La piattaforma per email marketing semplice e potente è Infomail

La piattaforma per email marketing semplice e potente è Infomail

Selezionare una piattaforma per email marketing tra le tante presenti sul mercato può non essere una cosa facile.

Molte piattaforme per email marketing offrono automatizzazioni sofisticate, spesso molto complesse da utilizzare; altre, come Infomail, pur in possesso di tutte le funzionalità essenziali e utili per l’email marketing, hanno preferito puntare sull’intuitività e la semplicità di utilizzo, sulla trasparenza e la flessibilità dei costi, su potenza e affidabilità garantite da quasi 20 anni di esperienza.

In poche parole, Infomail è una piattaforma per email marketing semplice, potente, affidabile e senza fronzoli.

I nostri punti di forza sono:

▪️ il potente editor drag&drop, intuitivo da usare e in lingua italiana

▪️ la possibilità di segmentare le liste attraverso l’utilizzo di TAG e Segmenti per invii mirati

▪️grande flessibilità nell’offerta prezzi

▪️supporto clienti in italiano

▪️alta deliverability

▪️velocità di spedizione

La nostra piattaforma per email marketing Infomail, nata nel 2002 è oggi arrivata alla sua versione 9 con l’obiettivo costante di rendere le tecnologie e le funzionalità complesse facilmente accessibili a tutti, senza necessità di competenze tecniche specifiche.

Infomail è pensata per chi si avvicina al mondo dell’email marketing per la prima volta (nella versione base) e per le grandi realtà industriali (nella versione Enterprise più accessoriata).

 

Caratteristiche della piattaforma per email marketing Infomail

 

◼️ Editor drag&drop intuitivo e in lingua italiana

Creare email speciali e coinvolgenti, come i migliori designer, è semplice e veloce con la piattaforma per email marketing Infomail.

L’editor di email di Infomail è facile da usare, con tutte le funzionalità che ti servono per realizzare email professionali senza avere nessuna competenza di programmazione. Pensa solo al contenuto del tuo messaggio, a tutto il resto ci pensa Infomail.

Per creare un’email o una newsletter responsive sono necessari pochi semplici passaggi: scegli un template, seleziona i blocchi che vuoi inserire, inserisci i contenuti (testi, immagini, bottoni) e personalizza le impostazioni grafiche. In pochi istanti le tue email sono pronte per essere inviate. E saranno bellissime!

 

◼️ Gestisci le tue mailing list con una segmentazione avanzata ma semplice

Chiunque si occupi di marketing o email marketing nello specifico, riconosce l’importanza di segmentare i clienti, dividendoli in gruppi e sottogruppi a seconda di determinate caratteristiche che li distinguono.

Che tu possieda già una lista di contatti o che stia creandone una nuova, la piattaforma per email marketing Infomail ti fornisce tutti gli strumenti per creare e gestire gli iscritti alle tue liste.

Grazie all’inserimento di TAG, che puoi creare e aggiungere liberamente, è molto semplice classificare e suddividere gli iscritti alla tua mailing list.

Che cosa sono e come funzionano i TAG?

I risultati delle tue campagne di email marketing migliorano quanto più sei preciso nell’identificare gli interessi dei destinatari.

Grazie all’uso dei TAG, puoi profilare i contatti, indicando una o più “parole chiave” per identificarli e filtrarli nella lista di appartenenza. Con i TAG puoi arricchire e mantenere sempre aggiornata la tua lista contatti.

Che cosa sono e come funzionano i SEGMENTI?

Con i segmenti puoi creare dei sottoinsiemi della tua lista e utilizzarli come destinatari specifici, senza inviare all’intera lista e senza essere obbligato a generare copie degli stessi indirizzi email. Puoi utilizzare i segmenti anche per costruire A/B test o per monitorare i tassi di risposta specifici.

Esporta e rielabora le tue liste

Con Infomail è possibile esportare le liste in formato csv, in modo da poter elaborare facilmente i dati ed, eventualmente, reimportarli nuovamente in una nuova lista in Infomail.

 


Curioso di sapere come funzionano TAG e segmenti? Qui trovi un semplice tutorial che ti mostrerà passo dopo passo queste semplici funzionalità.


Email marketing: prova Infomail

◼️ I tassi di Deliverability e la velocità di spedizione sono tra i più alti del mercato

 

◼️ Assistenza telefonica gratuita in italiano

Un nostro esperto ti supporta gratuitamente in tutte le attività e ti aiuta a muovere i primi passi dandoti anche consigli e suggerimenti sulle migliori strategie di email marketing.

Inoltre abbiamo un blog e una newsletter settimanale attraverso cui pubblichiamo tutorial, consigli e informazioni utili e sempre aggiornati.

 

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◼️ Ti offriamo tariffe flessibili

A consumo o in abbonamento. Dipende dall’utilizzo che ti è più congeniale a seconda che tu faccia invii occasionali su eventi o invii periodici di newsletter.  La  durata dei crediti è di 24 mesi.

 

◼️ I clienti

Migliaia di piccole realtà in svariati settori di mercato utilizzano con successo  la piattaforma per email marketing Infomail. Nella sua versione enterprise annoveriamo clienti come TIM, ENI Gas&Luce, Borsa Italiana, London Stock Exchange Group, Gi Group, TNT.

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Guida email marketing

Email Marketing: la guida pratica

Che cosa si intende per email marketing? Quali sono le strategie migliori da adottare? Quali risultati è possibile raggiungere? Come integrare l’email marketing nelle altre attività di digital marketing? La Guida all’email marketing di Infomail risponde a tutte queste domande, fornendoti esempi, suggerimenti e strategie per implementare la tua prossima campagna via email.

GUIDA PRATICA ALL’EMAIL MARKETING – Indice dei contenuti

1. Che cos’è l’email marketing?

L’email marketing è uno dei principali canali del marketing digitale, ormai imprescindibile per qualunque business voglia comunicare alla propria platea di riferimento i propri servizi o i propri prodotti.

Quando un’azienda si trova ad implementare un’attività di email marketing, deve innanzitutto impostare accuratamente una vera e propria strategia, partendo dalla raccolta e dall’incremento costante degli iscritti alla propria mailing list, procedendo con una segmentazione accurata della platea di riferimento, alla quale verranno inviate comunicazioni quanto più personalizzate e – infine – analizzando i risultati ottenuti per migliorare ciclicamente la strategia stessa grazie a degli utilissimi test.

Vantaggi dell’email Marketing

Come abbiamo accennato in apertura, l’email marketing è imprescindibile per la maggior parte dei business. Vediamo ora il motivo, ovvero: quale vantaggio è in grado di assicurare questo canale ad un’azienda, rispetto ad altri tipi di strategia?

È complesso ridurre ai minimi termini questo tema ma, senza dubbio, dovendo evidenziare quelli che sono i plus fondamentali dell’email marketing è inevitabile indicarne almeno due fondamentali: il budget contenuto e la semplicità di implementazione.

La leva economica rappresenta un fattore essenziale, in quanto consente anche alle piccole aziende in fase di lancio, di realizzare con una piccola spesa e le giuste strategie delle campagne di email marketing davvero proficue per il proprio business.

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La facilità di gestione di tale operazione completa un panorama davvero interessante: basti pensare a servizi di email marketing come Infomail, in grado di rendere ogni operazione estremamente semplice, a partire dalla gestione della mailing list, per arrivare alla creazione della campagna vera e propria, con lo sviluppo di una reportistica imprescindibile e sempre preziosa per tirare le fila della strategia di email marketing attuata.

Email Marketing è ancora rilevante?

Certo! Per qualcuno il consiglio di puntare sull’email marketing può sembrare anacronistico, soprattutto in un’epoca in cui i social media hanno registrato una diffusione planetaria. Eppure – dati alla mano – il panorama che si profila all’interno del marketing digitale parla chiaro: l’email marketing non solo è rilevante, ma è davvero irrinunciabile, per qualunque tipo di business.

Vediamo perché, attraverso gli eloquenti dati che vi proponiamo nelle prossime righe.

  • Ben il 94% degli utenti che ogni giorno usufruiscono dei servizi internet, utilizza la posta elettronica. Al contrario, solo il 61% di essi impiega il proprio tempo sui social network.
  • Il 75% degli utenti predilige dichiaratamente l’email marketing all’interno del panorama delle comunicazioni promozionali e di servizio.
  • L’email marketing contempla la funzione di permission marketing, chiamata tecnicamente opt-in. Questa opzione consente all’utente di dare il consenso all’inserimento dei propri dati in una mailing list commerciale e di ricevere messaggi ad essa legati.

Grazie a questa funzionalità, viene richiesto ai visitatori di un sito web di fornire un indirizzo email personale e confermare l’adesione al servizio di newsletter offerto.

La raccolta di informazioni ulteriori, inoltre, al momento della sottoscrizione da parte di un utente in target, è una valida opportunità per segmentare la propria mailing list e innescare strategie di comunicazione personalizzate e più efficaci attraverso le email.

I messaggi email presentano una gamma di personalizzazioni decisamente maggiore e più interessante rispetto alle campagne via social network. Ciò permette di calibrare al meglio l’impatto visivo globale delle proprie comunicazioni, per una maggior chiarezza ed efficacia.

Anche a livello di analisi e reportistica, una strategia di email marketing offre notevoli opportunità, restituendo dati precisi sui tassi di apertura, sui bounce e sulle conversioni, per esempio.

In sostanza, se utilizzato correttamente, l’email marketing offre tantissime funzionalità ed opportunità, finalizzate e ideali per l’incremento sostanziale di un business.

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2. Come fare email marketing

Creare una strategia di email marketing vincente

Come abbiamo visto sopra, l’email è uno strumento attuale e molto presente nella quotidianità degli utenti che popolano il web o che più volte al giorno controllano il proprio account di posta elettronica prevalentemente da mobile: basti pensare che il potenziale target di un’azienda riceve ogni giorno mediamente oltre 100 email.

È semplice intuire come sia indispensabile ideare e sviluppare una strategia di marketing molto precisa per evitare di finire nel calderone indiscriminato delle newsletter anonime.

Se dunque, da un lato, la posta elettronica è un bacino altamente potenziale, dall’altro i numeri che raggiunge fanno correre il rischio di cadere nell’anonimato agli occhi della propria platea di riferimento o, peggio ancora, di finire nella cartella SPAM.

Ma, come si può ideare una strategia di email marketing davvero funzionale e in grado di innescare un circolo virtuoso per il proprio business?

Ecco qui di seguito i 6 passaggi essenziali, un vero e proprio schema da attuare con attenzione:

Passo 1 : Definire il proprio pubblico

Affinché un’email sia efficace, essa deve essere principalmente pertinente. Questa è una condizione imprescindibile per il successo di una attività di comunicazione attraverso la posta elettronica. Del resto, anche altri ambiti del marketing non possono prescindere da comunicazioni e contatti che possiedano questa qualità: capire ciò che desidera l’acquirente, individuare i suoi interessi e impostare una campagna di email marketing che risulti personalizzata e mirata alle esigenze del target è il punto di partenza di una strategia vincente.

Passo 2 : Stabilire gli obiettivi

Studiare ed evidenziare le caratteristiche del contesto nel quale si colloca la campagna di email marketing è essenziale e deve essere prioritario rispetto all’individuazione degli obiettivi dell’attività stessa. Cercare le statistiche appartenenti al settore in termini di email marketing, è una modalità validissima per individuare dei parametri di riferimento sui quali settare gli obiettivi finali.

Passo 3: Creare una modalità semplice e intuitiva affinché il target possa registrarsi.

Come abbiamo detto in precedenza, tutto parte dalla costruzione di una mailing list il più possibile pertinente, in target e attentamente segmentata. Per fare questo è indispensabile strutturare un form di iscrizione evidente ed estremamente chiaro, sia a livello di procedura di registrazione, sia a livello di aspettative rispetto ai contenuti e alle informazioni che verranno condivise da quel momento in poi: impostare una relazione trasparente e chiara aiuterà la creazione di un rapporto di fiducia tra l’utente e l’azienda.

