Migliorare coinvolgimento e tasso di apertura nell'email marketing

Migliorare coinvolgimento e tasso di apertura nell’email marketing

Come possiamo stimolare e migliorare il coinvolgimento dei nostri contatti email?

Partiamo dall’inizio: nessun risultato verrà raggiunto senza porre il lettore e, più in generale, il cliente al centro degli sforzi e delle strategie di email marketing. E le newsletter sono uno strumento ideale ed efficace per costruire una reputazione buona e solida agli occhi del  pubblico.

Analizziamo perciò quali sono i dati utili a migliorare l’engagement, ovvero il coinvolgimento dei contatti mail, per raggiungere gli obiettivi di marketing e migliorare l’immagine del nostro brand.

Prima di studiare tali fattori, però, può essere utile capire perché il coinvolgimento dei propri lettori è così importante.

Il coinvolgimento dei contatti, nel linguaggio del marketing, sta ad indicare l’insieme delle interazioni originate dal brand e finalizzate a creare e rendere più solida la relazione con i propri clienti.

In effetti, la parola “engagement” può apparire fuorviante in questo contesto, ma non lo è affatto.
Significa infatti “fidanzamento” in inglese.
Nulla di più realistico (certo, con qualche adattamento!): far “innamorare” un cliente significa dar vita ad una serie di azioni che lo coinvolgono nel profondo, rendendo il brand unico e affidabile.

È un concetto davvero interessante e illuminante, perché aiuta a comprendere che il cliente si fidelizza non per bisogno di un prodotto, ma per passione e stima verso il brand.
Lo segue, lo cerca e ne è interessato.
Al di là di ciò, è importante capire che solo attraverso una serie di azioni mirate è possibile fare in modo che nuovi contatti si interessino e “innamorino” sempre di più del brand e che i vecchi vedano riaccendersi la loro curiosità.
Vediamo come fare attraverso dei dati utili.

 

1. Perché creare newsletter utili e interessanti fin dall’inizio?

Assicurarsi che le proprie comunicazioni email offrano un’esperienza di lettura unica fin dal primo invio è fondamentale.
Se già alla prima iscrizione l’utente non si sente coinvolto, le chance di riuscire a riaccendere la scintilla calano ad ogni invio successivo.
È pertanto consigliabile creare newsletter interessanti ed accattivanti fin da subito e, ad ogni invio, domandarsi sempre se i contenuti sono all’altezza delle aspettative dei destinatari.

Ma come verificare questo dato?
Semplice, con il tempo.
È il rendimento delle newsletter nel tempo che determina la capacità delle stesse di rimanere interessanti al pubblico.
Il consiglio, in questo caso, è quello di controllare sempre le statistiche relative agli invii sulla piattaforma di email marketing e verificare che non vi siano falle rilevanti che vanificano tutti gli sforzi del brand.

 

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2. Quale tipo di newsletter interessa ai nostri contatti?

Occorre capire quali sono i tipi di contenuti che hanno più probabilità di essere letti, realizzando una classifica dal primo (il più letto) all’ultimo (il meno letto).

In generale, le nostre ricerche hanno dimostrato che il maggior interesse è riservato a email personalizzate e di carattere più “personale”, offerte promozionali o sconti, nuovi prodotti in uscita e di brand amati.

In seconda posizione troviamo promozioni su prodotti di brand non ancora conosciuti al cliente, consigli e trucchi utili, email dal contenuto curioso e creativo.

In ultima posizione, invece, si trovano le email di tipo generico e dai contenuti standardizzati.

Da questa classifica emergono due considerazioni interessanti:

◼️ 1: la personalizzazione delle email di marketing è davvero efficace

◼️ 2: è importante evitare contenuti generici, noiosi e standardizzati, preferendo newsletter creative e uniche.

 

3. Quali sono i motivi della non lettura delle email?

Perché spesso i nostri contatti non aprono la newsletter?

È una domanda tanto importante quanto difficile da rispondere.
Stando alle nostre ricerche, le ragioni principali sono: il mancato riconoscimento del mittente, la non rilevanza della comunicazione email e l’eccesso di newsletter ricevute.

