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orario migliore per mandare email

A che ora è meglio inviare un’email? Dipende!

Quando si parla di strategie di e-mail marketing, spesso ci si concentra sulla messa in opera di tutte le istruzioni per il confezionamento della migliore email o newsletter in termini di contenuto, di resa grafica e di funzionalità, nell’ottica di garantire al nostro target un’efficace esperienza di lettura e condurlo, senza troppe esitazioni, a soddisfare la call to action proposta.

È tutto estremamente corretto, si tratta di passaggi inevitabili che meritano il giusto tempo e una grande dose di attenzione e strategia.

Tuttavia, una volta preparata la nostra e-mail, il lavoro di studio e riflessione non è ancora terminato. Un punto cruciale per l’ottenimento di risultati soddisfacenti è la valutazione dell’orario migliore per inoltrare alla mailing list la nostra campagna.

Basta dare uno sguardo alla posta elettronica in arrivo, per notare che l’orario delle newsletter commerciali che riceviamo non è affatto casuale. La maggior parte di esse viene infatti inoltrata tra le 9 e le 10 di mattina, oppure tra le 17 e le 18 di pomeriggio. Non si tratta ovviamente di una coincidenza, anzi.

È bene specificare che non vi sono dati scientifici che possono assicurare quale sia l’esatto momento per un invio più proficuo, eppure seguendo le indicazioni che proponiamo qui di seguito si potrà senza dubbio attuare una strategia che abbia delle basi solide e sicuramente potenziali in termini di timing.

 

IL TEMPISMO È TUTTO

L’importanza del tempo nell’email marketing

Si sa, non tutti coloro che ricevono una comunicazione tramite email hanno la possibilità di aprirla istantaneamente, eppure più passa il tempo dalla ricezione e meno probabilità avremo che l’utente prenda visione della nostra email. D’altra parte, inquadrare il nostro target e aver chiaro lo scopo della nostra email – come vedremo nelle prossime righe – potrà notevolmente avvicinarci all’obbiettivo, contando – tra le altre cose – sul supporto dei dispositivi mobili che sempre più tengono gli utenti connessi alla propria casella email.

Innanzitutto, proprio per l’importanza che una strategia di e-mail marketing possiede per qualunque business aziendale è indispensabile predisporre uno strumento di invio automatizzato, in grado – secondo quanto rilevano le statistiche – di migliorare le conversioni.

È semplice intuire come un sistema automatico di invio necessiti a maggior ragione di orari preimpostati, pertanto, vale davvero la pena riflettere sull’elemento “tempo”, affinché la campagna che vogliamo mettere in atto sia ottimizzata e possieda maggiori potenzialità.


 

engagement email nei giorni della settimana

 

In termini di clic, martedì e mercoledì sono i giorni che vedono un engagement maggiore. Questi stessi giorni generalmente hanno anche un più alto numero di aperture. 


A CHE ORA ESATTAMENTE?

Inviare un’e-mail ai propri contatti: qual è il momento migliore?

Iniziamo immediatamente citando i dati pubblicati da GetResponse sulla base di un’analisi effettuata su 4 miliardi di e-mail, inviate da circa 1.000 mittenti. Se ci stiamo chiedendo qual è l’orario migliore per inviare una comunicazione di e-mail marketing la risposta è che le percentuali più elevate di clic sulla posta in arrivo si riscontrano alle 10 di mattina, con un tasso del 21%, e proseguono in crescita alle ore 13 con il 22,5%.

Un altro picco positivo attorno al 21% si presenta alle 18 di pomeriggio. È semplice dedurre come queste percentuali siano coerenti con i momenti della giornata in cui gli utenti sono mediamente più liberi e disposti a controllare le proprie e-mail.

Come abbiamo accennato sopra, per trovare il momento migliore relativamente all’invio della nostra campagna di e-mail marketing è bene analizzare in particolare il nostro target, cercando di dedurre come si componga la giornata tipo e quali siano i momenti in cui – con maggiori probabilità – i nostri utenti avranno del tempo libero per dedicarsi alla consultazione delle e-mail ricevute, senza distrazioni di sorta.

migliore orario per email per settori

Dunque, per avere una visione più precisa in questo frangente, è essenziale valutare le abitudini del target al quale ci rivolgiamo: se, per esempio, la nostra mailing list è composta da professionisti che svolgono una mansione d’ufficio diurna, dobbiamo considerare che con grande probabilità avranno a disposizione diversi device dai quali accedere alla propria casella e-mail e che durante gli orari di picco lavorativo difficilmente saranno disposti a dedicarci la loro attenzione.