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Il form di iscrizione alla newsletter per far crescere la mailing list

Non bisogna scoraggiarsi se inizialmente il numero di iscrizioni alla mailing list è esiguo, la platea di riferimento va studiata, coltivata e – soprattutto – una volta raggiunto l’obiettivo di iscrizione, i contatti acquisiti andranno trattati con il massimo riguardo. Mettendo in atto questi comportamenti strategici, certamente la mailing list crescerà in maniera valida ed esponenziale.

Passo 4 : Scegliere un tipo di campagna di email marketing piuttosto che un altro

Vi sono differenti tipi di campagne di email marketing e uno degli obiettivi essenziali di una strategia di marketing è proprio quello di individuare la tipologia più corretta per i propri obiettivi.

Certo, per quanto appaia scontato come suggerimento, questo passaggio affligge la maggior parte dei marketer.

Per trovare un primo punto di riferimento è consigliabile monitorare le campagne già esistenti all’interno del proprio segmento di business, cercando di intuire quale potrebbe essere la scelta più vicina al proprio pubblico.

Tuttavia, è bene specificare che una corretta strategia di email marketing non può prevedere una sola campagna valida per tutta la platea di iscritti: al contrario, la scelta più giusta consiste nel categorizzare diversi gruppi all’interno della mailing list e dedicare a ciascuno di essi una specifica comunicazione, mirata e specializzata. Ancora meglio, l’ideale è impostare la possibilità per gli utenti interessati di iscriversi a liste differenti sulla base delle proprie esigenze e preferenze.

Passo 5 : Fare una pianificazione degli invii

Decidere con quale frequenza si intende contattare la propria lista è imprescindibile e ancor più informare in fase di iscrizione gli utenti su cosa dovranno aspettarsi dal servizio: questa trasparenza e chiarezza sarà una leva importante per la costruzione di un rapporto di fiducia.

Passo 6 : Misurare i risultati

L’analisi dei risultati di ogni campagna è un passaggio decisivo, che non può sorprendere chi si occupa di marketing: essere precisi sulle diverse metriche aiuta ampiamente ad apportare migliorie e modifiche alla strategia iniziale, rendendola sempre più affinata e proficua.

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3. La regolamentazione dell’e-mail marketing – GDPR

L’ingresso, nel contesto dell’email marketing, della normativa General Data Protection Regulation – la cosiddetta GDPR – ha contrariato molti marketer, che inizialmente l’hanno giudicata onerosa e parecchio complessa da recepire.

Tuttavia, a distanza di qualche tempo è evidente come quanto disposto getti delle concrete basi per la costruzione di solide e durature relazioni con il target di riferimento, basate sulla fiducia.

Aderire alla GDPR, infatti, significa in sostanza dare la possibilità alla propria platea di scegliere, e questo, al di là di rappresentare un iniziale scoglio, dà un’informazione essenziale ai marketers: gli utenti scelgono consapevolmente dei contenuti e dei prodotti, pertanto – se danno il loro consenso al trattamento dei dati personali – sono da considerarsi attivamente interessati.

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Per cogliere ancora meglio l’essenza di questa attenta normativa è bene considerare che essa si applica alle sole imprese operanti nell’Unione europea e alle imprese che commercializzano prodotti o servizi diretti ai cittadini dell’UE.

Al di là del suo valore intrinseco, ciò che è stato chiaro sin da subito sono stati i rischi ai quali si va incontro se non ci si adegua minuziosamente. Ecco qui di seguito una breve panoramica sui punti fondamentali da rispettare per ritenersi in regola:

  • Utilizzare un linguaggio esplicito e chiaro quando si richiede il consenso per archiviare le informazioni personali.
  • Raccogliere solo i dati di contatto necessari e rilevanti per l’attività.
  • Memorizzare i dati di contatto in modo sicuro e utilizzarli solo per lo scopo concordato.
  • Conservare i dati solo per scopi aziendali giustificabili.
  • Eliminare i dati di contatto su richiesta attiva dell’utente stesso.
  • Semplificare l’annullamento dell’iscrizione dall’elenco da parte dei contatti o l’aggiornamento delle preferenze.
  • Rispettare tempestivamente la richiesta di accesso ai propri dati da parte di un contatto.
  • Conservare i registri aziendali per dimostrare la conformità al GDPR.

Seguendo alla lettera tutte queste indicazioni si è sicuri di essere perfettamente conformi alla nuova normativa.

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4. Costruire correttamente una mailing list

Una mailing list in target e ben strutturata è la chiave del successo dell’email marketing, possiamo dire infatti che a dare valore all’insieme dei contatti di un’azienda non sia affatto la quantità ma la qualità: possedere nell’elenco iscritti le persone giuste, interessate al proprio business e ai contenuti proposti è il vero fattore decisivo.

Naturalmente l’obiettivo di ogni marketer è quello di far crescere la propria mailing list e attirare a sé iscritti di qualità. Per far questo, è necessario seguire dei passaggi fondamentali, primo tra i quali creare il modulo o form di iscrizione.

Creare un form di iscrizione

Il modulo di iscrizione è un form che consente ai visitatori di un sito web di inviare i propri dati ed entrare a far parte di una mailing list, grazie alla quale riceveranno tutte le comunicazioni dedicate.

Questo passaggio è davvero fondamentale, non solo perché rappresenta il momento in cui un nuovo utente si aggiunge alla lista, dichiarando il suo interesse per il business in questione e quindi creando un contatto positivo, bensì perché in questo passaggio si ha la possibilità di acquisire informazioni decisive sul target: il nome, che consentirà di inviare messaggi personalizzati, ma anche la posizione geografica e determinati interessi, per esempio.

Questi dati rappresentano un enorme patrimonio, in quanto rendono possibile un’analisi e una segmentazione davvero accurata della platea e dunque consentono lo sviluppo di una strategia di email marketing puntuale e mirata.

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La creazione di un modulo di iscrizione dunque è il primo passo per dare vita ad una mailing list essendo l’interfaccia attraverso il quale bisognerà convincere i visitatori del sito che il business proposto è per loro di grande interesse.

Valutare la tipologia di form di iscrizione

I moduli di iscrizione, generalmente, sono situati nell’intestazione o nella barra laterale di un sito web. Un’alternativa abbastanza diffusa è quella di programmare una finestra pop up che compare dopo qualche minuto di navigazione.

Vediamo meglio quali sono i tipi di form web più utilizzati.

Modulo di iscrizione statico

Si tratta di un comune modulo di iscrizione ed è il modo più classico per attirare i visitatori di un sito web e invitarli a iscriversi alla mailing list. È costituito da blocchi statici che possono essere liberamente inseriti sulla home page, in alternativa nella barra laterale, al centro o alla fine di un post del blog. Spesso questo tipo di form viene inserito in una pagina dedicata alla sottoscrizione.

Form pop-up

Si tratta di un’opzione ad alta conversione, proprio grazie alla capacità di attirare l’attenzione dell’utente, mentre naviga un sito web. I form pop up possono essere impostati decidendo dopo quanto devono comparire e in quale punto della pagina, il consiglio tendenzialmente è quello di aspettare almeno 45 secondi e di proporlo in maniera centrale, affinché attiri completamente l’attenzione dei visitatori.

Barra di notifica

Questa alternativa è costituita da una barra di notifica posta sulla parte alta della pagina web, che invita ad iscriversi alla mailing list. Si tratta senza dubbio di una buona soluzione, più visibile di un form statico – che rischia di perdersi in alcune tipologie di siti molto ricche di stimoli – e più discreta del form pop up, percepita come invadente e di disturbo da alcuni particolari tipi di target.

Form slide-in

Si tratta di una tipologia di form dinamico ma molto elegante e più discreto della soluzione a pop up. È consigliabile per coloro che possiedono un sito molto ricco di stimoli perché attira perfettamente l’attenzione dell’utente. La sua funzionalità prevede che, mentre un utente si sposta verso la parte inferiore della pagina, il modulo scorra sullo schermo, solitamente partendo da un lato o dal basso. Questo movimento colpisce l’attenzione degli utenti e ottiene un buon riscontro. Gli effetti positivi di questa scelta aumentano se la comparsa avviene dopo aver lasciato il tempo ai visitatori di apprezzare i contenuti del sito che stanno visitando, quindi almeno dopo 45 secondi di navigazione.

Chiarire agli utenti le aspettative sulle comunicazioni che riceveranno

Il form di iscrizione alla mailing list ha la funzione di indicare ai lettori esattamente cosa otterranno grazie alla loro adesione.

La chiarezza e la trasparenza negli intenti è alla base del rapporto di fiducia che deve instaurarsi e venire coltivato nel tempo con i lettori, pertanto è bene fin dall’inizio esplicitare quanti e quali contenuti riceveranno, ovvero se verranno inviate più email settimanali, se esse conterranno informazioni utili o promozioni speciali, per esempio.

Impostare delle aspettative chiare è davvero la chiave di svolta, sia per attirare a sé il proprio target, sia per trasmettere il valore aggiunto dell’attività promossa. In questo modo, le campagne verranno sempre lette e non rischiano di finire nella cartella SPAM.

Concretamente, è sufficiente esplicitare queste informazioni proprio attraverso il form di iscrizione.

Sviluppare una call to action efficace

La call to action consiste nell’esortazione ad una azione ed è uno degli elementi più importanti del form di iscrizione.

Molti marketers semplificano il tutto con un semplice “iscriviti” eppure, in alcuni casi, questa scelta rappresenta un’importante opportunità sprecata.

La call to action è un elemento così importante che vale la pena usare strategia e creatività per risultare più coinvolgenti agli occhi del lettore.

Due regole basilari per sviluppare la call to action sono quelle di essere esortativi e utilizzare la prima persona, ad esempio “Inviami il mio ebook gratuito” oppure “Voglio provare il servizio!”. Questi escamotage susciteranno maggiore coinvolgimento ed empatia da parte degli utenti che si sentiranno già in partenza membri di una comunità.

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Valutare dove posizionare il form di iscrizione

Una delle prime considerazioni da fare nella scelta della posizione del form di iscrizione è la valutazione delle aree più trafficate del sito su cui si opera o comunque delle zone più visibili, dato che l’obiettivo è quello di invitare più utenti possibili ad unirsi alla mailing list.

Chiaramente, questa scelta deve essere fatta in concomitanza con la scelta della tipologia di form più adatta al proprio pubblico: pop up, statico, barra di notifica, form slide-in.

Studiare il design più efficace

Dopo aver determinato la tipologia migliore di form, il suo posizionamento e aver scelto la più efficace call to action corredata da testi esplicativi, è necessario individuare il design più efficace, in grado di offrire un’esperienza coerente con la propria offerta e la comunicazione globale.

Garantire chiarezza e continuità con la propria comunicazione istituzionale fa sì che l’impatto sia di grande autorevolezza e generi fiducia nei confronti dell’attività in questione da parte del lettore.

È essenziale dunque che, visivamente, il form rispecchi le linee guida del brand, sia dal punto di vista del design che dei tratti e dei colori scelti.

Dare incentivi

Generalmente, gli utenti amano ricevere regali o sconti esclusivi: aggiungere dunque questa possibilità, contestualmente alla compilazione del form di iscrizione, può essere un’operazione davvero virtuosa e può concretamente incoraggiare il pubblico ad unirsi alla mailing list.

Focalizzare l’attenzione sul rilascio dei dati – che è ciò che più interessa al fine delle operazioni di email marketing che si ha intenzione di sviluppare – a fronte di incentivi, siano essi i contenuti di valore, uno sconto o un regalo contingente all’iscrizione, è senza dubbio la strategia più opportuna e redditizia per il proprio business. Si tratta, a tutti gli effetti, di impostare uno scambio proficuo da entrambe le parti.

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5. Segmentare la mailing list

Cosa si intende quando si parla di segmentazione di una mailing list? Partiamo dal presupposto che si tratta di un’attività imprescindibile e di grandissima utilità se l’intento è quello – come è auspicabile – di trarre dalle campagne i migliori risultati possibili.

Per segmentazione, quindi, si intende la suddivisione della mailing list globale in sottogruppi, accomunati da determinate caratteristiche sensibili all’offerta proposta. In sostanza, questi gruppi vengono delineati attraverso profili differenti, individuabili all’interno della platea di riferimento.

Da dove si parte per effettuare una segmentazione?

