Creare una newsletter potrebbe dare un boost al vostro business

DI COSA SI TRATTA? 🤔

Cos’è una newsletter? 

 

Tutti noi quotidianamente riceviamo moltissime newsletter, ma sappiamo cosa rappresentano esattamente?

Ebbene, per dirla in maniera semplice e diretta: la newsletter è uno degli strumenti principali di una corretta strategia di marketing digitale.

Tecnicamente, si tratta di una email diretta ad un gruppo di persone, più o meno grande e selezionato, che ha  richiesto volontariamente di ricevere aggiornamenti su una certa tematica, dando il consenso alla sottoscrizione.

Quando una persona si iscrive ad una newsletter, viene immediatamente inserita in una mailing list. Ciò consente a chi gestisce i dati, di usare il suo indirizzo email ogni volta che lo ritiene opportuno ma sempre nel rispetto delle regole del GDPR, per inoltrare informazioni potenzialmente interessanti.

D’altra parte, il destinatario può decidere di annullare la propria iscrizione in qualunque momento, qualora dovesse accorgersi di non essere interessato agli argomenti trattati o alle offerte veicolate.

Gli elementi fondamentali da valutare accuratamente per creare una newsletter efficace sono due:

1.  Il target

Come abbiamo accennato, le caratteristiche della propria platea virtuale devono essere individuate, studiate e ricercate fedelmente, in modo da avere la certezza che chi riceve le nostre newsletter sia pronto e disposto a valutarle.

2. Il contenuto

La newsletter esiste in virtù di un obiettivo di comunicazione predefinito e viene letta dal suo target con la consapevolezza di ricevere qualcosa di utile e interessante, che sia un’informazione o un’opportunità. A questo proposito il contenuto è decisivo.

 

Accanto a questi due elementi ci sono altre variabili laterali, seppure importanti, come i tempi di invio, ovvero l’individuazione del giorno della settimana o dell’orario più adatto, così come la formattazione e l’aspetto grafico, che devono essere sempre impattanti e rassicuranti.

 

EMAIL MARKETING 📧

Creare una newsletter bene impostata ha un altissimo potenziale di marketing 

 

Per capire a fondo il successo e le potenzialità di questo strumento, bisogna considerare che le newsletter passano attraverso la tecnologia dell’email.

In un contesto in cui lo smartphone è un oggetto primario della nostra quotidianità, vien da sé che l’ email sia sempre e costantemente monitorata. Le newsletter si prestano ad essere lette e metabolizzate in qualunque situazione, sono infatti altamente fruibili, dunque non si può pensare di costruire un flusso di comunicazione diretto ai propri utenti, che prescinda da questo mezzo.

L’email marketing è uno dei mezzi di comunicazione più efficaci. Creare una newsletter ben progettata dal punto di vista dei contenuti visivi e testuali, può portare a grandissimi risultati, sia che si tratti di inviti ad eventi, sia che si tratti di acquisto di prodotti o di portare semplicemente traffico al proprio sito web.

I risultati in tutti i casi, a fronte di uno studio e di una preparazione adeguata, saranno immediatamente tangibili.

 

Vediamo insieme i vantaggi di creare una newsletter.

 

Creare una newsletter - i vantaggi


Infomail Prova Subito


SOLO PRO 💎

I vantaggi di creare una newsletter

 

◼️ Creare una newsletter ben fatta e inoltrarla al vostro target darà vita ad un ritorno considerevole di traffico sui vostri contenuti, siano essi su un sito web, su una landing page o su altri tipi di piattaforme di atterraggio interessanti per la vostra attività di marketing.

Mentre infatti altri mezzi di comunicazione classici come le pubblicità canoniche e persino i social network, stanno perdendo quota, la newsletter mantiene il suo primato. Le email che entrano nella casella di posta del destinatario hanno grandissime possibilità di essere aperte e valutate, purché tutto sia studiato nel migliore dei modi dal punto di vista della strategia di comunicazione.

Dall’oggetto dell’ email, che deve essere strategico e accattivante, all’indirizzo email del mittente, che deve subito far risalire alla provenienza. Se partiamo dal presupposto di creare una newsletter ben impostata, le probabilità di venire letti, capiti e di convincere a compiere l’azione che noi vogliamo spingere, sono molto elevate.

 

◼️ Creare una newsletter è un’operazione altamente economica. In un contesto di marketing monitorato da business plan e conti economici, il costo di una attività di comunicazione è sempre costantemente monitorato in relazione ai risultati.

Per riassumere: è bene tutto ciò che fa risparmiare garantendo buone performance. La newsletter è esattamente questo. Comunicazioni tramite campagne social network o ancora di più il ricorso ad influencer, richiederanno dei budget lontani anni luce dal semplice costo di una newsletter ben fatta.

 

◼️ Un altro vantaggio di creare una newsletter è la facilità di analisi delle prestazioni.

I servizi di mailing includono la possibilità di accedere alle statistiche. Alcuni dei dati che vengono messi in evidenza, nel dettaglio, sono: la quantità di clic di apertura, i clic effettuati all’interno del contenuto e il numero degli annullamenti dell’iscrizione.

 

◼️ Il quarto vantaggio di creare una newsletter è il maggiore controllo sul target e la possibilità di agire in maniera più diretta sulla costruzione del proprio bacino d’utenza. Le vostre comunicazioni infatti, arriveranno esattamente a persone interessate al servizio che offrite, nella misura in cui avrete lavorato finemente alla costruzione della vostra mailing list.

 


Qualunque sia il vostro business, se state valutando una strategia di email marketing e di comunicazione, non potrete prescindere dall’utilizzo delle newsletter come mezzo di engagement.
Le newsletter rappresentano un canale che, se sviluppato professionalmente, offre grandissimi vantaggi ed anche un ottimo ritorno sull’investimento.

Colori per l’email marketing: come scegliere quelli che funzionano

Nell’ambito della comunicazione i colori hanno significati e risposte ben precisi. Questo articolo, dunque, è per tutti coloro che fino a questo momento hanno scelto i colori per l’email marketing e per le proprie newsletter in base ad un mero gusto estetico.