Oltre al target, nella valutazione dell’orario di invio, è utile considerare il tipo di comunicazione che vogliamo inoltrare. Ad esempio, se la nostra strategia prevede l’invio di una promozione o l’invito all’acquisto, il momento più funzionale è presumibilmente la pausa pranzo, un momento in cui si è disposti a staccare ed evadere dai pensieri lavorativi e in cui si ha a disposizione più tempo, in condizioni di tranquillità, per finalizzare un’azione di acquisto.

Vediamo insieme in maniera più analitica quali comunicazioni hanno più possibilità di ottenere successo in virtù dell’orario di invio, secondo uno studio effettuato da Kissmetrics:

– tra le 6 e le 10 di mattina si delinea l’orario migliore per l’invio di offerte a tema culinario e di ristorazione, ma anche per e-mail riguardanti l’abbigliamento e altri generi di consumo. Sempre nella stessa fascia oraria risultano promettenti le e-mail dedicate agli eventi.

– tra le 10 di mattina e le 15 di pomeriggio, emerge una minore reattività da parte dei lettori, in quanto impegnati sul fronte lavorativo e maggiormente propensi a dedicarsi alle news. Tuttavia, la fascia della pausa pranzo rappresenta un orario davvero fruttuoso nel quale vale la pena di testare la propria campagna di e-mail marketing.

– nella seconda parte del pomeriggio, gli utenti sono predisposti a comunicazioni più complesse, dedicate cioè a servizi meno generalisti e di largo consumo. Come ad esempio offerte di servizi immobiliari o finanziari.

– di sera, fino alle 22 circa, offerte promozionali e newsletter commerciali possono trovare terreno fertile, pertanto questo può certamente essere un momento davvero promettente per la nostra strategia di e-mail marketing.

Inutile dire che di notte sia da evitare qualunque tipo di invio.

 

A TESTONI

L’orario migliore per inviare un’e-mail: l’importanza dei test

L’essenzialità di svolgere dei test per affinare la propria strategia di email marketing non riguarda unicamente lo sviluppo dei contenuti, la stesura del titolo dell’e-mail o l’impatto visivo che abbiamo voluto conferire alla nostra comunicazione, bensì anche l’aspetto del timing di invio.

Pertanto, una volta preso atto delle indicazioni che abbiamo voluto raccogliere in questo articolo, un passaggio fondamentale sarà proprio quello di effettuare delle prove e, attraverso i risultati raccolti, affinare i tempi individuati affinché siano sempre più coerenti con le esigenze della nostra platea.

 


In conclusione, la scelta dell’orario di invio emerge come elemento fondamentale per la nostra strategia di e-mail marketing; pertanto, dopo un attento studio dedicato ai contenuti e alla struttura, il timing rappresenta una questione da curare con particolare attenzione.

Email Lifespan

Non bisogna infatti trascurare che circa il 24% delle e-mail vengono lette entro un’ora dalla ricezione e che con il trascorrere del tempo diminuisca la probabilità che vengano aperte, fino ad arrivare all’1% dopo 24 ore.

 

HAPPY SENDING! 

 

I 5 punti per costruire una campagna di successo

Come usare le email per il marketing e farlo bene!

Oggi l’e-mail marketing è una risorsa indispensabile per tutti i tipi di business. Si tratta infatti di un veicolo di comunicazione esemplare e di larghissima diffusione.

email marketing ROI

Oltre all’enorme platea alla quale si può accedere attraverso le strategie di e-mailing, un fattore altrettanto importante è il ROI, decisamente in vetta alle classifiche rispetto a quello di altri canali di marketing abitualmente usati dalle aziende.


Circa il 60% dei marketers sono concordi nell’affermare che la migliore fonte di ritorno dell’investimento per un determinato business è proprio l’e-mail (fonte Chief Marketer | Emma).


ROI su differenti canali di marketing

Di fronte ad uno scenario così promettente, chiunque abbia un’attività imprenditoriale sa perfettamente di non potersi sottrarre all’elaborazione di un’attenta strategia marketing che passi attraverso l’email.

abitudini di lettura email

BY THE DIGITS!

E-mail marketing: uno strumento al passo con i tempi

Negli ultimi anni, la tecnologia ha fatto passi da gigante, portando un veloce cambiamento nel mondo digitale. Quel che è certo è che questo vento di innovazione anziché spostare il focus dalle e-mail ha, al contrario, dimostrato quanto l’attività di e-mail marketing sia necessaria e benefica per qualunque tipo di business.

Le abitudini degli utenti si sono focalizzate sul digitale, grazie ai dispositivi mobili sempre più accessibili e performanti.


