anche a chi non può fisicamente vederle.

Allo stesso tempo però non siate eccessivi nell’uso delle immagini stesse. In vostro aiuto accorrono altri elementi separatori e spazi bianchi che rendono la newsletter molto più facile da visualizzare. Il tentativo di inserire quante più foto possibili in un’email può avere i suoi effetti controproducenti. Ricordate che le immagini hanno il compito di interrompere un blocco di testo per renderne più scorrevole la lettura, se quindi inserite più immagini in modo consecutivo, state rinunciando a questa funzione essenziale e a quella parte di messaggio che deve essere veicolata dal testo.

Sia il piccolo che il troppo grande hanno degli effetti dannosi, meglio orientarsi sul giusto equilibrio e destinare alle immagini uno spazio che va dal 20% al 30% del totale della newsletter.

Un elemento importante per capire come usare le immagini nelle newsletter sono le dimensioni. Sarebbe bene (ma non è una regola) che la larghezza non superi i 600 pixel. Il peso non dovrebbe superare 1 megabite, se invece si utilizzano immagini di sfondo o GIF il limite può salire a 3 megabite.


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Come usare le immagini nelle newsletter: quante e quali?

Non esiste una risposta giusta alla domanda sulla quantità di immagini da inserire in una newsletter. Potrebbe bastare anche solo una foto o risultare più convincente inserirne addirittura fino a 10. Il vero presupposto è che la o le immagini siano di forte impatto e di qualità.

Anche definire la tipologia di immagine non prevede una risposta chiara e univoca. Non esistono regole precise e rigide, ma ancora una volta prevale l’impatto. E di sicuro ne avrà più un’immagine reale, vera, ben realizzata e autentica, piuttosto che una foto dozzinale di stock. Siamo tutti d’accordo.

Un aspetto però da non sottovalutare è il maggior riscontro che secondo alcune ricerche semiotiche hanno le immagini che raffigurano persone rispetto a quelle che ritraggono oggetti o paesaggi. Meglio ancora se gli stessi protagonisti delle immagini risultano in atteggiamenti positivi, rilassati, sorridenti.

Infine di grande effetto e ultimamente anche in grande tendenza sono le illustrazioni, spesso capaci di suscitare emozioni e sorrisi più di quanto non faccia una immagine fotografica.

 

 

 

 

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Conclusioni

Adesso che abbiamo approfondito il tema “come usare le immagini nelle newsletter”, abbiamo un ultimo ma fondamentale consiglio: costruite il vostro stile, uno stile e un marchio di fabbrica che siano riconoscibili anche al di fuori delle vostre newsletter. E questo include oltre all’utilizzo delle immagini, anche l’inserimento del proprio nome e del proprio logo, così che tutti potranno riconoscervi.

 

 

 

 

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Mappare il customer journey per migliorare l'email marketing

Mappare il customer journey per migliorare l’email marketing

Quando si parla di customer journey si intende il percorso compiuto dagli utenti nell’interazione con il nostro brand.

Questa interazione può avvenire attraverso i più svariati canali, siano essi canali web, i più classici contatti telefonici per ricevere assistenza o – in alternativa – email mirate, derivanti dalle attività di email marketing che abbiamo messo in atto.

Mappare il customer journey è essenziale per garantire ai nostri utenti un’esperienza ottimale del brand.

In questo articolo, scopriremo come utilizzare la mappatura del customer journey anche all’interno della nostra strategia di email marketing.

 

 

Le fasi del customer journey

Come abbiamo accennato sopra, il customer journey è l’insieme di esperienze che i clienti fanno mentre interagiscono con il nostro marchio con il fine ultimo di completare un acquisto o una transazione.

Ogni customer journey può essere diverso a seconda della durata, del percorso in sé, del risultato finale, etc. Tuttavia vi sono delle caratteristiche comuni che possiamo analizzare insieme per avere un’idea di cosa sia una customer experience di base.

 

1. Ricerca 

È il momento iniziale, in cui un potenziale cliente fa delle ricerche preliminari sul nostro marchio e sui nostri competitor, alla ricerca di una soluzione ad un problema.

Il cliente vuole sapere se hai la soluzione al suo problema.

 

2. Primo contatto per informazioni 

Dopo aver individuato il marchio prescelto, l’utente innesca un contatto per ottenere quelle informazioni che non è riuscito a reperire nel corso della ricerca.

Si può trattare di domande specifiche, la richiesta di una demo oppure di rassicurazioni sulla qualità offerta, solo per fare qualche esempio. È insomma un momento molto delicato, in cui il potenziale cliente sta cercando di realizzare se siamo esattamente ciò che cerca.

Il cliente vuole sapere se sei proprio tu ciò di cui ha bisogno.

 

3. Quotazione

Questa fase è molto semplice: il potenziale cliente vuole valutare i costi, per assicurarsi che la spesa che gli proponi è in linea con il budget che ha a disposizione.

Il cliente vuole sapere se rientri nel suo budget.

 

4. Fase decisionale

È la quarta fase: il cliente ha tutte le informazioni di cui aveva bisogno e deve decidere se proseguire con l’acquisto o meno.

Solitamente, prima di prendere una decisone definitiva gli utenti si prendono del tempo per valutare altri marchi e altre offerte, in modo da avere la certezza di accedere al miglior rapporto qualità-prezzo possibile in risposta alla loro esigenza.

Non è detto che il punto focale di questo processo dipenda strettamente dal budget, il cliente infatti potrebbe optare per una soluzione meno economica ma più rassicurante e meglio recensita, per esempio.

Il cliente vuole sapere se la scelta che farà gli porterà benefici e vantaggi.

 

5. Finalizzazione dell’acquisto

Finalizzare la vendita è il tuo obiettivo. Tuo e del tuo brand, si intende.

