Perché è indispensabile avere una strategia di email marketing

7 idee per creare email e newsletter irresistibili

L’uso di email e newsletter integrato nella strategia di marketing può rivelarsi molto efficace, ma per ottenere risultati importanti è indispensabile creare contenuti di qualità, accattivanti e persuasivi.

Se infatti un messaggio email curato nei dettagli può rappresentare un potente strumento di conversione, un testo scritto in maniera poco professionale può infastidire il lettore e generare cancellazioni dalla mailing list o segnalazioni di spam.

Bisogna quindi prestare particolare attenzione alle parole e inviare contenuti che il destinatario possa ritenere di valore, ma come fare? Molte aziende affidano il lavoro di redazione a copywriter professionisti, ma per chi volesse cimentarsi nell’arte della scrittura ecco 7 preziosi suggerimenti per realizzare email e newsletter efficaci.

 

1. Usa un tono informale

Si può essere professionali senza per questo risultare troppo rigidi nel linguaggio. Un tono amichevole e informale aiuta il lettore ad affrontare il testo in maniera più rilassata e a sentirsi più vicino. Le esperienza professionali e le informazioni interessanti per il destinatario possono essere condivise con un linguaggio simile a quello che si utilizzerebbe per spiegare il proprio lavoro a un amico. Spesso alcuni scrittori di fama dicono che un testo ben scritto è quello ritenuto comprensibile anche da un bambino, evidenziando la necessità di un linguaggio semplice e di un tono conversazionale.

 

2. Promuovi notizie virali

Le notizie presentano lo svantaggio di avere una certa volatilità. Un argomento attuale adesso potrebbe essere superato nel giro di qualche giorno o addirittura di qualche ora. Per questo i contenuti che si fondano sulle news del momento vanno utilizzati con una certa parsimonia, ma non bisogna rinunciare ad essi. Cavalcare le notizie soprattutto quelle virali, e le onde emotive del momento servirà a comunicare ai lettori l’idea che ‘si è sul pezzo’ e si è in grado di fornire commenti, idee e soluzioni su un tema che è considerato di assoluta attualità.

 

3. Un po’ di poesia rende più piacevole la lettura

Ammettiamolo: un testo accattivante, divertente e arricchito di qualche virtuosismo è sempre più piacevole di un brano informativo e asettico. Non è necessario esagerare nella ricerca dei termini, nell’umorismo o nella produzione di rime, ma sarà sufficiente qualche gioco di parole e comunque utilizzare qualche trucco per attirare l’attenzione. Una frase in rima o l’uso di allitterazioni, sono, ad esempio, mezzi per rompere la monotonia della lettura.

Bisogna però dare a questo aspetto la giusta priorità. Se un’idea arriva spontaneamente e risulta appropriata al contesto sarà bene utilizzarla, ma se dovesse svilire il messaggio in favore della simpatia è meglio evitarne l’uso.

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4. Racconta storie

In termini tecnici si chiama storytelling e di fatto il suo uso è da sempre molto ampio nell’ambito delle comunicazioni. Che si voglia promuovere un prodotto, un servizio o un personaggio è sempre una buona idea quella di creare una storia che ne supporti il valore. Molte persone di fama mondiale sono accompagnate da una storia che caratterizza la loro vita e la loro ragione di essere ciò che rappresentano. Analogamente la sponsorizzazione di prodotti passa attraverso pubblicità volte a creare una storia intorno a quanto viene proposto. Anche le email possono essere arricchite da storie. Si può evidenziare come qualcuno sia riuscito a risolvere un problema grazie all’uso di un prodotto o di un servizio ma anche narrare esperienze professionali del proprio settore come aneddoti e storie.

 

5. Rendi il messaggio personale

Nell’email marketing è importante creare email e newsletter da persone reali per persone reali. Molto utile è  impostare il testo in modo informale e utilizzare il ‘tu’ per rivolgersi all’interlocutore. L’email è infatti qualcosa di personale e nella redazione del testo è utile tenere a mente che bisogna scrivere come se ci si rivolgesse ad un amico rendendo così il testo più accessibile e portando la comunicazione a un livello più ‘intimo’.

 

6. Sintesi e semplicità

La lettura di un’email o newsletter richiede tempo e spesso avviene in condizioni non ottimali. Oggi può capitare che le persone aprano la loro casella di posta elettronica mentre sono in autobus o perfino in bagno. Hanno pochi istanti per decidere se un contenuto è interessante e proseguire nella lettura o chiudere e passare oltre. Per questo è importante essere sintetici ed efficaci.

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7. Invita sempre all’azione

Lo scopo di un’email commerciale non è mai quello di restare lettera morta, ma deve produrre delle conseguenze. Il ricevente deve essere spinto a un passo successivo. Quale debba essere questo passo dipende dalla fase della relazione che si è stabilita con il destinatario. In principio può essere l’invito a visionare un nuovo contenuto o l’iscrizione a un servizio di prova, in un secondo momento si può proporre un codice sconto da utilizzare in tempi rapidi o di aderire a un’offerta dedicata. In ogni caso è importante che al termine dell’email il lettore sia chiamato ad agire con una Call to Action ben studiata, e, se lo farà, si potrà ritenere che il testo scritto è stato efficace.

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Inviare una newsletter: 3 elementi per andare a segno

Inviare una newsletter è una potente strategia di comunicazione, ma sempre più spesso l’email arriva al destinatario insieme a diversi altri messaggi di posta elettronica e, se non riesce ad essere attraente, nelle migliori ipotesi viene aperta e guardata solo “di sfuggita”, nel peggiore dei casi viene spostata nel cestino o segnalata come spam 😱

La preparazione dei messaggi deve essere quindi particolarmente accurata creando innanzitutto un oggetto in grado di spingere all’apertura del messaggio, quindi un contenuto di valore che tenga alta l’attenzione del lettore.

1. Come scrivere l’oggetto di un’email

Questa sola riga gioca un ruolo fondamentale nella strategia comunicativa di email marketing e quindi nell’inviare una newsletter che si riveli efficace.
In base alle poche parole inserite in essa l’utente sceglierà se aprire, ignorare, cestinare o segnalare il messaggio come spam.

Corri un grosso rischio se utilizzi toni fastidiosi. Un oggetto con troppi caratteri speciali, con promesse chiaramente false verrà facilmente considerato “spazzatura”.

D’altra parte con uno stile sottotono, magari interessante, ma solo un po’, l’email finirà nella pila dei messaggi che l’utente si ripromette di leggere poi, ma che di fatto non aprirà mai.

Quindi, in poche parole, dovrai riuscire a creare un senso di urgenza rispetto alla scelta di sapere cosa contiene il resto del messaggio.

A questo scopo può essere utile utilizzare termini che richiamino fin da subito il concetto dell’agire prediligendo i verbi. Preferisci formulazioni che in maniera implicita o esplicita chiariscano fin da subito l’importanza di fare qualcosa entro un termine: “Prenota la tua cena per Ferragosto” è più forte del solo invito a prenotare, perché offre una motivazione, una scadenza e la speranza che il tuo messaggio aiuti chi lo riceve a risolvere una situazione che gli sta a cuore.

Ricorda infine che l’oggetto deve essere pertinente. Se hai generato delle aspettative non puoi permetterti di deluderle e dovrai quindi preparare un contenuto all’altezza del compito.

 

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2. Come strutturare il contenuto di una newsletter

In premessa si è specificato quanto nell’inviare una newsletter sia difficile catturare l’attenzione del lettore, ciò vuol dire che dopo gli sforzi fatti per averla, bisogna fare di tutto per non perderla e il contenuto serve proprio a questo.

Ecco alcuni suggerimenti per strutturarlo:

  • Parla all’utente. A questo scopo prediligi un linguaggio in seconda persona, l’ideale è dare del tu proprio come faresti in una conversazione con un amico. Ricorda inoltre di segmentare le categorie di utenti a cui invii i tuoi messaggi riservandoli a chi davvero può essere interessato alle informazioni che stai proponendo.