La risposta è semplice: dai dati raccolti in fase di iscrizione. La segmentazione può avvenire su base geografica o grazie a caratteristiche demografiche ben precise, per esempio. Nel caso in cui siano state impostate all’interno del form di iscrizione domande più specifiche sugli interessi degli iscritti, anche queste informazioni potranno aiutare nella targetizzazione.

L’obiettivo di una strategia di email marketing davvero efficace è quello di operare una segmentazione molto accurata e funzionale al business proposto, questo permette di dare vita a campagne quanto più personalizzate possibili.

Per capire ancora meglio l’efficacia di un’operazione del genere è possibile utilizzare l’immedesimazione, pensiamo appunto di ricevere una comunicazione che fa riferimento alla nostra professione, certamente attirerà la nostra attenzione in misura maggiore, rispetto ad una email assolutamente generica, penseremo infatti che chi ci scrive sappia qualcosa di noi e dunque ha qualcosa di utile da dirci.

Per quanto importantissimi, i dati demografici e le informazioni raccolte al momento dell’iscrizione sono solo il punto di inizio, rispetto alle potenzialità complete di un’attività di targetizzazione efficace. Le operazioni di suddivisione della mailing list prevedono infinite possibilità, ecco qui di seguito alcuni spunti per iniziare ad attuarla.

L’acquirente tipo

L’ideale è categorizzare qualche tipologia diversa di acquirente ideale, in modo da personalizzare le campagne in base alle caratteristiche individuate.

Lo storico degli acquisti

Le informazioni legate alle abitudini di acquisto della platea di riferimento possono rivelarsi realmente importanti: con quale frequenza generalmente i clienti acquistano? Quando lo fanno? Le risposte a queste domande metteranno nelle condizioni di comunicare con loro al momento più opportuno, incrementando le possibilità di vendita.

Le interazioni

Suddividere la mailing list acquisita in segmenti determinati sulla base di chi fa clic o di chi apre le email ricevute è molto utile, perché permette di individuare gli utenti che non hanno mai interagito o non lo fanno da qualche tempo e intercettarli con una comunicazione mirata e promozionale, in modo da riattivarli.

Gli interessi

Analizzare gli interessi degli iscritti permette di usare le informazioni raccolte, creando un’importante opportunità, ovvero quella di mandare unicamente comunicazioni pertinenti e dunque più efficaci in termini di raggiungimento dei propri obiettivi di marketing.

Le esigenze

Ogni operazione di marketing consiste nell’individuazione delle esigenze dei clienti e nell’elaborazione di una o più soluzioni da proporre loro. Segmentare la mailing list sulla base delle esigenze della propria platea garantisce senza dubbio risultati virtuosi.

In sostanza, oltre ai dati demografici e alle informazioni preliminari che si possono raccogliere al momento della sottoscrizione del form di iscrizione alla mailing list, osservare il comportamento dei propri contatti permette un’accurata segmentazione della platea di riferimento e dunque consente lo sviluppo di strategie e comunicazioni mirate, capaci di raggiungere un risultato ampiamente positivo in termini di conversioni.

Dopo la segmentazione è il momento del monitoraggio dei risultati

Una volta sviluppata la segmentazione, grazie al monitoraggio dei risultati, sarà possibile misurare il rendimento della strategia ideata. Tale analisi è una parte essenziale del processo e pone le basi per lo sviluppo di campagne con rendimenti ancora migliori.

Le misurazioni devono includere le seguenti metriche:

  • Tasso di apertura: ovvero il numero di clienti che hanno aperto l’email ricevuta.
  • Percentuale di clic: tasso di clienti che hanno aperto l’email e hanno fatto clic su uno dei collegamenti interni.
  • Conversioni: numero dei clienti che, dopo aver aperto l’email e fatto clic su un collegamento interno, hanno eseguito l’azione richiesta dalla call to action.
  • Percentuale di bounce: con questo dato si intendono tutte le email respinte, ovvero che non sono arrivate al destinatario. Quando questa percentuale è alta, si rischia di essere identificati come SPAM dagli Internet Service Provider.
  • ROI: con questo dato si fa riferimento al guadagno ottenuto sulle vendite rispetto ai soldi spesi per dare vita alla campagna email marketing.

Per concludere, possiamo dire che le operazioni di segmentazione sono senza dubbio complesse e richiedono metodo e tempo, tuttavia i risultati sanno ripagare completamente ogni sforzo.

Il panorama globale del marketing, infatti, si sposta sempre di più verso la personalizzazione. Secondo quanto evidenziato da numerose ricerche di mercato, infatti, la personalizzazione delle email sulla base della targetizzazione aumenta ampiamente il tasso di apertura e di clic e riduce le cancellazioni dalla mailing list.

In termini numerici, si stima che un’azienda sia in grado di aumentare le proprie entrate derivanti da campagne email marketing, del 760% utilizzando la segmentazione. Un dato davvero clamoroso e schiacciante che impone a qualunque marketer di non trascurare questa procedura essenziale.

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6. Scrivere email che convertano: ripensate il tone of voice

Una volta sviluppata la corretta segmentazione, sulla base delle informazioni più utili al proprio business, si è pronti a lavorare sui contenuti da inviare agli utenti.

Questi contenuti dovranno mirare ad essere quanto più personalizzati possibile. Molti marketers pensano che per personalizzazione si intenda unicamente inserire il nome del destinatario, invece questa è una prassi ormai così diffusa da non essere più in grado di fare la differenza.

In realtà, un’email personalizzata efficace è in grado di parlare in modo diretto al destinatario, facendo leva – attraverso i contenuti e attraverso il tono di voce – sulle sue abitudini e interessi.

La pertinenza e il coinvolgimento che le email sapranno suscitare sulla platea, saranno la chiave di successo della campagna di email marketing messa in atto. Se dunque i contenuti sono una parte importantissima, l’altra parte – altrettanto decisiva – è costituita dal tono di voce.

In passato, per gli esperti di marketing era prassi utilizzare un tono estremamente formale nelle email, con l’obiettivo di risultare autorevoli e affidabili. Questo può essere ancora valido per imprese istituzionali di servizi o per organizzazioni professionali di ampio respiro, in tutti gli altri casi il rischio di apparire noiosi e privi di personalità è davvero molto concreto.

Dunque, al fine di ottenere attenzione e distinguersi tra le decine di email che ogni giorno popolano le caselle di posta del target di riferimento è bene pensare a qualcosa di ben più originale ed empatico.

Naturalmente impostare un tono più confidenziale non è un modo per prendere con superficialità questo canale di comunicazione, tutt’altro. Si tratta piuttosto di far prevalere la propria autenticità e instaurare una relazione positiva, di valore e ad alto coinvolgimento.

Tutte queste considerazioni sul tono di voce sono ancor più valide quando ci si trova a dover scrivere il titolo, o meglio l’oggetto, della campagna email, in quanto – insieme alle prime righe di anteprima che l’utente può leggere – sono le parole che dovranno convincere il lettore ad aprire il messaggio e che dunque influenzeranno ampiamente le statistiche finali, in fase di analisi.

Dunque, è consigliabile prendersi il tempo giusto per individuare il corretto tono di voce, l’oggetto che intitolerà le email e il testo di anteprima: i risultati ne trarranno grandissimi vantaggi!

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7. I tipi di email dell’email marketing

Nel precedente capitolo, abbiamo visto insieme l’importanza della personalizzazione nello sviluppo delle comunicazioni tramite posta elettronica. Vien da sé che, sulla scia di queste indicazioni, siano facilmente individuabili differenti tipologie di email.

Le campagne di email marketing infatti, possono variare sia nei contenuti che nel loro aspetto grafico e visivo, cercando di andare incontro alle differenti esigenze dei segmenti individuati e permettendo di testare allo stesso tempo il funzionamento di elementi alternativi.

Ecco alcune tipologie di email che si possono inviare a seconda degli obiettivi prefissati e della platea specifica.

Email promozionali

Questo tipo di email ha la funzione di promuovere prodotti o servizi direttamente, oppure di invitare ad aderire alle offerte tramite sconti o iniziative pubblicitarie ad hoc.

Newsletter

Non per forza l’oggetto di una campagna di email marketing deve essere promozionale. Per coinvolgere gli utenti sono molto utili le newsletter informative ad alto valore aggiunto, con suggerimenti e guide pratiche per la risoluzione di problematiche.

Email di cortesia

Fanno parte di questa categoria le classiche email di ringraziamento e le conferme di ordine che vengono inviate quando i clienti effettuano acquisti o entrano a far parte di un gruppo. In generale, il testo di queste comunicazioni tende a confermare un’azione riepilogandola e offre la possibilità di anticipare un’offerta interessante, così da sfruttare il momento di massima attenzione da parte dell’interlocutore, per far leva sulla fiducia appena instaurata.

Aggiornamenti sulle transazioni

Sono delle email di servizio che vengono inviate per fornire informazioni di tracciamento, per esempio in caso di spedizioni. Anche questa tipologia di comunicazione può rivelarsi ottima per veicolare offerte e occasioni speciali.

Comunicazioni verso coloro che hanno abbandonato il carrello pieno

Sono comunicazioni perfette per sollecitare chi ha messo prodotti o servizi nel proprio carrello, senza terminare la procedura di acquisto. In questi casi è buona norma incentivare la conclusione della transazione, inviando incentivi e promozioni ulteriori.

Annunci e conferme di eventi

Questo tipo di email è ideale quando si organizzano eventi, come webinar, seminari, fiere o conferenze; l’email infatti è uno strumento efficacissimo per aumentare la partecipazione. Queste comunicazioni si prestano perfettamente anche per promuovere podcast, video, blog e canali istituzionali sui social media network.

Messaggi email interattivi

Si tratta di email finalizzate ad ottenere un ritorno in termini di interazione, un esempio in questo senso sono le comunicazioni contenenti sondaggi, sempre corredate da un incentivo: ad esempio, la possibilità di vincere un premio a fronte della partecipazione. Questo escamotage è ottimo per ottenere importanti informazioni sulla platea di riferimento, grazie alle quali apportare migliorie nella segmentazione della lista.

Referral email

Con questa tipologia si intende l’offerta di incentivi destinati agli utenti iscritti, finalizzati alla promozione dell’attività presso amici e conoscenti. Ad esempio, la proposta di uno sconto speciale o di un omaggio per ogni nuovo cliente suggerito.

Email di risposta ai moduli di contatti o ai ticket

Tendenzialmente questo tipo di comunicazione è automatizzata e viene inviata come conferma della ricezione di una richiesta inoltrata dall’utente stesso. Anche in questo caso, si ha a disposizione un’occasione molto virtuosa per proporre, nel footer o marginalmente, una promozione o comunque un incentivo all’acquisto. L’ideale è inserire questo tipo di contenuto nell’ email finale di chiusura del ticket, dunque dopo che è stato risolto il problema sollevato.

Email di benvenuto o di conferma di sottoscrizione

Si tratta spesso di una email sottovalutata dai marketer, erroneamente. L’email di benvenuto è un’occasione unica per comunicare con il target, in quanto viene inviata in un momento in cui l’attenzione nei confronti dei contenuti proposti è al massimo e l’utente ha appena dichiarato di voler entrare a far parte della comunità degli iscritti. L’ideale è sfruttarla per iniziare ad instaurare un rapporto di fiducia, sia attraverso contenuti interessanti, sia attraverso scelte grafiche in linea con il brand, al fine di trasmettere autorevolezza.

Email di annullamento dell’iscrizione:

Indipendentemente da quanto ogni marketer faccia bene il proprio lavoro, capiterà sempre di avere qualche annullamento di iscrizione alla mailing list e anche in questo caso sarà bene studiare la giusta comunicazione.È corretto rispettare la decisione dell’utente che vuole abbandonare la lista, assicurandosi però di ringraziarlo per avere inizialmente aderito, invitandolo ad iscriversi nuovamente in qualunque momento e facendo presente la possibilità di modificare eventualmente la cadenza di ricezione delle comunicazioni o l’eventualità di modificare i propri interessi indicati in partenza, così da ricevere email più pertinenti ed in linea con le sue esigenze.

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8. Il design nell’email marketing

Dopo aver analizzato tutti gli aspetti di analisi e strutturazione della mailing list, aver focalizzato l’importanza dei contenuti e delle strategie di email marketing sulle quali basare le proprie campagne, è bene affrontare un tema altrettanto importante, ovvero l’aspetto visivo.