I colori comunicano in maniera più immediata rispetto alle parole scritte e suscitano emozioni ben precise. Per questo, numerosi marketer hanno iniziato a ragionare in questo senso, domandandosi quali colori siano più adatti a coinvolgere ed emozionare il proprio pubblico.

In questo articolo, vedremo i suggerimenti utili per utilizzare la teoria del colore nell’ambito dell’e-mail marketing.

 

COLOR! WHAT A DEEP AND MYSTERIOUS LANGUAGE.. ⚗️

I colori per l’email marketing: il significato 

 

Quando si parla di emozioni ed evocazione di sentimenti è bene partire dal presupposto che ogni persona possiede un background differente e dunque guarda al mondo con occhi diversi, in base alla propria esperienza di vita personale.

Se dunque la nostra ambizione è quella di suscitare un’emozione nella platea alla quale ci rivolgiamo, attraverso la scelta di determinati colori piuttosto che altri, è bene essere consapevoli che non si tratta di una teoria oggettiva e dunque il percepito può variare da persona a persona.

Tuttavia, gli studiosi di marketing sono riusciti a razionalizzare i diversi significati associati in generale a determinati colori, come vedremo più avanti.

Questi significati legati ai colori sono del tutto sdoganati, basti pensare ai marchi ecologici che utilizzano il verde stabilmente.

Spesso, quando si imposta un lavoro di marketing attento e coerente, può accadere che l’identità di un brand diventi più forte del significato del suo colore. L’esempio più iconico è quello di Coca-Cola, che identifica una tonalità di rosso.

 

SPOILER: SÌ, LO È 🤓

Usare i colori nelle newsletter: è una buona idea? 

 

Si, è un’ottima idea. Anche quando l’e-mail è composta da solo testo, abbiamo la possibilità di ricorrere a colori specifici per evidenziare le parti da focalizzare o per attirare l’attenzione sul bottone della call to action.

Anche nelle email più semplici, l’utilizzo del colore giusto è un ottimo escamotage.

 

I colori per l’email marketing: Ecco le regole da seguire durante la progettazione di una newsletter:

 

1. Non eccedere negli stimoli visivi

Le e-mail devono essere molto chiare e lineari, pertanto il design deve essere sviluppato con questo stesso obiettivo. Il focus della comunicazione deve puntare sulla call to action, dunque è bene riflettere sul colore del bottone che dovrà distinguersi dal corpo dell’e-mail.

La tentazione di rendere apparentemente più bella la nostra newsletter con l’utilizzo di molti colori è sempre forte, tuttavia questa scelta è da evitare in quanto controproducente. Esporre il lettore a stimoli numerosi e caotici, di certo, lo distoglierà dal focus principale.

2. Preservare un equilibrio

La scelta migliore quando si deve stabilire l’impatto visivo di una email o una newsletter è quella di scegliere un colore principale e aggiungere al massimo due colori di supporto per i punti focali, in modo da conferire ordine e continuità al contenuto.

 

3. Trovare ispirazione nella teoria dei colori

Abbiamo anticipato, qualche riga sopra, che la percezione dei colori può variare a seconda del background di ogni individuo eppure, tutto sommato, i significati attribuiti ad ogni colore sono abbastanza condivisi, pertanto attenersi a quelle indicazioni e relazionarle con ciò che si vuole suscitare è un ottimo punto di partenza.

Ad esempio, il giallo e il rosso sono colori utilizzati spesso per comunicazioni promozionali, tuttavia se ciò che vogliamo comunicare è la vendita di un corso di meditazione, non potremo certo utilizzare tonalità così accese, bensì dovremo ricorrere a colori tenui ed evocativi per non disorientare la nostra platea.

 

i colori per l'email marketing

 

LINGUA CHE PARLI, COLORI CHE VEDI 🌈

La teoria dei colori per l’e-mail marketing

 

Ecco qui di seguito i significati associati ad ogni colore, questo riassunto può rivelarsi funzionale  alla scelta dei nostri colori per l’email marketing e allo sviluppo delle nostre e-mail, affinché creino coinvolgimento e sappiano comunicare efficacemente tutte le emozioni che desideriamo trasmettere.

Rosso

Ideale per esprimere la passione o comunicare l’urgenza di un’azione, per questo motivo – insieme al giallo – è il colore prediletto per veicolare promozioni e sconti. Sicuramente, è il colore più adatto per trasmettere energia nel lettore.

Arancione

Perfetto per trasmettere ottimismo e calore in chi legge la nostra newsletter.

Giallo

Evoca sentimenti di felicità e allegria ed è spesso scelto per comunicare ai più giovani, insieme all’arancione.

Blu

Suscita fiducia ed esprime onestà e lealtà. Per questo è molto utilizzato da chi offre un servizio.

Verde

È fisiologicamente il colore rilassante per eccellenza, proprio per la facilità con cui gli occhi umani riescono a decodificarlo. Tuttavia, negli anni, per ovvi motivi è stato associato al segmento del biologico e della sostenibilità.

Bianco

Ideale per comunicare minimalismo, serenità e neutralità.

Nero

Da utilizzare in piccole dosi, è il colore che più si lega alla forza e al controllo, all’efficienza in definitiva. Tuttavia, nel pensiero popolare rimanda a significati negativi e oscuri, pertanto il suo utilizzo va ponderato attentamente.

 

 

i colori per l'email marketing

 

COMPANY-ORIENTED 🏭

L’importanza dei colori del brand nell’e-mail marketing 

 

Entriamo ora nel vivo dei migliori consigli per ponderare e valutare l’utilizzo dei colori nella nostra strategia di email marketing.

1. Utilizzare i colori del brand

Al di là dell’esigenza di individuare colori precisi per focalizzare l’attenzione del lettore su determinati aspetti, è bene considerare che una newsletter deve necessariamente rimandare ai colori proprietari del brand, così da presentarsi in maniera riconoscibile e coerente: due qualità indispensabili per generare fiducia.

Qualora vi fosse difficoltà nell’individuare i colori esatti del nostro logo, vi sono strumenti adatti a rilevarli correttamente, come Adobe Color, Paletton, ColorSpace e ColourLovers. Questi strumenti sono in grado di offrire combinazioni di colori ad hoc, ideali per dare vita a newsletter piacevoli e coerenti con la nostra identità visiva.