 

  • Evita di magnificare il tuo brand, con frasi vuote del tipo “noi siamo i migliori”. All’utente non importano le auto-celebrazioni, vuole capire invece quali sono i vantaggi che trae se legge il tuo messaggio e fa quanto gli suggerisci.

 

  • Concentrati sui vantaggi di eventuali prodotti, servizi o suggerimenti che proponi piuttosto che sulle funzionalità sui cui essi si basano. A nessuno importa che un’aspirapolvere abbia una o cento diverse velocità. É interessante però sapere che con una velocità bassa si possono trattare superfici delicate senza rovinarle, mentre con una più alta si ha maggior pulizia dove è necessario agire con più energia.

 

  • Usa una formattazione piacevole. La lettura online può risultare pesante se il testo si presenta come un’unico muro di parole. Inserisci righe bianche per dare espiro alla pagina e qualche grassetto per far sì che a colpo d’occhio l’utente riesca a capire l’essenza del messaggio.

 

3. Come gestire, tecnicamente, la newsletter

Inviare una newsletter è una strategia efficace nel tempo e importante, ma richiede una gestione che sia semplice per l’utente e tecnologicamente affidabile.

L’uso dei dati degli utenti deve rigorosamente rispettare le normative vigenti e d’altra parte deve consentire la creazione dei messaggi in maniera semplice e rapida, e garantire un risultato finale che risulti piacevole per il lettore.

Tutto questo puoi ottenerlo utilizzando la piattaforma di email marketing  Infomail.

Infomail, senza canoni di attivazione, consente di gestire invii verso numerosi indirizzi in maniera facile e nel pieno rispetto del GDPR. Pur essendo molto intuitiva offre anche un servizio di supporto telefonico in italiano e gratuito.

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Come si crea una newsletter - i 2 punti chiave per non sbagliare

Come si crea una newsletter: i 2 punti chiave per iniziare

Se vi state chiedendo come si crea una newsletter, sappiate che il vero segreto di successo è il suo contenuto.
Se l’ email non è interessante, accattivante e utile verrà infatti accantonata, eliminata o segnalata come spam dal destinatario 😱

Il risultato? Uno spreco di tempo e di denaro e soprattutto un’ottima occasione di business persa.

Creare una newsletter che centri l’obiettivo non richiede certo le doti di un esperto letterato, ma è essenziale prestare molta attenzione a non commettere errori imperdonabili. Basta infatti una frase o un tono poco interessante per perdere un potenziale cliente.

Vediamo insieme quindi come si crea una newsletter di successo in due semplici passi e quali sono i segreti per non inciampare in goffi errori.

◼️ Come si crea una newsletter, punto 1: l’oggetto

L’oggetto è una delle parti più importanti dell’intera newsletter.
L’oggetto deve racchiudere in pochissime parole un concetto, un riassunto, uno spunto e un’ispirazione efficace.
Ma, prima di tutto, deve stimolare la curiosità per spingere il destinatario a continuare a leggere il resto dell’ email.
Non è esagerato pensare all’oggetto come l’elemento più rappresentativo dell’intera newsletter, un po’ come il titolo di un film o uno slogan pubblicitario.

Stando alle statistiche, le possibilità che il destinatario apra l’email e la legga dipendono in gran parte proprio dall’oggetto della stessa, vale a dire dal “titolo” che si decide di attribuirle.

Al contrario, un oggetto “sbagliato” è un biglietto sicuro di sola andata per la cartella di spam o quella del cestino.

Vediamo come creare l’oggetto perfetto.

Per prima cosa, è consigliabile utilizzare i verbi. È un po’ come spronare una persona ad agire, anziché farle subire passivamente un messaggio di informazione.
Un esempio potrebbe essere quello di invitare l’utente ad accrescere le proprie capacità in un determinato modo, sorprendere gli amici oppure provare la novità del momento. In questo modo, il cliente non è più vittima della comunicazione, ma protagonista attivo.

Dopodiché, è importante personalizzare il contenuto dell’oggetto sulle reali esigenze del cliente o del potenziale cliente. Questo permette di rendere la comunicazione mirata e non sprecare un’opportunità importante di contatto con un oggetto fuori luogo o troppo vago o generico.

Ad esempio, si pensi ad un brand che vende cibo per animali. Sarebbe un chiaro fallimento proporre al cliente le nuove crocchette per cani citandole nell’oggetto della newsletter quando, in realtà, egli possiede un gatto o un canarino. È un errore davvero fatale, perché fa sentire l’utente un numero, un mezzo di guadagno per il brand e non un cliente importante.

 


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Altrettanto importante è rendere chiaro il contenuto dell’email già nell’oggetto.
È utile e giusto catturare l’interesse, ma è necessario fin da subito chiarire anche l’argomento. Se l’utente che riceve la newsletter non comprende subito il motivo per cui ha ricevuto l’email, il rischio è che si senta confuso o poco coinvolto. Addirittura potrebbe non aprire nemmeno il messaggio!

È quindi opportuno puntare su una frase piuttosto breve, concisa ma schietta su ciò che si desidera comunicare, invitando il destinatario ad agire e catturando il suo interesse.

Infine, assicurarsi sempre che ci sia coerenza tra l’oggetto dell’email ed il suo corpo.

Se l’oggetto non corrisponde al contenuto dell’email o è un titolo cosiddetto clickbait (vale a dire orientato esclusivamente ad attirare l’utente ad aprire la mail), il destinatario si sentirà preso in giro e non aprirà più email provenienti dal mittente.
Non solo: anche l’immagine del brand ne risente e con ogni probabilità la newsletter finirà nella cartella delle spam.

 

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◼️ Come si crea una newsletter, punto 2: il corpo dell’email

Una volta trovato l’oggetto perfetto della newsletter, è arrivato il momento di crearne il contenuto. È importante ricordare che anche il titolo migliore del mondo diventa inutile se il testo che lo segue è privo di carattere, poco efficace o scritto nel modo sbagliato.

Prima di tutto, è bene riprendere il concetto di personalizzazione. Se l’oggetto si riferisce ad un segmento di destinatari in particolare, è necessario seguire tale linea logica anche per il contenuto della newsletter.

Il corpo dell’email dovrà pertanto mantenere la tematica originale del titolo: per fare ciò, è utile riprendere la stessa strategia nel primo paragrafo del testo. In questo modo, il lettore ne percepisce la continuazione e la personalizzazione.

È importante mantenere l’interesse dell’utente, inserendo ad esempio i punti fedeltà che possiede, gli ultimi oggetti visti o lo sconto su un determinato prodotto che ha messo in wishlist.

È poi fondamentale rivolgersi al destinatario in maniera corretta. Mai dare del voi o del lei, è un tono impersonale, freddo e asettico. Meglio optare per il classico “tu”, alla seconda persona singolare. Il motivo è presto detto: è un metodo diretto, schietto, confidenziale e trasparente per rivolgersi al cliente. Non solo, rende molto di più l’idea di personalizzazione del contenuto. Il brand non si sta rivolgendo a tutti, ma ad una persona in particolare: il destinatario.

È bene poi concentrarsi sui contenuti della newsletter. Limitarsi a comunicare la novità o lo sconto in questione non è un buon metodo per catturare l’attenzione.

Per fare un esempio, si pensi di essere un utente e di leggere una newsletter di un brand di vestiario che riporta in maniera chiara ma asettica il 20% di sconto su tutta la collezione primavera-estate. Nulla sui motivi per cui il brand ha deciso di realizzare questa campagna, nulla sui dettagli della promozione. Non funziona vero?

È bene spiegare il perché, magari approfittando per migliorare l’immagine del brand, ad esempio giustificando lo sconto con l’arrivo dell’estate e la voglia di andare al mare.

Infine, una nota importante su come si crea una newsletter riguarda la struttura. Il segreto in questo caso può essere riassunto in due semplici parole: garbato e conciso.

In primo luogo, è bene essere garbati e amichevoli, per far sentire l’utente non un mero destinatario, bensì una persona alla quale si vuole comunicare qualcosa interessante. In secondo luogo, è meglio non dilungarsi troppo con il testo.

