16 idee per newsletter che piaceranno ai tuoi lettori

16 idee per newsletter che piaceranno ai tuoi lettori

Se stai cercando nuove idee per rendere più interessanti e performanti le tue newsletter, ti consigliamo di leggere questo articolo: troverai tanti suggerimenti utili per creare contenuti mirati e di qualità, capaci di veicolare i valori del tuo brand e costruire relazioni virtuose con i tuoi contatti.

Massima attenzione ai contenuti: il segreto per newsletter efficaci

I contenuti sono il cuore di una strategia di email marketing e studiarli attentamente rappresenta il modo migliore per attirare l’attenzione dei tuoi contatti. L’obiettivo principale di una newsletter deve essere quello di trasmettere valore, fiducia e concretezza.

Vediamo insieme 16 idee per newsletter che piaceranno ai tuoi contatti

1. Idee per newsletter: coupon e promozioni

Gli iscritti ad una mailing list amano ricevere coupon e sconti speciali in esclusiva. L’escamotage migliore per veicolare contenuti di questo tipo è quello di creare una sorta di urgenza, limitando il tempo dell’offerta.

 

2. Annunciare in anteprima nuovi prodotti

Tra le più classiche idee per newsletter c’è sicuramente quella di dare ai nostri contatti un’anteprima sul lancio di un nuovo prodotto o servizio, descrivendone le caratteristiche e annunciando la data di rilascio. L’annuncio creerà molto rumore e interesse nella platea di riferimento. Questo espediente, inoltre, farà sentire i nostri lettori importanti e aumenterà la soddisfazione verso il nostro marchio.

 

3. Idee per newsletter: guide pratiche e tutorial

Fornire, attraverso la newsletter, informazioni pratiche su come utilizzare il nostro prodotto o servizio è ideale per coinvolgere il lettore, per far emergere la nostra affidabilità nel settore e per dare la sensazione di ricevere un contenuto davvero utile per la risoluzione di eventuali problemi.

Guide e tutorial sono due strumenti davvero graditi, in grado di far percepire con concretezza il valore del nostro brand.

 

4. Consigli e liste regalo

Questa idea per newsletter è ideale per chi possiede un e-commerce o anche un negozio offline e si appresta a promuovere i propri prodotti nelle occasioni più importanti dell’anno o nei periodi prefestivi.

Gli utenti infatti adorano lasciarsi ispirare dai brand che seguono e ricevere idee per i regali da fare. Creare e inviare – tramite newsletter – delle vere e proprie guide alla scelta del regalo più adatto è sicuramente un escamotage consigliatissimo.

 

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5. Condividere informazioni su di voi e la vostra azienda

Utilizzare la newsletter come mezzo per mantenere i nostri iscritti aggiornati sulle dinamiche aziendali interne o per raccontare la storia della nostra azienda o un semplice aneddoto curioso, può senza dubbio generare un senso di empatia e vicinanza al marchio da una parte, e trasmettere estrema professionalità dall’altra, portando grandi benefici al nostro business.

Nel caso di marchi che prevedano la produzione di prodotti, una buona idea per newsletter è quella di far fare ai lettori una sorta di tour “dietro le quinte”, nel quale far vedere macchinari o processi produttivi e conoscere le persone che lavorano attraverso brevi interviste o fotografie.


6.
 Fare una raccolta delle FAQ

Un’altra idea per newsletter sicuramente utile è realizzare delle newsletter dedicate ai quesiti principali che il nostro target ci pone solitamente. Parliamo delle Frequently Asked Questions, le domande frequenti.

Questo è un modo molto diretto ed efficace per rendersi utili e mantenere i nostri lettori aggiornati e preparati in merito al nostro business.

 

7. Idee per newsletter: condividere i post del nostro blog 

Condividere i nuovi post del nostro blog è un ottimo modo per fornire – attraverso la newsletter – contenuti di valore e, allo stesso tempo, portare traffico al nostro sito. Invitare i lettori a condividere tali post sui social media amplificherà inoltre l’attenzione su di noi e allargherà certamente la nostra platea di riferimento.

8. Condividere video su YouTube

Al giorno d’oggi, l’utilizzo di YouTube è decisamente consigliato, pertanto chi ha già dato vita al proprio canale, può senza dubbio condividerne i contenuti tramite newsletter, creando un alto coinvolgimento.

A questo proposito, è bene ricordare che alcuni client di posta non consentono l’apertura dei video direttamente nell’email, pertanto è sempre meglio associare un’immagine statica al video e un pulsante per la riproduzione, che rimanderà l’utente direttamente al sito YouTube.

Grazie a questa pratica di condivisione, anche il canale trarrà dei benefici in termini di visualizzazioni e iscritti.


9. Creare post di Roundups

È un’idea per newsletter molto poco usata ma efficace e va oltre la buona abitudine di inviare agli iscritti i post più recenti del nostro blog. Si tratta di condividere, regolarmente e tramite la nostra newsletter, uno o più link a contenuti esterni interessanti, pertinenti o anche solo di intrattenimento per i nostri contatti.


10. Condividere notizie di settore o interviste ad esperti

Questo è un consiglio che va attentamente valutato e che è adatto solo ad alcuni tipi di business, non dobbiamo infatti rischiare di promuovere la concorrenza. Tuttavia – con le dovute attenzioni – condividere via newsletter informazioni di settore può senza dubbio dare completezza ai contenuti che veicoliamo periodicamente, suscitando interesse nel lettore e ponendoci agli occhi della nostra platea come un vero e proprio punto di riferimento.

Allo stesso modo, anche intervistare personalità di spicco in un determinato settore può avere un grande ritorno in termini di fiducia e coinvolgimento.

 

11. Idea per newsletter: la promozioni “Porta un amico”

Chiedere ai nostri più fedeli abbonati di consigliare la nostra newsletter ad un amico a fronte di uno sconto speciale è uno dei modi più fruttuosi per far crescere la mailing list premiando gli iscritti.

 

12. Chiedere testimonianze e condividere Case History

L’opinione dei nostri clienti rappresenta per il nostro business un’incredibile opportunità promozionale, è risaputo infatti che – per la quasi totalità dei potenziali acquirenti – l’opinione di chi ha già acquistato sia decisivo.

Una forma di promozione indiretta, simile a questa, è rappresentata dalle recensioni e dai contenuti pubblicati sui social dai nostri acquirenti, come video o semplici post: ri-condividerli sui nostri canali aziendali e inserirli nella nostra newsletter avrà sicuramente un ritorno positivo per la nostra immagine.

Oltre a queste pratiche, una buona idea per newsletter per dimostrare la nostra esperienza e professionalità, è comunicare con enfasi i nostri casi di successo e i progetti portati a termine.

 

13. Inviti agli eventi

Se la nostra azienda è solita organizzare eventi dedicati ai clienti e agli iscritti alla mailing list, usare la newsletter come invito ufficiale è un ottimo sistema per attirare la loro attenzione e farli sentire realmente importanti per noi.

Per tutti coloro che non riescono a partecipare è sempre bene prevedere un’email di riepilogo dell’evento, con immagini, video accattivanti e informazioni in grado di creare un sentimento di partecipazione.

 

14. Organizzare e promuovere i Webinar

I webinar sono una strategia ottimale per generare lead, sono infatti utili per fornire informazioni di grande interesse per il target e portarlo a concludere acquisti. In questo caso, la newsletter è ideale per promuovere queste occasioni e mandare inviti ufficiali a tutti gli iscritti.

 

15. Contenuti ludici o d’ispirazione

Non è detto che la newsletter aziendale debba sempre essere forzatamente inquadrata e formale, a volte suscitare un sorriso può rivelarsi una scelta davvero vincente.

Un’ottima idea per newsletter è inviare ai nostri contatti i saluti per le vacanze o gli auguri per le ricorrenze, magari realizzati con animazioni vivaci o immagini accattivanti. Li gradiranno certamente e a voi piacerà realizzarli.

Anche condividere citazioni di grande ispirazione è un’operazione funzionale: questi contenuti invitano gli iscritti a riflettere e imprimono maggiore spessore alla newsletter stessa.

 

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16. Foto di animali domestici

Si sa, il web adora gli animali domestici, quindi un’ultima idea per newsletter potrebbe essere condividere le immagini e le storie dei vostri amici a quattro zampe o di quelli dei vostri collaboratori. Potrebbe addirittura diventare un appuntamento continuativo della vostra newsletter e comunicazione aziendale. Chi non conosce, solo per fare un esempio, Audrey Versace, la cagnolina di Donatella Versace?

Si tratta senza dubbio di un modo per ampliare il tasso di coinvolgimento, quindi è una possibilità da valutare per incrementare il nostro appeal agli occhi dei lettori.

 

 

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In questo articolo, abbiamo visto 16 idee per newsletter accattivanti, in grado di coinvolgere il nostro target: valutare attentamente i contenuti e dare sempre un valore aggiunto porterà senza dubbio grandi risultati!

 

Cos'è l'email marketing e perché ti serve?

Cos’è l’email marketing e perché usare una piattaforma?

Cos’è l’email marketing?
Spesso, quando si parla di strategie di comunicazione, si fa riferimento all’email marketing. Tuttavia – altrettanto spesso – la conoscenza di questo mezzo così virtuoso e ad alto potenziale è piuttosto vaga.

In questo articolo, vedremo insieme cos’è l’email marketing, quali sono le sue caratteristiche, le peculiarità e i vantaggi prodotti da una strategia di email marketing curata e studiata su misura per un determinato business.

Cos’è l’email marketing e perché ti serve?

L’email marketing consiste in un flusso di messaggi – tendenzialmente a fini commerciali – inviati tramite email. Questa strategia si rivolge ad un target mirato e può essere utilizzata per aumentare le vendite, migliorare la fedeltà ad un marchio o, semplicemente, fornire informazioni importanti.

I vantaggi di una strategia di email marketing sono molteplici, si tratta infatti di un sistema rapido, efficiente ed economicamente conveniente: permettere agli utenti di rimanere informati in merito ad un marchio crea un alto coinvolgimento e aumenta le probabilità di acquisto.

 

Quali vantaggi porta l’email marketing rispetto ad altri tipi di strategie?

 

1. È uno strumento ad ampia portata

Per capire a fondo quali sono i vantaggi raggiungibili grazie all’email marketing è essenziale partire dal presupposto che circa il 94% degli utenti web utilizza la posta elettronica.

È evidente, dunque, che fare marketing attraverso il canale email consenta di raggiungere una platea davvero importante di persone, andando a colpire anche chi non utilizza i social media, per esempio.