Il cliente vuole sapere che avrà ciò di cui ha bisogno.

 

6. Follow-up e post-vendita

Il customer journey non si conclude mai con la vendita! Sarebbe un errore imperdonabile.

Un business virtuoso deve seguire, assistere e guidare i propri clienti, affinché la relazione appena instaurata generi soddisfazione, buone recensioni e magari anche ulteriori acquisti.

Il cliente vuole sapere che ci sei.

 

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Cosa significa mappare il customer journey?

Mappare il customer journey significa produrre una rappresentazione visiva step-by-step dell’esperienza del cliente con il nostro marchio.

Questa mappatura ci aiuterà a visualizzare ogni porzione del customer journey permettendoci di evidenziare dati, dettagli, errori e tracciare i progressi di ogni cliente.

Nei prossimi paragrafi, vedremo insieme perché mappare il customer journey sia essenziale anche nell’ottica di una strategia di email marketing funzionale.

 

Creare una mappa del percorso del cliente nell’email marketing

Avere chiaro il flusso sperimentato dai clienti, mentre cercano di rapportarsi al nostro brand, è essenziale quando si parla di email marketing.

Sapere a che punto del customer journey si trova un cliente o un potenziale cliente, ci aiuta a far emergere informazioni essenziali che guideranno la nostra strategia di email marketing. Sapremo quindi quando e che tipo di email inviare, e potremo segmentare i potenziali clienti e anticiparne le esigenze. Insomma potremo raggiungerli con email proattive, reattive o tramite il customer service a seconda della necessità.

Vantaggi della mappatura per l’email marketing

Mappare un customer journey ci permette di rispondere a queste domande: chi è il nostro cliente tipo? A quale sua esigenza stiamo rispondendo? Perché sceglie noi?

Le risposte a queste domande ci permetteranno di segmentare i potenziali clienti e mandare loro comunicazioni differenti in base ai gusti, alle esigenze, alla posizione all’interno del customer journey, etc.

Inoltre, osservando il percorso dei potenziali clienti saremo in grado di anticipare le esigenze e le domande future dei nostri utenti, creando contenuti mirati e pertinenti (sito web, blog, newsletter, adv, etc.) che aumenteranno ampiamente l’engagement verso il nostro marchio.

Per finire, può succedere che osservando la mappa del customer journey, riusciamo ad individuare una o più aree in cui più frequentemente i nostri clienti ci lasciano. In questo caso, la mappa del customer journey ci permette di reagire prontamente, lavorare per capire quale potrebbe essere la causa dell’abbandono e risolverla.

 

Come impostare la mappa del customer journey per una strategia di email marketing ottimale

Per realizzare al meglio la mappa dell’esperienza dei clienti e renderla funzionale alla nostra attività di comunicazione è indispensabile tenere a mente i seguenti passaggi.

 

Fase 1. Impostare gli obiettivi 

Iniziamo col rispondere alle seguenti domande: qual è lo scopo della mappa? a quali informazioni vogliamo accedere e come queste informazioni si legano ai nostri obiettivi di business?

E’ quindi altrettanto essenziale partire dall’osservazione della nostra platea di riferimento, in modo da individuare il “cliente tipo” e cosa egli desideri trovare nel nostro marchio.

Fase 2. Individuare i punti di contatto con i clienti

Fatto questo, è bene chiarire quali siano tutti i punti di contatto email con il cliente, ovvero tutti i form in cui inserisce il suo indirizzo email e i modi in cui lo raggiungiamo attraverso la posta elettronica. Ad esempio: i moduli di contatto e di richiesta informazioni, le newsletter o altri tipi di email con offerte o conferme.

Fase 3. Raccogliere informazioni sull’interazione tra i clienti e il nostro marchio

Adesso si entra nel vivo del lavoro. A questo punto, infatti, dobbiamo osservare quali sono le motivazioni che spingono i clienti ad interagire via email con noi. Ma non solo, per la nostra mappa è essenziale far emergere anche “come” stanno interagendo: leggono e cliccano le nostre comunicazioni perché realmente interessati? Aprono le nostre email ma non cliccano perché al momento non sono molto interessati? Qualche volta le ignorano e qualche altra le leggono? Le ignorano sempre ma sono troppo pigri o indaffarati per cancellare l’iscrizione alla mailing list?

Cerca di capire perché i clienti interagiscono con i tuoi messaggi email, quali sono i loro bisogni e desideri, in che modo i clienti interagiscono con le tue email e cosa esattamente li fa agire così.

E infine: c’è qualcosa che ostacola questa interazione? I tuoi messaggi sono confusi, difficili da capire, noiosi?  La Call to Action non è sufficientemente evidente?

Queste indicazioni raccolte saranno essenziali per la mappa e per le attività da sviluppare in termini di proattività, reattività o customer service.

Fase 4. Individuare le opportunità di sviluppo per ogni fase del customer journey

Ogni fase del percorso può presentare opportunità preziose da sfruttare per il nostro business, ad esempio è possibile che emerga l’esigenza di implementare un nuovo servizio o che venga individuato un nuovo segmento di clienti al quale ancora non avevamo pensato di rivolgerci.

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In questo articolo, abbiamo visto come la mappa del customer journey sia indispensabile per una strategia di email marketing ottimale.

In base al percorso compiuto dagli utenti e ai loro comportamenti, emerge infatti un’immagine di come la platea di riferimento interagisce e percepisce il nostro marchio attraverso l’attività di email marketing che abbiamo impostato.

Questo rende più semplice intuire in anticipo le azioni da intraprendere per risolvere dei possibili imprevisti da un lato e cogliere per tempo le opportunità che ancora non avevamo rilevato dall’altro.

 

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