La maggior parte delle persone riceve molte email e non ha molto tempo da dedicare alla lettura di queste. Un’email eccessivamente lunga rischierebbe di spingere l’utente a chiudere e dimenticare il messaggio. Meglio essere concisi e diretti, spiegando in modo efficace lo scopo della newsletter senza dilungarsi.

È un’idea eccellente, invece, inserire nel testo dell’email un link di collegamento per i lettori che desiderano maggiori informazioni o (ancora meglio) recarsi direttamente al sito per acquistare o valutare meglio i prodotti o i servizi del brand.
Semplice, veloce e di grande effetto!

 


 

Per concludere gli elementi base da prendere in considerazione per rispondere alla domanda come si crea una newsletter sono 2: oggetto e contenuto.

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Direct email marketing (DEM) o newsletter

Direct email marketing o newsletter: cosa scegliere?

Direct Email Marketing (DEM) o newsletter? Spesso ci si chiede quale sia la strada migliore da seguire quando si parla di strategie di comunicazione. Il dibattito è aperto!

La posta elettronica è il canale che, ad oggi, è in grado di raggiungere tutti in qualunque momento.
Un sistema davvero efficientissimo, immediato e in grado di mettere in contatto le persone in tutto il modo.

Ma quale strada è da preferire tra la DEM e la newsletter?
Vediamo quali sono i pro e i contro di entrambi i metodi di comunicazione, analizzandone le caratteristiche e traendo delle conclusioni.

Il direct email marketing: come e perché

A differenza della newsletter, il Direct Email Marketing (abbreviato DEM) si fonda su un sistema di comunicazione più commerciale e dal contenuto non puramente informativo.
Ma andiamo con ordine. Pur somigliando alla newsletter, la DEM ha lo scopo di vendere dei prodotti o servizi, pertanto il lato informativo non rappresenta il fulcro della comunicazione.

Al contrario, spesso il messaggio contenuto nella DEM è personalizzato ed opportunamente adattato al mittente.
L’obiettivo perseguito con la DEM è quello di conquistare nuovi clienti e riagganciare i contatti con quelli vecchi: si parla di un sistema di up-selling e cross-selling.

Inoltre, a differenza della newsletter, il sistema di Direct Email Marketing non rispetta una cadenza specifica (anche se non sempre deve essere così). Il motivo per cui non vi è periodicità fissa e ravvicinata nell’invio delle direct mail è che i contenuti di tipo commerciale possono arrivare ad infastidire gli utenti iscritti alla lista.
Possono anche essere percepiti come un sistema di vendita aggressivo ed insistente, cosa che ogni brand vorrebbe e dovrebbe evitare. Anche in questo caso, quindi, è sempre meglio non eccedere.

Un ulteriore aspetto di cui vale la pena fare un accenno è che nella DEM è prevista una fase di acquisizione delle liste di distribuzione o mailing list.
Tale processo viene realizzato contattando clienti che potrebbero essere potenzialmente interessati e i cui riferimenti sono resi disponibili da liste profilate e acquistabili dai cosiddetti list broker.

Si procede pertanto inviando le email partendo da liste noleggiate o acquistate da terzi.
E qui occorre prestare attenzione: questo tipo di operazione è estremamente delicata e potenzialmente sconsigliata.
Questo perché, che sia tramite acquisto oppure noleggio di un database di proprietà di terzi, si possono presentare diversi problemi per lo più legati ad aspetti legali e connessi al rispetto delle norme sulla privacy.

Ma non è tutto: ci possono essere problemi anche di tipo pratico. Questo processo può infatti rivelarsi fallimentare in quanto i filtri antispam possono captare l’email e finire per destinarla automaticamente alla cartella di spam.
Peggio ancora, si potrebbe finire tra i contatti in blacklist e non riuscire più a raggiungere il destinatario.
Ed ecco che la deliverability (ossia la capacità di raggiungere correttamente il destinatario) crolla e a quel punto il danno è presto fatto.

Quando preferire il direct mail marketing alla newsletter

Prima di tutto, occorre considerare che la DEM ha obiettivi di breve periodo, dal momento che ha lo scopo principale di vendere qualcosa.
Il target cui ci si rivolge è preciso e mirato.
I risultati che si possono ottenere non sono quindi distribuiti nel tempo, bensì puntano al conseguimento del successo già con un singolo invio.
Ciò, chiaramente, dipende molto dal modo in cui la DEM viene programmata e realizzata: in questo contesto è bene affidarsi ad esperti che non tralascino nemmeno i più piccoli dettagli.
È quindi immediato comprendere che, anche in questo caso, non è sufficiente procurarsi una mailing list e procedere con il sistema di DEM in maniera incontrollata.

La newsletter: come e perché

Occorre prima di tutto capire cos’è e come funziona il sistema della newsletter.
Questa modalità di comunicazione marketing consiste nell’invio tramite email di aggiornamenti che riportano contenuti di interesse o specifici temi alla propria lista di contatti.

Si tratta di una comunicazione di tipo quasi prettamente informativo.
La newsletter è particolarmente vantaggiosa per mantenere un contatto regolare con le persone iscritte alla mailing list in questione.

La mailing list viene creata tramite iscrizioni di utenti potenzialmente interessati. Tali iscrizioni possono provenire da diversi canali: i più diffusi sono sicuramente i moduli compilati e i lead magnet, vale a dire sistemi di incentivi a titolo gratuito di cui gli utenti possono beneficiare in cambio della loro iscrizione alla mailing list.
In genere i lead magnet possono comprendere bonus di diverso tipo: report, e-book, contenuti multimediali, video, sconti e promozioni ed altri extra.

La newsletter viene inoltre impostata con una cadenza temporale, che può essere variabile: giornaliera, una o più volte a settimana, mensile e così via. Tale periodicità può essere programmata come meglio si preferisce.
In alcuni casi, è anche possibile dare all’utente la possibilità di scegliere la ciclicità delle mail, personalizzando la cadenza di ricezione.

In generale, il fattore più importante da rispettare nell’invio di newsletter ai propri contatti è il mantenimento dell’equilibrio.
Il consiglio è quindi quello di non eccedere, programmando e organizzando un vero e proprio calendario editoriale delle comunicazioni, senza estremizzarne la periodicità.

Il motivo principale per cui gli utenti cancellano la propria iscrizione ad una newsletter, infatti, è che l’eccedenza di invii disturba e spesso intasa la casella di posta elettronica con messaggi indesiderati o superflui.

Nonostante ciò, è bene stare attenti a non raggiungere l’estremo opposto con newsletter troppo distanziate tra loro nel tempo: si rischia di perdere il proprio pubblico a causa del calo di interesse che ne consegue.

 

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Quando preferire la newsletter

In linea generale, gli obiettivi della newsletter seguono un’ottica di lungo termine: la newsletter è infatti uno strumento di marketing ideale per il branding, ovvero per creare nella mente del destinatario un’idea di prodotto o di marchio.
È anche un ottimo metodo per rafforzare il proprio brand e renderlo più vicino ai clienti.

Non solo: la newsletter risulta essere un canale eccellente anche per la pubblicità di blog, giornali online o siti, con la possibilità di ampliare il numero di visite.

Questo obiettivo è naturalmente raggiungibile solo nel tempo: una sola newsletter all’anno non farà grandi differenze. Vale lo stesso se, per via dell’eccesso di mail, l’utente cancella la sua iscrizione alla newsletter.

Occorre pertanto investire in un’ottica di lungo periodo per ampliare e rafforzare la propria clientela e fidelizzarla.
La newsletter è uno strumento davvero eccezionale, ma è importante comprendere che vale la pena munirsi di un piano di programmazione per trarne il massimo vantaggio.

Direct email marketing o newsletter: cosa scegliere?

Come facilmente intuibile, non esiste una strategia migliore dell’altra in assoluto.