 


I colori per l'email marketing - Adobe color

Palette di colori ottenuta con Adobe Color

POTREBBE INTERESSARTI: COME OTTENERE UNA PALETTE DI COLORI DA UN’IMMAGINE


2. Bilanciare i colori per l’email marketing

Per garantire equilibrio e riconoscibilità è bene utilizzare colori sempre uguali per gli elementi fissi delle nostre email e newsletter, come l’intestazione o il piè di pagina.

 

3. Limitare il numero di colori per l’email marketing

A meno che la newsletter sia disegnata da un grafico esperto, sarebbe più opportuno utilizzare un massimo di 3 colori o 4, se si comprende anche il bianco: uno per lo sfondo, che sarà il principale, uno per il contenuto centrale e uno per evidenziare i pulsanti di call to action.

 

4. Scegliere i colori per l’email marketing in base alla leggibilità

Al di là dell’aspetto concettuale o delle esigenze legate all’ordine e alla pulizia visiva, i colori per l’email marketing o da utilizzare in una newsletter devono assicurare una efficace leggibilità. Se pensiamo al testo principale, le tonalità da prediligere sono il bianco, qualora il fondo sia scuro, mentre possiamo optare per il grigio o il nero in corrispondenza di un fondo neutro o chiaro.

 

5. Scegliere il colore di sfondo e quello in primo piano

I colori degli elementi di sfondo e di quelli in primo piano devono sempre essere in contrasto, affinché tutte le componenti della newsletter siano distinguibili facilmente.

Molto semplicemente, si può ricorrere all’alternanza di bianco o nero o comunque a colori chiari in contrapposizione a colori scuri. Tendenzialmente, il fondo chiaro conferisce un approccio di pulizia e linearità maggiore, pertanto – a meno che il nostro brand non richieda l’utilizzo di tonalità scure ad ampio raggio – è bene optare per sfondi chiari e luminosi e testi scuri e leggibili.

 


 

In conclusione, i colori sono un elemento differenziante nelle newsletter e sono capaci di persuadere o confondere il lettore.

I colori attirano l’attenzione sul focus principale e convincono il lettore a compiere un’azione. Essi evocano emozioni differenti e sentimenti che, se usati in maniera funzionale, possono davvero migliorare e supportare il messaggio della nostra comunicazione, al di là delle personali interpretazioni che ogni individuo può dare, sulla base della propria esperienza personale.

Ciò di cui non si può fare a meno è l’utilizzo dei colori coerenti con il nostro brand, così da trasmettere coerenza e continuità nel lettore e invitarlo a fidarsi e affidarsi al nostro servizio.

Dunque, non c’è un’indicazione valida per tutti: iniziamo a chiederci che valori trasmette il nostro brand e cosa vogliamo comunicare e sapremo quali colori saranno più funzionali al nostro business!

KPI dell'email marketing

I 6 KPI dell’email marketing da monitorare per campagne di successo

L’e-mail è un canale ricco di opportunità e opzioni, per questo è bene aver presente quali sono i KPI dell’email marketing da monitorare, al fine di individuare margini di miglioramento o conferme sul proprio operato.
Vediamo insieme i 6 KPI dell’email marketing principali ovvero le sei metriche utili al monitoraggio di una campagna efficace.

 

LA QUANTITA’ CONTA 📈

1. Numero di iscritti alla mailing list

 

Iniziamo da una metrica basilare: è necessario infatti valutare il numero di utenti ai quali è stata inviata l’e-mail, unitamente alla totalità delle persone di cui si compone la mailing list dopo l’ultimo invio.

Questo rilievo dà un’immediata idea dell’efficacia della nostra comunicazione. Una strategia positiva deve mostrare una crescita in entrambi i versanti.

Qualora il numero di iscritti non sia aumentato, è bene analizzare la situazione per capirne il motivo; una delle prime variabili da osservare consiste nelle modalità in cui viene promossa l’iscrizione alla newsletter. Probabilmente la Call to action non è adeguata al target, oppure è posta in una posizione poco favorevole in termini di visibilità.

 

 

KPI dell'email marketing - bounce rate

ECCO IL BOUNCE ⛹️‍♂️

2. Tasso di consegna

 

Il secondo KPI dell’email marketing, come il precedente, è basilare. Quando si parla di tasso di consegna, infatti, ci si riferisce al numero di destinatari che effettivamente ricevono le comunicazioni inviate. Molto semplicemente, se dopo aver inviato una comunicazione e-mail a 100 utenti, 95 la ricevono e 5 no (i 5 sono i bounce), il tasso è da considerarsi del 95%.


KPI dell'email marketing

In Infomail è possibile dedurre il dato relativo al tasso di consegna sottraendo al numero di email inviate il numero di bounce indicato nei Report.


Al di là della problematica più immediata, bisogna sapere che, se i tassi di consegna restano bassi per diverso tempo, c’è la possibilità di incorrere in problemi con il proprio ISP oppure di non poter più inviare e-mail a interi blocchi di indirizzi IP.

Per ovviare a questo problema è necessario seguire alcune indicazioni:

🛑 Evitare di inviare comunicazioni a e-mail non attive.

🛑 Verificare attentamente gli indirizzi al momento dell’iscrizione.

🛑 Utilizzare la conferma di attivazione al momento della sottoscrizione da parte dell’utente, così da avere la certezza di non immagazzinare indirizzi di posta elettronica errati.

🛑 Effettuare una pulizia del database almeno una volta ogni sei mesi.

🛑 Seguire questi consigli farà sì che si possieda una mailing list di utenti potenzialmente interessati, senza pericoli di trovarsi categorizzati come spam 😱 e contenendo i costi di gestione legati al numero di iscritti globali.

 

OPEN 📧

3. Tasso di apertura

 

Il terzo KPI dell’email marketing tratta della percentuale in cui i destinatari dell’e-mail hanno aperto il messaggio ricevuto almeno una volta. Mediamente, le percentuali di apertura si aggirano tra il 20% e il 30 %, ma il fine di ogni campagna di e-mail marketing deve essere quello di avvicinarsi quanto più possibile al 100%.

Vediamo come si può agire virtuosamente su questa percentuale:

✔️ È possibile effettuare dei test sui tempi di invio, intesi come orari specifici nei quali gli utenti ricevono le comunicazioni, al fine di cogliere i momenti più propizi.