La posta elettronica infatti è un ottimo mezzo di comunicazione per il proprio marchio in tutti i suoi aspetti identificativi, fatti di linee, format e colori istituzionali.

Affinché le campagne proposte siano efficaci e attrattive è necessario conoscere alcune indicazioni basilari: il primo step, senza dubbio, consiste nello scegliere il template più adatto alle proprie esigenze e alle caratteristiche del target considerato.

Le piattaforme come di email marketing come Infomail, offrono una selezione di modelli email pronti all’uso che possono evitare una progettazione completa. È sufficiente scegliere il template più adatto alle proprie esigenze e personalizzarlo con i font istituzionali del brand, affinché ci sia una coerenza visiva.

In alternativa, è possibile creare un modello ad hoc: a questo proposito Infomail – attraverso un editor drag-and-drop, facilita la progettazione in autonomia del proprio template. E’ sufficiente scegliere e aggiungere i vari blocchi, per creare un modello personalizzato, aggiungendo stili ed elementi in linea con le proprie esigenze e preferenze.

Naturalmente, durante lo sviluppo, non bisogna perdere d’occhio l’esigenza di essere chiari, affinché la comunicazione proposta sia semplice e facilmente decodificabile. Utilizzare spazi vuoti tra i diversi messaggi migliorerà sicuramente la leggibilità e aiuterà il contenuto a risaltare adeguatamente.

Un ulteriore fattore da considerare è senza dubbio la compatibilità dell’email o della newsletter con i dispositivi mobili, attraverso i quali ormai la maggior parte degli utenti visualizza e controlla costantemente la posta elettronica.

Per questo, bisognerà aver cura di inserire i titoli in una dimensione ottimale – ovvero tra i 22 px e i 30 px. Il testo nel corpo del messaggio invece dovrà essere di almeno 14 px. Queste accortezze, unitamente all’indicazione di scegliere al massimo due font differenti, consentiranno di garantire agli utenti una buona leggibilità.

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Anche la scelta dei colori è essenziale, in quanto è senza dubbio in grado di influenzare la percezione del messaggio. Colori a contrasto, per far emergere elementi essenziali come la call to action, e sfondi chiari saranno utili per dare un ordine di lettura e far focalizzare l’attenzione sui messaggi più importanti della comunicazione inviata.

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9. Quando è meglio spedire le email?

Una volta svolti tutti i preziosi passaggi osservati fino ad ora, la campagna email marketing è pronta per essere inoltrata ai segmenti più adatti della mailing list. Tuttavia, il lavoro di strategia e valutazione non è affatto terminato perché è necessario stabilire quale sia l’ora più adatta per l’invio.

L’importanza del fattore “tempo” è presto spiegata se pensiamo che più ore trascorrono dal momento della ricezione e meno probabilità ci sono che i contatti selezionati leggano la comunicazione tramite posta elettronica.

Dando uno sguardo alle email promozionali che riceviamo quotidianamente, appare evidente che l’orario non è affatto casuale: la maggior parte di esse si concentra infatti tra le 9 e le 10 del mattino, per poi proseguire tra le 17 e le 18.

Naturalmente una grande variabile, nella scelta dell’orario o del giorno più opportuno, è proprio il target al quale ci si rivolge: dei professionisti impiegati in ufficio avranno l’opportunità di leggere la posta elettronica in momenti differenti, rispetto ad un medico o ad un tecnico che lavora su macchine dedicate alla produzione di materiali.

Allo stesso tempo, l’opportunità di essere collegati in tempo reale alla propria posta elettronica da mobile amplia tantissimo le possibilità di visualizzazione in orari persino singolari: alcune statistiche realizzate su questo tema testimoniano che molti utenti controllano la propria casella di posta appena svegli, per esempio.

La scelta dell’orario migliore per l’invio delle email può senza dubbio derivare, come abbiamo appena detto, dall’analisi del target e delle abitudini quotidiane che lo rispecchiano maggiormente, cercando di dedurre come si delinei la quotidianità e quali siano i momenti in cui – con maggiori probabilità – gli iscritti avranno del tempo libero per consultare liberamente le email ricevute.

Oltre a queste considerazioni, anche i dati e le statistiche rilevate via via dalle campagne di emil marketing messe in atto in precedenza potranno dare indicazioni preziosissime.

Oltre all’analisi della platea di riferimento, per stabilire quale sia l’orario migliore per l’invio delle email, è bene considerare la natura delle comunicazioni stesse: per esempio, se si sta per inoltrare un messaggio promozionale finalizzato all’acquisto, il momento della giornata più proficuo è sicuramente l’orario di pranzo, in cui i lavoratori necessitano di evadere dalle tematiche lavorative e hanno tempo per rilassarsi e pensare ad altro. Email di questo tipo si adattano perfettamente anche ad orari serali, mentre messaggi legati – per esempio – allo svago sono più graditi alla mattina, per una maggiore predisposizione e proattività anche fisica.

Una volta fatte queste considerazioni, è possibile impostare l’inoltro della campagna e osservarne i risultati. Per ottimizzare la strategia di email marketing messa a punto è essenziale fare dei test, in grado di rilevare – via via – le preferenze della platea e affinare i timing di invio definitivo.

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10. Analizzare i dati e migliorare la strategia di email marketing attraverso A/B test.

Fare un’accurata analisi del target e del contesto di mercato in cui ci si inserisce e impostare la migliore strategia di email marketing in coerenza con i propri obiettivi è, senza dubbio, la strada giusta per ottenere grandissimi risultati dalle campagne di comunicazione.

Tuttavia, non è detto che queste risultino subito vincenti o quantomeno non è detto che raggiungano al 100% il loro risultato potenziale.

Un fattore essenziale in questo ambito è l’analisi costante dei risultati e lo svolgimento dei cosiddetti test A/B i quali consentono di migliorare via via il rendimento del lavoro strategico attuato.

Testare la struttura visiva di un’email, un titolo e un’anteprima particolarmente originali, un contenuto innovativo o delle nuove promozioni è essenziale per arrivare a conoscere sempre meglio la platea di riferimento e le preferenze che essa possiede.

Come abbiamo accennato sopra, l’analisi dei dati restituiti da una campagna può fornire senza dubbio una panoramica utile ad affinare la propria strategia, tuttavia la messa in atto del test A/B risulta ancora più efficace in questo ambito.

Ma, come si mette in atto una verifica di questo tipo?

In maniera molto semplice e intuitiva: sviluppando due modelli differenti di email in cui sottoporre alternative diverse per osservare il gradimento da parte del pubblico. Analizzando il tasso di apertura o di clic del modello A e del modello B, sarà subito evidente l’opzione con i riscontri migliori. Quest’ultima potrà essere stabilmente implementata nelle campagne successive, grazie ad evidenze empiriche ed attendibili.

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11. Scegliere una piattaforma di email marketing

Scegliere la giusta piattaforma di email marketing è un passaggio importante, in grado di determinare l’efficacia delle campagne di comunicazione e dunque il raggiungimento o meno degli obiettivi utili al proprio business.

Innanzitutto, è corretto chiedersi perché scegliere una piattaforma per inviare delle newsletter e non appellarsi al classico fai-da-te. È presto detto, se una azienda ha intenzione di promuoversi è necessario riuscire a trasmettere autorevolezza attraverso la propria strategia e ciò che può davvero assicurare questa caratteristica è un sistema specializzato e ricco di funzionalità, ideali per il raggiungimento degli obiettivi di marketing preposti.

Inoltre, bisogna considerare che la gestione manuale degli iscritti, delle liste e degli specifici segmenti non è semplice e veloce e spesso rischia di incorrere in errori di distrazione o poca dimestichezza da parte di chi se ne occupa in maniera amatoriale.

La gestione manuale, inoltre, esclude qualunque possibilità di automazione della posta elettronica e impedisce un monitoraggio completo.

Le piattaforme di email marketing sono inoltre in grado di supportare un’azienda attraverso un servizio puntuale e sicuro, in cui i template – per esempio – risultano sempre responsive per la corretta visualizzazione sui dispositivi mobili, e le statistiche di analisi accurate e puntuali.

Per finire, è essenziale considerare che rivolgersi ad un servizio professionale non fa incorrere nel pericolo di finire nella temutissima cartella SPAM.

In sostanza, è decisamente consigliabile utilizzare uno strumento di email marketing in grado di semplificare e ottimizzare l’intero processo.

Naturalmente, oltre allo sconsigliatissimo fai-da-te, un’alternativa alla scelta di una piattaforma di questo tipo è l’affido della gestione ad esperti in grado di fare programmazione, analisi e strategia e di curare, infine, tutti gli invii previsti. Questa opzione però, è perseguibile a fronte della messa a disposizione di ampie risorse economiche da investire, pertanto non è consigliabile per attività in fase di startup o che necessitano di ottimizzare i budget.

I software di email marketing, al contrario, sono senza dubbio più economici e decisamente semplici da utilizzare, a fronte di risultati altrettanto virtuosi e promettenti.

Decidere a quale piattaforma affidarsi tuttavia non è semplice: l’offerta sul mercato è vasta e ogni servizio ha delle specifiche peculiarità che non per forza risultano congeniali ad ogni business.

Infomail, per esempio, è in grado di semplificare tutto il processo e garantire ottime performance: attraverso la creazione di moduli di iscrizione efficaci, consente la gestione puntuale e accurata delle liste segmentate, oltre che consentire di creare dei modelli professionali performanti, responsive e riutilizzabili in molte circostanze differenti.

Infomail offre, inoltre, una suite completa di tool finalizzati al tracciamento e all’analisi della posta elettronica, inclusa la preziosa possibilità di confrontare le metriche tra più liste di email.

12. L’automazione nell’email marketing: in cosa consiste?

Spesso quando si parla di email marketing si tende a generalizzare ad assimilare i fornitori di servizi email alle piattaforme di marketing automation. Questo genera confusione per via di un errore di fondo: i classici provider di servizi di posta elettronica sono realtà specializzate in comunicazione e si occupano di seguire, tracciare ed analizzare le interazioni tra gli utenti iscritti ad una mailing list e le differenti campagne inviate.

Differentemente, le piattaforme software di marketing automatizzato sono realtà più complesse ed anche tecnologicamente più sofisticate, in quanto possiedono la facoltà di monitorare tutte le fasi della comunicazione, sulla base di specifici eventi chiamati in gergo tecnico “trigger“.

Tali software si occupano di analizzare l’intero flusso di messaggi, raccogliendo informazioni mirate sul comportamento e sulle abitudini di ogni utente così da elaborare un percorso di comunicazione dedicato, con autorisponditori automatizzati sulla base – appunto – dei comportamenti manifestati.

Certamente il consiglio è quello di andare per gradi, passando prima di tutto dal fai-da-te ad un servizio di email marketing professionale, per poi valutare l’accesso ad un software certamente più complesso come quello mirato all’automazione, che richiede una pre-impostazione molto accurata.

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13. Conclusioni

Come abbiamo avuto modo di vedere attraverso ogni capitolo, l’email marketing è un processo complesso e strategico, basato su un canale davvero privilegiato, che permette di instaurare una relazione efficace con la propria platea di riferimento.

Si tratta quindi di un canale immediato e completamente flessibile, in grado di raggiungere risultati importanti a fronte di costi contenuti e un risparmio di tempo notevole: un’opportunità davvero imprescindibile per qualunque tipo di business.

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Creare una newsletter potrebbe dare un boost al vostro business

DI COSA SI TRATTA? 🤔

Cos’è una newsletter? 

 

Tutti noi quotidianamente riceviamo moltissime newsletter, ma sappiamo cosa rappresentano esattamente?

Ebbene, per dirla in maniera semplice e diretta: la newsletter è uno degli strumenti principali di una corretta strategia di marketing digitale.

Tecnicamente, si tratta di una email diretta ad un gruppo di persone, più o meno grande e selezionato, che ha  richiesto volontariamente di ricevere aggiornamenti su una certa tematica, dando il consenso alla sottoscrizione.

Quando una persona si iscrive ad una newsletter, viene immediatamente inserita in una mailing list. Ciò consente a chi gestisce i dati, di usare il suo indirizzo email ogni volta che lo ritiene opportuno ma sempre nel rispetto delle regole del GDPR, per inoltrare informazioni potenzialmente interessanti.