Si stima che un individuo che lavora al computer controlli circa 30 volte al giorno la propria posta elettronica e che quasi il 60% la consulti come prima cosa dopo il risveglio (fonti: Marketing Insider Group | Customer Intelligence). Oltre il 90% delle persone, inoltre, controlla la propria casella email almeno una volta al giorno dal proprio smartphone (fonte: ExactTarget).


I numeri, dunque, confermano come l’e-mail marketing sia uno strumento assolutamente attuale e irrinunciabile, basti pensare che sono 3,7 milioni gli utenti che utilizzano account email nel mondo e che questo numero si stima in crescita entro i prossimi due anni, per un totale di 350 milioni di dollari spesi in e-mail advertising solo negli Stati Uniti.

Per approfondire ancora meglio il valore di questo segmento di comunicazione, è bene considerare che il 70% dei marketers afferma la necessità di sviluppare al meglio la propria mailing list, questa attività è in grado infatti di portare ad un incremento di business e ad un migliore raggiungimento dei propri obiettivi (fonte: Delivra) mentre il 90% di loro afferma che la posta elettronica è il canale principale per generare lead (fonte: Mailgen).

La personalizzazione rispetto al target è un fattore di incremento importante per il coinvolgimento della propria platea, lo afferma il 74% dei marketers, il 41% afferma – infine – che l’engagement è ancora più saldo se la personalizzazione riguarda la riga dell’oggetto (fonte: MarketingSherpa)


Ma da dove è bene iniziare per dare vita a campagne performanti? In questo articolo vedremo quali sono tutti i passaggi per sviluppare una strategia di e-mail marketing di successo.

I 5 punti per costruire una campagna di successo

ANDIAMO AL SODO!

I 5 passaggi per sviluppare una campagna di successo 

1) Per iniziare, è bene individuare i propri obiettivi

Chiedersi quale sia il traguardo che si vuole raggiungere attraverso una strategia di e-mail marketing è fondamentale, perché da questa considerazione vengono determinate le tipologie di campagne email da attivare, il tipo di target al quale si rivolgono, i contenuti da includere e le modalità di misurazione del loro successo.

In generale, un ottimo obiettivo da raggiungere attraverso una campagna di e-mail marketing è creare coinvolgimento nel lettore, per convertire dei semplici contatti in clienti, dunque per creare conversioni.

Ancor prima però, proprio perché il canale e-mail è uno dei più importanti in una strategia di comunicazione aziendale, è bene che gli obiettivi della campagna corrispondano agli obiettivi finali e più elevati dell’azienda stessa.

Per fare un esempio, basti pensare ad UNICEF, una delle organizzazioni non profit più famose a livello mondiale, che si occupa di raccolta fondi per fornire aiuti umanitari alle popolazioni più disagiate del pianeta. L’obiettivo finale di UNICEF è di raccogliere più donazioni possibili, pertanto è corretto che anche la strategia di e-mail marketing punti ad informare gli utenti e sensibilizzarli sull’importanza di partecipare economicamente a questa attività di supporto verso i più deboli.

Tornando al nostro primo punto, con questo esempio è ancora più evidente quanto sia consigliabile avere ben chiari i propri obiettivi prima di iniziare ad applicare una strategia di e-mail marketing: fare questo permette infatti di identificare il target e la comunicazione più adatta a raggiungere il risultato desiderato.

creare una mailing list

2) Creare una mailing list

Il secondo passaggio per dare vita ad un’attività di email marketing è costruire una mailing list partendo dai contatti già in essere. Si tratta, a tutti gli effetti, di un’importazione di contatti già assodati all’interno del programma utilizzato per gestire la campagna.

Alla luce della normativa GDPR, è essenziale avere la certezza che gli utenti inclusi in questo elenco abbiano acconsentito al trattamento dei loro dati e all’utilizzo per campagne informative e promozionali.

Qualora invece ci fosse l’esigenza di partire da zero e dunque creare una lista ex novo, è possibile ricorrere a differenti metodi. Quello più utilizzato dai marketer è composto da due fasi; si tratta di una vera e propria formula di engagement e si sviluppa mettendo in atto attività di comunicazione che offrano un incentivo accattivante, accanto alla possibilità di iscriversi alla mailing list in maniera estremamente semplice.

Ma, nel dettaglio, quale potrebbe essere l’incentivo straordinario ed irrinunciabile capace di attirare un certo target?

– innanzitutto, sicuramente dei contenuti validi nel caso in cui si possieda un blog: comunicare la possibilità di accedere a informazioni o tutorial ad alto valore informativo rappresenta per molti utenti un incentivo più che valido per l’iscrizione ad una mailing list.

– Un altro incentivo valido è uno sconto applicabile al primo ordine, a fronte dell’iscrizione alla lista. Questa strada è perfetta naturalmente per chi possiede un e-commerce.