✔️ È consigliabile modificare la frequenza degli invii per incidere favorevolmente sulla percentuale di apertura. Tuttavia, questa operazione va ponderata attentamente: un aumento troppo consistente delle comunicazioni potrebbe avere effetti negativi sul ritorno, così come un silenzio prolungato.

✔️ La personalizzazione è spesso la chiave di tutto nell’e-mail marketing: oggetto e testo dell’e-mail diretti personalmente all’utente creeranno un coinvolgimento fruttuoso e ad alto potenziale.

✔️ Infine, è essenziale porre attenzione in particolare alla stesura dell’oggetto dell’e-mail: questa stringa testuale deve essere esaustiva e coinvolgente, ciò consentirà alla comunicazione inviata di non essere categorizzata come spam 😱.

KPI dell'email marketing - metriche dell'email marketing - Click unici

CLICK 🖱️ 

4. Percentuale di click 

 

Un’altro KPI dell’email marketing vitale per il monitoraggio dell’attività è quello dei Click unici, ovvero il numero di utenti che una volta aperta la comunicazione hanno cliccato sul collegamento proposto.

Ecco qui di seguito dei consigli utili all’incremento della percentuale appena descritta:

Innanzitutto, è indispensabile la chiarezza: dichiarare testualmente dove si verrà diretti cliccando il bottone proposto è essenziale.
Rendere chiara la comunicazione, facendo capire semplicemente dove bisogna cliccare e dando quindi istruzioni sul tipo di azione richiesta. A questo proposito, l’ideale è che per ogni e-mail inviata sia prevista una sola azione, così da non confondere i lettori.

 

IF YOU LEAVE ME, CAN I COME TOO? 😎

5. Tasso di cancellazione

 

Ancora un KPI dell’email marketing estremamente indicativo. Si tratta del numero di utenti che ci lasciano e rinunciano a ricevere le nostre comunicazioni. È bene considerare positivamente questo dato: chi si cancella da una newsletter in quanto non interessato, ci aiuterà a tenere “pulita” la nostra mailing list, con un’ottimizzazione generale delle metriche e con il conseguente contenimento di costi inutili, generati da utenti non potenziali.

D’altra parte, questo dato deve sempre rappresentare anche l’occasione per fare un’analisi accurata della propria newsletter al fine di capire se ci sono margini di miglioramento e se chi annulla l’iscrizione davvero non sia da considerare un potenziale cliente.

KPI dell'email marketing - tasso di conversione

 

CONVERTITEVI! 🖖

6. Tasso di conversione 

 

L’ultimo KPI del’email marketing da valutare è il tasso di conversione, costituito dalle persone che hanno aperto l’e-mail ricevuta e hanno intrapreso un’azione specifica dopo aver fatto click su un link.

Per conversione, intendiamo, a seconda degli obiettivi aziendali, la registrazione di un account, un acquisto o il download di un contenuto per esempio. Per misurare questi dati, l’ideale è utilizzare uno strumento come Google Analytics.

Un’operazione davvero interessante ed essenziale, per aumentare il tasso di conversione, è la segmentazione del target in base agli interessi, ciò permette una maggiore personalizzazione che spesso si rivela fruttuosa: utilizzare un linguaggio coerente con le inclinazioni del ricevente, oppure proporre direttamente un’offerta o un prodotto particolare sulla base di precise abitudini d’acquisto rilevate, può innescare un circolo virtuoso importante per una campagna di e-mail marketing.

Una modalità di segmentazione molto efficace è quella per dispositivo: l’esperienza di navigazione e la predisposizione a compiere determinate azioni, varia drasticamente a seconda che si stia leggendo un’e-mail dal cellulare o da un computer.

Il grado di attenzione e la disponibilità a prestare attenzione ad una e-mail sono fattori ampiamente variabili. Un’analisi del comportamento degli utenti messo in atto da diversi dispositivi potrà dare rilevanti informazioni sul tipo di comunicazione che stiamo proponendo, facendoci per esempio mettere in discussione il design della nostra e-mail, qualora risultasse penalizzata da mobile: una grafica non responsive restituirà dati più deboli da dispositivi di dimensioni ridotte, mentre verrà accolta normalmente da desktop.

 


 

I 6 KPI dell’email marketing appena analizzate non sono certamente le uniche esistenti, possiamo tuttavia affermare che si tratti delle più significative nell’ottica di valutare l’andamento di una campagna, in quanto restituiscono una quantità di dati importante da analizzare e sulla quale basare le proprie attività.

email marketing per piccoli budget

Email marketing: 5 grandi vantaggi per piccoli budget

Quando parliamo di e-mail marketing, la pianificazione del budget rappresenta un passaggio imprescindibile.

Se in generale la pianificazione dei costi da sostenere per tali attività risulta essenziale per ogni tipologia d’impresa, per le piccole realtà questo rappresenta un fattore ancora più importante.

I piccoli business spesso possiedono risorse contenute, per questo è decisivo effettuare delle valutazioni attente, in grado di assicurare un buon ritorno sull’investimento.

Fortunatamente, l’e-mail marketing presenta diversi vantaggi e si configura come strumento ideale affinché anche le piccole imprese riescano a comunicare efficacemente al proprio target, accrescendo la propria base clienti e fidelizzandola via via, attraverso delle operazioni brand awareness e affermazione della propria reputazione.

In questo articolo, vedremo insieme quali sono i vantaggi che determinate operazioni mirate, tramite email e newsletter, possono portare ai piccoli business.

 

EMAILS RULE ✉️

1. Coltivare relazioni solide con i clienti

Attraverso le email è possibile entrare in contatto agevolmente con la propria platea di interesse.

L’e-mail marketing è infatti il canale ideale per raggiungere i clienti al fine di condividere con loro aggiornamenti o iniziative speciali legati al proprio business. Al giorno d’oggi, infatti, la quasi totalità degli individui è costantemente connessa ad una rete internet e – attraverso il proprio smartphone – ha a disposizione la propria casella di posta elettronica in tempo reale, grazie agli alert che si attivano al momento della ricezione di nuovi messaggi.