D’altra parte, il destinatario può decidere di annullare la propria iscrizione in qualunque momento, qualora dovesse accorgersi di non essere interessato agli argomenti trattati o alle offerte veicolate.

Gli elementi fondamentali da valutare accuratamente per creare una newsletter efficace sono due:

1.  Il target

Come abbiamo accennato, le caratteristiche della propria platea virtuale devono essere individuate, studiate e ricercate fedelmente, in modo da avere la certezza che chi riceve le nostre newsletter sia pronto e disposto a valutarle.

2. Il contenuto

La newsletter esiste in virtù di un obiettivo di comunicazione predefinito e viene letta dal suo target con la consapevolezza di ricevere qualcosa di utile e interessante, che sia un’informazione o un’opportunità. A questo proposito il contenuto è decisivo.

 

Accanto a questi due elementi ci sono altre variabili laterali, seppure importanti, come i tempi di invio, ovvero l’individuazione del giorno della settimana o dell’orario più adatto, così come la formattazione e l’aspetto grafico, che devono essere sempre impattanti e rassicuranti.

 

EMAIL MARKETING 📧

Come Creare una newsletter bene impostata per ottenere un altissimo potenziale di marketing 

 

Per capire a fondo il successo e le potenzialità di questo strumento, bisogna considerare che le newsletter passano attraverso la tecnologia dell’email.

In un contesto in cui lo smartphone è un oggetto primario della nostra quotidianità, vien da sé che l’ email sia sempre e costantemente monitorata. Le newsletter si prestano ad essere lette e metabolizzate in qualunque situazione, sono infatti altamente fruibili, dunque non si può pensare di costruire un flusso di comunicazione diretto ai propri utenti, che prescinda da questo mezzo.

L’email marketing è uno dei mezzi di comunicazione più efficaci. Creare una newsletter ben progettata dal punto di vista dei contenuti visivi e testuali, può portare a grandissimi risultati, sia che si tratti di inviti ad eventi, sia che si tratti di acquisto di prodotti o di portare semplicemente traffico al proprio sito web.

I risultati in tutti i casi, a fronte di uno studio e di una preparazione adeguata, saranno immediatamente tangibili.

 

Vediamo insieme i vantaggi e come creare una newsletter.

 

Creare una newsletter - i vantaggi


Infomail Prova Subito


SOLO PRO 💎

I vantaggi di creare una newsletter

 

◼️ Creare una newsletter ben fatta e inoltrarla al vostro target darà vita ad un ritorno considerevole di traffico sui vostri contenuti, siano essi su un sito web, su una landing page o su altri tipi di piattaforme di atterraggio interessanti per la vostra attività di marketing.

Mentre infatti altri mezzi di comunicazione classici come le pubblicità canoniche e persino i social network, stanno perdendo quota, la newsletter mantiene il suo primato. Le email che entrano nella casella di posta del destinatario hanno grandissime possibilità di essere aperte e valutate, purché tutto sia studiato nel migliore dei modi dal punto di vista della strategia di comunicazione.

Dall’oggetto dell’ email, che deve essere strategico e accattivante, all’indirizzo email del mittente, che deve subito far risalire alla provenienza. Se partiamo dal presupposto di creare una newsletter ben impostata, le probabilità di venire letti, capiti e di convincere a compiere l’azione che noi vogliamo spingere, sono molto elevate.

 

◼️ Creare una newsletter è un’operazione altamente economica. In un contesto di marketing monitorato da business plan e conti economici, il costo di una attività di comunicazione è sempre costantemente monitorato in relazione ai risultati.

Per riassumere: è bene tutto ciò che fa risparmiare garantendo buone performance. La newsletter è esattamente questo. Comunicazioni tramite campagne social network o ancora di più il ricorso ad influencer, richiederanno dei budget lontani anni luce dal semplice costo di una newsletter ben fatta.

 

◼️ Un altro vantaggio di creare una newsletter è la facilità di analisi delle prestazioni.

I servizi di mailing includono la possibilità di accedere alle statistiche. Alcuni dei dati che vengono messi in evidenza, nel dettaglio, sono: la quantità di clic di apertura, i clic effettuati all’interno del contenuto e il numero degli annullamenti dell’iscrizione.

 

◼️ Il quarto vantaggio di creare una newsletter è il maggiore controllo sul target e la possibilità di agire in maniera più diretta sulla costruzione del proprio bacino d’utenza. Le vostre comunicazioni infatti, arriveranno esattamente a persone interessate al servizio che offrite, nella misura in cui avrete lavorato finemente alla costruzione della vostra mailing list.

 


Qualunque sia il vostro business, se state valutando una strategia di email marketing e di comunicazione, non potrete prescindere dall’utilizzo delle newsletter come mezzo di engagement.
Le newsletter rappresentano un canale che, se sviluppato professionalmente, offre grandissimi vantaggi ed anche un ottimo ritorno sull’investimento.

Se hai ancora dubbi su come si crea una newsletter, contatta l’assistenza Infomail, saremo lieti di aiutarti

Colori per l’email marketing: come scegliere quelli che funzionano

Nell’ambito della comunicazione i colori hanno significati e risposte ben precisi. Questo articolo, dunque, è per tutti coloro che fino a questo momento hanno scelto i colori per l’email marketing e per le proprie newsletter in base ad un mero gusto estetico.

I colori comunicano in maniera più immediata rispetto alle parole scritte e suscitano emozioni ben precise. Per questo, numerosi marketer hanno iniziato a ragionare in questo senso, domandandosi quali colori siano più adatti a coinvolgere ed emozionare il proprio pubblico.

In questo articolo, vedremo i suggerimenti utili per utilizzare la teoria del colore nell’ambito dell’e-mail marketing.

 

COLOR! WHAT A DEEP AND MYSTERIOUS LANGUAGE.. ⚗️

I colori per l’email marketing: il significato 

 

Quando si parla di emozioni ed evocazione di sentimenti è bene partire dal presupposto che ogni persona possiede un background differente e dunque guarda al mondo con occhi diversi, in base alla propria esperienza di vita personale.

Se dunque la nostra ambizione è quella di suscitare un’emozione nella platea alla quale ci rivolgiamo, attraverso la scelta di determinati colori piuttosto che altri, è bene essere consapevoli che non si tratta di una teoria oggettiva e dunque il percepito può variare da persona a persona.

Tuttavia, gli studiosi di marketing sono riusciti a razionalizzare i diversi significati associati in generale a determinati colori, come vedremo più avanti.

Questi significati legati ai colori sono del tutto sdoganati, basti pensare ai marchi ecologici che utilizzano il verde stabilmente.

Spesso, quando si imposta un lavoro di marketing attento e coerente, può accadere che l’identità di un brand diventi più forte del significato del suo colore. L’esempio più iconico è quello di Coca-Cola, che identifica una tonalità di rosso.

 

SPOILER: SÌ, LO È 🤓

Usare i colori nelle newsletter: è una buona idea? 

 

Si, è un’ottima idea. Anche quando l’e-mail è composta da solo testo, abbiamo la possibilità di ricorrere a colori specifici per evidenziare le parti da focalizzare o per attirare l’attenzione sul bottone della call to action.

Anche nelle email più semplici, l’utilizzo del colore giusto è un ottimo escamotage.

 

I colori per l’email marketing: Ecco le regole da seguire durante la progettazione di una newsletter:

 

1. Non eccedere negli stimoli visivi

Le e-mail devono essere molto chiare e lineari, pertanto il design deve essere sviluppato con questo stesso obiettivo. Il focus della comunicazione deve puntare sulla call to action, dunque è bene riflettere sul colore del bottone che dovrà distinguersi dal corpo dell’e-mail.

La tentazione di rendere apparentemente più bella la nostra newsletter con l’utilizzo di molti colori è sempre forte, tuttavia questa scelta è da evitare in quanto controproducente. Esporre il lettore a stimoli numerosi e caotici, di certo, lo distoglierà dal focus principale.

2. Preservare un equilibrio

La scelta migliore quando si deve stabilire l’impatto visivo di una email o una newsletter è quella di scegliere un colore principale e aggiungere al massimo due colori di supporto per i punti focali, in modo da conferire ordine e continuità al contenuto.

 

3. Trovare ispirazione nella teoria dei colori

Abbiamo anticipato, qualche riga sopra, che la percezione dei colori può variare a seconda del background di ogni individuo eppure, tutto sommato, i significati attribuiti ad ogni colore sono abbastanza condivisi, pertanto attenersi a quelle indicazioni e relazionarle con ciò che si vuole suscitare è un ottimo punto di partenza.

Ad esempio, il giallo e il rosso sono colori utilizzati spesso per comunicazioni promozionali, tuttavia se ciò che vogliamo comunicare è la vendita di un corso di meditazione, non potremo certo utilizzare tonalità così accese, bensì dovremo ricorrere a colori tenui ed evocativi per non disorientare la nostra platea.

 

i colori per l'email marketing

 

LINGUA CHE PARLI, COLORI CHE VEDI 🌈

La teoria dei colori per l’e-mail marketing

 

Ecco qui di seguito i significati associati ad ogni colore, questo riassunto può rivelarsi funzionale  alla scelta dei nostri colori per l’email marketing e allo sviluppo delle nostre e-mail, affinché creino coinvolgimento e sappiano comunicare efficacemente tutte le emozioni che desideriamo trasmettere.

Rosso

Ideale per esprimere la passione o comunicare l’urgenza di un’azione, per questo motivo – insieme al giallo – è il colore prediletto per veicolare promozioni e sconti. Sicuramente, è il colore più adatto per trasmettere energia nel lettore.

Arancione

Perfetto per trasmettere ottimismo e calore in chi legge la nostra newsletter.

Giallo

Evoca sentimenti di felicità e allegria ed è spesso scelto per comunicare ai più giovani, insieme all’arancione.

Blu

Suscita fiducia ed esprime onestà e lealtà. Per questo è molto utilizzato da chi offre un servizio.

Verde

È fisiologicamente il colore rilassante per eccellenza, proprio per la facilità con cui gli occhi umani riescono a decodificarlo. Tuttavia, negli anni, per ovvi motivi è stato associato al segmento del biologico e della sostenibilità.

Bianco

Ideale per comunicare minimalismo, serenità e neutralità.

Nero

Da utilizzare in piccole dosi, è il colore che più si lega alla forza e al controllo, all’efficienza in definitiva. Tuttavia, nel pensiero popolare rimanda a significati negativi e oscuri, pertanto il suo utilizzo va ponderato attentamente.

 

 

i colori per l'email marketing

 

COMPANY-ORIENTED 🏭

L’importanza dei colori del brand nell’e-mail marketing 

 

Entriamo ora nel vivo dei migliori consigli per ponderare e valutare l’utilizzo dei colori nella nostra strategia di email marketing.

1. Utilizzare i colori del brand

Al di là dell’esigenza di individuare colori precisi per focalizzare l’attenzione del lettore su determinati aspetti, è bene considerare che una newsletter deve necessariamente rimandare ai colori proprietari del brand, così da presentarsi in maniera riconoscibile e coerente: due qualità indispensabili per generare fiducia.

Qualora vi fosse difficoltà nell’individuare i colori esatti del nostro logo, vi sono strumenti adatti a rilevarli correttamente, come Adobe Color, Paletton, ColorSpace e ColourLovers. Questi strumenti sono in grado di offrire combinazioni di colori ad hoc, ideali per dare vita a newsletter piacevoli e coerenti con la nostra identità visiva.

 


I colori per l'email marketing - Adobe color

Palette di colori ottenuta con Adobe Color

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2. Bilanciare i colori per l’email marketing

Per garantire equilibrio e riconoscibilità è bene utilizzare colori sempre uguali per gli elementi fissi delle nostre email e newsletter, come l’intestazione o il piè di pagina.

 

3. Limitare il numero di colori per l’email marketing

A meno che la newsletter sia disegnata da un grafico esperto, sarebbe più opportuno utilizzare un massimo di 3 colori o 4, se si comprende anche il bianco: uno per lo sfondo, che sarà il principale, uno per il contenuto centrale e uno per evidenziare i pulsanti di call to action.