– In caso di e-commerce di prodotto, offrire la spedizione veloce e gratuita rappresenta un grande valore aggiunto, in quanto permette all’utente di ricevere l’oggetto desiderato in brevissimo tempo e gratuitamente.

Oltre all’applicazione di incentivi diretti, volti ad incrementare la mailing list, è possibile sfruttare il sito web aziendale, inserendo delle call to action ben visibili, che invitino i visitatori ad iscriversi.

Per fare questo, esistono impostazioni e plugin mirati che permettono di inserire pop up o barre in posizioni sensibili della schermata, per aumentarne la visibilità. Nel caso di pop up, se è vero che molti utenti riscontrano un certo fastidio nel veder apparire una comunicazione improvvisa durante la consultazione di un sito, è altrettanto vero che impostare attentamente i tempi di comparsa, per esempio alla fine della lettura di un articolo o dopo che è stata visualizzata la landing page per i suoi 3/4, aumenta la probabilità di conversione e dunque l’iscrizione alla lista di contatti utili.
La comparsa di un pop up su ogni pagina durante la navigazione o appena l’utente ha fatto il suo ingresso sul portale, invece, è da considerarsi controproducente.

Qualora l’attività preveda l’invio di altre tipologie di e-mail operative, è consigliabile inserire al piede della comunicazione l’invito ad iscriversi alla mailing list, veicolando la possibilità di rimanere sempre informati, accedere a promozioni o essere tra i primi a conoscere novità e offerte.

newsletter

3) Decidere il tipo di campagna da inviare

Il terzo passaggio è chiaramente fondamentale, in quanto esistono differenti tipologie di attività di comunicazione da sviluppare tramite email, in relazione agli obiettivi determinati nel passaggio 1.

Vediamo insieme i diversi tipi di campagna che possono essere messi in atto.

Newsletter. Si tratta di comunicazioni tramite posta elettronica volte ad aggiornare ed informare i propri contatti sulle ultime novità. Ha una periodicità regolare ed è efficace per coltivare l’interesse degli utenti, aumentando la brand awareness.

Offerte. Una campagna di e-mail marketing può avere come oggetto principale un’offerta, con l’obiettivo di generare un’azione di acquisto attraverso una call to action “cliccabile” e cogliere velocemente l’impulso all’acquisto del lettore.

Annuncio. In questo caso, si tratta di lanci veri e propri di prodotto, servizi o nuove funzionalità rispetto all’offerta classica.

Invito. Una campagna di inviti è l’ideale quando si deve promuovere un evento o un’occasione speciale alla quale i contatti della mailing list sono chiamati a partecipare.

4) Creare la campagna e-mail

Una volta individuati gli obbiettivi, definita la mailing list da contattare e la tipologia di campagna da attuare è il momento di lavorare allo sviluppo dell’e-mail.

È provato che l’attenzione media di una persona adulta al cospetto di una comunicazione è di otto secondi. Si tratta di un intervallo davvero breve, per questo, è indispensabile che l’impatto globale dell’e-mail sia chiaro, di facile comprensione e intuitivo.

La struttura del testo, per entrare nel dettaglio, deve essere visivamente semplice da decodificare, in modo che – in pochi passaggi – l’utente sia guidato verso l’azione da compiere. Vi è un metodo preciso da applicare, che è in grado di semplificare ampiamente la costruzione di una comunicazione di e-mail marketing. Esso si basa sul modello piramidale invertito, che prevede un titolo sintetico, capace di veicolare il focus di tutta la comunicazione, seguito dalle informazioni visive e testuali utili al lettore per contestualizzare il messaggio e – scendendo – prevede la call to action, corredata da un pulsante interattivo. Questo modello è in grado di garantire una quantità di clic superiore rispetto ad e-mail strutturate in maniera più dispersiva.

Quanto ai contenuti, si consiglia di applicare il Principio di Pareto, secondo il quale l’80% dell’e-mail deve proporre informazioni utili, mentre il 20% deve veicolare promozioni o comunicazioni mirate alla vendita di prodotti o servizi. Questa visione si concilia perfettamente con la tendenza a dare più peso ai contenuti di valore in termini informativi.

Tornando più precisamente alla composizione dell’e-mail, oltre ad un’attenzione particolare alla scelta delle parole da usare nell’oggetto – che sarà decisivo per convincere l’utente ad aprire la comunicazione – è necessario valutare attentamente quali contenuti inserire nella parte informativa.