A dimostrazione di questo fenomeno, è stato stimato che negli ultimi anni il coinvolgimento degli utenti in termini di e-mail marketing sia aumentato del 20% circa.

 

FARSI CONOSCERE E RICONOSCERE 

2. Creare brand awareness 

L’e-mail marketing è un’ottima occasione per far conoscere il proprio brand sia dal punto di vista dei contenuti che dal punto di vista visivo.

La riconoscibilità è uno dei punti essenziali sui quali si fonda il successo di un business. Abituare la propria platea ad un tone of voice prestabilito e ad un’identità visiva proprietaria è altrettanto importante quanto veicolare il valore dei propri contenuti e l’esclusività delle offerte proposte.

 

BUILD TRUST 

3. Trasmettere expertise e autorevolezza 

Si sa, più una comunicazione trasmette affidabilità e autorevolezza e più il proprio target sarà propenso a fidarsi e lasciarsi coinvolgere.

Raggiungere questo obiettivo attraverso una strategia di e-mail marketing è l’ideale, in quanto la posta elettronica  consente la condivisione di contenuti di spessore fruibili da parte degli utenti.

Un esempio sono i testi informativi provenienti da blog aziendali o video e tutorial. Grazie a questo tipo di attività è possibile posizionarsi come esperti di settore agli occhi della propria platea. Offrire periodicamente contenuti utili e di qualità fa sì che si crei attesa ed entusiasmo intorno alle e-mail programmate.

È bene specificare che, qualora l’attività prevedesse già un flusso informativo attraverso altri canali diretti, è preferibile prevedere contenuti appositi per gli iscritti alla newsletter, in modo da incentivare l’iscrizione.

risparmiare sul budget con l'email marketing

DRITTI AL PUNTO 🎯

4. Risparmiare tempo e budget 

Come abbiamo accennato sopra, le strategie di e-mail marketing sono particolarmente adatte per i piccoli business che si trovano necessariamente a gestire budget contenuti e ad ottimizzare i tempi lavorativi, in quanto dotati – con gradi probabilità – di piccoli team.

L’email consente di arrivare nello stesso momento ad un numero incredibile di utenti a fronte di costi minimi, al contrario delle classiche campagne ADV o attività dispendiose che si muovono su canali pubblicitari classici, come spot, radio e tv o campagne stampa.

Oltretutto inviando una comunicazione via e-mail si è certi che a riceverla sarà esattamente il destinatario al quale l’azienda mira.

 

REPUTAZIONE E CREDIBILITA’ 

5. Costruire la propria credibilità di impresa

Questo punto completa quanto abbiamo visto al punto 3. La comunicazione diretta al proprio target consente di costruire una determinata reputazione e di conseguenza affermare la credibilità del business in questione. Questo aspetto è essenziale per il successo di un’impresa, in quanto nessuno affiderebbe mai la propria attenzione o – ancor meno – il proprio denaro ad un’attività che non suscita affidabilità e non risulta credibile.

Attraverso una strategia di e-mail marketing è possibile costruire un’immagine solida senza mai perdere la connessione con il cliente finale.

Per lavorare bene su questo aspetto è bene stabilire a priori una strategia di marketing che punti alla fidelizzazione e al consolidamento del rapporto di fiducia con la propria platea: più aspetti gli utenti apprenderanno grazie alle comunicazioni ricevute e più si affideranno all’azienda.

In un certo senso, dunque, si può dire che l’e-mail marketing abbia una sorta di potere educativo nei confronti dalla platea coinvolta, che viene messa in grado di apprendere i valori e i plus dell’offerta.

 


social-media-per l'email marketing

Trattando questo articolo delle strategie di comunicazione adatte a piccoli business è bene citare, accanto all’e-mail marketing, un altro canale, ormai sempre meno economico se si vogliono raggiungere buone quantità di utenti, ma pur sempre adatto a mettere in contatto un’azienda con il proprio target.

Parliamo dei social network, da sfruttare in qualità di rafforzativo rispetto alla newsletter.

Il bacino di utenti raggiungibili attraverso i social è davvero incredibile e ben stratificato. Basti pensare che quasi il 70% delle piccole imprese sfrutta Facebook per affermare la propria brand awareness, in affiancamento a strategie di e-mail marketing.

Instagram è un ottimo strumento in crescita e permette di comunicare efficacemente attraverso le immagini. Va per la maggiore tra le donne sotto i 30 anni. Twitter è ideale in qualità di servizio clienti e la sua popolazione è equamente distribuita tra uomini e donne.

Per finire è indispensabile citare Linkedin, la più famosa piattaforma social professionale, alla quale sono collegati circa 600 milioni di utenti. A seconda del business che si desidera promuovere è possibile valutare anche alternative meno diffuse come Pinterest e Snapchat.


Per concludere, l’e-mail marketing è un canale di comunicazione ideale anche per i piccoli business. I bassi costi da sostenere, la velocità d’azione, l’efficacia nel raggiungimento di un target specifico e la possibilità di monitorare i risultati delineano un quadro che non può lasciare dubbi sulla convenienza di tale pratica.

Come abbiamo visto, per finire, i social network rappresentano un ottimo alleato, in grado di lavorare parallelamente alla strategia e-mail per affermare la brand awareness e la reputazione del proprio business agli occhi del target coinvolto.

email-marketing-trend 2020

Le strategie di email marketing cambiano: ecco i trend degli anni 2020

I cambiamenti degli ultimi anni, specialmente in corrispondenza dell’avvento dei social, hanno portato molto scompiglio nell’ambito dell’e-mail marketing, suscitando dubbi sul suo futuro. Tuttavia, dati alla mano, quel che emerge è un panorama decisamente rassicurante in questo senso. L’incremento dell’utilizzo degli smartphone ha reso infatti la posta elettronica ampiamente disponibile, coerentemente con la crescita esponenziale di utenti dotati di una casella e-mail.


Più della metà della popolazione mondiale utilizza la posta elettronica.  Secondo un report di Radicati nel 2019 il numero totale di utilizzatori di servizi email aveva raggiunto i 3.9 miliardi. Questa cifra rappresenta il numero degli account email attivi durante i 3 mesi della ricerca. E’ probabile che esistano altrettanti account di posta elettronica non molto frequentati.
Giusto per fare un confronto, gli utilizzatori di social media nel mondo sono circa 3.5 miliardi. Anche in questo caso il numero è imponente ma inferiore a quello degli account email.