Per questo, le aziende di qualunque tipologia e dimensioni non dovrebbero mai prescindere da un’attività strutturata e strategicamente curata di email marketing.

2. Permette un monitoraggio efficace del ROI

Fare email marketing utilizzando una piattaforma specifica come Infomail per esempio, permette di  tracciare il comportamento della platea di riferimento, determinando chi effettivamente apre le email inviate e quali azioni compie di conseguenza. In questo modo è sempre possibile tenere d’occhio il ROI, ovvero il ritorno sull’investimento.

3. Consente un ROI elevato

Proprio perché l’email marketing non comporta investimenti pubblicitari o spese eccessive è facile dedurre quanto possa essere soddisfacente il ROI.

Le comunicazioni che vengono inviate via mail sono infatti molto mirate, grazie allo studio del target e alla scelta volontaria da parte della platea di riferimento di ricevere determinati contenuti.

In sostanza: a differenza della ben più cara pubblicità convenzionale, l’email marketing non è indirizzato al più grande numero di persone nella speranza di suscitare interesse, al contrario è mirato e si rivolge a persone rilevanti per un dato business, le quali hanno scelto consapevolmente di iscriversi ad una mailing list.

4. È versatile e perfetto da mobile

Attualmente la maggior parte degli utenti visualizza le email da mobile, ma questa non è una regola e la possibilità di fruire di comunicazioni email sia da smartphone e tablet che da desktop amplia virtuosamente la platea di riferimento.

Questo non accade nelle campagne SMS, ad esempio, consultabili unicamente da mobile.

Inoltre bisogna considerare che le email consentono l’invio di testi, immagini e link in maniera agevole e performante, permettendo all’utente di approfondire gli argomenti ed entrare nel merito dei contenuti ricevuti.

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Piattaforme per email marketing: cosa sono e quali vantaggi consentono?

Una volta chiarito cos’è l’email marketing, passiamo a parlare delle piattaforme per email marketing.

Le piattaforme per l’email marketing sono degli strumenti di automazione in grado di semplificare sia l’invio sia il monitoraggio delle campagne email. I dati principali e di grande interesse che queste piattaforme possono restituire riguardano solitamente i tassi di apertura, la percentuale di click e le conversioni: informazioni essenziali per affinare via via le campagne messe in atto.

Selezionare una piattaforma di email marketing tra le tante presenti sul mercato può non essere una cosa facile. Molte piattaforme offrono automatizzazioni complesse e sofisticate, altre, come Infomail, puntano sulla semplicità di utilizzo, funzionalità base, trasparenza e flessibilità nei costi, potenza e affidabilità totale garantita da quasi 20 anni di esperienza.

La scelta dovrebbe quindi prendere innanzi tutto in considerazione le reali e specifiche esigenze di chi invia.

 

Come utilizzare le email insieme ad altre forme di marketing

La strategia di comunicazione e promozione migliore per ogni business prevede l’utilizzo dell’email marketing e di altri canali in totale sinergia.

Un esempio molto eloquente è rappresentato dall’affiancamento dell’email marketing ai social network: promuovere in maniera incrociata i profili social di un’azienda attraverso le proprie email – inserendo dei pulsanti interattivi – farà sì che i follower sulle piattaforme social aumentino e così anche la platea che leggerà determinati post.

Allo stesso tempo i social network sono utilissimi per far crescere la mailing list aziendale, alla quale destinare poi le varie campagne di email marketing. Una strategia sempre efficace è proprio quella di invitare i follower di una pagina di registrarsi alla newsletter per rimanere sempre aggiornati e per ricevere contenuti di valore.

Fare un ottimo lavoro trasversale sui due canali è il modo migliore per farli crescere parallelamente: creare contenuti interessanti e curare il rapporto con i propri lettori farà sì che si crei un sentimento di fiducia e attenzione nei confronti del marchio, con un ritorno virtuoso sul business.

 

Come si realizza una campagna di email marketing?

In questo paragrafo, vedremo insieme quali sono i primi passi per dare vita ad una campagna email e ottenere risultati vantaggiosi.

1. È necessario innanzitutto aver chiari gli obiettivi

Per fare in modo che le nostre campagne siano ottimizzate al fine di ottenere i migliori risultati possibili è bene affidarsi ad una piattaforma di email marketing. Questa scelta consente una serie di personalizzazioni davvero decisive per il raggiungimento di determinati obiettivi.

Grazie alle piattaforme per l’invio, è possibile infatti personalizzare ogni email con il nome del destinatario e inviare comunicazioni mirate in occasioni speciali, come compleanni o ricorrenze.

È possibile inoltre gestire elenchi separati e targettizzati a seconda delle caratteristiche più significative per il nostro business, indirizzando in maniera molto precisa le nostre comunicazioni.

2. Creare una mailing list composta da una platea interessata e in target

Uno dei passi iniziali da compiere è la creazione di una mailing list. Per fare questo in maniera corretta è doveroso porsi una domanda fondamentale: “cosa guadagna un utente iscrivendosi alla mia mailing list?”.

È infatti essenziale chiarire in modo semplice cosa comporterà, in termini di vantaggi, tale iscrizione: potranno essere sconti, informazioni in esclusiva, promozioni o altri contenuti interessanti e selezionati.

Individuate queste informazioni, è bene passare alla pratica, inserendo prima possibile un form di registrazione sul sito web aziendale. Questo consente di sfruttare le visite, presentando le opportunità offerte a fronte dell’iscrizione alla mailing list.

Un altro metodo, come abbiamo accennato in precedenza, è quello di utilizzare a questo scopo i profili social aziendali.

Naturalmente la platea raccolta andrà costantemente analizzata e monitorata in modo da dare vita a campagne sempre più mirate ed efficaci.

3. Creare, sulla base delle informazioni emerse, contenuti email convincenti

A questo punto, il passaggio successivo prevede la creazione del contenuto da condividere con il target raccolto. Questa fase riguarda sia il tipo di contenuto che si vuole condividere, sia l’approccio visivo da utilizzare.

Fortunatamente, l’email marketing è estremamente versatile da entrambi i punti di vista: ci sono innumerevoli contenuti da includere in una email – ad esempio link ad articoli, recensioni di altri clienti, link a video e informazioni sulle promozioni in arrivo – così come infinite opzioni di formattazione, da valutare tenendo sempre a mente la semplicità e la chiarezza visiva di ciò che si vuole comunicare.

In merito al layout, è essenziale che esso rispecchi le caratteristiche e il tone of voice dell’azienda, questo garantirà coerenza e genererà fiducia nel lettore.

4. Scegliere la migliore piattaforma di email marketing in base alle esigenze aziendali

Fare ricorso ad un’ottima piattaforma di email marketing è essenziale per dare vita ad una strategia realmente proficua e ottimizzata, in grado di raggiungere rapidamente il maggior numero di destinatari e assicurare le performance migliori.

Infomail ad esempio è una piattaforma di email marketing semplice, potente, affidabile e senza fronzoli. I suoi punti di forza sono un editor drag&drop semplice da usare e in lingua italiana, la possibilità di segmentare le tue liste attraverso l’utilizzo di TAG per invii mirati, grande flessibilità nell’offerta prezzi, supporto clienti in italiano, alta deliverability e velocità di spedizione.

Per il resto non resta che provarla!

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Il galateo dell’email marketing

Fino ad ora, abbiamo visto come una strategia finemente curata sia alla base di una campagna di email marketing performante, ma non è tutto: anche in questo ambito c’è un galateo da rispettare.

1. Non inviare SPAM

Per iniziare, questa è la regola fondamentale: non inviare spam. Si tratta di una pratica completamente controproducente che non porterà in alcun caso ad un aumento delle vendite o ad una buona percezione del marchio da parte della platea di riferimento.

2. Prediligere la chiarezza e la trasparenza

È completamente vietato in una campagna di email marketing essere ingannevoli e questo vale a partire dall’oggetto dell’email, che al contrario deve essere immediato e chiaro.

Allo stesso modo, è bene che ogni utente possa agevolmente trovare il modo di abbandonare la mailing list: omettere o nascondere il bottone preposto a questa azione genera sfiducia e disapprovazione nel lettore.

Trasparenza e chiarezza sono le parole d’ordine per dei buoni contenuti da condividere tramite posta elettronica.

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In conclusione, cos’è l’email marketing e perché ti serve?

L’email marketing è un mezzo di comunicazione e promozione decisamente funzionale alla crescita di qualunque business.  Esso è strettamente legato ad una strategia mirata e attentamente studiata, in grado di contemplare tutti gli aspetti coinvolti: dall’identità del pubblico di riferimento, al contenuto di ogni comunicazione, fino alla frequenza di invio e allo studio dei risultati ottenuti.

Ogni tipologia di azienda può trarre enormi benefici dall’email marketing, anche le piccole imprese, essendo un mezzo economico, semplice da usare e da monitorare con l’aiuto di un buona piattaforma dedicata. Come Infomail!

 

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Strategia web 2020- 4 elementi che non devono mancare oggi più che mai!

Strategia web 2020: 4 elementi che non devono mancare oggi più che mai!

Il 2020, causa Covid-19, sembra decisamente l’anno perfetto per rimettere mano al proprio sito aziendale e ottimizzarlo secondo alcuni indispensabili parametri.

In questo articolo, vedremo insieme quali sono le caratteristiche imprescindibili che un sito web deve avere per convertire.

Posto che l’accessibilità e il garantire la migliore esperienza di navigazione sono dei must sempre validi, fare un discorso globale su una strategia di ottimizzazione web può risultare dispersivo. Per questo, vogliamo razionalizzare i quattro punti principali dai quali partire, per rivoluzionare virtuosamente il proprio approccio aziendale online.

1. Compatibilità del proprio sito con i dispositivi mobili

La percentuale di utenti che fanno ricorso ai dispositivi mobili per consultare il web è in continua crescita: si stima che il 52% del traffico online – in tutto il mondo – arrivi proprio da questo canale.

Rendere il proprio sito aziendale compatibile con l’universo mobile non significa unicamente renderlo tecnicamente “responsive”, bensì cambiare punto di vista e focalizzarsi sulle sue peculiari modalità di fruizione, adattando contenuti e design per migliorare l’esperienza di navigazione.
Le parole d’ordine in questo caso sono: fluidità, sintesi e chiarezza.

Un sito veloce, visivamente chiaro e con contenuti concisi, sul quale è stata studiata attentamente la disposizione delle call to action, non potrà che assicurare un’ottima esperienza di navigazione e delle ottime conversioni da parte della platea di riferimento.