Tutto dipende dagli scopi per i quali si decide di attivare una comunicazione via email e dalla filosofia aziendale.
In generale, una buona via di mezzo potrebbe essere quella di puntare verso una newsletter ben programmata, continuativa e in grado di andare oltre il concetto classico di vendita.
Solo così ci si può garantire stabilità ed equilibrio con il proprio pubblico, ricorrendo poi alle direct mail solo in casi specifici.

Un ulteriore elemento importante, sia che si opti per la newsletter che per la DEM, riguarda le azioni correttive che è possibile apportare.
Se la strada intrapresa risulta fallimentare, è importante saper applicare nell’immediato azioni di correzione mirate.
Risulta quindi fondamentale verificare sempre le statistiche, al fine di captare potenziali segnali negativi il più rapidamente possibile.
Solo così, infatti, si è in grado di correggere il tiro e valutare un eventuale cambio di rotta.

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Come fare una newsletter eccellente in 7 punti!

Come fare una newsletter perfetta in 7 punti!

L’email marketing, e in particolare fare una newsletter, è attualmente, uno dei metodi promozionali più potenti. Presenta infatti numerosi vantaggi e, tra questi, il più importante è la sua notevole efficacia, se ben progettato.

Ed è proprio sull’aspetto che riguarda la pianificazione che è importante soffermarsi. Non avrebbe senso mandare messaggi di posta estemporanei ottenendo il solo effetto di infastidire il lettore, ma occorre invece implementare una vera e propria strategia volta a conquistare i clienti che non hanno già acquistato e a fidelizzare quanti si sono già serviti dei prodotti proposti.

Per gli imprenditori e in particolar modo per quanti non amano dedicarsi alla scrittura fare una newsletter può sembrare difficile o noioso, ma, quando ci si rende consapevoli dei risultati a cui può portare, le motivazioni ad usarla aumentano notevolmente.

Dopo una fase preparatoria, grazie all’automazione degli invii e ai ritorni che offre, la newsletter diventa un mezzo per risparmiare tempo e investimenti e per incrementare notevolmente i guadagni.

Ma come possiamo fare una newsletter che funzioni veramente? Ecco sette tecniche per avere successo nell’email marketing.

1. Curare l’oggetto delle newsletter

L’oggetto della newsletter è la prima parte del messaggio che l’utente vede ed è quella in base a cui spesso decide se leggere o meno il resto del contenuto. Insomma si potrebbe paragonare alla copertina di un libro. Magari vi è scritto un testo di grande valore, ma se al primo impatto non cattura l’attenzione nessuno lo leggerà mai.
Per questo motivo la scelta delle poche parole che precedono tutto il prosieguo deve essere effettuata molto attentamente.

Un titolo che funziona, di solito, induce il lettore a porsi mentalmente una domanda di tipo aperto e, in poche parole, bisogna preannunciare ciò che si ha da dire senza dirlo.
Naturalmente non bisogna essere banali e in ogni caso è necessario che il contenuto della newsletter sia in linea con quanto anticipato nel titolo per non deludere le aspettative.

Prima di effettuare un invio massivo può essere utile testare un oggetto su un numero ristretto di contatti per verificare la percentuale di apertura del messaggio.

 

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2. Inserire tre link nel messaggio

Tipicamente, quando le persone aprono la loro casella di posta, prima scorrono rapidamente i contenuti, poi, solo se li trovano interessanti, li contrassegnano come ‘non letti’ per poterli rileggere in futuro o li spostano in una cartella in cui hanno depositato tutto ciò che vorrebbero esaminare con più calma. Ciò, in pratica, vuol dire che il messaggio non sarà mai più letto.

Bisogna invece prevenire tutto questo e far sì che l’utente visiti quelle pagine che si volevano proporre inviando la newsletter. A questo scopo bisognerà inserire il link al contenuto verso cui spingere il lead almeno 3 volte. Una buona prassi può essere quella di inserirlo a inizio testo, verso la metà e alla fine.

3. Inserire una call to action

É bene che ogni messaggio termini con un invito ad agire, ovvero una call to action. Limitarsi a illustrare i vantaggi di una scelta non spingerà le persone a decidere. Comunemente si tende alla procrastinazione e quindi, pur essendo consapevoli dei benefici di qualcosa, non è detto che si agisca per ottenerli subito.

Questo atteggiamento va contrastato con uno specifico richiamo all’azione. É però importante che si chieda all’utente di compiere una sola scelta alla volta per semplificare al massimo la decisione.

4. Inserire link a contenuti aggiuntivi

Nella strategia dell’email marketing non sempre i messaggi hanno lo scopo di spingere l’utente ad un acquisto immediato. Può capitare che si voglia fare una newsletter semplicemente per offrire un contenuto informativo al fine di restare in contatto con il cliente. In questo caso è comunque utile fornire link a risorse esterne alla newsletter come ad esempio un articolo sul blog aziendale. Sarà un modo per “allenare” i clienti ad utilizzare i collegamenti e così, quando arriverà un’offerta d’acquisto, il gesto di cliccare non sembrerà innaturale.

 

 

5. Intrattenere con le email

Il cliente non è obbligato a leggere i messaggi email, ciò vuol dire che, qualora fossero noiosi, tenderà a cestinarli rapidamente. Per evitarlo è fondamentale fare una newsletter che riesca a intrattenerlo. L’uso dello story telling è uno dei metodi migliori. In ogni caso è da evitare uno stile comunicativo troppo formale in favore di un linguaggio fresco e leggero.

6.  Mantenere contatti frequenti

La frequenza degli invii suscita sempre molti dubbi in chi si approccia all’email marketing. La convinzione comune è che troppe email possano portare alla cancellazione degli utenti dalla mailing list, d’altra parte, contatti troppo rari portano il cliente a dimenticare perché aveva aderito alla ricezione della newsletter.

Una frequenza ragionevole prevede uno o due messaggi a settimana e si lega ai contenuti che si hanno da offrire.
Se c’è un’offerta imperdibile e in scadenza si possono inviare anche più comunicazioni in un unico giorno.

7. Continuare a cercare nuove iscrizioni

Le abitudini e gli interessi degli iscritti ad una newsletter sono in continuo mutamento. Ciò vuol dire che sarà fisiologico ricevere un certo numero di cancellazioni. Per questo motivo, anche quando si è soddisfatti del proprio volume di affari e dei risultati generarti dall’email marketing, non bisogna smettere di cercare nuovi iscritti per avere una lista di indirizzi aggiornata di contatti pronti all’acquisto.

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Newsletter per negozi - fai crescere la tua attività commerciale con l'email marketing

Newsletter per negozi: fai crescere la tua attività commerciale con l’email marketing

Trovare il modo migliore per sfruttare le enormi potenzialità dei canali digital per la promozione di attività commerciali o professionali locali, improntate sul business offline, è molto impegnativo.

La necessità di attirare clienti, per esempio in un negozio, prevede un ciclo di vendita più lungo ed elaborato rispetto ad un’attività online, allo stesso modo tracciare il ROI (ritorno sull’investimento) risulta decisamente complesso.

Sono numerosi i commercianti e i professionisti impegnati nel trovare il sistema più virtuoso per promuovere con successo il proprio business offline in uno scenario come quello attuale in cui gli acquisti online dominano sempre più il mercato.

Fortunatamente, superando lo smarrimento iniziale, non sarà difficile capire quale sia il giusto sistema per sfruttare le potenzialità della comunicazione online a favore di attività offline. Possiamo agevolmente riassumere questa premessa attraverso due punti focali:

1. L’email marketing può risultare davvero miracoloso in queste circostanze.

2. Il punto di partenza è annullare le aspettative di vendita attraverso la comunicazione online, bensì utilizzarla come mezzo per attirare la gente nel proprio negozio, dove potranno vivere la migliore esperienza d’acquisto.

In questo articolo vedremo nel dettaglio come l’email marketing sia in grado di far crescere un business offline.

 

Newsletter per negozi e attività commerciali: perché investire nell’email marketing?

Erroneamente, molti proprietari di negozi ritengono che il canale delle newsletter riguardi unicamente grandi brand e aziende di un certo rilievo. Si tratta di un malinteso davvero controproducente per tutte le attività che si privano di uno strumento semplice, economico e realmente efficace.