 

4. Scegliere i colori per l’email marketing in base alla leggibilità

Al di là dell’aspetto concettuale o delle esigenze legate all’ordine e alla pulizia visiva, i colori per l’email marketing o da utilizzare in una newsletter devono assicurare una efficace leggibilità. Se pensiamo al testo principale, le tonalità da prediligere sono il bianco, qualora il fondo sia scuro, mentre possiamo optare per il grigio o il nero in corrispondenza di un fondo neutro o chiaro.

 

5. Scegliere il colore di sfondo e quello in primo piano

I colori degli elementi di sfondo e di quelli in primo piano devono sempre essere in contrasto, affinché tutte le componenti della newsletter siano distinguibili facilmente.

Molto semplicemente, si può ricorrere all’alternanza di bianco o nero o comunque a colori chiari in contrapposizione a colori scuri. Tendenzialmente, il fondo chiaro conferisce un approccio di pulizia e linearità maggiore, pertanto – a meno che il nostro brand non richieda l’utilizzo di tonalità scure ad ampio raggio – è bene optare per sfondi chiari e luminosi e testi scuri e leggibili.

 


 

In conclusione, i colori sono un elemento differenziante nelle newsletter e sono capaci di persuadere o confondere il lettore.

I colori attirano l’attenzione sul focus principale e convincono il lettore a compiere un’azione. Essi evocano emozioni differenti e sentimenti che, se usati in maniera funzionale, possono davvero migliorare e supportare il messaggio della nostra comunicazione, al di là delle personali interpretazioni che ogni individuo può dare, sulla base della propria esperienza personale.

Ciò di cui non si può fare a meno è l’utilizzo dei colori coerenti con il nostro brand, così da trasmettere coerenza e continuità nel lettore e invitarlo a fidarsi e affidarsi al nostro servizio.

Dunque, non c’è un’indicazione valida per tutti: iniziamo a chiederci che valori trasmette il nostro brand e cosa vogliamo comunicare e sapremo quali colori saranno più funzionali al nostro business!

KPI dell'email marketing

I 6 KPI dell’email marketing da monitorare per campagne di successo

L’e-mail è un canale ricco di opportunità e opzioni, per questo è bene aver presente quali sono i KPI dell’email marketing da monitorare, al fine di individuare margini di miglioramento o conferme sul proprio operato.
Vediamo insieme i 6 KPI dell’email marketing principali ovvero le sei metriche utili al monitoraggio di una campagna efficace.

 

LA QUANTITA’ CONTA 📈

1. Numero di iscritti alla mailing list

 

Iniziamo da una metrica basilare: è necessario infatti valutare il numero di utenti ai quali è stata inviata l’e-mail, unitamente alla totalità delle persone di cui si compone la mailing list dopo l’ultimo invio.

Questo rilievo dà un’immediata idea dell’efficacia della nostra comunicazione. Una strategia positiva deve mostrare una crescita in entrambi i versanti.

Qualora il numero di iscritti non sia aumentato, è bene analizzare la situazione per capirne il motivo; una delle prime variabili da osservare consiste nelle modalità in cui viene promossa l’iscrizione alla newsletter. Probabilmente la Call to action non è adeguata al target, oppure è posta in una posizione poco favorevole in termini di visibilità.

 

 

KPI dell'email marketing - bounce rate

ECCO IL BOUNCE ⛹️‍♂️

2. Tasso di consegna

 

Il secondo KPI dell’email marketing, come il precedente, è basilare. Quando si parla di tasso di consegna, infatti, ci si riferisce al numero di destinatari che effettivamente ricevono le comunicazioni inviate. Molto semplicemente, se dopo aver inviato una comunicazione e-mail a 100 utenti, 95 la ricevono e 5 no (i 5 sono i bounce), il tasso è da considerarsi del 95%.


KPI dell'email marketing

In Infomail è possibile dedurre il dato relativo al tasso di consegna sottraendo al numero di email inviate il numero di bounce indicato nei Report.


Al di là della problematica più immediata, bisogna sapere che, se i tassi di consegna restano bassi per diverso tempo, c’è la possibilità di incorrere in problemi con il proprio ISP oppure di non poter più inviare e-mail a interi blocchi di indirizzi IP.

Per ovviare a questo problema è necessario seguire alcune indicazioni:

🛑 Evitare di inviare comunicazioni a e-mail non attive.

🛑 Verificare attentamente gli indirizzi al momento dell’iscrizione.

🛑 Utilizzare la conferma di attivazione al momento della sottoscrizione da parte dell’utente, così da avere la certezza di non immagazzinare indirizzi di posta elettronica errati.

🛑 Effettuare una pulizia del database almeno una volta ogni sei mesi.

🛑 Seguire questi consigli farà sì che si possieda una mailing list di utenti potenzialmente interessati, senza pericoli di trovarsi categorizzati come spam 😱 e contenendo i costi di gestione legati al numero di iscritti globali.

 

OPEN 📧

3. Tasso di apertura

 

Il terzo KPI dell’email marketing tratta della percentuale in cui i destinatari dell’e-mail hanno aperto il messaggio ricevuto almeno una volta. Mediamente, le percentuali di apertura si aggirano tra il 20% e il 30 %, ma il fine di ogni campagna di e-mail marketing deve essere quello di avvicinarsi quanto più possibile al 100%.

Vediamo come si può agire virtuosamente su questa percentuale:

✔️ È possibile effettuare dei test sui tempi di invio, intesi come orari specifici nei quali gli utenti ricevono le comunicazioni, al fine di cogliere i momenti più propizi.

✔️ È consigliabile modificare la frequenza degli invii per incidere favorevolmente sulla percentuale di apertura. Tuttavia, questa operazione va ponderata attentamente: un aumento troppo consistente delle comunicazioni potrebbe avere effetti negativi sul ritorno, così come un silenzio prolungato.

✔️ La personalizzazione è spesso la chiave di tutto nell’e-mail marketing: oggetto e testo dell’e-mail diretti personalmente all’utente creeranno un coinvolgimento fruttuoso e ad alto potenziale.

✔️ Infine, è essenziale porre attenzione in particolare alla stesura dell’oggetto dell’e-mail: questa stringa testuale deve essere esaustiva e coinvolgente, ciò consentirà alla comunicazione inviata di non essere categorizzata come spam 😱.

KPI dell'email marketing - metriche dell'email marketing - Click unici

CLICK 🖱️ 

4. Percentuale di click 

 

Un’altro KPI dell’email marketing vitale per il monitoraggio dell’attività è quello dei Click unici, ovvero il numero di utenti che una volta aperta la comunicazione hanno cliccato sul collegamento proposto.

Ecco qui di seguito dei consigli utili all’incremento della percentuale appena descritta:

Innanzitutto, è indispensabile la chiarezza: dichiarare testualmente dove si verrà diretti cliccando il bottone proposto è essenziale.
Rendere chiara la comunicazione, facendo capire semplicemente dove bisogna cliccare e dando quindi istruzioni sul tipo di azione richiesta. A questo proposito, l’ideale è che per ogni e-mail inviata sia prevista una sola azione, così da non confondere i lettori.

 

IF YOU LEAVE ME, CAN I COME TOO? 😎

5. Tasso di cancellazione

 

Ancora un KPI dell’email marketing estremamente indicativo. Si tratta del numero di utenti che ci lasciano e rinunciano a ricevere le nostre comunicazioni. È bene considerare positivamente questo dato: chi si cancella da una newsletter in quanto non interessato, ci aiuterà a tenere “pulita” la nostra mailing list, con un’ottimizzazione generale delle metriche e con il conseguente contenimento di costi inutili, generati da utenti non potenziali.

D’altra parte, questo dato deve sempre rappresentare anche l’occasione per fare un’analisi accurata della propria newsletter al fine di capire se ci sono margini di miglioramento e se chi annulla l’iscrizione davvero non sia da considerare un potenziale cliente.

KPI dell'email marketing - tasso di conversione

 

CONVERTITEVI! 🖖

6. Tasso di conversione 

 

L’ultimo KPI del’email marketing da valutare è il tasso di conversione, costituito dalle persone che hanno aperto l’e-mail ricevuta e hanno intrapreso un’azione specifica dopo aver fatto click su un link.

Per conversione, intendiamo, a seconda degli obiettivi aziendali, la registrazione di un account, un acquisto o il download di un contenuto per esempio. Per misurare questi dati, l’ideale è utilizzare uno strumento come Google Analytics.

Un’operazione davvero interessante ed essenziale, per aumentare il tasso di conversione, è la segmentazione del target in base agli interessi, ciò permette una maggiore personalizzazione che spesso si rivela fruttuosa: utilizzare un linguaggio coerente con le inclinazioni del ricevente, oppure proporre direttamente un’offerta o un prodotto particolare sulla base di precise abitudini d’acquisto rilevate, può innescare un circolo virtuoso importante per una campagna di e-mail marketing.

Una modalità di segmentazione molto efficace è quella per dispositivo: l’esperienza di navigazione e la predisposizione a compiere determinate azioni, varia drasticamente a seconda che si stia leggendo un’e-mail dal cellulare o da un computer.

Il grado di attenzione e la disponibilità a prestare attenzione ad una e-mail sono fattori ampiamente variabili. Un’analisi del comportamento degli utenti messo in atto da diversi dispositivi potrà dare rilevanti informazioni sul tipo di comunicazione che stiamo proponendo, facendoci per esempio mettere in discussione il design della nostra e-mail, qualora risultasse penalizzata da mobile: una grafica non responsive restituirà dati più deboli da dispositivi di dimensioni ridotte, mentre verrà accolta normalmente da desktop.

 


 

I 6 KPI dell’email marketing appena analizzate non sono certamente le uniche esistenti, possiamo tuttavia affermare che si tratti delle più significative nell’ottica di valutare l’andamento di una campagna, in quanto restituiscono una quantità di dati importante da analizzare e sulla quale basare le proprie attività.

email marketing per piccoli budget

Email marketing: 5 grandi vantaggi per piccoli budget

Quando parliamo di e-mail marketing, la pianificazione del budget rappresenta un passaggio imprescindibile.

Se in generale la pianificazione dei costi da sostenere per tali attività risulta essenziale per ogni tipologia d’impresa, per le piccole realtà questo rappresenta un fattore ancora più importante.

I piccoli business spesso possiedono risorse contenute, per questo è decisivo effettuare delle valutazioni attente, in grado di assicurare un buon ritorno sull’investimento.

Fortunatamente, l’e-mail marketing presenta diversi vantaggi e si configura come strumento ideale affinché anche le piccole imprese riescano a comunicare efficacemente al proprio target, accrescendo la propria base clienti e fidelizzandola via via, attraverso delle operazioni brand awareness e affermazione della propria reputazione.

In questo articolo, vedremo insieme quali sono i vantaggi che determinate operazioni mirate, tramite email e newsletter, possono portare ai piccoli business.

 

EMAILS RULE ✉️

1. Coltivare relazioni solide con i clienti

Attraverso le email è possibile entrare in contatto agevolmente con la propria platea di interesse.

L’e-mail marketing è infatti il canale ideale per raggiungere i clienti al fine di condividere con loro aggiornamenti o iniziative speciali legati al proprio business. Al giorno d’oggi, infatti, la quasi totalità degli individui è costantemente connessa ad una rete internet e – attraverso il proprio smartphone – ha a disposizione la propria casella di posta elettronica in tempo reale, grazie agli alert che si attivano al momento della ricezione di nuovi messaggi.

A dimostrazione di questo fenomeno, è stato stimato che negli ultimi anni il coinvolgimento degli utenti in termini di e-mail marketing sia aumentato del 20% circa.

 

FARSI CONOSCERE E RICONOSCERE 

2. Creare brand awareness 

L’e-mail marketing è un’ottima occasione per far conoscere il proprio brand sia dal punto di vista dei contenuti che dal punto di vista visivo.

La riconoscibilità è uno dei punti essenziali sui quali si fonda il successo di un business. Abituare la propria platea ad un tone of voice prestabilito e ad un’identità visiva proprietaria è altrettanto importante quanto veicolare il valore dei propri contenuti e l’esclusività delle offerte proposte.

 

BUILD TRUST 

3. Trasmettere expertise e autorevolezza 

Si sa, più una comunicazione trasmette affidabilità e autorevolezza e più il proprio target sarà propenso a fidarsi e lasciarsi coinvolgere.