Le immagini, si sa, sono in grado di creare un grande coinvolgimento nel lettore, oltre ad essere velocemente decodificabili, per questo è bene intervallare il testo con contenuti visivi ed evitare blocchi indiscriminati di parole poco memorabili.

personalizzazione email marketing

Un’altra caratteristica utile per il successo di una campagna e-mail è la personalizzazione, questo è possibile operando una segmentazione della mailing list, affinché le comunicazioni inviate ai diversi contatti siano realmente pertinenti ai loro interessi. Ecco alcuni segmenti possibili, in grado di far aumentare il tasso di clic delle campagne di e-mail marketing:

Segmentazione geografica. Questa suddivisione è perfetta quando l’oggetto della campagna è di interesse circoscritto ad alcune zone, piuttosto che ad altre. Per esempio, nel caso di un negozio, sarebbe fuori luogo mandare una promozione da utilizzare a Palermo ad utenti di Milano.

Segmentazione su base demografica. Questa personalizzazione fa leva sul target specifico, siano essi uomini o donne o persone di un’età determinata.

Segmentazione di mercato. Tale suddivisione permette di suddividere gli utenti sulla base dell’interesse che il mercato ha rispetto a loro.

Segmentazione sul comportamento. Questa personalizzazione si basa sulle reazioni rilevate da parte degli utenti in occasione di comunicazioni precedenti. Tale segmentazione è molto interessante per determinare la tipologia di contenuto più stimolante per certi target, con l’obiettivo di generare conversioni.

Segmentazione su base dati. Si tratta di un escamotage utile specialmente agli e-commerce, desiderosi di comunicare ai propri migliori clienti, per sollecitare nuovi acquisti. Questa azione, dunque, parte dallo studio dei propri contatti e dal coinvolgimento di coloro che in passato, più volte, si sono dimostrati disposti ad acquistare.

Vi sono due modi principali per operare una segmentazione, nel concreto. La prima richiede un’azione e prevede una prima suddivisione dei contatti sulla base dei dati che essi hanno rilasciato inizialmente. Il secondo modo deriva dalla possibilità data a chi si iscrive alla lista di auto segmentarsi, segnalando i propri interessi.

segmentazione

Proseguendo nella creazione della campagna, è indispensabile che essa sia focalizzata sul marchio, garantendo una coerenza visiva con gli altri canali aziendali ai quali i contatti hanno accesso, e si dimostri capace di generare fiducia nel lettore.

Caratteri, colori, linee grafiche: tutto deve essere armonico e rispondente all’immagine istituzionale del marchio. Questo consentirà agli utenti di provare familiarità e genererà coinvolgimento e fiducia.

Proseguendo sugli aspetti visivi, è indispensabile che i lettori siano guidati all’azione attraverso una disposizione degli elementi semplice e di facile consultazione. È necessario considerare che il 61,9% degli utenti legge la posta elettronica da dispositivi mobili, pertanto la campagna dovrà essere tassativamente ottimizzata in questo senso.


Secondo Google il 75% degli utilizzatori di Gmail accede al proprio account da un dispositivo mobile. (fonte Techcrunch )

Nel 2019 il 34,8% delle email è stato letto su un iPhone; l’ 8.2% su un dispositivo Android. (fonte Adestra)

Nel 2019, il 62% delle campagne email è stato aperto su un dispositivo mobile; il 10% su desktop. (fonte Adestra)


Infine, non possiamo non parlare di pianificazione e programmazione. Quando si creano delle campagne, è decisivo adottare un calendario strategico affinché la cadenza prevista sia sensata e non risulti né dispersiva, né troppo pressante.

frequenza email

Nel dubbio, si può ricorrere ai risultati della tabella sopra realizzata da MarketingSherpa sulla base di un sondaggio proposto a oltre 2.000 utenti adulti, per individuare la cadenza migliore di ricezione di comunicazione commerciali. Il 60% degli intervistati si è mostrato interessato a ricevere almeno una comunicazione alla settimana, molti meno invece a ricevere e-mail con periodicità più dilazionate nel tempo.

Applicando i passaggi visti fino ad ora, durante l’elaborazione della campagna di e-mail marketing, si darà vita ad un’attività ad alta conversione, in grado di attirare l’attenzione dei lettori e consolidare una relazione di reciproca utilità.

Ma veniamo all’ultimo passaggio.

5) Misurare i risultati

Una volta lanciata una campagna è indispensabile monitorarne i risultati. Per fare questo, sono disponibili differenti strumenti, tra i quali l’indispensabile Google Analytics in abbinamento allo strumento prescelto per la gestione delle campagne e-mail.

I dati di interesse per capire l’andamento della campagna attivata sono principalmente:

– il numero di utenti che ha aperto l’e-mail;

– la percentuale di utenti che, a fronte della call to action, ha cliccato il link proposto;

– la percentuale di utenti che ha convertito;

– il numero di indirizzi al quale l’e-mail non è stata recapitata;

– il tasso di annullamento dell’iscrizione al servizio e-mail.