Come abbiamo accennato sopra, infatti, anche i piccoli negozi offline possono beneficiare di grandi risultati, mettendo in atto una solida strategia di email marketing, per veicolare il proprio business. Ecco un’analisi approfondita di come anche piccoli negozi e le attività territoriali possano beneficiare delle potenzialità della newsletter.

◼️ L’email marketing ha il ROI più alto

Secondo Search Engine Journal, l’email marketing ha un ROI del 4,300%. Il ROI è ovviamente l’obiettivo finale di qualsiasi strategia di marketing, e l’email marketing contribuisce ampiamente a raggiungerlo, nel modo più virtuoso e proficuo.

◼️ L’email consente di rimanere in contatto con i clienti già acquisiti

L’email permette di promuovere nuove offerte e incoraggiare i clienti già acquisiti a effettuare acquisti ripetuti. È noto a tutti gli addetti ai lavori nel mondo del marketing digitale, che acquisire un nuovo cliente costi cinque volte di più rispetto al mantenimento di uno già esistente. Inoltre, i clienti fidelizzati spendono il 67% in più rispetto a quelli nuovi. Una valida strategia di email marketing è in grado di mantenere un marchio e la relativa attività nella mente dei propri contatti, raggiungendoli dove si trovano e consolidando con loro un rapporto duraturo.

◼️ L’email marketing consente di avere totale potere sulla strategia

I social media e gli algoritmi sui quali si basano, sono in continua evoluzione, limitando l’efficacia di qualsiasi sforzo che si metta in pratica. L’email marketing, al contrario, consente di fare valutazioni unicamente basate sul raggiungimento dei propri obiettivi ed instaurare con la propria platea una conversazione uno-a-uno.

 

 

Newsletter per negozi e studi professionali

Newsletter per negozi: primi passi per mettere in azione l’email marketing

Dopo aver analizzato i benefici di una strategia di email marketing per la propria attività locale, vediamo insieme quali sono i primi passi per metterla in atto.

1. Creare una mailing list

La chiave per una mailing list di qualità è rendere il processo di iscrizione alla newsletter il più semplice possibile. Progettare il sito web in modo che il modulo di iscrizione alla newsletter sia facilmente visibile ai visitatori è la prima indicazione fondamentale. È inoltre buona norma avere moduli stampati per raccogliere gli indirizzi email di persona, direttamente in negozio o nella sede della vostra attività.

A fronte dell’iscrizione alla newsletter si possono offrire degli incentivi come degli sconti nominali al completamento di un acquisto, o nel momento del rilascio dei dati. Non bisogna avere remore sull’elargire sconti, in quanto gli acquisti ripetuti andranno ad aumentare il ROI per l’attività, rendendo lo sconto uno strumento assolutamente redditizio per il nostro business.

Un altro sistema, sempre molto apprezzato, è dare ai clienti che si iscrivono alla nostra newsletter un accesso privilegiato alle notizie riguardanti eventuali sconti speciali, ad esempio i pre-saldi. Questo escamotage sviluppa un prezioso senso di esclusività tra gli abbonati, contribuendo ad attirare nuove iscrizioni.

2. Segmentare i clienti

Utenti, prodotti e problemi sono le tre categorie primarie su cui è necessario concentrarsi quando analizziamo la nostra platea di riferimento. Nel dettaglio:

◼️ Persone: i particolari demografici come età, sesso, stato civile, titolo professionale, interessi, hobby, per esempio.

◼️ Prodotti o  servizi offerti al nostro target.

◼️ Problemi: è utile prendere in considerazione il motivo per cui le persone si rivolgono a noi e i problemi che i nostri prodotti o servizi risolvono. Questi fattori influenzano molto la segmentazione, naturalmente.

L’obiettivo di una categorizzazione puntuale degli iscritti alla nostra mailing list è quello di sviluppare email più possibili pertinenti, in base alla categoria in cui un utente rientra e fornire più valore ai suoi occhi, generando così più conversioni.


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3. Decidere quale tipo di email sfruttare

L’email marketing riguarda numerose tipologie di newsletter e messaggi di posta elettronica. Vediamo insieme i principali:

◼️ Email di benvenuto

Inviare email di benvenuto a nuovi abbonati o clienti per aiutarli a conoscere meglio la nostra attività è un’opportunità preziosa. Includere dati e informazioni sul nostro business, casi di successo, testimonianze e promuovere l’instaurazione di un dialogo sono escamotage davvero fruttuosi.

◼️ Referral Marketing

La gran parte degli utenti cerca consigli e suggerimenti da parte di amici e familiari prima di effettuare un acquisto. Proporre ai propri abbonati di invitare i loro amici e parenti a comprare da noi è un escamotage molto consigliato. Un programma a premi è inoltre una buona idea per sfruttare l’email marketing e dare maggiore spinta al nostro business, partendo dalla nostra base di clienti già fidelizzati.

◼️ Email di follow up

Segmentare la lista in acquirenti frequenti e acquirenti una tantum è un’operazione consigliata. È possibile ordinarli ulteriormente in base alla loro ultima visita al negozio e inviare email di re-engagement, offendo per esempio un coupon interessante per assicurarci che visitino nuovamente il negozio.

◼️ Cross-Selling o Upsell

Per vendere di più presso la base clienti già esistente, è consigliabile inviare promozioni mirate attraverso un’email successiva ad un acquisto effettuato in negozio. È essenziale che esse siano pertinenti alle esigenze e alle preferenze dei nostri clienti.

◼️ Occasional marketing

Compleanni, anniversari e vacanze sono le migliori occasioni per comunicare con gli iscritti alla mailing list. Offrire coupon come regali che possono essere riscattati presso il negozio, insieme ad auguri personalizzati è un escamotage fruttuoso.

◼️ Promemoria di rifornimento

Inviare email di promemoria per far sapere ai propri clienti quando un prodotto è in scadenza per la manutenzione o il rinnovo, per esempio, è decisamente utile al fine di mantenere attivo il contatto e procedere alla riconferma dell’acquisto.

 

 

 

In conclusione, l’email marketing è il canale ideale per incrementare il business di negozi o attività professionali offline. Una strategia accurata e mirata può infatti assicurare un incremento dei ricavi a fronte di una relazione più efficace consolidata con i propri clienti.

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Creare una newsletter potrebbe dare un boost al vostro business

DI COSA SI TRATTA? 🤔

Cos’è una newsletter? 

 

Tutti noi quotidianamente riceviamo moltissime newsletter, ma sappiamo cosa rappresentano esattamente?

Ebbene, per dirla in maniera semplice e diretta: la newsletter è uno degli strumenti principali di una corretta strategia di marketing digitale.

Tecnicamente, si tratta di una email diretta ad un gruppo di persone, più o meno grande e selezionato, che ha  richiesto volontariamente di ricevere aggiornamenti su una certa tematica, dando il consenso alla sottoscrizione.

Quando una persona si iscrive ad una newsletter, viene immediatamente inserita in una mailing list. Ciò consente a chi gestisce i dati, di usare il suo indirizzo email ogni volta che lo ritiene opportuno ma sempre nel rispetto delle regole del GDPR, per inoltrare informazioni potenzialmente interessanti.

D’altra parte, il destinatario può decidere di annullare la propria iscrizione in qualunque momento, qualora dovesse accorgersi di non essere interessato agli argomenti trattati o alle offerte veicolate.

Gli elementi fondamentali da valutare accuratamente per creare una newsletter efficace sono due:

1.  Il target

Come abbiamo accennato, le caratteristiche della propria platea virtuale devono essere individuate, studiate e ricercate fedelmente, in modo da avere la certezza che chi riceve le nostre newsletter sia pronto e disposto a valutarle.

2. Il contenuto

La newsletter esiste in virtù di un obiettivo di comunicazione predefinito e viene letta dal suo target con la consapevolezza di ricevere qualcosa di utile e interessante, che sia un’informazione o un’opportunità. A questo proposito il contenuto è decisivo.

