Email marketing- 6 dritte per migliorare la deliverability

Email marketing: 6 dritte per migliorare la deliverability

Sono molte e diverse le variabili che determinano il successo di una campagna di email marketing: migliorare la deliverability, come è intuibile, è una di quelle essenziali.

In questo, articolo parleremo di come migliorare la deliverability nell’email marketing, vedremo insieme quali sono i fattori che influiscono sulla consegna della posta elettronica e analizzeremo i passaggi necessari per assicurarci ottimi risultati.


Email deliverability: cos’è e perché è così importante?

La deliverability delle email è la capacità di una email di raggiungere il destinatario correttamente, senza incorrere nei filtri o blocchi anti-spam determinati dai provider.

I provider di posta elettronica sono i fornitori di servizi che permettono la gestione di una casella di posta elettronica (Google, Yahoo!, etc.)

Per chiarezza, è bene specificare che vi è una netta distinzione tra l’email deliverability e la più generica “email delivery”. L’email deliverability si riferisce alla cartella in cui l’email arriva, ovvero Inbox, Spam, Indesiderata; l’email delivery invece fa riferimento semplicemente alla ricezione di una comunicazione da parte del server del provider, ma non assicura affatto che questa arrivi alla casella di posta, come ognuno di noi auspica per le proprie campagne di email marketing.

L’importanza di migliorare la deliverability delle email è evidente: una campagna di email marketing che non arriva a destinazione e non viene letta, vanificherà qualunque investimento fatto a livello di tempo e risorse utilizzati. Inoltre, la categorizzazione come Spam porterà al nostro marchio, alla nostra reputazione e a quella del gestore della piattaforma di invio, danni a lungo termine difficili da recuperare.

 

In cosa consiste la reputazione del mittente per i provider?

Quando si parla di reputazione in ottica di email marketing, si intende la classificazione come mittente attendibile o – al contrario – come spammer, sulla base di criteri predefiniti dai provider stessi.

Ciò che fa spostare l’ago della bilancia sono fattori come il coinvolgimento suscitato nella platea di riferimento e la segnalazione dei contenuti come “posta indesiderata” per esempio.

 

I fattori che influenzano la nostra strategia di email marketing in termini di deliverability

Il tema è di così fondamentale importanza che anche qualora al momento fossimo soddisfatti dei risultati delle nostre campagne di email marketing, è sempre bene informarsi e tenere a mente le giuste pratiche da attuare per non incorrere in rischi inutili.

Migliorare la deliverability è una priorità sempre anche quando va tutto bene.

 

Dunque, cosa incide sulla capacità di recapito della posta elettronica?

Ecco i fattori da tenere costantemente monitorati per migliorare la deliverability:

 

◾La sender reputation o reputazione del dominio mittente

Questo fattore deriva principalmente dalla nostra condotta precedente e da quella del dominio o dell’indirizzo IP dal quale spediamo. I nostri clienti fanno quindi riferimento alla sender reputation di Infomail.

Comportamenti ritenuti dubbi o sospetti dai provider potrebbero portare le nostre email ad essere classificate come Spam, così come contenuti di scarsa qualità incapaci di coinvolgere sufficientemente i lettori.

 

◾ Il contenuto formale delle email

La campagna che stiamo per mettere in atto ha qualche caratteristica critica che potrebbe farle correre il pericolo di essere considerata Spam da chi la riceve? Ad esempio, l’utilizzo di caratteri speciali nell’oggetto o un contenuto povero o poco rilevante potrebbero realmente danneggiarci.

Email marketing: prova Infomail

Come testare la capacità di deliverability: dall’analisi dei dati alla “seed list”

Per migliorare la deliverability è fondamentale monitorare le statistiche di invio.

Assicurarsi che la posta venga recapitata correttamente ai nostri contatti 
è un passaggio irrinunciabile e il modo più semplice per farlo consiste nel monitorare le statistiche ottenute dalle campagne stesse.

I marketers più esperti spesso utilizzano la cosiddetta “seed list” per testare la deliverability, ovvero un elenco di indirizzi di posta elettronica di prova, appartenenti ai diversi provider come Gmail, Outlook o Yahoo! per esempio, con l’obiettivo di controllare che l’email arrivi nella Inbox e sia visualizzata correttamente.

Ma, cosa accade se durante i nostri controlli appuriamo che i risultati non sono quelli sperati?

Purtroppo, non c’è una soluzione immediata o rapida a questa circostanza. È necessario infatti partire dalla ricostruzione della nostra reputazione agli occhi dei provider di posta elettronica e questo – purtroppo – richiede analisi, pazienza e precisione.

 

Come ricostruire una buona reputazione presso i provider di posta elettronica

Vediamo insieme, nel dettaglio, quali sono i passaggi fondamentali per riaffermare la nostra credibilità e migliorare la deliverability:

1. Rimuovi gli indirizzi inesistenti e gli iscritti non interessati

Per iniziare è necessario rilevare gli errori commessi ed eliminarli dalle nostre pratiche.

Per esempio, accertandoci che la nostra lista sia formata da contatti attivi ed interessati. Più coinvolgimento susciteranno le nostre email, più aperture avremo e più in fretta la nostra reputazione migliorerà.