Naturalmente ciò non potrà mai prescindere da una necessaria compatibilità anche con la fruizione tradizionale da desktop.

2. Accessibilità e inclusione

In nessun modo, un sito ben realizzato e performante può escludere di default determinate categorie di utenti, in primis perché non è etico e secondariamente perché anche dal punto di vista commerciale questo errore si potrebbe pagare a caro prezzo. Basti pensare che una persona su quattro presenta una disabilità o semplicemente non vede bene da vicino.

A questo proposito, è indispensabile monitorare le dimensioni dei testi e assicurarsi di usare font chiare e leggibili, garantendo che i collegamenti ipertestuali – hyperlink – siano facilmente identificabili.

Un ottimo suggerimento per massimizzare l’inclusione è quello di inserire i sottotitoli ai video o utilizzare una funzione di lettura automatica del blog aziendale.

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3. Trasparenza delle informazioni

Il sito web, per un’azienda, è un canale unico e insostituibile al fine di informare e costruire un rapporto di fiducia con il proprio target.

La credibilità di un brand viene trasmessa attraverso le pagine web grazie alla trasparenza utilizzata nella comunicazione.

E’ bene notare che i visitatori di un sito web vogliono sentirsi in controllo della loro esperienza di navigazione. E’ quindi necessario dare loro ciò che cercano, condividendo tutte le informazioni utili sul nostro business, prezzi inclusi.

Ricorda: se un utente non trova ciò che cerca sul tuo sito web, lo cercherà sul sito di un competitor.

Un esempio ottimale, nel caso di siti e-commerce ma anche di ristoranti o servizi in genere, è la comunicazione dei prezzi dei prodotti: renderli facilmente individuabili e fornire tutte le informazioni ad essi connesse, crea un senso di sicurezza tale nell’utente, da portarlo più facilmente a cliccare sulla call to action e a contattarti o completare un acquisto.

Anche le recensioni dei prodotti operano in questa direzione e si rivelano sempre preziose: i potenziali acquirenti si fidano molto dell’opinione di altri clienti, ritenendole oneste. Pertanto, inserirle sul sito web aziendale, citandole nelle pagine-prodotto, è senza dubbio la scelta giusta in termini di trasparenza.

 

4. Ottimizzazione delle modalità di interazione per gli utenti

Non è detto che offrire ai propri utenti, come unico punto di interazione, il classico modulo “Contattaci” sia la scelta più adatta alle loro esigenze. Si tratta sicuramente di una decisione importante, pertanto la cosa migliore da fare è chiedersi cosa sia meglio per la platea di riferimento e in quale occasione gli utenti mostrino maggiore necessità di contatto.

E’ quindi importante provare a mettersi nei panni di chi visita il nostro sito web. Ogni visitatore probabilmente cercherà informazioni differenti a seconda della familiarità con la nostra attività e della sua posizione all’interno del buyer journey. Potrebbe cercare informazioni generiche o commerciali, tutorial o differenti modi di mettersi in contatto con noi.

La pandemia del 2020 ha senza dubbio messo in evidenza ulteriormente questa esigenza: da un lato, infatti, i consumatori si sono trovati ad interagire unicamente online per la ricerca e l’acquisto di prodotti e servizi, dall’altro le aziende devono cogliere la profonda necessità di offrire un supporto efficiente durante la navigazione del proprio sito web.

Queste dinamiche hanno consolidato il successo delle chat online, ideali per instaurare un dialogo in tempo reale e ricevere assistenza a 360°.

Ciò non significa che il classico form dei contatti sia da eliminare, bensì che – a seconda del business coinvolto – sia corretto fare una riflessione sulle strategie di interazione più adatte al target selezionato.

 

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In questo articolo, abbiamo visto quali sono le caratteristiche decisive che deve avere un sito web per convertire. Ognuno dei quattro punti analizzati può essere ricondotto ad un’esigenza globale: assicurare la migliore esperienza di navigazione ai nostri potenziali clienti.

Per fare questo, dobbiamo sempre domandarci come gli utenti stiano visualizzando i nostri contenuti, se la percezione dei messaggi sia sufficientemente trasparente e se abbiano la possibilità di rapportarsi con noi in modo coerente con le loro necessità: così facendo, potremo offrire alla nostra platea di riferimento un’esperienza ottimale e riusciremo senza dubbio a convertire in maniera più performante.

 

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Perché gli utenti si iscrivono e perché si cancellano dalle mailing list

Perché gli utenti si iscrivono e perché si cancellano dalle mailing list

Quali sono i motivi principali che spingono gli utenti ad iscriversi o cancellarsi da una mailing list?

L’email marketing si conferma al giorno d’oggi come strumento ideale per migliorare la percezione di un marchio da parte del target di riferimento, dimostrandosi in grado di aumentare ampiamente il traffico web e di creare relazioni virtuose per il business in questione.

Perché funzioni però, bisogna mettere nero su bianco una strategia che prenda in considerazione le esigenze degli utenti e gli obiettivi del business e trovare tra questi un virtuoso punto di incontro.

Analizzare le ragioni per cui un utente si iscrive o si cancella da una mailing list può certamente aiutarci a formulare una migliore strategia di email marketing.

 

 

Perché gli utenti si iscrivono ad una mailing list?

Generalmente, un utente decide di iscriversi ad una mailing list perché ritiene di poter ricevere un vantaggio diretto. Ecco alcuni esempi:

◾Annunci aziendali

Spesso le aziende scelgono di sfruttare l’email marketing per raccontare alla platea di riferimento le proprie dinamiche interne, creando dunque coinvolgimento, senso di affidabilità ed empatia.

Anche se questi contenuti, ritenuti in un certo senso “educativi”, non hanno un riscontro economico diretto, sono un ottimo investimento per creare una relazione fruttuosa con i propri utenti.

 

◾Riscontri economici: offerte, promozioni e codici sconto

Circa un terzo degli utenti si iscrive ad una mailing list con l’intenzione di essere sempre aggiornato su vendite speciali, promozioni o sconti dedicati e questo rappresenta certamente un’ottima opportunità di comunicazione per chi vuole incrementare il proprio business.

Nella stessa email utilizzata per veicolare un codice sconto, ad esempio, è possibile presentare brevemente un nuovo prodotto o comunicare altre promozioni in arrivo. Questo approccio verrà ritenuto accattivante dal target, tendenzialmente orientato ad ottenere il miglior rapporto qualità-prezzo.

◾Contenuti di valore

Non sempre gli utenti scelgono di iscriversi a una newsletter o iscriversi ad una mailing list per ottenere vantaggi economici, spesso infatti il desiderio è quello di imparare cose nuove e ricevere contenuti interessanti.

Apparentemente, queste dinamiche possono sembrare lontane dalle logiche di ritorno economico sull’investimento, eppure – indirettamente – possono influire sui profitti: l’alto livello di competenza e l’affidabilità percepiti permetteranno all’utente di scegliere il marchio in questione nel momento in cui dovrà fare un acquisto.

Inoltre, nulla vieta di inserire una promozione come incentivo all’acquisto, all’interno di un’email informativa.

◾Contenuti “misti”

Vi sono poi utenti interessati trasversalmente a ricevere sia notizie, sia comunicazioni promozionali da un determinato marchio. Si tratta generalmente di persone che desiderano rimanere aggiornate e accedere ad occasioni convenienti e dedicate.

 

Bisogna infine considerare che, quando un utente decide di iscriversi ad una mailing list, spesso si trova a dover selezionare il motivo, ciò consente di dedicargli comunicazioni mirate e pertinenti rispetto alle sue preferenze.

Tuttavia, ogni marketer dovrebbe sperimentare l’inserimento di nuovi stimoli nelle proprie comunicazioni, per osservare la reazione dei lettori. Osservare il comportamento degli utenti, di fronte a piccoli esperimenti di contenuto, sarà di grande aiuto per affinare la propria strategia di email marketing.

 

Email marketing: prova Infomail

Perché gli utenti annullano l’iscrizione ad una mailing list?

Una volta costruita una nutrita lista di iscritti, ogni marketer deve impegnarsi per mantenerla e accrescerla, lavorando sulla comunicazione e sulle relazioni instaurate. Questa operazione è tutt’altro che facile e spesso, anche se si attuano delle strategie accuratamente elaborate, è possibile registrare un calo degli iscritti.

Perché succede questo?

Vediamo nel dettaglio quali sono le ragioni che spingono un utente ad annullare l’iscrizione ad una mailing list. Queste potrebbero aiutarci a migliorare la nostra strategia di email marketing.

 

◾Contenuti di scarso valore

Una delle ragioni principali che spingono un utente a cancellare la propria iscrizione ad una mailing list è la percezione che i contenuti ricevuti siano di scarso valore. Non viene dunque più colta l’utilità delle comunicazioni e il marchio appare meno interessante e pertinente rispetto alle proprie aspettative.

Fortunatamente, ci sono degli ottimi metodi per ovviare a questa situazione, primo tra tutti l’analisi delle metriche, utili per rilevare dati fondamentali sui tassi di apertura, sulle percentuali di clic e – appunto – sui rapporti di annullamento.

Questi dati saranno indispensabili per far accendere un campanello d’allarme sulla qualità dei contenuti proposti ed eventualmente per decidere di testarne altri più coinvolgenti.

Oltre a questo, è indispensabile avere sempre uno spirito critico relativamente alle comunicazioni email che vengono prodotte, per monitorare che siano in linea con la promessa iniziale e che rispecchino i motivi per i quali l’utente ha inizialmente scelto di aderire alla mailing list.

La pertinenza dei contenuti deve inoltre essere garantita da una attenta segmentazione del target: creare liste separate, in base a determinate caratteristiche, è una procedura imprescindibile per una strategia di marketing vincente.

 

◾Promozioni o contenuti imprevisti

Come abbiamo visto sopra, molti utenti annullano l’iscrizione ad una mailing list ritenendo i contenuti ricevuti di scarso valore, vi sono però utenti che si cancellano perché ciò che ricevono non è quello che si aspettavano inizialmente.

La regola principale in questi casi è quella di evitare l’invio di contenuti non richiesti. Questa pratica è completamente insensata se si considera che un’ottima strategia di email marketing si fonda sulla personalizzazione, sulla segmentazione e sulla pertinenza delle comunicazioni condivise.

Inoltrare dei contenuti non richiesti danneggia il rapporto di fiducia con il proprio target e fa sì che la fiducia nei confronti del marchio diminuisca drasticamente.

Ad esempio, promuovere una newsletter come fonte di tutorial realizzati da esperti e inviare invece promozioni finalizzate alla vendita, creerebbe certamente un sentimento di delusione e disorientamento da parte del lettore che, con grande probabilità, sarebbe spinto ad annullare la propria adesione.