Raccogliere e analizzare questi dati permette di capire cosa è stato apprezzato nella campagna e cosa invece è da sistemare. Per migliorare l’output è sempre consigliabile fare dei test e sperimentare soluzioni diverse nei diversi punti della comunicazione: ad esempio, è utile testare formule alternative nell’oggetto della e-mail e vedere come rispondono gli utenti. Questa pratica è funzionale per incrementare il tasso di apertura.

Possono essere sperimentate parole differenti, così come lunghezze diverse o l’aggiunta di emoji. Secondo uno studio di YesWare, per esempio, l’inclusione di numeri nella riga dell’oggetto incrementa la percentuale di apertura.

Se invece si punta a migliorare il tasso di conversione, è necessario lavorare e sperimentare soluzioni alternative nel contenuto. Un accorgimento in questo senso è il miglioramento del layout, affinché il lettore sia accompagnato alla call to action e di conseguenza recepisca efficacemente l’invito a cliccare.

Oltre a lavorare sul testo e sul layout globale dell’e-mail, bisogna considerare che le campagne con immagini coinvolgenti portano il tasso di clic a +42%, dunque anche testare contributi visivi differenti può essere una scelta vincente.


Per concludere, abbiamo visto quali sono i passaggi fondamentali per dare vita ad una campagna di e-mail marketing vincente: è infatti indispensabile aver chiari i propri obiettivi, facendo questo emergerà con evidenza il target da coinvolgere e, di conseguenza, saranno definiti i contenuti più adatti da veicolare.

Creare un contenuto coinvolgente, capace di guidare il lettore all’azione è un aspetto fondamentale per la buona riuscita di una campagna di e-mail marketing, così come analizzare i risultati restituiti dall’attività e migliorarne le performance testando soluzioni differenti.

Seguendo tutti questi accorgimenti, siamo certi, si darà vita ad una campagna di gran successo!

 

 

Il glossario dell’e-mail marketing

Come ogni realtà verticale, anche il mondo dell’e-mail marketing è ricco di termini specifici in cui è importante districarsi per non incorrere in brutte figure… Che cos’è un A/B test? E che cosa si intende con Open Rate?
Abbiamo realizzato un glossario che sia uno strumento efficace e rapido per orientarsi tra acronimi e tecnicismi.

A

A/B Testing: come indica il nome, vuole essere un processo di test attraverso cui si vanno “confrontare” due possibili soluzioni, una denominata “A” ed una denominata “B”. L’A/B testing nell’email marketing viene usato per determinare quale sia la scelta più efficace (dove per efficacia si intende la probabilità che chi riceve l’email clicchi sul componente) per la definizione dell’oggetto, delle immagini, dei testi, dei pulsanti ed in generale di tutto il layout. Si inizia a testare due possibili soluzioni, A e B, ad esempio un messaggio che inizia con un banner orizzontale linkabile ed uno che ha lo stesso banner posizionato a destra come colonna. Si inviano le due possibili soluzioni, in contemporanea, a due sottoinsiemi diversi di destinatari e si misurano le performance in termini di click, tempi di risposta e conversioni sulla landing page. Si procede così anche per le altre componenti del messaggio di cui si vuole testare l’efficacia finché si hanno ognuno degli elementi per definire il contenuto definitivo da inviare a tutto il database della newsletter, e si da così il via alla campagna di marketing vera e propria.

Ad-click: azione dell’utente che clicca su un banner o su un annuncio per collegarsi al sito o alla pagina dell’inserzionista.

Address list: lista di indirizzi di cui ci si serve per fare direct marketing.

Ad space: spazio di una pagina web riservato ai banner o ad altri annunci pubblicitari.

Aida: Attenzione, Interesse, Desiderio, Azione. È un modello che serve per spiegare le influenze delle pubblicità sul consumatore e il suo possibile successo.

Annuncio: advertisement-ad. Immagine cliccabile, bottone, banner nella pagina di un sito web. Spesso è un collegamento ipertestuale al sito dell’azienda inserzionista o ad un’altra pagina contenente maggiori informazioni sul prodotto o servizio offerto.

API: acronimo di Application Program Interface, indica ogni insieme di procedure disponibili al programmatore, di solito raggruppate a formare un set di strumenti specifici per un determinato compito

ASP: Application Service Provider. Modalità di distribuzione di applicazioni multi-utente. Il cliente può usufruire del servizio acquistandolo secondo varie modalità.


B

B2B: Business to Business. Soluzioni per l’interazione economica tra aziende.

B2C: Business to Consumer. Soluzioni economiche volte a raggiungere il cliente finale dei beni o dei servizi venduti.