 

Accanto a questi due elementi ci sono altre variabili laterali, seppure importanti, come i tempi di invio, ovvero l’individuazione del giorno della settimana o dell’orario più adatto, così come la formattazione e l’aspetto grafico, che devono essere sempre impattanti e rassicuranti.

 

EMAIL MARKETING 📧

Come Creare una newsletter bene impostata per ottenere un altissimo potenziale di marketing 

 

Per capire a fondo il successo e le potenzialità di questo strumento, bisogna considerare che le newsletter passano attraverso la tecnologia dell’email.

In un contesto in cui lo smartphone è un oggetto primario della nostra quotidianità, vien da sé che l’ email sia sempre e costantemente monitorata. Le newsletter si prestano ad essere lette e metabolizzate in qualunque situazione, sono infatti altamente fruibili, dunque non si può pensare di costruire un flusso di comunicazione diretto ai propri utenti, che prescinda da questo mezzo.

L’email marketing è uno dei mezzi di comunicazione più efficaci. Creare una newsletter ben progettata dal punto di vista dei contenuti visivi e testuali, può portare a grandissimi risultati, sia che si tratti di inviti ad eventi, sia che si tratti di acquisto di prodotti o di portare semplicemente traffico al proprio sito web.

I risultati in tutti i casi, a fronte di uno studio e di una preparazione adeguata, saranno immediatamente tangibili.

 

Vediamo insieme i vantaggi e come creare una newsletter.

 

Creare una newsletter - i vantaggi


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I vantaggi di creare una newsletter

 

◼️ Creare una newsletter ben fatta e inoltrarla al vostro target darà vita ad un ritorno considerevole di traffico sui vostri contenuti, siano essi su un sito web, su una landing page o su altri tipi di piattaforme di atterraggio interessanti per la vostra attività di marketing.

Mentre infatti altri mezzi di comunicazione classici come le pubblicità canoniche e persino i social network, stanno perdendo quota, la newsletter mantiene il suo primato. Le email che entrano nella casella di posta del destinatario hanno grandissime possibilità di essere aperte e valutate, purché tutto sia studiato nel migliore dei modi dal punto di vista della strategia di comunicazione.

Dall’oggetto dell’ email, che deve essere strategico e accattivante, all’indirizzo email del mittente, che deve subito far risalire alla provenienza. Se partiamo dal presupposto di creare una newsletter ben impostata, le probabilità di venire letti, capiti e di convincere a compiere l’azione che noi vogliamo spingere, sono molto elevate.

 

◼️ Creare una newsletter è un’operazione altamente economica. In un contesto di marketing monitorato da business plan e conti economici, il costo di una attività di comunicazione è sempre costantemente monitorato in relazione ai risultati.

Per riassumere: è bene tutto ciò che fa risparmiare garantendo buone performance. La newsletter è esattamente questo. Comunicazioni tramite campagne social network o ancora di più il ricorso ad influencer, richiederanno dei budget lontani anni luce dal semplice costo di una newsletter ben fatta.

 

◼️ Un altro vantaggio di creare una newsletter è la facilità di analisi delle prestazioni.

I servizi di mailing includono la possibilità di accedere alle statistiche. Alcuni dei dati che vengono messi in evidenza, nel dettaglio, sono: la quantità di clic di apertura, i clic effettuati all’interno del contenuto e il numero degli annullamenti dell’iscrizione.

 

◼️ Il quarto vantaggio di creare una newsletter è il maggiore controllo sul target e la possibilità di agire in maniera più diretta sulla costruzione del proprio bacino d’utenza. Le vostre comunicazioni infatti, arriveranno esattamente a persone interessate al servizio che offrite, nella misura in cui avrete lavorato finemente alla costruzione della vostra mailing list.

 


Qualunque sia il vostro business, se state valutando una strategia di email marketing e di comunicazione, non potrete prescindere dall’utilizzo delle newsletter come mezzo di engagement.
Le newsletter rappresentano un canale che, se sviluppato professionalmente, offre grandissimi vantaggi ed anche un ottimo ritorno sull’investimento.

Se hai ancora dubbi su come si crea una newsletter, contatta l’assistenza Infomail, saremo lieti di aiutarti.

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Colori per l’email marketing: come scegliere quelli che funzionano

Nell’ambito della comunicazione i colori hanno significati e risposte ben precisi. Questo articolo, dunque, è per tutti coloro che fino a questo momento hanno scelto i colori per l’email marketing e per le proprie newsletter in base ad un mero gusto estetico.

I colori comunicano in maniera più immediata rispetto alle parole scritte e suscitano emozioni ben precise. Per questo, numerosi marketer hanno iniziato a ragionare in questo senso, domandandosi quali colori siano più adatti a coinvolgere ed emozionare il proprio pubblico.

In questo articolo, vedremo i suggerimenti utili per utilizzare la teoria del colore nell’ambito dell’e-mail marketing.

 

COLOR! WHAT A DEEP AND MYSTERIOUS LANGUAGE.. ⚗️

I colori per l’email marketing: il significato 

 

Quando si parla di emozioni ed evocazione di sentimenti è bene partire dal presupposto che ogni persona possiede un background differente e dunque guarda al mondo con occhi diversi, in base alla propria esperienza di vita personale.

Se dunque la nostra ambizione è quella di suscitare un’emozione nella platea alla quale ci rivolgiamo, attraverso la scelta di determinati colori piuttosto che altri, è bene essere consapevoli che non si tratta di una teoria oggettiva e dunque il percepito può variare da persona a persona.

Tuttavia, gli studiosi di marketing sono riusciti a razionalizzare i diversi significati associati in generale a determinati colori, come vedremo più avanti.

Questi significati legati ai colori sono del tutto sdoganati, basti pensare ai marchi ecologici che utilizzano il verde stabilmente.

Spesso, quando si imposta un lavoro di marketing attento e coerente, può accadere che l’identità di un brand diventi più forte del significato del suo colore. L’esempio più iconico è quello di Coca-Cola, che identifica una tonalità di rosso.

 

SPOILER: SÌ, LO È🤓

Usare i colori nelle newsletter: è una buona idea? 

 

Si, è un’ottima idea. Anche quando l’e-mail è composta da solo testo, abbiamo la possibilità di ricorrere a colori specifici per evidenziare le parti da focalizzare o per attirare l’attenzione sul bottone della call to action.

Anche nelle email più semplici, l’utilizzo del colore giusto è un ottimo escamotage.

 

I colori per l’email marketing: Ecco le regole da seguire durante la progettazione di una newsletter:

 

1. Non eccedere negli stimoli visivi

Le e-mail devono essere molto chiare e lineari, pertanto il design deve essere sviluppato con questo stesso obiettivo. Il focus della comunicazione deve puntare sulla call to action, dunque è bene riflettere sul colore del bottone che dovrà distinguersi dal corpo dell’e-mail.

La tentazione di rendere apparentemente più bella la nostra newsletter con l’utilizzo di molti colori è sempre forte, tuttavia questa scelta è da evitare in quanto controproducente. Esporre il lettore a stimoli numerosi e caotici, di certo, lo distoglierà dal focus principale.

2. Preservare un equilibrio

La scelta migliore quando si deve stabilire l’impatto visivo di una email o una newsletter è quella di scegliere un colore principale e aggiungere al massimo due colori di supporto per i punti focali, in modo da conferire ordine e continuità al contenuto.

 

3. Trovare ispirazione nella teoria dei colori

Abbiamo anticipato, qualche riga sopra, che la percezione dei colori può variare a seconda del background di ogni individuo eppure, tutto sommato, i significati attribuiti ad ogni colore sono abbastanza condivisi, pertanto attenersi a quelle indicazioni e relazionarle con ciò che si vuole suscitare è un ottimo punto di partenza.

Ad esempio, il giallo e il rosso sono colori utilizzati spesso per comunicazioni promozionali, tuttavia se ciò che vogliamo comunicare è la vendita di un corso di meditazione, non potremo certo utilizzare tonalità così accese, bensì dovremo ricorrere a colori tenui ed evocativi per non disorientare la nostra platea.