 

◾Frequenza delle email

Si tratta della ragione principale a causa della quale gli utenti decidono di annullare la propria iscrizione ad una mailing list: un invio troppo frequente infastidisce i lettori più di ogni altra cosa.

La tolleranza da parte di una platea di riferimento può variare, c’è chi non approva di ricevere più di una comunicazione alla settimana e chi, comprensibilmente, ritiene fuori luogo riceverne addirittura una o più al giorno.

Se gli utenti annullano l’iscrizione e citano la frequenza come motivazione, è bene valutare come ottimizzare il numero di comunicazioni email, eliminando le più superflue o unendo più contenuti in uno solo.

Chiaramente, è sempre consigliabile testare differenti soluzioni, analizzando parallelamente le statistiche prodotte relativamente ai tassi di coinvolgimento.

Qualora il numero non sia riducibile, un’ottima soluzione è sempre la trasparenza: meglio informare ogni utente al momento dell’iscrizione in merito al numero di email che riceverà.

 

Pratiche e suggerimenti utili per acquisire e mantenere i propri iscritti

Le strategie per nutrire e mantenere una mailing list variano chiaramente a seconda del business preso in esame, vi sono però dei suggerimenti trasversalmente utili. Vediamoli insieme:

◾Promuovere i punti di forza della propria newsletter

Essere persuasivi relativamente al valore dei contenuti che verranno condivisi è un must, per far questo è indispensabile dichiarare in cosa consisteranno tali comunicazioni e in che misura saranno utili per ogni lettore.

◾Creare contenuti che il pubblico apprezzerà

Nella scala delle priorità, quando ci si trova a formulare un contenuto è sempre indispensabile far prevalere il valore e sacrificare piuttosto l’eccessiva promozione. Questo atteggiamento viene solitamente premiato dagli utenti, che vedono nel marchio onestà ed autorevole esperienza.

Viceversa, focalizzarsi eccessivamente sui prodotti offerti può risultare davvero controproducente.

Nel caso in cui, per motivi di business, sia indispensabile un approccio promozionale è consigliabile bilanciare le comunicazioni unendo contenuti informativi, come link a blog o video ad alto appeal per la platea di riferimento.

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In questo articolo, abbiamo visto come la costruzione di una mailing list sia solo l’inizio di un lavoro costante e attento, volto a mantenerla e farla crescere nel modo più virtuoso possibile.

Per fare questo, è indispensabile tenere a mente la promessa iniziale e rispettarla, fornendo contenuti di valore che rispettino le preferenze degli utenti e stimolino la creazione di un rapporto di fiducia.

 

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Come migliorare la comunicazione email

Come migliorare la comunicazione email con i clienti

Quali sono le migliori strategie per migliorare la comunicazione email con il nostro pubblico?

Prima di parlare di strategie di email marketing è importante fare una premessa.

Secondo Statista in Italia nel 2019 si è registrato un tasso di apertura (Open Rate) delle email di marketing del 33% e un Click To Open Rate del 12%. Il CTOR (Click To Open Rate) è il tasso di utenti che dopo avere aperto l’email cliccano su un link contenuto al suo interno, ed indica il coinvolgimento del destinatario della comunicazione (Engagement). Ovvero delle 33 persone su 100 che mediamente aprono le nostre email, solo 12 hanno deciso di approfondire i contenuti.

Questo dato, apparentemente non positivo, necessita di una doverosa precisazione: esso non è infatti attribuibile ad una scarsa propensione dei lettori nei confronti dell’email marketing, bensì alle capacità di elaborazione dei contenuti e alle lacune nelle strategie di pianificazione messe in atto dal mittente.

Per inquadrare ancora meglio questa problematica, è bene tenere sempre a mente che la platea alla quale si rivolge un’attività di email marketing si è volontariamente iscritta ad una mailing list, dichiarando il proprio interesse verso determinati contenuti, pertanto non vi è alcuna chiusura rispetto al mezzo di comunicazione o agli argomenti proposti.

Già da queste prime considerazioni, emerge con forza la necessità di mettere in atto una strategia ottimale e di qualità, in grado di garantire ottime prestazioni in termini di percentuali di apertura e un conseguente aumento dei tassi di conversione, con un ritorno virtuoso sul budget dedicato.

 

Migliorare la comunicazione email diversificando la strategia

La maggior parte delle aziende, usualmente, identifica la comunicazione email con le newsletter, ignorando che queste ultime – per quanto essenziali – rappresentino solo una parte dell’intero scenario proposto dall’email marketing.

Per ottenere risultati promettenti, è bene che una strategia di comunicazione attinga a tutte le potenzialità di tale mezzo e coinvolga la propria platea, sfruttando ogni punto di contatto, in maniera strategica e con un ottimo tempismo, contemplando con lungimiranza anche l’automazione.

Vediamo insieme quali sono le diverse tipologie di messaggi per migliorare la comunicazione email.

 

◾Newsletter

Come abbiamo accennato sopra, la newsletter è imprescindibile nell’ottica di una valida strategia di email marketing.

La sua funzione principale è quella di costruire e coltivare le relazioni con la platea di riferimento, offrendo contenuti rilevanti e qualificati. Attraverso la newsletter possiamo esprimere il nostro know how, la nostra esperienza, fidelizzando i lettori e ottenendo la loro fiducia.

Inoltre, le newsletter ci restituiscono delle statistiche decisamente preziose, in grado di esplorare in maniera sempre più approfondita il nostro target ed elaborare conseguentemente dei contenuti pertinenti e mirati.

 

Event triggered email o email attivate da un evento

Si tratta di email automatiche, previste in risposta ad azioni compiute dagli utenti sul nostro sito, come per esempio un’email di ringraziamento a seguito di un acquisto.

L’obiettivo di questa tipologia di comunicazione è quello di coinvolgere con immediatezza l’utente, dimostrando attenzione nei suoi confronti e attribuendo valore all’esperienza di navigazione.

 

◾Email di Benvenuto

Questa tipologia di email è sempre molto gradita dagli utenti e presenta una performance di apertura che sfiora mediamente il 60%. Questo dato rende davvero inspiegabile il fatto che le email di benvenuto vengano spesso troppo trascurate dalle aziende.

A chi non è capitato, a fronte dell’iscrizione ad una mailing list, di ricevere un semplice e generico “Grazie per l’iscrizione”? Un’ottima occasione sprecata!

Sfruttare invece l’email di benvenuto per iniziare a raccontare i punti di forza della nostra azienda in un momento in cui l’attenzione del lettore è massima e, ancora meglio, proporre una promozione speciale è il modo migliore per gettare le basi di un rapporto di fiducia, ampiamente fruttuoso per il nostro business.

 

◾Email di remarketing

Spesso definito anche “retargeting”, il remarketing è un ottimo escamotage per recuperare un’opportunità persa, ad esempio è fondamentale quando un utente abbandona il carrello dopo aver selezionato dei prodotti.

Uno studio del Baymard Institute ha rilevato che il 60% degli utenti non conclude un acquisto in quanto il totale è più alto del previsto, spesso per via dei costi di spedizione. Ricontattare l’utente, incentivandolo a concludere l’acquisto con uno sconto o una promozione da sfruttare successivamente, rappresenta una strategia virtuosa, in grado di recuperare fino al 70% delle azioni lasciate in sospeso.

 

◾Richiesta di recensioni

Le recensioni al giorno d’oggi sono vitali per un’azienda, si stima infatti che la quasi totalità degli utenti legga almeno 10 recensioni prima di procedere all’acquisto di un prodotto, riconoscendo alle testimonianze di altri utenti un’affidabilità altissima.

Da qui emerge l’importanza per il nostro business di ricevere recensioni.

Purtroppo, la propensione a scrivere un parere da parte di un cliente è decisamente bassa e – ancora peggio – solitamente gli utenti scontenti sono maggiormente spinti a dare una testimonianza rispetto agli utenti soddisfatti, dunque è necessario capire come spingere ed incentivare coloro che acquistano a parlare di noi.

Il modo ottimale è impostare un messaggio personalizzato magari anche divertente, in grado di entrare in empatia con l’acquirente, invitandolo all’azione. Le modalità espositive e la formattazione del messaggio potranno essere ottimizzate via via, grazie a test A/B.

Quel che è certo è che valga davvero la pena dedicare tempo e attenzione a questo tipo di messaggi, in quanto possono certamente fare la differenza per il nostro business.

E se riceviamo una recensione negativa? Paradossalmente, meglio! Un parere non necessariamente favorevole rafforzerà la veridicità delle recensioni agli occhi dei lettori. Naturalmente, prestando una grande attenzione ai nostri prodotti e al nostro target argineremo la percentuale di opinioni negative, impostando un trend positivo.

 

◾Comunicazioni dedicate ai sondaggi

I sondaggi sono uno strumento importantissimo e solitamente incontrano la buona predisposizione da parte degli utenti ad esprimere la propria opinione.

Tuttavia, altrettanto spesso, una comunicazione non curata può essere recepita dal lettore come un tentativo superficiale, finalizzato a dimostrare un finto interesse verso i propri utenti, per questo è bene prestare la massima attenzione alla formulazione dei messaggi.

Per tutelarci da errate interpretazioni è necessario creare un titolo introduttivo capace di trasmettere il valore e la responsabilità che attribuiamo ai nostri lettori e dimostrare nel contenuto l’uso che facciamo delle loro opinioni, riportando degli esempi: “Grazie a coloro che hanno partecipato al sondaggio di febbraio, abbiamo migliorato le funzionalità del nostro carrello”.

La sintesi, la pertinenza e la chiarezza sono infine qualità imprescindibili per migliorare la comunicazione email, così come il suggerimento di inviare un promemoria qualora non si riceva una risposta.

Email marketing: prova Infomail

Le migliori strategie per migliorare la comunicazione email

Nel precedente paragrafo, abbiamo visto insieme quante e quali tipologie di messaggi costituiscono una strategia di email marketing completa.
Nelle prossime righe entreremo nel vivo degli escamotage per rendere queste email davvero efficaci e performanti per il nostro business.

Vediamoli insieme:

 

◾Evitare la cartella Spam

Una strategia di comunicazione efficace non può contemplare la possibilità di finire nella cartella Spam 😱.

Certo, purtroppo non è sempre inevitabile, ma sicuramente implementare alcune tattiche specifiche può con grandissime probabilità tenerci alla larga da questa spiacevole eventualità.