Raggiungere questo obiettivo attraverso una strategia di e-mail marketing è l’ideale, in quanto la posta elettronica  consente la condivisione di contenuti di spessore fruibili da parte degli utenti.

Un esempio sono i testi informativi provenienti da blog aziendali o video e tutorial. Grazie a questo tipo di attività è possibile posizionarsi come esperti di settore agli occhi della propria platea. Offrire periodicamente contenuti utili e di qualità fa sì che si crei attesa ed entusiasmo intorno alle e-mail programmate.

È bene specificare che, qualora l’attività prevedesse già un flusso informativo attraverso altri canali diretti, è preferibile prevedere contenuti appositi per gli iscritti alla newsletter, in modo da incentivare l’iscrizione.

risparmiare sul budget con l'email marketing

DRITTI AL PUNTO 🎯

4. Risparmiare tempo e budget 

Come abbiamo accennato sopra, le strategie di e-mail marketing sono particolarmente adatte per i piccoli business che si trovano necessariamente a gestire budget contenuti e ad ottimizzare i tempi lavorativi, in quanto dotati – con gradi probabilità – di piccoli team.

L’email consente di arrivare nello stesso momento ad un numero incredibile di utenti a fronte di costi minimi, al contrario delle classiche campagne ADV o attività dispendiose che si muovono su canali pubblicitari classici, come spot, radio e tv o campagne stampa.

Oltretutto inviando una comunicazione via e-mail si è certi che a riceverla sarà esattamente il destinatario al quale l’azienda mira.

 

REPUTAZIONE E CREDIBILITA’ 

5. Costruire la propria credibilità di impresa

Questo punto completa quanto abbiamo visto al punto 3. La comunicazione diretta al proprio target consente di costruire una determinata reputazione e di conseguenza affermare la credibilità del business in questione. Questo aspetto è essenziale per il successo di un’impresa, in quanto nessuno affiderebbe mai la propria attenzione o – ancor meno – il proprio denaro ad un’attività che non suscita affidabilità e non risulta credibile.

Attraverso una strategia di e-mail marketing è possibile costruire un’immagine solida senza mai perdere la connessione con il cliente finale.

Per lavorare bene su questo aspetto è bene stabilire a priori una strategia di marketing che punti alla fidelizzazione e al consolidamento del rapporto di fiducia con la propria platea: più aspetti gli utenti apprenderanno grazie alle comunicazioni ricevute e più si affideranno all’azienda.

In un certo senso, dunque, si può dire che l’e-mail marketing abbia una sorta di potere educativo nei confronti dalla platea coinvolta, che viene messa in grado di apprendere i valori e i plus dell’offerta.

 

Infomail Prova Subito


social-media-per l'email marketing

Trattando questo articolo delle strategie di comunicazione adatte a piccoli business è bene citare, accanto all’e-mail marketing, un altro canale, ormai sempre meno economico se si vogliono raggiungere buone quantità di utenti, ma pur sempre adatto a mettere in contatto un’azienda con il proprio target.

Parliamo dei social network, da sfruttare in qualità di rafforzativo rispetto alla newsletter.

Il bacino di utenti raggiungibili attraverso i social è davvero incredibile e ben stratificato. Basti pensare che quasi il 70% delle piccole imprese sfrutta Facebook per affermare la propria brand awareness, in affiancamento a strategie di e-mail marketing.

Instagram è un ottimo strumento in crescita e permette di comunicare efficacemente attraverso le immagini. Va per la maggiore tra le donne sotto i 30 anni. Twitter è ideale in qualità di servizio clienti e la sua popolazione è equamente distribuita tra uomini e donne.

Per finire è indispensabile citare Linkedin, la più famosa piattaforma social professionale, alla quale sono collegati circa 600 milioni di utenti. A seconda del business che si desidera promuovere è possibile valutare anche alternative meno diffuse come Pinterest e Snapchat.


Per concludere, l’e-mail marketing è un canale di comunicazione ideale anche per i piccoli business. I bassi costi da sostenere, la velocità d’azione, l’efficacia nel raggiungimento di un target specifico e la possibilità di monitorare i risultati delineano un quadro che non può lasciare dubbi sulla convenienza di tale pratica.

Come abbiamo visto, per finire, i social network rappresentano un ottimo alleato, in grado di lavorare parallelamente alla strategia e-mail per affermare la brand awareness e la reputazione del proprio business agli occhi del target coinvolto.

email-marketing-trend 2020

Le strategie di email marketing cambiano: ecco i trend degli anni 2020

I cambiamenti degli ultimi anni, specialmente in corrispondenza dell’avvento dei social, hanno portato molto scompiglio nell’ambito dell’e-mail marketing, suscitando dubbi sul suo futuro. Tuttavia, dati alla mano, quel che emerge è un panorama decisamente rassicurante in questo senso. L’incremento dell’utilizzo degli smartphone ha reso infatti la posta elettronica ampiamente disponibile, coerentemente con la crescita esponenziale di utenti dotati di una casella e-mail.


Infomail Prova Subito

Più della metà della popolazione mondiale utilizza la posta elettronica.  Secondo un report di Radicati nel 2019 il numero totale di utilizzatori di servizi email aveva raggiunto i 3.9 miliardi. Questa cifra rappresenta il numero degli account email attivi durante i 3 mesi della ricerca. E’ probabile che esistano altrettanti account di posta elettronica non molto frequentati.
Giusto per fare un confronto, gli utilizzatori di social media nel mondo sono circa 3.5 miliardi. Anche in questo caso il numero è imponente ma inferiore a quello degli account email.

Chi non ottiene i riscontri desiderati relativamente alla propria campagna di email marketing non può certo dare la colpa alla diffusione dei social network, quanto piuttosto deve interrogarsi sulle probabili strategie errate messe in atto.
Il punto indispensabile affinché l’email marketing continui a dare i risultati attesi – ed anzi migliori le performance – è lo stare al passo con i tempi e modulare le proprie strategie coerentemente con l’evoluzione della comunicazione online.

Alexa, leggi la mia email

ALEXA LEGGI LA MIA E-MAIL!

Tecnologia Voice ed email marketing 

Una delle evoluzioni principali, a cui ha assistito negli ultimi anni il mondo di Internet, riguarda il modo in cui gli utenti interagiscono con esso. La diffusione degli altoparlanti intelligenti come Alexa di Amazon sono l’esempio lampante di questa evoluzione.

Non si tratta, infatti, di dispositivi utili unicamente ad ascoltare la musica o a impostare un timer, bensì di tecnologie in grado di rivoluzionare la fruizione dei contenuti online, come la consultazione della posta elettronica, ad esempio. Molti professionisti, infatti, invece di leggere le proprie e-mail personalmente, le fanno leggere agli assistenti vocali per risparmiare tempo, mentre guidano o sono impegnati in altre attività.


Secondo una recente ricerca di Juniper Research, il numero di asistenti vocali triplicherà entro il 2023. Se la previsione si rivelerà esatta, in tutto il mondo ci saranno 8 miliardi di di voice assistant attivi, ovvero pi assistenti vocali che esseri umani. (Juniper Research – 2018)

Chiaramente, questo cambiamento richiede un adattamento di strategia nell’ambito dell’email marketing, in quanto viene a mancare lo stimolo visivo e l’apprendimento dei contenuti risulta unicamente legato all’ascolto.

Colori, immagini e grafica diventano completamente superflue per chi fruisce delle e-mail tramite tecnologie Voice, così come il linguaggio assume un’importanza centrale. Il testo dell’e-mail, in quest’ottica, necessita di una scorrevolezza maggiore e grande chiarezza e sintesi.

Per quanto riguarda in particolare i contributi visivi, dovendo conciliare l’esperienza classica degli utenti che continueranno a consultare la posta elettronica tramite un monitor e quella di coloro che sono già passati ad altoparlanti intelligenti, sarà indispensabile corredare ogni immagine dell’Alt Text così che vi sia continuità nella lettura e il contenuto risulti ampiamente comprensibile da tutti.

 

Intelligenza artificiale per l'email marketing

DEUS EX MACHINA 

L’intelligenza artificiale come opportunità per l’email marketing

Come abbiamo accennato, l’ingresso dell’intelligenza artificiale nelle nostre vite sta portando tantissimi vantaggi sia a livello personale che a livello professionale. Per i marketers esperti di e-mail, questa risorsa rappresenta sicuramente una grande opportunità al fine di incrementare in maniera più puntuale l’efficacia delle proprie strategie.

individuare il giusto oggetto delle proprie e-mail

Sappiamo per esempio quanto sia fondamentale ed allo stesso tempo complesso individuare il giusto oggetto delle proprie e-mail: attraverso l’intelligenza artificiale è già possibile determinare i titoli delle e-mail affinché ottengano le migliori prestazioni.

Eppure, questo – come si può immaginare – è solo il primo passo. Via via, infatti, le nuove tecnologie influenzeranno sempre più a 360° le scelte strategiche appartenenti al mondo della comunicazione, rendendo tutto più performante ed efficace.

Si prevede che nei prossimi anni la cosiddetta AI sarà in grado di formulare interi testi email e individuare il modo più corretto per impaginarli, insieme alla proposizione delle immagini più coerenti, al fine di garantire le più alte prestazioni ottenibili da una campagna di e-mail marketing.


E’ vero che noi umani siamo i soli capaci di produrre strategie e creatività ma è anche vero che solo le macchine possono analizzare, processare e produrre contenuti su vasta scala.

Allo stesso modo, le nuove tecnologie saranno di supporto per approfondire la tematica della personalizzazione verso i singoli utenti. Aiuteranno cioè ad effettuare efficaci operazioni di targeting automatizzato, basato sulle caratteristiche degli utenti, sulla loro posizione geografica o sul comportamento che essi hanno manifestato in passato.

promuovere UGC con l'email marketing

UGC RULES 

Il valore dell’autenticità nell’e-mail marketing

Con l’introduzione dei social network e ancor prima di Internet su larga scala, il tema dell’autenticità è divenuto un focus essenziale, in particolar modo tra i millennial e la generazione successiva. I consumatori, cioè, si presentano maggiormente scettici nei confronti del marketing puro e questa tendenza, con grande probabilità, andrà ad aumentare.

Questo cambiamento viene visto dai marketers come una grande opportunità di evoluzione, utile per ripensare alle modalità in cui viene pubblicizzato un dato prodotto o servizio. Una delle chiavi per garantire unicità alla propria comunicazione è utilizzare il cosiddetto User Generated Content – UGC, ovvero tutto ciò che viene creato dai fan o follower sui social network appunto, a discapito dalla comunicazione ufficiale e istituzionale preconfezionata dall’azienda stessa.


In sostanza, far sì che a promuovere e a parlare di noi sia il target in prima persona è la chiave di svolta per trasmettere autenticità.

Concretamente, alcune forme di User Generated Content nel contesto dell’e-mail marketing sono le recensioni da parte dei clienti, ovvero le peer review: i consumatori possono essere scettici rispetto a quanto dichiarato da un’azienda, ma si fidano ampiamente del parere di loro coetanei o comunque di utenti che non possiedono interesse nel parlare forzatamente bene di un brand. Per questo, applicare strategie volte ad incentivare il rilascio di opinioni a fronte di uno sconto o di una promozione è senza dubbio una pratica proficua per il nostro business.

L’email marketing è il mezzo ideale per generare e promuovere UGC. Un semplice messaggio email può includere un invito a recensire un acquisto o compilare un questionario per il monitoraggio del grado di soddisfazione.

 

email su dispositivo mobile

NEW TECHNOLOGIES = NEW OPPORTUNITIES 

E-mail marketing: l’opportunità dell’interazione 

Come abbiamo anticipato, la gran parte delle email viene consultata attraverso dispositivi mobile, come smartphone e tablet. Questa tendenza con il tempo andrà sempre più a sedimentarsi, divenendo la normalità per qualunque utente.


Il 61,9% delle email viene aperto su dispositivi mobili, il 9,8 su desktop e il 28,3 su webmail client.  Fonte Adestra “Top 10 email clients” (July 2019)

Pertanto, l’ottimizzazione delle campagne email per i dispositivi mobili è indispensabile per l’ottenimento dei risultati sperati.