Chi non ottiene i riscontri desiderati relativamente alla propria campagna di email marketing non può certo dare la colpa alla diffusione dei social network, quanto piuttosto deve interrogarsi sulle probabili strategie errate messe in atto.
Il punto indispensabile affinché l’email marketing continui a dare i risultati attesi – ed anzi migliori le performance – è lo stare al passo con i tempi e modulare le proprie strategie coerentemente con l’evoluzione della comunicazione online.

Alexa, leggi la mia email

ALEXA LEGGI LA MIA E-MAIL!

Tecnologia Voice ed email marketing 

Una delle evoluzioni principali, a cui ha assistito negli ultimi anni il mondo di Internet, riguarda il modo in cui gli utenti interagiscono con esso. La diffusione degli altoparlanti intelligenti come Alexa di Amazon sono l’esempio lampante di questa evoluzione.

Non si tratta, infatti, di dispositivi utili unicamente ad ascoltare la musica o a impostare un timer, bensì di tecnologie in grado di rivoluzionare la fruizione dei contenuti online, come la consultazione della posta elettronica, ad esempio. Molti professionisti, infatti, invece di leggere le proprie e-mail personalmente, le fanno leggere agli assistenti vocali per risparmiare tempo, mentre guidano o sono impegnati in altre attività.


Secondo una recente ricerca di Juniper Research, il numero di asistenti vocali triplicherà entro il 2023. Se la previsione si rivelerà esatta, in tutto il mondo ci saranno 8 miliardi di di voice assistant attivi, ovvero pi assistenti vocali che esseri umani. (Juniper Research – 2018)

Chiaramente, questo cambiamento richiede un adattamento di strategia nell’ambito dell’email marketing, in quanto viene a mancare lo stimolo visivo e l’apprendimento dei contenuti risulta unicamente legato all’ascolto.

Colori, immagini e grafica diventano completamente superflue per chi fruisce delle e-mail tramite tecnologie Voice, così come il linguaggio assume un’importanza centrale. Il testo dell’e-mail, in quest’ottica, necessita di una scorrevolezza maggiore e grande chiarezza e sintesi.

Per quanto riguarda in particolare i contributi visivi, dovendo conciliare l’esperienza classica degli utenti che continueranno a consultare la posta elettronica tramite un monitor e quella di coloro che sono già passati ad altoparlanti intelligenti, sarà indispensabile corredare ogni immagine dell’Alt Text così che vi sia continuità nella lettura e il contenuto risulti ampiamente comprensibile da tutti.

 

Intelligenza artificiale per l'email marketing

DEUS EX MACHINA 

L’intelligenza artificiale come opportunità per l’email marketing

Come abbiamo accennato, l’ingresso dell’intelligenza artificiale nelle nostre vite sta portando tantissimi vantaggi sia a livello personale che a livello professionale. Per i marketers esperti di e-mail, questa risorsa rappresenta sicuramente una grande opportunità al fine di incrementare in maniera più puntuale l’efficacia delle proprie strategie.

individuare il giusto oggetto delle proprie e-mail

Sappiamo per esempio quanto sia fondamentale ed allo stesso tempo complesso individuare il giusto oggetto delle proprie e-mail: attraverso l’intelligenza artificiale è già possibile determinare i titoli delle e-mail affinché ottengano le migliori prestazioni.

Eppure, questo – come si può immaginare – è solo il primo passo. Via via, infatti, le nuove tecnologie influenzeranno sempre più a 360° le scelte strategiche appartenenti al mondo della comunicazione, rendendo tutto più performante ed efficace.

Si prevede che nei prossimi anni la cosiddetta AI sarà in grado di formulare interi testi email e individuare il modo più corretto per impaginarli, insieme alla proposizione delle immagini più coerenti, al fine di garantire le più alte prestazioni ottenibili da una campagna di e-mail marketing.


E’ vero che noi umani siamo i soli capaci di produrre strategie e creatività ma è anche vero che solo le macchine possono analizzare, processare e produrre contenuti su vasta scala.

Allo stesso modo, le nuove tecnologie saranno di supporto per approfondire la tematica della personalizzazione verso i singoli utenti. Aiuteranno cioè ad effettuare efficaci operazioni di targeting automatizzato, basato sulle caratteristiche degli utenti, sulla loro posizione geografica o sul comportamento che essi hanno manifestato in passato.

promuovere UGC con l'email marketing

UGC RULES 

Il valore dell’autenticità nell’e-mail marketing

Con l’introduzione dei social network e ancor prima di Internet su larga scala, il tema dell’autenticità è divenuto un focus essenziale, in particolar modo tra i millennial e la generazione successiva. I consumatori, cioè, si presentano maggiormente scettici nei confronti del marketing puro e questa tendenza, con grande probabilità, andrà ad aumentare.

Questo cambiamento viene visto dai marketers come una grande opportunità di evoluzione, utile per ripensare alle modalità in cui viene pubblicizzato un dato prodotto o servizio. Una delle chiavi per garantire unicità alla propria comunicazione è utilizzare il cosiddetto User Generated Content – UGC, ovvero tutto ciò che viene creato dai fan o follower sui social network appunto, a discapito dalla comunicazione ufficiale e istituzionale preconfezionata dall’azienda stessa.


In sostanza, far sì che a promuovere e a parlare di noi sia il target in prima persona è la chiave di svolta per trasmettere autenticità.

Concretamente, alcune forme di User Generated Content nel contesto dell’e-mail marketing sono le recensioni da parte dei clienti, ovvero le peer review: i consumatori possono essere scettici rispetto a quanto dichiarato da un’azienda, ma si fidano ampiamente del parere di loro coetanei o comunque di utenti che non possiedono interesse nel parlare forzatamente bene di un brand. Per questo, applicare strategie volte ad incentivare il rilascio di opinioni a fronte di uno sconto o di una promozione è senza dubbio una pratica proficua per il nostro business.

L’email marketing è il mezzo ideale per generare e promuovere UGC. Un semplice messaggio email può includere un invito a recensire un acquisto o compilare un questionario per il monitoraggio del grado di soddisfazione.