Ecco quali sono:

  1. Evitare di scrivere l’oggetto dell’email completamente in maiuscolo.
  2. Evitare l’eccesso di simboli di interpunzione, come punti esclamativi ripetuti o punti di domanda in eccesso.
  3. Non utilizzare parole esortative, solitamente recepite con sospetto dai provider internet, come “free” o “urgente” ad esempio.
  4. Evitare di dare troppo spazio alle immagini nel contenuto o di utilizzare troppi caratteri o colori differenti.
  5. Evitare una frequenza di invio eccessiva.

Oltre a questi accorgimenti, è utile capire cosa accade quando un utente non apre mai le nostre email, in questo caso infatti c’è la probabilità che queste inizino ad andare automaticamente nella cartella Spam 😱, creandoci un danno non indifferente. Per questo, se non siamo sicuri dalla qualità delle nostre comunicazioni, è bene interrompere il flusso e ripensarle attentamente.

 

◾Sviluppare un’attenta segmentazione degli utenti

Una corretta segmentazione può arrivare a generare il 77% del ROI, come dimostra una ricerca della Digital Marketing Association.

Dunque, come possiamo segmentare correttamente la nostra lista e diventare rilevanti agli occhi dei nostri lettori? Ecco gli ambiti più comuni da analizzare:

✔️Provenienza geografica

✔️Età

✔️Genere

✔️Preferenza d’acquisto e comportamenti manifestati

In generale, a seconda del nostro business, vi sono informazioni più o meno utili alla personalizzazione delle comunicazioni. Certamente, instaurare una comunicazione empatica e dimostrare di conoscere il nostro lettore, creerà una relazione di fiducia davvero proficua.

 

◾Dedicare la giusta attenzione all’oggetto dell’email

Il titolo dell’email è un elemento fondamentale per il successo di una campagna di email marketing, quantomeno perché verrà letto dalla quasi totalità dei destinatari, al contrario del contenuto.

Quali sono dunque le linee guida per un oggetto performante?

  1. Sicuramente la personalizzazione, con l’utilizzo del nome del destinatario.Creare coinvolgimento sin dal titolo, conferirà alle nostre comunicazioni il 50% di possibilità in più di essere aperte.
  2. Trasmettere valore ai lettori in meno di 50 caratteri.Apparire pertinenti, focalizzati sul nostro obiettivo e trasmettere il valore dei nostri contenuti è essenziale. È bene dunque non essere troppo generici e cercare di distinguerci dalla concorrenza con argomentazioni sintetiche ma – allo stesso tempo – eloquenti.
    Lo spazio a disposizione è poco e bisogna sempre fare i conti con coloro che visualizzeranno la posta da dispositivi mobili, è essenziale dunque accertarci che il nostro titolo non appaia interrotto bensì visibile per intero.Oltre a questo, è meglio ponderare attentamente l’utilizzo di cifre o caratteri speciali che sanno attirare l’attenzione ma che, se usati in eccesso, rischiano anche di creare confusione o – peggio – farci finire nella temibile cartella Spam 😱.
  3. Instaurare una relazione fin dal titolo.Ogni comunicazione è un’ottima occasione per instaurare o approfondire una relazione con i nostri lettori, pertanto: quale migliore escamotage se non quello di porre subito una domanda specifica?
    Solitamente l’istinto di rispondere ad un quesito emerge in maniera automatica, pertanto è bene prendere in considerazione questa opzione.

 

◾Massimizzare la capacità di selezione da parte degli utenti

Uno studio Nielsen ha mappato il movimento degli occhi al cospetto di un testo da leggere sul web. I risultati emersi rappresentano un’indicazione notevole per chi si trova ad elaborare dei contenuti web performanti e desidera migliorare la comunicazione email.

Al contrario di quello che si potrebbe immaginare, i lettori infatti non leggono l’inizio del contenuto per decidere se sia di loro interesse o meno, bensì scorrono velocemente dall’alto al basso seguendo uno schema a forma di F e saltando molte righe, alla ricerca di qualcosa che velocemente attiri la loro attenzione e faccia capire di cosa si tratta. Il tutto dura tendenzialmente meno di 10 secondi.

Come possiamo utilizzare questa informazione per rendere più performanti le nostre email?

Sicuramente vivacizzando il contenuto con dei grassetti, capaci di attirare l’attenzione e dividendo il testo in sezioni: l’inserimento di titoli allineati a sinistra, l’utilizzo di frasi brevi e paragrafi intervallati da spazi vuoti rappresentano un’ottima scelta per la facilità con la quale il testo verrà decodificato.

Chiaramente la migliore formattazione e il più curato layout non potranno prescindere da un contenuto pertinente e riconducibile al nostro brand, grazie all’aiuto di illustrazioniimmagini accattivanti e del nostro logo istituzionale.

Anche i video sono un modo interessante per catturare l’attenzione dei destinatari, purché siano abbastanza brevi, non generino problemi di caricamento della posta elettronica e creino un reale valore aggiunto alla comunicazione.

 

◾Inserire una Call To Action chiara e facile da individuare

È di certo uno dei passaggi chiave per rendere realmente performanti le comunicazioni inviate attraverso la posta elettronica: ogni comunicazione ha infatti uno scopo e il modo migliore per guidare i nostri lettori nel compiere l’azione che ci auguriamo, è quello di impostare un testo chiaro che conduca con facilità al bottone della CTA.

 

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In questo articolo, abbiamo visto insieme quali sono le diverse tipologie di comunicazione appartenenti ad una valida strategia di email marketing e abbiamo scoperto come elaborare dei contenuti in linea con gli obiettivi del nostro business e migliorare la comunicazione email.

Il giusto metodo per garantirci un business virtuoso è quello di studiare attentamente modalità, tempistiche e risorse a disposizione.

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Per vendere con l'email marketing l'email deve essere fatta bene!

Per vendere con l’email marketing l’email deve essere fatta bene!

L’email marketing è uno strumento importante per lavorare a stretto contatto con i propri clienti, utile a vendere i propri prodotti e servizi e a rafforzare la loro fedeltà.

Negli ultimi anni si è attestata come pratica sempre più in uso. Nonostante le nuove funzionalità che molte aziende utilizzano, un’email ben scritta funziona meglio di un’email con un design complesso.

Indipendentemente da come appaiono graficamente al destinatario, le email di marketing, se non hanno un testo ben strutturato, non vengono prese in considerazione e sono immediatamente cestinate. Un testo ben scritto riesce a suscitare interesse e invoglia chi lo riceve a leggere e interagire con i link in esso presente.

Certo è un compito apparentemente arduo, soprattutto in un periodo in cui lo spam è diventato dilagante e le email di marketing necessitano di una strategia vincente per spingere le persone ad aprirle, leggerne il contenuto e interagire.

Come si crea un’email di marketing di successo?

In quest’articolo si definisce in modo chiaro ed esaustivo 8 semplici regole che bisogna conoscere per aumentare il tasso di conversione del vostro email marketing. Senza perdere ulteriore tempo, analizziamo i migliori suggerimenti già testati con ottimi risultati.

1. Essere coincisi

La brevità è l’anima di un discorso ricco d’ingegno!

Uno dei peggiori difetti delle email di marketing è quello di dare troppe informazioni o ancora di più di voler inserire una descrizione dettagliata in un messaggio.

In questo caso bisogna pensare alle email di marketing che si ricevono tutti i giorni. Nessuno legge davvero ogni singola parola. Probabilmente si scorre in fretta l’email perché incuriositi dall’oggetto e si cerca di focalizzare l’attenzione sui punti più importanti individuando subito le parole chiave e quindi decidendo se vale la pena approfondire il contenuto.

Scrivere email molto lunghe complica questo compito ai vostri destinatari. Inviare un’email con un testo lunghissimo potrebbe addirittura comportare l’abbandono della lettura. Trovate un modo brillante per riassumere ciò che i lettori avranno, poi, la possibilità di approfondire in modo dettagliato sul vostro sito web dopo aver cliccato il link o la Call to Action.

 

2. La chiarezza e la semplicità sono più importanti dell’approfondimento e dell’intrattenimento

A partire dall’oggetto, scrivete una riga che sia in primo luogo chiara e semplice, poi, nel corpo dell’email provate ad intrattenere i vostri lettori.

Nei testi di marketing, uno stile semplice si contrappone ad un tono saccente. Per provare ai clienti la vostra competenza, non dovrete esporre tutto il vostro sapere rischiando di annoiarli e di farli sentire incompetenti.

Piuttosto dopo aver formulato un argomento semplice e chiaro potrete provare ad aggiungere una battuta, un gioco di parole o un’altra frase che mantenga viva l’attenzione del lettore e lo trasporti una dimensione appagante. Fate ciò senza mai esagerare perché l’eccessivo intrattenimento e approfondimento di temi tecnici vanificherebbe ogni vostro sforzo e annullerebbe la semplicità del messaggio.

 

3. Formato corretto

In linea con quanto appena detto finora su descrizioni non troppo approfondite e discorsi brevi, è necessario trasportare tali consigli anche sul formato dell’email.

Anche un’email di marketing ben scritta e relativamente breve può richiedere uno sforzo di lettura eccessivo da parte del lettore se non si utilizza il formato di posta elettronica giusto durante la scrittura. Piccoli accorgimenti creano la condizione ideale per leggere un testo fino in fondo.

Gli spazi vuoti tra frasi aiutano il lettore a soffermarsi e a continuare a leggere con più interesse, questo è il motivo per cui la maggior parte di software di scrittura presenti negli editor online prevedono una notevole spaziatura automatica tra i paragrafi. La leggibilità è un fattore vincente per ottenere tassi di conversione superiori.

Il consiglio è quello di scrivere frasi semplici e dividerle da quelle successive per contenuto con la giusta spaziatura tra i paragrafi, in modo da dare segnali chiari al lettore quando state comunicando qualcosa di nuovo ed evitare l’insorgere di pericolosi mal di testa.

Email marketing: prova Infomail

4. Formattazione accattivante del testo

In linea con quanto appena detto, approfondiamo gli aspetti della formattazione che rientrano tra i consigli per una forma accattivante dell’email marketing.

Qualsiasi contenuto che non sia supportato da una forma perfetta perde di efficacia. La forma è il biglietto da visita con sui vi presentate al lettore, rappresenta la prima impressione e fa sentire il lettore pronto per proseguire nella lettura.

Con il precedente paragrafo sul formato corretto abbiamo affrontato il tema di un testo ben esposto, ma non per questo creativo e accattivante. La formattazione creativa spinge la mente del lettore ad acquisire subito le informazioni di suo interesse. Con i seguenti consigli invoglierete il lettore a non abbandonare il testo e a trascorrere del tempo in compagnia dei vostri suggerimenti.