 

email lette da mobile

La grande opportunità delle nuove tecnologie, oltre a rendere le e-mail a portata di mano 24 ore su 24, è la maggiore possibilità di interazione con il contenuto, rispetto alla sua fruizione da desktop. Per questo, nella formulazione della nostra campagna è essenziale sfruttare effetti interattivi capaci di risultare maggiormente coinvolgenti agli occhi degli utenti.

Effetto Rollover

Una modalità è per esempio l’inserimento di animazioni o effetti rollover predisposti in HTML.

Se nelle nostre comunicazioni prevediamo prodotti tra i quali scegliere, è possibile inserire una sorta di catalogo sfogliabile per mostrare i prodotti consigliati senza che si debba uscire dall’email, ad esempio. Questi escamotage saranno perfetti per spingere gli utenti ad interagire con i nostri contenuti.

 

Come abbiamo visto, le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale stanno velocemente rivoluzionando le modalità di fruizione dei contenuti email da parte degli utenti. Questi cambiamenti, tuttavia, vanno interpretati come importanti opportunità per far evolvere le nostre strategie di e-mail marketing e rimanere al passo con i tempi, per una migliore efficacia e risultati sempre più soddisfacenti.

Il glossario dell’email marketing

Come ogni realtà verticale, anche il mondo dell’email marketing è ricco di termini specifici in cui è importante districarsi per non incorrere in brutte figure… Che cos’è un A/B test? E che cosa si intende con Open Rate?
Abbiamo realizzato un glossario dell’email marketing che sia uno strumento efficace e rapido per orientarsi tra acronimi e tecnicismi.

Infomail Prova Subito

A

A/B Testing: come indica il nome, vuole essere un processo di test attraverso cui si vanno “confrontare” due possibili soluzioni, una denominata “A” ed una denominata “B”. L’A/B testing nell’email marketing viene usato per determinare quale sia la scelta più efficace (dove per efficacia si intende la probabilità che chi riceve l’email clicchi sul componente) per la definizione dell’oggetto, delle immagini, dei testi, dei pulsanti ed in generale di tutto il layout. Si inizia a testare due possibili soluzioni, A e B, ad esempio un messaggio che inizia con un banner orizzontale linkabile ed uno che ha lo stesso banner posizionato a destra come colonna. Si inviano le due possibili soluzioni, in contemporanea, a due sottoinsiemi diversi di destinatari e si misurano le performance in termini di click, tempi di risposta e conversioni sulla landing page. Si procede così anche per le altre componenti del messaggio di cui si vuole testare l’efficacia finché si hanno ognuno degli elementi per definire il contenuto definitivo da inviare a tutto il database della newsletter, e si da così il via alla campagna di marketing vera e propria.

Ad-click: azione dell’utente che clicca su un banner o su un annuncio per collegarsi al sito o alla pagina dell’inserzionista.

Address list: lista di indirizzi di cui ci si serve per fare direct marketing.

Ad space: spazio di una pagina web riservato ai banner o ad altri annunci pubblicitari.

Aida: Attenzione, Interesse, Desiderio, Azione. È un modello che serve per spiegare le influenze delle pubblicità sul consumatore e il suo possibile successo.

Annuncio: advertisement-ad. Immagine cliccabile, bottone, banner nella pagina di un sito web. Spesso è un collegamento ipertestuale al sito dell’azienda inserzionista o ad un’altra pagina contenente maggiori informazioni sul prodotto o servizio offerto.

API: acronimo di Application Program Interface, indica ogni insieme di procedure disponibili al programmatore, di solito raggruppate a formare un set di strumenti specifici per un determinato compito

ASP: Application Service Provider. Modalità di distribuzione di applicazioni multi-utente. Il cliente può usufruire del servizio acquistandolo secondo varie modalità.


B

B2B: Business to Business. Soluzioni per l’interazione economica tra aziende.

B2C: Business to Consumer. Soluzioni economiche volte a raggiungere il cliente finale dei beni o dei servizi venduti.

Banner: banner advertisement. Forma famosa di inserzione pubblicitaria su Internet che crea curiosità. L’utente è spinto a cliccare per avere maggiori informazioni sul servizio offerto o sul prodotto. Si possono trovare molti formati. Di solito è rettangolare, lungo, stretto, in alto o in basso nella pagina web e riporta nome, logo o immagine dell’azienda inserzionista.

Brand: la marca.

Branding: tutte le attività che una società svolge per promuovere il proprio marchio.

Brand loyalty: fedeltà alla marca.

Brochure: materiale informativo di alta qualità.


C

Click: modalità con cui l’utente entra in contatto con le pagine web per poterne fruire il contenuto.

Click through: nel caso dell’email marketing si riferisce al rapporto tra le persone che hanno ricevuto le email e quelle che hanno cliccato sui link ivi presenti.

Click stream: il percorso compiuto da un utente all’interno di un singolo sito. Si può tracciare il click stream dell’utente evidenziando diversi profili comportamentali utili per capire le preferenze temporali dei contenuti del sito visitato.

Cobranding: sul web si intende l’affiancamento di loghi appartenenti a diversi partners nella stessa pagina.

Confirmed Opt-In: Il destinatario dell’email dopo essersi iscritto volontariamente ad una newsletter riceve un messaggio via posta elettronica di conferma di avvenuta iscrizione.

CRM: Customer Relationschip Management. Insieme delle attività volte ad ottimizzare tutte le fasi di gestione dei clienti.

Customer profiling: sistema che permette di individuare i comportamenti di ogni singolo utente sul sito e quindi di scoprire i suoi interessi, le sue preferenze.


D

Database: archivio elettronico in cui sono raccolti dati modificabili e consultabili in base alle proprie richieste.

Database di marketing: archivio con i dati dei clienti potenziali o effettivi di un’azienda.

Direct email marketing: veicolare messaggi personalizzati ad un gruppo di utenti iscritti ad una mailing list.

Direct mail: invio di materiale al potenziale cliente.

Direct marketing: tecnica con la quale l’impresa comunica direttamente con i propri clienti o prospect.

Double Opt-In: l’utente che si iscrive ad una newsletter riceve un messaggio di posta elettronica al quale deve obbligatoriamente rispondere. Con questa modalità è garantita la privacy.


E

Email: Electronic Mail. È un tipo di comunicazione introdotto da Internet che ha come base lo scambio di messaggi in differita tramite computer.
Le email possono avere diversi formati: solo testo (txt) o html.
Le email in formato html sono supportate da ogni client di posta. L’uso di codice html permette la creazione di email graficamente molto belle, con testi formattati in molti modi, con animazioni, link al proprio interno, grafici ed altri elementi.

Email marketing: strategia di marketing che si basa sull’uso della posta elettronica come canale di comunicazione veloce e pervasivo.


F

FAQ: Frequently Asked Questions. Ovvero domande ricorrenti. Serie di possibili domande che un utente potrebbe formulare con le relative risposte.

Feed back: risposte, ritorno informativo. Si può avere un feed back dalle risposte degli utenti che hanno risposto ad un web form.

Fidelizzazione: tecnica di marketing con la quale si mira a mantenere un legame stretto e duraturo con la propria clientela.

Form: modulo da compilare on line, è una fonte importante per reperire i dati degli utenti.

Forum: gruppo di discussione on line su un tema specifico.


L

Landing page: nel web marketing, è una pagina web specificamente strutturata che il visitatore raggiunge dopo aver cliccato un link o una pubblicità, proprio come nelle tue DEM o newsletter. Questa pagina è appositamente sviluppata per trattare specifici argomenti: mostra contenuti che sono un’estensione del link o della pubblicità ed è ottimizzata per una specifica parola chiave, o frase, per “attrarre” i motori di ricerca.

Loyalty: vedi fidelizzazione.

Lead: contatto qualificato, interesse dimostrato da un cliente in seguito ad un’iniziativa promozionale, come una DEM o una email pubblicitaria, che si può poi concretizzare nell’avvio di una trattativa commerciale.


M

Mailing: l’atto dell’inviare la posta, sul web si intende la pubblicità mandata via posta elettronica ai clienti.

Mailing list: lista delle persone iscritte ad un servizio di distribuzione di email su determinati argomenti.

Marketing automation: sistema per ottimizzare i processi di acquisizione clienti, allineando maggiormente le funzioni di Marketing e Vendite per aumentare l’efficienza di entrambe e migliorare la redditività delle campagne di lead generation. Puoi utilizzare le API di Infomail per raggiungere questi obiettivi.


N

Nicchia di mercato: gruppo di acquirenti che presentano caratteristiche comuni.

Netiquette: Network Etiquette. Insieme di regole, di linee guida da seguire nell’utilizzo corretto di Internet. Non rientra nell’ordinamento giuridico italiano. L’utente deve rispettare i suoi principi previsti dal contratto che stipula con gli Internet provider con cui ha accesso ad Internet.

Newsgroup: area di discussione pubblica per dialogare su particolari tematiche.

Newsletter: messaggio di posta elettronica che viene inviato a destinatari che abbiano dato il loro consenso. Contiene informazioni aggiornate su alcuni argomenti preferenziali.


O

One-to-one marketing: termine nato negli anni ‘80 in Giappone con cui si intendeva il marketing dei beni industriali fatto a misura del consumatore. Oggi, su Internet, si definiscono azioni di one-to-one marketing quelle di comunicazione mirate al singolo utente; chiaramente, perché siano efficaci, si deve avere una buona conoscenza del mercato, del target di riferimento.

Opt-in: modalità di iscrizione alla newsletter. Il destinatario dà il proprio consenso per ricevere futuri messaggi di posta elettronica.

Opt-out: il destinatario viene iscritto a sua insaputa ad una newsletter. Quando riceve il messaggio di posta può avere la possibilità di cancellarsi dal servizio. Questa modalità, in base ai principi della Netiquette, è da considerare spamming.


P

Permission marketing: è una tecnica di marketing con cui viene richiesto in anticipo ai consumatori il permesso di poter inviare loro informazioni sui prodotti, servizi…

Prospect: clienti potenziali.


R

Redemption: il numero di risposte che si ottengono da un’operazione promozionale o di vendita.

Remarketing: azioni nuove di marketing per rivitalizzare una domanda calante.

Report: tutti i dati che sintetizzano l’andamento di una campagna pubblicitaria.

Rich mail: email arricchita di contenuti multimediali.Trasforma la posta da medium statico a mezzo interattivo e dinamico.


S

Spam: posta elettronica massiva non sollecitata. Viola la Netiquette e la legge 675/96 sulla tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali.

Spamming: l’invio di comunicazioni elettroniche non richieste dagli utenti ad un lungo elenco di destinatari.

Statistiche: strumento fondamentale dell’email marketing per poter avere un controllo su tutte le operazioni compiute dall’utente sul sito.


T

Target: gruppo di clienti a cui un’azienda rivolge la propria attenzione commerciale.
Identificare un target significa acquisire informazioni quali l’età, il sesso, la professione…

Target market: la parte di mercato a cui l’azienda si rivolge.


U

Up market: mercato di prodotti di lusso.

Up to date: attuale, moderno.


V

Viral marketing: tipo di comunicazione che spinge chi la riceve a trasmetterla a sua volta come un virus. È il classico “passaparola” adattato al web.

Virus: è un programma in grado di riprodursi all’interno di programmi. Ha un effetto che si può manifestare sia in presenza di condizioni temporali che comportamentali.


W

Web form: modulo di richiesta di informazione o iscrizione ad una newsletter.

WYSIWYG: What You See Is What You Get. Quello che che vedi è quello che ottieni.

Come fare una campagna di e-mail marketing: i 7 punti fondamentali per il successo

Si calcola che il ROI (ossia, il Return On Investment, il Ritorno dell’investimento) di una campagna di email marketing sia tra i più alti all’interno degli strumenti di web marketing a disposizione delle aziende.
L’email è quindi tra gli strumenti più efficaci ed economici nel panorama del marketing digitale. (altro…)

Aprile 2019: Gmail è diventato il client di posta più popolare nel mondo.

Il maggior numero di e-mail è da oggi aperto all’interno di Gmail.

Per la prima volta nella sua storia, nel mese di Aprile 2019, Gmail è diventato il leader mondiale nella classifica dei client di posta per numero di aperture di email.

(altro…)