Banner: banner advertisement. Forma famosa di inserzione pubblicitaria su Internet che crea curiosità. L’utente è spinto a cliccare per avere maggiori informazioni sul servizio offerto o sul prodotto. Si possono trovare molti formati. Di solito è rettangolare, lungo, stretto, in alto o in basso nella pagina web e riporta nome, logo o immagine dell’azienda inserzionista.

Brand: la marca.

Branding: tutte le attività che una società svolge per promuovere il proprio marchio.

Brand loyalty: fedeltà alla marca.

Brochure: materiale informativo di alta qualità.


C

Click: modalità con cui l’utente entra in contatto con le pagine web per poterne fruire il contenuto.

Click through: nel caso dell’email marketing si riferisce al rapporto tra le persone che hanno ricevuto le email e quelle che hanno cliccato sui link ivi presenti.

Click stream: il percorso compiuto da un utente all’interno di un singolo sito. Si può tracciare il click stream dell’utente evidenziando diversi profili comportamentali utili per capire le preferenze temporali dei contenuti del sito visitato.

Cobranding: sul web si intende l’affiancamento di loghi appartenenti a diversi partners nella stessa pagina.

Confirmed Opt-In: Il destinatario dell’email dopo essersi iscritto volontariamente ad una newsletter riceve un messaggio via posta elettronica di conferma di avvenuta iscrizione.

CRM: Customer Relationschip Management. Insieme delle attività volte ad ottimizzare tutte le fasi di gestione dei clienti.

Customer profiling: sistema che permette di individuare i comportamenti di ogni singolo utente sul sito e quindi di scoprire i suoi interessi, le sue preferenze.


D

Database: archivio elettronico in cui sono raccolti dati modificabili e consultabili in base alle proprie richieste.

Database di marketing: archivio con i dati dei clienti potenziali o effettivi di un’azienda.

Direct email marketing: veicolare messaggi personalizzati ad un gruppo di utenti iscritti ad una mailing list.

Direct mail: invio di materiale al poteziale cliente.

Direct marketing: tecnica con la quale l’impresa comunica direttamente con i propri clienti o prospect.

Double Opt-In: l’utente che si iscrive ad una newsletter riceve un messaggio di posta elettronica al quale deve obbligatoriamente rispondere. Con questa modalità è garantita la privacy.


E

E-mail: Electronic Mail. È un tipo di comunicazione introdotto da Internet che ha come base lo scambio di messaggi in differita tramite computer.
Le email possono avere diversi formati: solo testo (txt) o html.
Le e-mail in formato html sono supportate da ogni client di posta. L’uso di codice htmk permette la creazione di e-mail graficamente molto belle, con testi formattati in molti modi, con animazioni, link al proprio interno, grafici ed altri elementi.

E-mail marketing: strategia di marketing che si basa sull’uso della posta elettronica come canale di comunicazione veloce e pervasivo.


F

FAQ: Frequently Asked Questions. Ovvero domande ricorrenti. Serie di possibili domande che un utente potrebbe formulare con le relative risposte.

Feed back: risposte, ritorno informativo. Si può avere un feed back dalle risposte degli utenti che hanno risposto ad un web form.

Fidelizzazione: tecnica di marketing con la quale si mira a mantenere un legame stretto e duraturo con la propria clientela.

Form: modulo da compilare on line, è una fonte importante per reperire i dati degli utenti.

Forum: gruppo di discussione on line su un tema specifico.


L

Landing page: nel web marketing, è una pagina web specificamente strutturata che il visitatore raggiunge dopo aver cliccato un link o una pubblicità, proprio come nelle tue DEM o newsletter. Questa pagina è appositamente sviluppata per trattare specifici argomenti: mostra contenuti che sono un’estensione del link o della pubblicità ed è ottimizzata per una specifica parola chiave, o frase, per “attrarre” i motori di ricerca.

Loyalty: vedi fidelizzazione.

Lead: contatto qualificato, interesse dimostrato da un cliente in seguito ad un’iniziativa promozionale, come una DEM o una email pubblicitaria, che si può poi concretizzare nell’avvio di una trattativa commerciale.


M

Mailing: l’atto dell’inviare la posta, sul web si intende la pubblicità mandata via posta elettronica ai clienti.

Mailing list: lista delle persone iscritte ad un servizio di distribuzione di email su determinati argomenti.

Marketing automation: sistema per ottimizzare i processi di acquisizione clienti, allineando maggiormente le funzioni di Marketing e Vendite per aumentare l’efficienza di entrambe e migliorare la redditività delle campagne di lead generation. Puoi utilizzare le API di Infomail per raggiungere questi obiettivi.