Un primo esempio per ottenere una formattazione accattivante è creare degli elenchi riassuntivi brevi ed efficaci disposti verticalmente con l’aggiunta di simpatici punti elenco. Queste accortezze non sono necessarie per avere una forma pulita, ma sono utili a presentare informazioni in modo accattivante.

Un secondo esempio è l’uso delle intestazioni. Di per sé l’intestazione non aggiunge materia al contenuto, ma dà stile ed eleganza. Inoltre, crea un feeling con gli utenti con il quale penseranno di interagire realmente con un professionista e non con un bot.

5. Inviare un’email nei tempi giusti

Anche l’orario in cui si invia una mail ha una sua rilevanza per il raggiungimento degli obiettivi. Pertanto questo aspetto va tenuto nella giusta considerazione almeno quanto il contenuto stesso dell’email.

Dopo i consigli appena appresi si potrebbe già inviare un’email perfettamente strutturata, ma non avrà molto effetto se viene spedita alla casella di posta in piena notte.

Lo stesso vale anche in altri momenti delicati della giornata. Se ad esempio si invia il messaggio di posta in seconda serata quando le persone hanno un livello di concentrazione molto basso e sono molto probabilmente assonnate. In questo caso il messaggio forse potrebbe essere aperto, ma immediatamente cestinato perché si sarebbe poco reattivi e non in grado di interagire con i link in essa contenuti.

Le email che arrivano di sera potrebbero, inoltre, anche perdersi tra le infinite altre email ricevute nella notte. Non rischiate di fare tanto lavoro per nulla. Fate dei test di invio in orari differenti e osservate le statistiche di apertura mostrate nell’apposita pagina della piattaforma di email marketing che utilizzate: in questo modo sarete in grado di definire l’orario e il giorno ideali per i vostri invii.

6. Personalizzazione dell’email

I nomi sono importanti quando si parla di email marketing.

Il primo che non dovrebbe mai mancare nella vostra email è quello del potenziale cliente. Se possibile va inserito già nell’oggetto o all’interno dell’email al primo posto, nell’intestazione. In questo modo il cliente si sente chiamato in causa e pronto a rispondere.

Il secondo nome da inserire è il vostro. Gli iscritti alla vostra mailing list aspettano di interagire con una persona reale e non con un bot programmato per inviare email a una lista predefinita.

Infine non fate mai mancare il nome della vostra azienda ai possibili clienti. Quelli che vorranno approfondire i vostri contenuti potranno trovare facilmente il sito Web ed eventuali recensioni su internet.

7. Parlate di soluzioni, non di vantaggi e funzionalità

Non propendete per approcci paternalistici di cui erano piene le pubblicità di un tempo. Siate concreti, efficaci e diretti. Spiegate chiaramente i problemi che potranno risolvere con il vostro bene o servizio in modo che il cliente continui a leggere fino in fondo e soprattutto ponetevi dal loro punto di vista.

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8. Focalizzare l’attenzione su un servizio

Le email devono essere inviate con un obiettivo concreto e non devono essere inviate troppo di frequente.

In questo modo il cliente sarà invogliato ad acquistare il bene o servizio di cui ha bisogno. A tal fine il consiglio è di segmentare nel modo corretto la vostra mailing list in modo da inviare a ciascun iscritto la sua email senza correre il rischio di inondarlo di comunicazioni non utili. L’effetto che otterrete sarà gradito e incoraggiante.

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4 errori banali da evitare nell'email marketing

4 errori banali da evitare nell’email marketing

Il web marketing è quell’insieme di tecniche che sfruttano le risorse informatiche per accrescere la popolarità, il seguito, i clienti e conseguentemente il fatturato di un’azienda.

Fra queste strategie rientra a pieno titolo anche l’email marketing, che ha il compito di fidelizzare i clienti attraverso l’invio di newsletter, oppure di conquistarne altri per mezzo di campagne email promozionali.

Eppure nell’utilizzare il canale email marketing sono ancora molti gli errori, banali ed evitabili di cui spesso non si è neanche consapevoli, che vengono commessi e che inevitabilmente finiscono per compromettere gli esiti di una strategia.

Se una campagna non sortisce i risultati sperati, probabilmente si è commesso uno, o più di uno, di questi quattro comuni errori.

1. L’oggetto di un’email vale più di 1000 parole

I contenuti sono importanti, hanno il compito di solleticare l’interesse e invogliare a continuare a leggere oppure di spingere all’azione, cliccando su un link, visitando il sito internet, procedendo a un acquisto. Ma ancora più importante del contenuto è la presentazione che accompagna l’email, ossia il testo dell’oggetto.

Quasi il 70% delle persone che ricevono un’email decidono di contrassegnarla come indesiderata semplicemente limitandosi a leggerne l’oggetto. Meno del 20% delle email vengono aperte, ciò significa che è evidentemente ancora molto lunga la strada che porta alla scrittura dell’oggetto perfetto.

L’oggetto di email e newsletter dovrebbe essere interessante, stimolare la curiosità, usare le giuste parole, personale e non generale, particolare e non banale. Un mix tra la corretta dose di informazioni e quel minimo di mistero che incuriosisce e spinge all’azione, senza dimenticare di non scrivere mai l’intera frase in maiuscolo.

2. Empatia e contatto umano le mosse vincenti

Le persone vogliono essere considerate, sono entusiaste nel pensare che un messaggio sia diretto unicamente a loro, gli piace leggere il proprio nome nel saluto che apre le email che ricevono. Non solo nell’email marketing ma in ogni strategia di web marketing il rapporto personale, profondo, incentrato sulla fiducia che si riesce a creare con i propri clienti o potenziali tali è fondamentale e di vitale importanza.

I clienti o potenziali tali, amano pensare e desiderano che dietro il sistema che ha inviato l’email ci sia una persona reale, che ha a cuore i suoi bisogni e le sue necessità e non uno strumento che in modo automatico invia migliaia di messaggi tutti uguali a persone che non posseggono un’identità, ma rappresentano solo un numero.

Non è indispensabile che poi sia effettivamente così, ma inserire nell’email un nome o delle informazioni di contatto regala alla comunicazione quel tocco personale e di massima attenzione che farà sicuramente presa sui destinatari della stessa.

Email marketing: prova Infomail

3. Personalizzazione delle email

Non personalizzare le email in funzione delle caratteristiche del destinatario, della sua età, del suo lavoro, del suo tempo e delle sue esigenze è un’attività destinata all’insuccesso. Non è un caso infatti che la personalizzazione premia chi non è tanto pigro da segmentarle e organizzarle, con un tasso di apertura sei volte maggiore rispetto a email dal contenuto generico.

È consigliabile perciò non solo personalizzare l’inizio dell’email con il nome del destinatario, ma anche pianificare i testi in funzione delle sue caratteristiche da quelle più semplicemente anagrafiche a quelle lavorative con contenuti specifici che rendano l’email, agli occhi di chi la riceve, come un valore aggiunto e una fonte di informazioni importante.

Il modo più semplice per creare delle liste suddivise e segmentate in base a determinate caratteristiche, che permettono una rapida personalizzazione delle email, è servendosi di un apposito software di automazione, come ad esempio Infomail. I risultati sono significativi, oltre che analizzabili. Più dell’80% delle aziende che si convertono all’utilizzo di mail personalizzate riscontrano dei miglioramenti a livello di apertura delle email.

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4. Non esagerare con la frequenza degli invii

La frequenza con la quale si inviano le email non è un aspetto da prendere tanto alla leggera.

Occorre trovare il giusto compromesso senza lasciare troppo tempo tra un invio e l’altro, ma al tempo stesso senza tempestare di messaggi i destinatari.

Un over-sending è il motivo perfetto per finire nella cartella dello spam in men che non si dica. Saranno poche le persone che apriranno i vostri contenuti nonostante il frequente invio e si può star certi che sono già tra i più fedeli fan del marchio.

Una o al massimo due email a settimana sono più che sufficienti per mantenere forte e rendere duratura e solida nel tempo la relazione instaurata con i propri clienti, senza mai dimenticare che ciò che rende vincente una strategia di email marketing sono anche i suoi contenuti, perciò scrivete solo quando avete realmente qualcosa di importante e valido da comunicare.

Quattro errori e un consiglio

Non permettete che l’oggetto della vostra email sia banale e generico, che il contenuto sia privo di quel contatto umano e di quella personalizzazione che tanto piace ai destinatari e infine non esagerate con il numero di email che invierete.

Ma soprattutto servitevi di una piattaforma che sia in grado di aiutarvi in tale compito, che sia facile da usare, potente e innovativa. Una piattaforma come Infomail che non prevede alcun canone di attivazione, fornisce ai propri clienti assistenza telefonica immediata in italiano, è in possesso di una solida tecnologia e rispetta le linee guida imposte dal GDPR.

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Le 4 liste base per segmentare la mailing list

Le 4 liste base per segmentare la mailing list

La newsletter può essere uno strumento molto utile se utilizzata nel modo giusto. E il modo giusto spesso implica la segmentazione della mailing list.

Qualora si segmentasse male o non si segmentasse affatto la mailing list e l’invio delle mail risultasse invadente e inopportuno, una delle conseguenze più ovvie e difficilmente recuperabile sarebbe perdere credito presso i propri clienti e conseguentemente la loro attenzione. Per non parlare del rischio di finire nello spam.

Fortunatamente, esiste un modo per ovviare a questa incresciosa situazione evitando di inviare email che siano poco rilevanti per determinati tipi di iscritti. Si chiama segmentazione e, in parole povere, si riferisce alla corretta gestione dei destinatari delle email inserendoli in specifici gruppi target detti segmenti. Questi gruppi target hanno ciascuno proprietà o caratteristiche specifiche.

L’obiettivo della segmentazione è quello di dividere i propri iscritti in diversi gruppi target, a cui poter inviare esattamente ciò che interessa nello specifico evitando di inoltrare ad esempio la pubblicità per un prodotto che hanno da poco acquistato o per il quale non hanno alcun interesse. Riportiamo come esempio il sito che vende prodotti per animali domestici che non dovrebbe commettere l’errore di pubblicizzare articoli per gatti ai clienti che hanno un cane.

Prima di indicare quattro modi utili e basici per segmentare una mailing list occorre ancora fare una distinzione fondamentale. Segmentare non è personalizzare. Non basta solo citare l’utente nell’incipit dell’email o eventualmente salutarlo cordialmente al termine.