 

email su dispositivo mobile

NEW TECHNOLOGIES = NEW OPPORTUNITIES 

E-mail marketing: l’opportunità dell’interazione 

Come abbiamo anticipato, la gran parte delle email viene consultata attraverso dispositivi mobile, come smartphone e tablet. Questa tendenza con il tempo andrà sempre più a sedimentarsi, divenendo la normalità per qualunque utente.


Il 61,9% delle email viene aperto su dispositivi mobili, il 9,8 su desktop e il 28,3 su webmail client.  Fonte Adestra “Top 10 email clients” (July 2019)

Pertanto, l’ottimizzazione delle campagne email per i dispositivi mobili è indispensabile per l’ottenimento dei risultati sperati.

 

email lette da mobile

La grande opportunità delle nuove tecnologie, oltre a rendere le e-mail a portata di mano 24 ore su 24, è la maggiore possibilità di interazione con il contenuto, rispetto alla sua fruizione da desktop. Per questo, nella formulazione della nostra campagna è essenziale sfruttare effetti interattivi capaci di risultare maggiormente coinvolgenti agli occhi degli utenti.

Effetto Rollover

Una modalità è per esempio l’inserimento di animazioni o effetti rollover predisposti in HTML.

Se nelle nostre comunicazioni prevediamo prodotti tra i quali scegliere, è possibile inserire una sorta di catalogo sfogliabile per mostrare i prodotti consigliati senza che si debba uscire dall’email, ad esempio. Questi escamotage saranno perfetti per spingere gli utenti ad interagire con i nostri contenuti.

 

Come abbiamo visto, le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale stanno velocemente rivoluzionando le modalità di fruizione dei contenuti email da parte degli utenti. Questi cambiamenti, tuttavia, vanno interpretati come importanti opportunità per far evolvere le nostre strategie di e-mail marketing e rimanere al passo con i tempi, per una migliore efficacia e risultati sempre più soddisfacenti.

Il glossario dell’email marketing

Come ogni realtà verticale, anche il mondo dell’email marketing è ricco di termini specifici in cui è importante districarsi per non incorrere in brutte figure… Che cos’è un A/B test? E che cosa si intende con Open Rate?
Abbiamo realizzato un glossario dell’email marketing che sia uno strumento efficace e rapido per orientarsi tra acronimi e tecnicismi.

A

A/B Testing: come indica il nome, vuole essere un processo di test attraverso cui si vanno “confrontare” due possibili soluzioni, una denominata “A” ed una denominata “B”. L’A/B testing nell’email marketing viene usato per determinare quale sia la scelta più efficace (dove per efficacia si intende la probabilità che chi riceve l’email clicchi sul componente) per la definizione dell’oggetto, delle immagini, dei testi, dei pulsanti ed in generale di tutto il layout. Si inizia a testare due possibili soluzioni, A e B, ad esempio un messaggio che inizia con un banner orizzontale linkabile ed uno che ha lo stesso banner posizionato a destra come colonna. Si inviano le due possibili soluzioni, in contemporanea, a due sottoinsiemi diversi di destinatari e si misurano le performance in termini di click, tempi di risposta e conversioni sulla landing page. Si procede così anche per le altre componenti del messaggio di cui si vuole testare l’efficacia finché si hanno ognuno degli elementi per definire il contenuto definitivo da inviare a tutto il database della newsletter, e si da così il via alla campagna di marketing vera e propria.

Ad-click: azione dell’utente che clicca su un banner o su un annuncio per collegarsi al sito o alla pagina dell’inserzionista.

Address list: lista di indirizzi di cui ci si serve per fare direct marketing.

Ad space: spazio di una pagina web riservato ai banner o ad altri annunci pubblicitari.

Aida: Attenzione, Interesse, Desiderio, Azione. È un modello che serve per spiegare le influenze delle pubblicità sul consumatore e il suo possibile successo.

Annuncio: advertisement-ad. Immagine cliccabile, bottone, banner nella pagina di un sito web. Spesso è un collegamento ipertestuale al sito dell’azienda inserzionista o ad un’altra pagina contenente maggiori informazioni sul prodotto o servizio offerto.

API: acronimo di Application Program Interface, indica ogni insieme di procedure disponibili al programmatore, di solito raggruppate a formare un set di strumenti specifici per un determinato compito

ASP: Application Service Provider. Modalità di distribuzione di applicazioni multi-utente. Il cliente può usufruire del servizio acquistandolo secondo varie modalità.


B

B2B: Business to Business. Soluzioni per l’interazione economica tra aziende.

B2C: Business to Consumer. Soluzioni economiche volte a raggiungere il cliente finale dei beni o dei servizi venduti.

Banner: banner advertisement. Forma famosa di inserzione pubblicitaria su Internet che crea curiosità. L’utente è spinto a cliccare per avere maggiori informazioni sul servizio offerto o sul prodotto. Si possono trovare molti formati. Di solito è rettangolare, lungo, stretto, in alto o in basso nella pagina web e riporta nome, logo o immagine dell’azienda inserzionista.

Brand: la marca.

Branding: tutte le attività che una società svolge per promuovere il proprio marchio.

Brand loyalty: fedeltà alla marca.

Brochure: materiale informativo di alta qualità.


C

Click: modalità con cui l’utente entra in contatto con le pagine web per poterne fruire il contenuto.

Click through: nel caso dell’email marketing si riferisce al rapporto tra le persone che hanno ricevuto le email e quelle che hanno cliccato sui link ivi presenti.

Click stream: il percorso compiuto da un utente all’interno di un singolo sito. Si può tracciare il click stream dell’utente evidenziando diversi profili comportamentali utili per capire le preferenze temporali dei contenuti del sito visitato.

Cobranding: sul web si intende l’affiancamento di loghi appartenenti a diversi partners nella stessa pagina.

Confirmed Opt-In: Il destinatario dell’email dopo essersi iscritto volontariamente ad una newsletter riceve un messaggio via posta elettronica di conferma di avvenuta iscrizione.

CRM: Customer Relationschip Management. Insieme delle attività volte ad ottimizzare tutte le fasi di gestione dei clienti.