Il primo passo è quindi quello di rimuovere gli indirizzi di posta inesistenti, perché obsoleti o registrati in modo errato, e quelli non più attivi.

Impostare il doppio consenso o double opt-in prima di aggiungere un nuovo iscritto alla nostra mailing list è una pratica ottimale: all’utente arriverà un’email di conferma all’indirizzo indicato e l’iscrizione sarà effettiva solo dopo che avrà cliccato sul link ricevuto. In questo modo saremo sempre sicuri che chi si registra alla nostra mailing list, lo fa consapevolmente e con un indirizzo corretto.

Il fenomeno degli indirizzi caduti in disuso è molto delicato, perché il rischio che danneggino la nostra reputazione è davvero concreto: i provider possono rilevare che l’invio è stato inoltrato ad account abbandonati e dunque categorizzarci come Spam indiscriminatamente.

Come accennato sopra, anche gli inattivi sono da monitorare attentamente. Prima di inoltrare una campagna è sempre bene analizzare la lista e osservare la presenza di abbonati che non aprono da tempo le nostre comunicazioni. Se notiamo utenti che da mesi ignorano le nostre email possiamo dedurre che includerli ulteriormente nei nostri invii vada a danneggiare il tasso di deliverability e dunque la nostra reputazione e quella del sender presso i provider.

Che cosa si può fare dunque? È senza dubbio consigliabile inviare un’email di richiesta di conferma o fare una campagna di riattivazione per utenti inattivi (detti anche hard bounce) chiedendo ai contatti se vogliono ricevere ancora le nostre comunicazioni. Di fronte ad una risposta negativa o all’assenza di una risposta, potremo rimuovere questi indirizzi da ritenere nocivi per la nostra reputazione.


2. Invia comunicazioni solo ai contatti che hanno espresso il proprio consenso

L’utilizzo della posta elettronica ormai ha una diffusione incredibile e la maggior parte degli utenti controlla la propria casella di posta in arrivo riconoscendo perfettamente quali sono le comunicazioni attese e quali invece rappresentano una violazione della privacy. È essenziale, in questo senso, coinvolgere nelle nostre campagne di email marketing unicamente gli utenti che hanno esplicitamente dato il proprio consenso.


3. Rispetta la promessa fatta durante l’iscrizione

I nostri iscritti hanno aderito alla mailing list dopo aver valutato la nostra proposta di ricevere contenuti di un certo tipo e con una certa frequenza.

È importantissimo per migliorare la deliverability, rispettare questi accordi ed è indispensabile che vengano esposti con semplicità e immediatezza.

La coerenza è infatti un fattore imprescindibile per creare e far crescere un rapporto di fiducia con la nostra platea di riferimento.

Chiaramente, bisogna in primis individuare il tipo di contenuti, la frequenza e i tempi più consoni al nostro business e solo dopo aver fatto questa analisi proporre in maniera chiara l’iscrizione ai nostri clienti e potenziali clienti.

 

4. Fai attenzione al contenuto e alla forma

Evitare determinate parole recepite come un campanello d’allarme da parte dei provider di posta è un must assoluto in una corretta strategia di email marketing che mira a rimanere lontana dallo Spam e migliorare la deliverability.

I provider, infatti, controllano la riga dell’oggetto e poi il contenuto per verificare che non ci siano parole o frasi sospette. L’uso eccessivo di parole come “gratuito”, “affare” o “urgente” – per esempio – è concretamente rischioso. È buona norma, inoltre, evitare di scrivere in maiuscolo, eccedere con la punteggiatura, o lasciarsi sfuggire degli errori HTML.

 

5. Cura l’oggetto dell’email con particolare attenzione

L’oggetto di un’email influisce ampiamente sulle capacità di recapito delle nostre comunicazioni e dunque sulla nostra reputazione, pertanto va curato minuziosamente evitando di inserire false promesse per ottenere dei clic che produrranno inevitabilmente delusione nel destinatario.

L’oggetto dell’email dovrà essere interessante e avvincente in maniera trasparente così da catturare l’attenzione del lettore verso un contenuto coerente e pertinente e migliorare la deliverability.In caso contrario, sarà probabile che le nostre comunicazioni finiscano nella posta indesiderata.

 

6. Non nascondere o rendere complicato l’annullamento dell’iscrizione

Proprio in virtù del fatto che gli utenti non interessati sono deleteri per la nostra reputazione, è bene che in qualunque momento un contatto possa annullare l’iscrizione. Ciò vuol dire inserire un link di annullamento chiaramente visibile nel piè di pagina dell’email e rendere la procedura breve e intuitiva.

 

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Conclusioni

In questo articolo, abbiamo visto come migliorare la deliverability delle nostre campagne di email marketing per mantenere una buona reputazione agli occhi dei provider di posta elettronica: eliminare i contatti superflui o inattivi, curare forma e contenuti per massimizzare il coinvolgimento e rispettare il consenso e le promesse fatte agli iscritti sono le basi per assicurarci delle ottime prestazioni da parte della nostra campagna di email marketing.

 

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