Le piattaforme di email marketing come Infomail lo fanno automaticamente se si include l’opzione corrispondente al momento dell’invio della newsletter. Ricordiamo anche in questo caso che l’utilizzo di una piattaforma di email marketing come Infomail consente di gestire tali dati nel pieno rispetto del GDPR (GDPR compliance).

Perché la segmentazione di una mailing list ha senso?

La segmentazione delle liste di contatti è importante per poter inviare i contenuti più rilevanti a ciascun iscritto. Più grande diventa la mailing list e più è necessario inviare newsletter differenti per gruppi di iscritti con caratteristiche simili. Di conseguenza è impensabile rivolgersi a tutti i destinatari con un unico messaggio. L’esigenza diventa più consistente quanto più il business annovera prodotti e servizi differenti.

Con una segmentazione corretta si potrebbe offrire a tutti i gruppi target esattamente ciò che è interessante per loro.

Ora vedremo alcuni esempi di come poter segmentare una mailing list. Naturalmente ci sono molte altre opzioni, ma queste sono le migliori per iniziare!

Segmento 1: gli Attivi

Con gli strumenti di analytics messi a disposizione dalle piattaforme di email marketing è possibile avere molte informazioni sui contati della vostra mailing list: chi ha aperto l’email, cliccato su un link e raggiunto il vostro sito web per un acquisto o semplicemente per dare un’occhiata o cercare informazioni.

Questi contatti sono a tutti gli effetti da considerare Attivi e da inserire in una lista dedicata. Dal momento che rispondono ai vostri stimoli, aprono e leggono le vostre comunicazioni e mostrano interesse per i vostri prodotti o servizi, sono certamente i contatti più preziosi da curare e coccolare.

Potrebbe rivelarsi utile inviare loro offerte esclusive sui prodotti o servizi che preferiscono, preview sulle novità e sconti fedeltà in occasione di ricorrenze o compleanni.

Naturalmente non bisogna mai abbassare la guardia con gli Attivi e impegnarsi sempre per mantenere vivo il loro interesse con email sempre interessanti e utili. La lista degli Attivi è quella in cui idealmente vorremmo inserire tutti i nostri contatti email.

Email marketing: prova Infomail

Segmento 2: i Nuovi Iscritti

È sempre un’ottima abitudine separare gli indirizzi degli utenti che si sono appena iscritti da quelli che sono nella lista da molto tempo. Un tempo ragionevole per distinguere questi due gruppi spazia dalle 6 alle 8 settimane. Suddividendo in tal modo la vostra mailing list è possibile rivolgere attenzioni dedicate agli ultimi arrivati in modo da approfondire i loro interessi e stimolare una prima azione o acquisto.

In tal senso potrete inviare email nelle quali dare la possibilità di scegliere tra differenti offerte speciali, rendendo chiaro che si tratta di offerte destinate ai soli nuovi clienti, che consentiranno in seguito di monitorare la loro reazione. Sebbene non si riceverà da tutti i contatti una risposta immediata, molti utenti cliccheranno sui link, saranno interessati alle offerte e saranno successivamente dirottati da voi nella categoria precedente degli Attivi.

 

Segmento 3: Utenti Poco Reattivi

Chiunque abbia un sito web con form di registrazione annovera tra i contatti una serie di iscritti Poco Reattivi. Si tratta di utenti che si limitano a registrarsi, a volte al solo scopo di usufruire di una promozione, e a non fare molto altro.

A tal proposito bisogna tenere in considerazione che spesso gli Utenti Poco Reattivi visualizzano le vostre newsletter nell’elenco delle email della loro casella di posta solo per caso e non intenzionalmente. Bisogna, pertanto, mapparli con un segmento apposito in modo da spingerli a diventare Attivi.

Tra questi iscritti si trova un potenziale molto interessante che a volte va solo stimolato nel modo giusto utilizzando creatività e ingegno per indurli, infine, a fare clic su un link della vostra newsletter e trasformarli in clienti o Attivi.

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Segmento 4: i Dormienti

Sono tantissimi i motivi per cui un iscritto decide di non interagire con la newsletter per i quali non serve entrare nel dettaglio.

Quello che si può fare è dedicargli una categoria apposita, i Dormienti, sperando di attirare nel tempo la loro attenzione e spostarli in un’altra categoria.

In questo caso e solo per questa categoria è possibile inviare messaggi più disparati per cercare di attirare la loro attenzione. Ovviamente non serve strutturare un piano molto elaborato per convincerli ad aprire le email e interagire. Per recuperare tempo e denaro potrete utilizzare email create appositamente per altri gruppi.

Nel caso di una loro inattività prolungata è possibile sempre eliminarli dalla mailing list dopo averli spinti con un ultimo tentativo a riconfermare la loro iscrizione. In questo modo si hanno buone chance di evitare di finire nello SPAM.

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E' ora di correggere la strategia di email marketing!

E’ ora di correggere la strategia di email marketing!

Progettare una campagna di email marketing che porti ai risultati sperati, richiede un lavoro strategico accurato. Se tali risultati non arrivano, evidentemente, è necessario rivedere e correggere la strategia attuata, onde evitare di perdere risorse economiche e tempo prezioso.

Ripensare e riconfigurare una campagna, in questi casi, è essenziale.

L’email marketing rappresenta una risorsa di vendita e promozione di grandissimo valore per business grandi e piccoli, che siano ben avviati oppure ancora in fase di startup.

Quel che è certo è che questo canale deve essere utilizzato in maniera corretta, mettendo in pratica tutti gli escamotage e i provvedimenti utili a rendere le comunicazioni inviate realmente ottimizzate e dunque efficaci.

In questo articolo vogliamo proprio condividere quelli che sono i suggerimenti fondamentali da attuare, per ottimizzare una strategia di email marketing.

 

1. Fai una ricerca personale

Non c’è nulla di peggio, per un utente, che ricevere una email prefabbricata e senza anima. Quante volte capita di avere l’impressione di leggere sempre “i soliti” contenuti? Quasi come se fossero scritti da un robot, senza una profonda pertinenza, senza un segnale che quel testo è stato pensato appositamente per noi. Questo è quanto di più deleterio si possa fare in una email commerciale.

Per rendere le nostre comunicazioni virtuose è bene ideare un titolo accattivante e originale, che rappresenti una promessa verso il lettore: attraverso l’oggetto dobbiamo comunicare al target di riferimento che il contenuto della nostra email è imperdibile.

Un titolo corretto e performante dovrebbe generare un tasso di apertura che si aggira tra il 15 e il 30%. Se i nostri dati non restituiscono questo risultato è bene capire quale sia il problema e risolverlo al più presto, al fine di raggiungere il traguardo sperato.

 

2. Identifica la platea di riferimento

Capire a quale target ci rivolgiamo è imprescindibile, ma non solo. La platea alla quale destiniamo le nostre comunicazioni deve essere analizzata minuziosamente, al fine di attuare una segmentazione efficace. Ciò consente alla nostra strategia di email marketing di essere diretta e personalizzata, con comunicazioni mirate, in grado di distinguersi nell’incredibile numero di email che ogni giorno inondano le caselle di posta elettronica dei nostri potenziali clienti.

Questo approccio contribuirà a farci entrare maggiormente in sintonia con il lettore e genererà un senso di fiducia verso il nostro brand, con un incremento importante della percentuale di conversioni.

 

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3. Personalizza il contenuto

Lo abbiamo già accennato nel punto precedente: conoscere a fondo il nostro target e riuscire a mostrarlo anche con il semplice utilizzo del suo nome proprio nel saluto di apertura dell’email, serve a suscitare interesse e a costruire una relazione.

Attuare questa pratica significa creare un solido canale di comunicazione, basato sulla fiducia e portare il potenziale cliente ad affidarsi a noi, acquistando o rivolgendosi al nostro servizio.

 

4. Esegui test A/B

Avviare una campagna di email marketing, come abbiamo visto, non è affatto un compito semplice. I fattori da tenere presente sono molteplici e, spesso, nonostante si sia cercato di seguire tutti i dettami strategici appena condivisi, i risultati tardano ad arrivare. È qui che vengono in aiuto gli efficacissimi test A/B, grazie ai quali si possono mettere a confronto email strutturate con caratteristiche differenti e valutare quale delle due si comporta meglio. In modo da implementare via via le migliorie necessarie.

Il test A/B è un modo di confrontare due versioni di una singola variabile per testare la risposta del soggetto rispetto alla variabile A o B e determinare quale risulti la più efficace. Nel caso dell’email marketing si inviano 2 versioni della stessa email leggermente differenti per vedere quale riscuote più successo.

 

5. Aggiungi funzionalità per generare fiducia nel target

Prova a costruire una campagna di email marketing ad una piattaforma di gestione della reputazione online è uno spunto molto interessante da tenere in considerazione. A seconda del software su cui ricade la nostra scelta, si possono avere a disposizione molti spunti utili a generare coinvolgimento e a costruire, giorno dopo giorno, un sentimento di fiducia da parte del nostro target attorno al nostro marchio.

Tra gli strumenti più semplici da utilizzare per monitorare la presenza online c’è Google Alert. Questo strumento di casa Google, semplice e veloce da configurare, invia una notifica ogni qualvolta vengano rilevati nuovi contenuti con la parola chiave da te indicata all’interno della rete del motore di ricerca.

Un’ulteriore integrazione che si può attuare è con il CRM, ed è un’azione che va di pari passo con l’automazione e  l’accurata personalizzazione dei messaggi e della strategia di email marketing, volta a costruire un pubblico virtuoso e potenziale per il nostro business.

Il CRM è un “archivio di contatti e di clienti”, nonché un “archivio di attività” dirette agli stessi clienti. Nasce dall’esigenza di semplificare e automatizzare il lavoro dei venditori e delle forze vendita in generale: ogni azienda importante ne possiede uno.
In questo archivio sono archiviate tutte le anagrafiche dei clienti (recapiti) e tutte le attività: come gli acquisti, le interazioni e i feedback sui servizi, per esempio. In questo modo, l’addetto al commerciale può contattare il cliente e conoscere tutto lo stato delle trattative e delle sue attività.

Un CRM impostato correttamente è di grande aiuto per l’aumento del ROI delle campagne attuate, in quanto va ad incidere su un’ampia gamma di fattori: le percentuali di conversioni, le percentuali di apertura e quelle dei click, e ciò consente di ottimizzare la nostra strategia portandola all’efficienza massima.

 

 

Come abbiamo visto, quindi, progettare delle campagne di email marketing è una vera sfida, indipendentemente dal tipo di business che stiamo promuovendo e dagli obiettivi più o meno ambiziosi che ci siamo prefissati.