Customer profiling: sistema che permette di individuare i comportamenti di ogni singolo utente sul sito e quindi di scoprire i suoi interessi, le sue preferenze.


D

Database: archivio elettronico in cui sono raccolti dati modificabili e consultabili in base alle proprie richieste.

Database di marketing: archivio con i dati dei clienti potenziali o effettivi di un’azienda.

Direct email marketing: veicolare messaggi personalizzati ad un gruppo di utenti iscritti ad una mailing list.

Direct mail: invio di materiale al potenziale cliente.

Direct marketing: tecnica con la quale l’impresa comunica direttamente con i propri clienti o prospect.

Double Opt-In: l’utente che si iscrive ad una newsletter riceve un messaggio di posta elettronica al quale deve obbligatoriamente rispondere. Con questa modalità è garantita la privacy.


E

Email: Electronic Mail. È un tipo di comunicazione introdotto da Internet che ha come base lo scambio di messaggi in differita tramite computer.
Le email possono avere diversi formati: solo testo (txt) o html.
Le email in formato html sono supportate da ogni client di posta. L’uso di codice html permette la creazione di email graficamente molto belle, con testi formattati in molti modi, con animazioni, link al proprio interno, grafici ed altri elementi.

Email marketing: strategia di marketing che si basa sull’uso della posta elettronica come canale di comunicazione veloce e pervasivo.


F

FAQ: Frequently Asked Questions. Ovvero domande ricorrenti. Serie di possibili domande che un utente potrebbe formulare con le relative risposte.

Feed back: risposte, ritorno informativo. Si può avere un feed back dalle risposte degli utenti che hanno risposto ad un web form.

Fidelizzazione: tecnica di marketing con la quale si mira a mantenere un legame stretto e duraturo con la propria clientela.

Form: modulo da compilare on line, è una fonte importante per reperire i dati degli utenti.

Forum: gruppo di discussione on line su un tema specifico.


L

Landing page: nel web marketing, è una pagina web specificamente strutturata che il visitatore raggiunge dopo aver cliccato un link o una pubblicità, proprio come nelle tue DEM o newsletter. Questa pagina è appositamente sviluppata per trattare specifici argomenti: mostra contenuti che sono un’estensione del link o della pubblicità ed è ottimizzata per una specifica parola chiave, o frase, per “attrarre” i motori di ricerca.

Loyalty: vedi fidelizzazione.

Lead: contatto qualificato, interesse dimostrato da un cliente in seguito ad un’iniziativa promozionale, come una DEM o una email pubblicitaria, che si può poi concretizzare nell’avvio di una trattativa commerciale.


M

Mailing: l’atto dell’inviare la posta, sul web si intende la pubblicità mandata via posta elettronica ai clienti.

Mailing list: lista delle persone iscritte ad un servizio di distribuzione di email su determinati argomenti.

Marketing automation: sistema per ottimizzare i processi di acquisizione clienti, allineando maggiormente le funzioni di Marketing e Vendite per aumentare l’efficienza di entrambe e migliorare la redditività delle campagne di lead generation. Puoi utilizzare le API di Infomail per raggiungere questi obiettivi.


N

Nicchia di mercato: gruppo di acquirenti che presentano caratteristiche comuni.

Netiquette: Network Etiquette. Insieme di regole, di linee guida da seguire nell’utilizzo corretto di Internet. Non rientra nell’ordinamento giuridico italiano. L’utente deve rispettare i suoi principi previsti dal contratto che stipula con gli Internet provider con cui ha accesso ad Internet.

Newsgroup: area di discussione pubblica per dialogare su particolari tematiche.

Newsletter: messaggio di posta elettronica che viene inviato a destinatari che abbiano dato il loro consenso. Contiene informazioni aggiornate su alcuni argomenti preferenziali.


O

One-to-one marketing: termine nato negli anni ‘80 in Giappone con cui si intendeva il marketing dei beni industriali fatto a misura del consumatore. Oggi, su Internet, si definiscono azioni di one-to-one marketing quelle di comunicazione mirate al singolo utente; chiaramente, perché siano efficaci, si deve avere una buona conoscenza del mercato, del target di riferimento.

Opt-in: modalità di iscrizione alla newsletter. Il destinatario dà il proprio consenso per ricevere futuri messaggi di posta elettronica.

Opt-out: il destinatario viene iscritto a sua insaputa ad una newsletter. Quando riceve il messaggio di posta può avere la possibilità di cancellarsi dal servizio. Questa modalità, in base ai principi della Netiquette, è da considerare spamming.


P

Permission marketing: è una tecnica di marketing con cui viene richiesto in anticipo ai consumatori il permesso di poter inviare loro informazioni sui prodotti, servizi…

Prospect: clienti potenziali.


R

Redemption: il numero di risposte che si ottengono da un’operazione promozionale o di vendita.

Remarketing: azioni nuove di marketing per rivitalizzare una domanda calante.

Report: tutti i dati che sintetizzano l’andamento di una campagna pubblicitaria.

Rich mail: email arricchita di contenuti multimediali.Trasforma la posta da medium statico a mezzo interattivo e dinamico.


S

Spam: posta elettronica massiva non sollecitata. Viola la Netiquette e la legge 675/96 sulla tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali.

Spamming: l’invio di comunicazioni elettroniche non richieste dagli utenti ad un lungo elenco di destinatari.

Statistiche: strumento fondamentale dell’email marketing per poter avere un controllo su tutte le operazioni compiute dall’utente sul sito.


T

Target: gruppo di clienti a cui un’azienda rivolge la propria attenzione commerciale.
Identificare un target significa acquisire informazioni quali l’età, il sesso, la professione…

Target market: la parte di mercato a cui l’azienda si rivolge.


U

Up market: mercato di prodotti di lusso.

Up to date: attuale, moderno.


V

Viral marketing: tipo di comunicazione che spinge chi la riceve a trasmetterla a sua volta come un virus. È il classico “passaparola” adattato al web.

Virus: è un programma in grado di riprodursi all’interno di programmi. Ha un effetto che si può manifestare sia in presenza di condizioni temporali che comportamentali.


W

Web form: modulo di richiesta di informazione o iscrizione ad una newsletter.

WYSIWYG: What You See Is What You Get. Quello che che vedi è quello che ottieni.

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