 

i colori per l'email marketing

 

LINGUA CHE PARLI, COLORI CHE VEDI 🌈

La teoria dei colori per l’e-mail marketing

 

Ecco qui di seguito i significati associati ad ogni colore, questo riassunto può rivelarsi funzionale  alla scelta dei nostri colori per l’email marketing e allo sviluppo delle nostre e-mail, affinché creino coinvolgimento e sappiano comunicare efficacemente tutte le emozioni che desideriamo trasmettere.

Rosso

Ideale per esprimere la passione o comunicare l’urgenza di un’azione, per questo motivo – insieme al giallo – è il colore prediletto per veicolare promozioni e sconti. Sicuramente, è il colore più adatto per trasmettere energia nel lettore.

Arancione

Perfetto per trasmettere ottimismo e calore in chi legge la nostra newsletter.

Giallo

Evoca sentimenti di felicità e allegria ed è spesso scelto per comunicare ai più giovani, insieme all’arancione.

Blu

Suscita fiducia ed esprime onestà e lealtà. Per questo è molto utilizzato da chi offre un servizio.

Verde

È fisiologicamente il colore rilassante per eccellenza, proprio per la facilità con cui gli occhi umani riescono a decodificarlo. Tuttavia, negli anni, per ovvi motivi è stato associato al segmento del biologico e della sostenibilità.

Bianco

Ideale per comunicare minimalismo, serenità e neutralità.

Nero

Da utilizzare in piccole dosi, è il colore che più si lega alla forza e al controllo, all’efficienza in definitiva. Tuttavia, nel pensiero popolare rimanda a significati negativi e oscuri, pertanto il suo utilizzo va ponderato attentamente.

 

 

i colori per l'email marketing

 

COMPANY-ORIENTED 🏭

L’importanza dei colori del brand nell’e-mail marketing 

 

Entriamo ora nel vivo dei migliori consigli per ponderare e valutare l’utilizzo dei colori nella nostra strategia di email marketing.

1. Utilizzare i colori del brand

Al di là dell’esigenza di individuare colori precisi per focalizzare l’attenzione del lettore su determinati aspetti, è bene considerare che una newsletter deve necessariamente rimandare ai colori proprietari del brand, così da presentarsi in maniera riconoscibile e coerente: due qualità indispensabili per generare fiducia.

Qualora vi fosse difficoltà nell’individuare i colori esatti del nostro logo, vi sono strumenti adatti a rilevarli correttamente, come Adobe Color, Paletton, ColorSpace e ColourLovers. Questi strumenti sono in grado di offrire combinazioni di colori ad hoc, ideali per dare vita a newsletter piacevoli e coerenti con la nostra identità visiva.

 


I colori per l'email marketing - Adobe color

Palette di colori ottenuta con Adobe Color

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2. Bilanciare i colori per l’email marketing

Per garantire equilibrio e riconoscibilità è bene utilizzare colori sempre uguali per gli elementi fissi delle nostre email e newsletter, come l’intestazione o il piè di pagina.

 

3. Limitare il numero di colori per l’email marketing

A meno che la newsletter sia disegnata da un grafico esperto, sarebbe più opportuno utilizzare un massimo di 3 colori o 4, se si comprende anche il bianco: uno per lo sfondo, che sarà il principale, uno per il contenuto centrale e uno per evidenziare i pulsanti di call to action.

 

4. Scegliere i colori per l’email marketing in base alla leggibilità

Al di là dell’aspetto concettuale o delle esigenze legate all’ordine e alla pulizia visiva, i colori per l’email marketing o da utilizzare in una newsletter devono assicurare una efficace leggibilità. Se pensiamo al testo principale, le tonalità da prediligere sono il bianco, qualora il fondo sia scuro, mentre possiamo optare per il grigio o il nero in corrispondenza di un fondo neutro o chiaro.

 

5. Scegliere il colore di sfondo e quello in primo piano

I colori degli elementi di sfondo e di quelli in primo piano devono sempre essere in contrasto, affinché tutte le componenti della newsletter siano distinguibili facilmente.

Molto semplicemente, si può ricorrere all’alternanza di bianco o nero o comunque a colori chiari in contrapposizione a colori scuri. Tendenzialmente, il fondo chiaro conferisce un approccio di pulizia e linearità maggiore, pertanto – a meno che il nostro brand non richieda l’utilizzo di tonalità scure ad ampio raggio – è bene optare per sfondi chiari e luminosi e testi scuri e leggibili.

 


 

In conclusione, i colori sono un elemento differenziante nelle newsletter e sono capaci di persuadere o confondere il lettore.

I colori attirano l’attenzione sul focus principale e convincono il lettore a compiere un’azione. Essi evocano emozioni differenti e sentimenti che, se usati in maniera funzionale, possono davvero migliorare e supportare il messaggio della nostra comunicazione, al di là delle personali interpretazioni che ogni individuo può dare, sulla base della propria esperienza personale.

Ciò di cui non si può fare a meno è l’utilizzo dei colori coerenti con il nostro brand, così da trasmettere coerenza e continuità nel lettore e invitarlo a fidarsi e affidarsi al nostro servizio.

Dunque, non c’è un’indicazione valida per tutti: iniziamo a chiederci che valori trasmette il nostro brand e cosa vogliamo comunicare e sapremo quali colori saranno più funzionali al nostro business!

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GDPR: Ecco come gestire newsletter, email e form di iscrizione

La newsletter fa parte a pieno titolo dei migliori strumenti di e-mail marketing attualmente a disposizione. È un mezzo decisamente performante e adeguato per coltivare le relazioni con il proprio target ed è soprattutto a basso impatto sul budget a disposizione.

Tuttavia, affinché i riscontri di questa attività strategica siano unicamente positivi, è bene assicurarsi di osservare gli obblighi di legge, onde evitare gravi multe o altre dannose ripercussioni sulla nostra reputazione.

Se pratichiamo l’invio di e-mail o di newsletter, dobbiamo necessariamente dotarci di una privacy policy esaustiva, che segua i dettami della normativa.

GDPR ed email marketing

GDPR: PRIVACY POLICY 🔐

GDPR e E-mail marketing: i requisiti di legge 

 

Partiamo dal presupposto base che, nella maggior parte dei paesi, se trattiamo dati personali, abbiamo l’obbligo automatico di informare gli utenti in merito alle attività svolte con le loro informazioni private. Questo può avvenire tramite un testo usualmente indicato come Privacy Policy.

Alcune legislazioni, in maniera ancora più precisa, richiedono che l’utente sia anche attentamente informato sulla metodologia di revoca dal consenso.

Considerando che non sempre ci rivolgiamo ad utenti residenti nel nostro paese e che – qualora comprassimo delle liste di e-mail – non potremmo sapere con precisione la provenienza dei contatti, è sempre bene allinearsi con le normative più severe in circolazione, così da tutelarsi ad ampio spettro.

Vediamo uno ad uno i passaggi da compiere per conformarci alla legge.

 

1. Informare gli utenti su come verranno utilizzati i loro dati


 

È indispensabile elaborare una privacy policy semplice e facilmente comprensibile dagli utenti, questo è un requisito tassativo della normativa: nel testo non devono esserci ambiguità.

La policy, per essere fedele alle richieste, dovrà specificare tutti i punti elencati qui di seguito.

✔️ i dati trattati;

✔️ le modalità di trattamento di tali dati;

✔️ le finalità dell’utilizzo, ovvero se l’intenzione è di trattarli per l’invio di newsletter o per altri scopi commerciali;

✔️ i servizi utilizzati di proprietà di terze parti;

✔️ i diritti degli utenti in relazione alla concessione del consenso sull’utilizzo dei dati personali;

✔️ le modalità di gestione delle richieste ricevute da parte degli utenti sull’esercizio dei loro diritti;

✔️ gli strumenti di comunicazione che vengono utilizzati, come le e-mail o la posta ordinaria per esempio;

✔️ le misure di sicurezza adottate.