Pertanto, attuare i suggerimenti che abbiamo appena analizzato insieme, nell’ottica di aumentare il coinvolgimento degli utenti e la loro interazione virtuosa con i nostri prodotti e servizi è un’ottima prassi.

Per quanto molti esperti del settore sostengano che i fattori chiave per il successo di una campagna email vadano ricercati nei tempi di invio – ovvero il giorno e l’ora o la settimana in cui viene recapitata la nostra comunicazione – è bene considerare che ciò che davvero fa la differenza è il contenuto: contenuti pianificati male e non ottimizzati possono determinare il fallimento di una campagna, anche se questa è stata invitata nel momento perfetto.

Creare contenuti efficaci significa entrare nell’ottica del proprio target, conoscerlo a fondo, sapere cosa cerca e perché ha necessità del nostro business per soddisfare un determinato bisogno.

È indispensabile che la nostra platea capisca cosa possiamo fare e come andremo ad aiutarla in un determinato frangente. Pertanto: creare un titolo accattivante e chiaro e dare seguito ad esso con un contenuto coinvolgente, semplice, che focalizzi bene l’attenzione sull’azione da compiere, faciliterà l’innescarsi di un circolo virtuoso che farà crescere il nostro business di pari passo con la fiducia che sapremo generare nei nostri potenziali clienti.

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Infine, è bene considerare che la campagna di email marketing dovrebbe sempre essere supportata da una solida pagina web sulla quale reindirizzare il traffico pervenuto, in modo da offrire un valore concreto in termini di informazioni e contenuti aggiuntivi. Ciò sarà di aiuto a creare un rapporto ancora più solido con la platea di riferimento, che risulterà appunto coinvolta e ancor più fidelizzata.

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Come usare Pinterest per generare contatti email in 12 step

Come usare Pinterest per generare contatti in 12 step

Generare nuovi lead, ossia l’attività di implementazione delle visite al sito e della mailing list con nuovi potenziali contatti, è fondamentale ma complessa.
Ci si accorge molto presto che uno degli ostacoli più grandi riguarda l’individuazione del canale attraverso il quale raggiungerli.

Ecco che la domanda sorge spontanea: come far crescere il numero dei nostri contatti?

Solitamente ci si fionda su Facebook, poi su Instagram, Twitter, si naviga tra i social cercando di sfruttare al meglio le loro potenzialità.
Non male, se si conosce come fare. E così, in breve tempo, le visite al sito e la lista di contatti si arricchiscono.
Questo è ciò che farebbe un Marketing Specialist dalle buone capacità.

Ma il Marketing Specialist fuoriclasse non si ferma qui.
Sa che è fondamentale soppesare, studiare e valutare tutte le strade possibili per raggiungere sempre più potenziali clienti.

In questo articolo vorremmo parlare di una piattaforma dalle potenzialità sorprendenti ma non sempre sfruttata al meglio: Pinterest.

Cos’è Pinterest e perché vale la pena investirci

Partiamo da un dato che non tutti conoscono: Pinterest non è social media. È un motore di ricerca visivo.

Si basa essenzialmente sulle sole immagini, sulla ricerca delle correlate o simili e sul reindirizzamento alle pagine dalle quali provengono.

Benché molti lo considerino una piattaforma social, in realtà Pinterest funziona in maniera moto diversa.
È infatti decisamente più simile a Google o ad altri motori di ricerca, che fondano il loro funzionamento su una raccolta di risultati il più inerenti possibile alla richiesta dell’utente o ai suoi interessi.

Un elemento fondamentale, da tenere bene a mente, è che l’algoritmo di Pinterest preferisce i contenuti più nuovi rispetto a tutti gli altri.
Di fatto, quindi, è una piattaforma ideale per brand e aziende attive e sempre sul pezzo.

Qualche dato per avere un’idea delle sue potenzialità?

Secondo uno studio del Pew Research Center (centro di ricerca indipendente che fornisce informazioni su notizie, opinioni e tendenze mondiali), gli utenti su Pinterest concretizzano circa 75.000 dollari all’anno.
Il motivo è semplice: quando fanno una ricerca, gli utenti hanno già un’idea di ciò che vogliono e usano Pinterest come una sorta di vetrina per il window shopping.
Non solo: Pew Research ha rilevato che oltre il 60% degli utenti di Pinterest ha scoperto nuovi brand che prima non conosceva grazie ai Pin sponsorizzati. Di questi, la metà ha acquistato dopo aver visionato un Pin interessante.

 

Vediamo quindi come usare Pinterest per generare lead in 12 semplici passi

1. Iscrivere il profilo aziendale

Innanzitutto, occorre creare un account su Pinterest dedicato al brand o all’azienda, assicurandosi di registrarsi con un profilo di tipo Business.
Questo tipo di opzione garantisce infatti accesso a funzionalità estremamente vantaggiose, come analisi e report sui Pin, creazione di annunci e organizzazione della piattaforma.

 

2. Inserire link di reindirizzamento al sito e ai social 

È importante che sul profilo aziendale Pinterest del brand sia presente un reindirizzamento al sito web, dove gli utenti potranno trovare anche un pop up per registrarsi alla nostra newsletter, e a tutti i nostri social come Instagram, Facebook, Twitter e YouTube.
In questo modo, infatti, le possibilità di vendita o conversione aumentano in maniera esponenziale e ci si garantisce pubblicità, oltre che un maggiore contatto con i potenziali clienti.

Non solo: è possibile andare ad analizzare quanti click sui Pin si convertono poi in visite al sito o ai social e tutti i relativi acquisti.

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3. Utilizzare Pinterest in ottica SEO

Sia che si tratti di un brand famoso che di una piccola realtà che si fa strada nel mercato, è fondamentale l’ottica SEO.
Questo significa che gli utenti di Pinterest dovrebbero essere in grado di trovare il brand in maniera facile e con le parole chiave corrette.
Il consiglio è quello di prestare attenzione ai contenuti di testo che si andranno a pubblicare, inserendo dove possibile (ad esempio nello spazio dedicato all’intestazione e alla Bio) le keyword di interesse.

 

4. Creare board di raccolta

Per iniziare, l’ideale è creare 6 o 7 board (bacheche) con argomenti correlati ai prodotti legati al brand.
Per fare un esempio pratico, supponiamo di essere un’azienda di accessori.
Per incanalare il pubblico di Pinterest in maniera corretta verso i propri prodotti, il brand potrebbe creare delle bacheche di 6 tipi: moda estiva, accessori invernali, stile ad ottimi prezzi, cinture uomo e idee per teenager.
Ovviamente, nel corso del tempo, è importante aggiungere nuove bacheche e mantenere aggiornate quelle esistenti.

 

5. Abilitare campagne di annunci

Grazie agli annunci, è possibile raggiungere un numero di utenti molto maggiore rispetto alla semplice pubblicazione di Pin. Non solo: con gli annunci è possibile visionare i dati analitici relativi alla campagna in corso. Si tratta di un investimento senz’altro vantaggioso, perché massimizza la visibilità del brand.

 

6. Adattare le dimensioni dei Pin

Questo consiglio può apparire un po’ bizzarro, ma non lo è affatto ad un occhio attento.
Probabilmente sapete già che  alcuni post hanno prestazioni migliori di altri semplicemente per le dimensioni delle foto a cui sono abbinati.
Nel caso di Pinterest, è la piattaforma stessa a darci un indizio rilevante. Consiglia infatti immagini più lunghe che larghe, in quanto offrono migliori performance.
In generale, il consiglio è di iniziare con un rapporto dimensioni 2:3, in modo che l’immagine si sviluppi verticalmente.

 

7. Provare, provare e riprovare

Così come per le newsletter, anche su Pinterest il segreto è la creatività.
Il consiglio è quello di sperimentare diverse tecniche di marketing, variando colori, stili, disegni e layout dei Pin.
La fantasia sarà l’ingrediente principale delle bacheche: no alla monotonia e a foto tutte uguali!


8. Creare ottime descrizioni dei Pin

I Pin vengono mostrati a ciascun utente in seguito ad una ricerca.
Per questo motivo è fondamentale ottimizzare le descrizioni dei Pin utilizzando parole chiave specifiche.
Così facendo, le chance di essere trovati dal pubblico con successo aumentano considerevolmente.
Anche qui, applicare un pò di SEO si rivelerà molto utile.

 

9. Utilizzare bene gli hashtag

Forse non tutti lo sanno, ma Pinterest consente fino a venti hashtag per ogni Pin.

È bene pertanto sfruttare il celebre simbolo del cancelletto in maniera corretta, utilizzandolo con criteri chiari e definiti.
Uno dei grandi vantaggi riguardo l’utilizzo di hashtag su Pinterest è che sono molto efficaci come feed dei social media.
Tutti i nuovi contenuti verranno visualizzati per primi: quindi gli hashtag più adatti permetteranno ai Pin del brand di apparire per primi in caso di ricerca di quell’hashtag specifico.

 

10. Seguire i leader del settore e i propri contatti

Seguendo i principali attori del settore e i relativi account su Pinterest, non solo si potranno trarre informazioni e spunti molto interessanti per il proprio brand, ma aumenteranno anche le possibilità di connettersi a nuovi potenziali clienti.
Non è tutto: per raggiungere più follower, il brand può anche valutare l’idea di seguire gli account più attivi per il proprio pubblico.
In questo modo l’azienda catturerà la loro attenzione ed è anche più probabile che nuovi utenti visitino il profilo del brand.

 

11. Utilizzare le bacheche di gruppo

Le bacheche di gruppo sono un metodo eccellente per condividere con successo i prodotti e i nuovi progetti del brand.
Per creare una bacheca di gruppo, è sufficiente invitare i contatti nelle proprie bacheche esistenti.
Sono strumenti ideali per collegarsi ai propri follower.
È importante, tuttavia, essere già in possesso di un discreto numero di account collegati al brand e che le proprie bacheche siano ben progettate e organizzate.

 

12. La regola dell’80/20

Si tratta di una teoria fondata sul principio di Pareto: secondo i dati statistico-empirici di sistemi dotati di una struttura di tipo causa-effetto, circa il 20% delle cause provoca l’80% degli effetti.
Come si applica questa regola su Pinterest?
La legge dell’80/20 in questo caso sta a suggerire di investire il 20% del tempo in cui si è attivi sulla piattaforma condividendo contenuti pertinenti di altri utenti.
In questo modo, questo 20% può restituire un buon 80% di nuovi collegamenti.

 

Per concludere, in generale, suggeriamo di non tergiversare: prima si inizia ad utilizzare la piattaforma in modo corretto e prima si raggiungeranno i risultati sperati!