N

Nicchia di mercato: gruppo di acquirenti che presentano caratteristiche comuni.

Netiquette: Network Etiquette. Insieme di regole, di linee guida da seguire nell’utilizzo corretto di Internet. Non rientra nell’ordinamento giuridico italiano. L’utente deve rispettare i suoi principi previsti dal contratto che stipula con gli Internet provider con cui ha accesso ad Internet.

Newsgroup: area di discussione pubblica per dialogare su particolari tematiche.

Newsletter: messaggio di posta elettronica che viene inviato a destinatari che abbiano dato il loro consenso. Contiene informazioni aggiornate su alcuni argomenti preferenziali.


O

One-to-one marketing: termine nato negli anni ‘80 in Giappone con cui si intendeva il marketing dei beni industriali fatto a misura del consumatore. Oggi, su Internet, si definiscono azioni di one-to-one marketing quelle di comunicazione mirate al singolo utente; chiaramente, perché siano efficaci, si deve avere una buona conoscenza del mercato, del target di riferimento.

Opt-in: modalità di iscrizione alla newsletter. Il destinatario dà il proprio consenso per ricevere futuri messaggi di posta elettronica.

Opt-out: il destinatario viene iscritto a sua insaputa ad una newsletter. Quando riceve il messaggio di posta può avere la possibilità di cancellarsi dal servizio. Questa modalità, in base ai principi della Netiquette, è da considerare spamming.


P

Permission marketing: è una tecnica di marketing con cui viene richiesto in anticipo ai consumatori il permesso di poter inviare loro informazioni sui prodotti, servizi…

Prospect: clienti potenziali.


R

Redemption: il numero di risposte che si ottengono da un’operazione promozionale o di vendita.

Remarketing: azioni nuove di marketing per rivitalizzare una domanda calante.

Report: tutti i dati che sintetizzano l’andamento di una campagna pubblicitaria.

Rich mail: email arricchita di contenuti multimediali.Trasforma la posta da medium statico a mezzo interattivo e dinamico.


S

Spam: posta elettronica massiva non sollecitata. Viola la Netiquette e la legge 675/96 sulla tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali.

Spamming: l’invio di comunicazioni elettroniche non richieste dagli utenti ad un lungo elenco di destinatari.

Statistiche: strumento fondamentale dell’email marketing per poter avere un controllo su tutte le operazioni compiute dall’utente sul sito.


T

Target: gruppo di clienti a cui un’azienda rivolge la propria attenzione commerciale.
Identificare un target significa acquisire informazioni quali l’età, il sesso, la professione…

Target market: la parte di mercato a cui l’azienda si rivolge.


U

Up market: mercato di prodotti di lusso.

Up to date: attuale, moderno.


V

Viral marketing: tipo di comunicazione che spinge chi la riceve a trasmetterla a sua volta come un virus. È il classico “passaparola” adattato al web.

Virus: è un programma in grado di riprodursi all’interno di programmi. Ha un effetto che si può manifestare sia in presenza di condizioni temporali che comportamentali.


W

Web form: modulo di richiesta di informazione o iscrizione ad una newsletter.

WYSIWYG: What You See Is What You Get. Quello che che vedi è quello che ottieni.

Come ottenere una palette di colori da un’immagine

Scegliere i colori giusti per una campagna di Email Marketing è un’operazione che richiede attenzione e cura.

Possiamo utilizzare la gamma cromatica del sito web, del logo o, perché no, quella che si avvicini di più all’immagine inserita nel modello grafico della nostra newsletter.
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Fatturazione elettronica 2019 senza problemi!

Dal 1° gennaio 2019 tutte le fatture emesse, a seguito di cessioni di beni e prestazioni di servizi, effettuate tra soggetti residenti o [...]

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Di seguito alcuni utili consigli per creare e inviare le tue newsletter con Infomail. Segui passo a passo i 10 punti, vedrai come [...]

Come creare una lista profilata o unire insieme più liste

La funzione Liste Profilate di Infomail può essere utilizzata per semplificare ed ottimizzare la gestione degli invii. Consente infatti di svolgere due operazioni [...]

Come inserire un sendtric su un’email pubblicitaria

Un buon modo per indurre i destinatari a compiere un'azione in tempi rapidi, può essere quello di inserire un countdown all'interno di un'email [...]

Come utilizzare i templates standard

I templates standard sono la soluzione ideale per realizzare velocemente email prevalentemente testuali o che non necessitano di una struttura articolata. Li consigliamo [...]

Come creare un modello grafico personalizzato

Infomail consente di creare la propria newsletter in due modalità: 1. Partendo da uno dei tanti modelli grafici già pronti all'uso sulla piattaforma. [...]