 

2. Dichiarare i requisiti delle terze parti


Esplicitare i requisiti di applicazioni o piattaforme coinvolte nel trattamento dei dati è essenziale.

Proprio perché anche le applicazioni e i servizi affini – cosiddetti di terza parte – sono tenuti a rispettare la normativa, è consuetudine che siano essi stessi per primi a richiedere ai propri clienti e partner la dotazione di una privacy policy esaustiva in merito al loro coinvolgimento, così da rendere il rapporto di collaborazione conforme alla legge, senza alcun rischio di contestazione.

 

3. Definire dove inserire l’informativa sulla privacy


La normativa, nello specifico, stabilisce che il testo di privacy policy debba essere facilmente visibile e sempre consultabile nel nostro sito web o nella nostra App. Solitamente, il posizionamento più diffuso è nel footer, attraverso un link cliccabile.
Affinché vi sia la più totale aderenza alla legge sul trattamento dei dati, è consigliabile inserire il link alla policy anche in calce al form di iscrizione alla newsletter e nelle comunicazione e-mail stesse.

 

 

GDPR: E’ INDISPENSABILE LA CHIAREZZA 💡

Come gestire l’aggiunta di nuovi utenti alla mailing list


 

Secondo la normativa europea, considerando che i moduli di adesione al nostro servizio di newsletter sono a tutti gli effetti degli strumenti per la raccolta dei dati, nel rispetto della normativa GDPR è necessario ottenere un consenso esplicito e informato da parte dell’utente, prima di includerlo nelle nostre mailing list.

Ai sensi di tale legge, l’acquisizione del consenso può avvenire in due momenti: la prima in cui si informa l’utente e la seconda in cui si ottiene il suo ok, attraverso un’azione positiva.

Dunque, cosa bisogna fare per informare l’utente nel rispetto della normativa?

Sicuramente è indispensabile la chiarezza: bisogna comunicare precisamente la tipologia di e-mail alla quale l’utente si sta iscrivendo, senza alcuna ambiguità e specificando che l’azione richiesta è facoltativa.

Oltre a chiarire questo punto, è necessario che il consenso sia esplicito e verificabile. Per questo, è severamente vietato per la normativa europea l’utilizzo di caselle preselezionate.

L’utente, come abbiamo accennato sopra, deve poter revocare in qualunque momento il consenso all’utilizzo dei propri dati. Questo requisito può essere soddisfatto inserendo il link di cancellazione in ogni comunicazione inviata via e-mail.

Inoltre, il consenso viene espresso specificatamente su determinate tipologie di contenuto inviato, pertanto se un utente acconsente al trattamento dei propri dati unicamente per conoscere le nostre novità, sarà vietato inoltrare newsletter promozionali e – ancor più – offerte di terze parti. In sostanza, è indispensabile avere un consenso per ogni specifica finalità di trattamento. Questo è possibile utilizzando diverse checkbox in corrispondenza di ogni tipologia prevista.

Sulla tematica del consenso esplicito, esistono alcune eccezioni da menzionare. Una di queste si ha quando il destinatario ha inserito il proprio indirizzo di posta elettronica durante l’acquisto di un prodotto o di un servizio, in questo caso è possibile inviare e-mail promozionali dedicate a prodotti o servizi del tutto simili. È indispensabile però che sulla pagina dell’acquisto sia stato riportato un avviso che permetta di rifiutare questa eventualità. Inoltre, se il nostro sito prevede un pop-up per invitare gli utenti ad iscriversi alla nostra lista e utilizza termini diretti e chiari che lasciano inequivocabilmente capire che utilizzo si vuole fare del loro dati, un’azione positiva che egli compie, inserendo il proprio indirizzo e-mail, è considerata un consenso a norma di legge.

Infine, dato che l’autorizzazione al trattamento dei dati in base alla GDPR è indispensabile, è richiesta la presenza di un registro aggiornato e preciso dei consensi ottenuti. Tale documentazione deve poter fornire le seguenti informazioni:

✔️ identità dell’utente coinvolto;

✔️ ciò a cui ha prestato il consenso;

✔️ quando ha rilasciato il consenso;

✔️ quali informazioni sono state date all’utente nel momento in cui ha acconsentito;

✔️ quali metodi sono stati utilizzati per ottenere tale consenso, ad esempio un apposito form.

 

GDPR

Come gestire il contenuto di una newsletter per essere a norma di legge ⚖️


 

Secondo la normativa europea vi sono delle linee guida da seguire in ottica antispam.

✔️ La prima indispensabile è quella di fornire l’essenziale link di annullamento all’iscrizione. Questa opzione deve essere chiara e visibile, oltre che agilmente accessibile. Secondo la GDPR, una volta che l’utente richiede la cancellazione dal servizio, possono passare massimo 30 giorni affinché il cambiamento sia effettivo. Vien da sé, che gli utenti si aspettano un provvedimento immediato, pertanto è sempre meglio essere piuttosto reattivi in questo senso.

✔️ La seconda linea guida indica la necessità di palesare il mittente con l’aggiunta di un indirizzo postale fisico e valido.

✔️ Proseguendo, è necessario chiarire sempre la natura del messaggio: deve essere esplicito se si tratta di un’e-mail promozionale o meno, senza ingannare i destinatari.

Le legislazioni più severe, come quella tedesca ad esempio, richiedono che vengano inseriti i recapiti del mittente. Come accennato all’inizio, è meglio adattarsi alle richieste più stringenti per essere completamente a norma.

 

GDPR: Warning!

Cosa succede se non si è conformi: conseguenze legali 🚓


 

La non conformità comporta multe importanti che partono da alcune decine di migliaia di euro a diversi milioni, oltre a verifiche periodiche successive.

La GDPR mette gli utenti nelle condizioni di sporgere denuncia, se hanno il sentore che qualcuno abbia violato le norme sul trattamento dei suoi dati personali. Ricevuta la segnalazione, l’organo competente può svolgere una verifica e, qualora accertasse la violazione, potrebbe interdire l’utilizzo di tutta la mailing list, causando danni anche maggiori rispetto alle sanzioni monetarie.

Inoltre, chi viola tali norme può incorrere nella cessazione – anche permanente – dei servizi erogati da parti terze.

Infine, l’assenza di un adattamento alla legalità porta senza dubbio ad un danno di reputazione agli occhi degli utenti e dunque ad una pessima immagine pubblica condivisa dal target di riferimento, con danni immani a livello commerciale.

 

Come rendere la newsletter conforme alla GDPR


 

In definitiva, in questo articolo abbiamo visto tutte le azioni da mettere in atto, affinché la nostra newsletter sia conforme alla legislazione riguardante il trattamento dei dati.

Il primo passo è quello di definire – agli occhi degli utenti – in totale trasparenza di cosa ci occupiamo, quali dati abbiamo interesse a raccogliere e il perché. È bene avvisare i nostri contatti riguardo alla tipologia di newsletter che riceveranno, così come il metodo di consegna delle comunicazioni.

Il secondo passo è quello di informare gli utenti riguardo ad eventuali fornitori di terza parte con i quali collaboriamo per gestire il flusso e il monitoraggio delle e-mail. I loro link devono essere tassativamente documentati nella privacy policy.

Ottenere il consenso preventivo è il terzo passo e si basa sulla richiesta di un’azione positiva, dopo avere dato informazioni chiare e specifiche sulle nostre intenzioni.

Il quarto passo è la presenza di un link di revoca chiaramente visibile e comprensibile che sia disponibile sulla newsletter.

Infine, è necessario archiviare in un registro tutti i consensi ottenuti: senza questa documentazione i consensi non sono ritenuti validi dalla GDPR.

In sostanza, si tratta senza dubbio di una legge composita e molto articolata per la quale è naturale avere necessità di un supporto tecnico-legale, che fornisca la certezza di essere in piena regola.

Quel che è certo è che l’adeguamento alla GDPR è un passo indispensabile per svolgere qualunque operazione di e-mail marketing in totale sicurezza.

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