E qui, purtroppo non si può negare il gioco sporco di alcuni brand: acquisto di liste di contatti in maniera illecita, marketing aggressivo e poco studiato.
Ed ecco che il danno è presto fatto.

Certo, ci sono altri motivi per cui le email rischiano di restare ignorate: quando il contatto ha troppo da fare o quando, ad esempio, si iscrive per scopi diversi dal restare informato (ad esempio solo per ottenere uno sconto per il primo acquisto).

Nel complesso, quindi, i dati suggeriscono di evitare l’acquisizione di liste di contatti in maniera poco chiara o tramite mezzi fuorvianti, e concentrarsi sulla creazione di newsletter  non aggressive e dai contenuti utili per il  lettore.
Appare chiaro, quindi, che il destinatario tende a premiare ed affidarsi ad un marketing plan che opera con trasparenza e chiarezza.

 

4. Perché i contatti annullano l’iscrizione alle newsletter?

I motivi che spingono i contatti a cancellarsi da una newsletter possono essere molteplici.
Al primo posto c’è il disinteresse alla newsletter per via di un’iscrizione “opportunistica”.
Non è raro che un brand possa premiare un nuovo iscritto alla sua newsletter con uno sconto iniziale sul primo acquisto. Ecco che, in breve tempo, le iscrizioni si moltiplicano. Altrettanto velocemente, però, calano.
Perché?

Semplice: l’iscrizione era finalizzata a ricevere lo sconto e, una volta ottenuto, il contatto non sente più la necessità di rimanere iscritto.

Per ovviare al problema, la newsletter dovrà essere tanto efficace da scongiurare questo rischio e mantenere attiva la curiosità dei propri destinatari.

Un altro motivo già citato (e piuttosto ovvio) legato alla cancellazione degli utenti riguarda l’eccesso di email ricevute e il mancato riconoscimento del mittente.

Infine, l’eccesso di invii da un singolo mittente e il poco interesse verso i contenuti delle email sono reali motivi per annullare l’iscrizione.
Anche in questo caso, quindi, la predisposizione di una newsletter opportunamente organizzata, non aggressiva e dai contenuti creativi è determinante.


5. Quali caratteristiche sono più apprezzate nelle comunicazioni email e newsletter?

Capire quali sono gli aspetti preferiti dagli utenti per l’invio di comunicazioni email di marketing è fondamentale.
È infatti il punto di partenza per avere una chiara idea di quello che è ben percepito da parte dell’iscritto.
Anche in questo caso, i dati che abbiamo raccolto parlano chiaro: ai primi posti si posizionano codici sconto, vendite esclusive e lancio di nuovi prodotti.

Insomma, la comunicazione di novità e opportunità di risparmio sono delle caratteristiche che gli utenti ricercano in un brand attraverso la newsletter.

Ma non è tutto: anche i contenuti cuciti sulla base degli interessi dell’iscritto, informazioni utili e video interessanti sono ben accetti.

Infine, l’aspetto un po’ più professionale e legato ai trend odierni, ovvero una grafica accattivante, una bella fotografia e notizie flash.

In generale, i dati ci portano a concludere che quanto più una newsletter fornisce un vantaggio o uno stimolo visivo all’iscritto, tanto più questa verrà apprezzata.

 

6. Se un utente iscritto acquista dal brand, tenderà a riacquistare in futuro?

In quest’ultimo caso, i dati della nostra ricerca hanno dato dei risultati piuttosto interessanti.
Quasi tre quarti degli intervistati si sono dichiarati aperti all’idea di un nuovo acquisto entro l’anno.
Ciò conferma quello che già immaginavamo, ovvero che risulta più semplice fidelizzare i clienti e invogliarli ad acquistare nuovamente piuttosto che guadagnarne di nuovi.

I motivi sono semplici: fiducia, affidabilità, qualità e servizio sono già stati testati dal cliente in passato.
Ecco perché è fondamentale che la newsletter sia pensata per i nuovi iscritti, ma sempre dedicata e curata anche per i vecchi contatti.
Mai dimenticare: i clienti si fidelizzano solo se si trovano bene nel lungo periodo!