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Il tuo dominio è pronto per Gmail e Yahoo?

Scrivi il dominio da cui spedisci le email: leggiamo SPF, DKIM e DMARC e li confrontiamo con i requisiti che Google e Yahoo chiedono dal 2024. Per ogni problema ti diciamo cosa vuol dire e cosa fare.

Controlla il tuo dominio

Va bene anche l’indirizzo email del mittente.

Dove lo trovo? Se non lo scrivi, proviamo i più comuni.

Leggiamo solo record DNS pubblici, dal tuo browser, tramite Google Public DNS (o Cloudflare, se Google non risponde). Il dominio non passa dai nostri server e non lo conserviamo.

Cosa controlla lo strumento

Tre record nel DNS dicono a chi riceve se un’email con il tuo dominio è davvero tua. Senza, Gmail e Yahoo non hanno modo di distinguere le tue newsletter da quelle di chi si spaccia per te, e si comportano di conseguenza.

SPF
L’elenco dei server autorizzati a spedire per il tuo dominio: un record TXT che comincia con v=spf1. Controlliamo che ce ne sia uno solo, che non superi le 10 ricerche DNS ammesse dalla RFC 7208, contando anche quelle dentro gli include, e come si chiude (-all, ~all, ?all, +all).
DKIM
La firma digitale delle tue email. La chiave pubblica sta su selettore._domainkey.dominio: controlliamo che ci sia, che non sia revocata e quanto è lunga. Gmail chiede almeno 1024 bit e Google consiglia 2048.
DMARC
Dice a chi riceve cosa fare con le email che usano il tuo dominio senza superare SPF o DKIM, e a chi mandare i rapporti. Sta su _dmarc.dominio: controlliamo la policy (none, quarantine, reject), l’indirizzo dei rapporti e l’allineamento, secondo la RFC 9989 di maggio 2026.
MX e BIMI
Se il dominio riceve posta, così le risposte dei tuoi clienti hanno dove arrivare, e se pubblica un logo BIMI, che è facoltativo.

Cosa chiedono Gmail e Yahoo

Da febbraio 2024 Google e Yahoo chiedono regole precise a chi spedisce verso le loro caselle. Le richieste sono quasi le stesse e si dividono in due livelli.

Per tutti i mittenti

  • SPF o DKIM sul dominio da cui spedisci.
  • Record DNS diretto e inverso (PTR) validi per i server che spediscono.
  • Segnalazioni di spam sotto lo 0,3%; Google consiglia di restare sotto lo 0,1%.
  • Messaggi scritti secondo lo standard (RFC 5322) e, per Google, trasmessi con una connessione TLS.

In più, per chi spedisce molto

Per Google vuol dire circa 5.000 email o più in un giorno verso account Gmail personali, contando insieme dominio e sottodomini, e chi supera la soglia una volta resta mittente massivo (domande frequenti di Google). Yahoo non indica un numero.

  • SPF e DKIM, tutti e due.
  • Un record DMARC, con policy almeno p=none.
  • Il dominio del mittente (From) allineato con quello di SPF o di DKIM.
  • Disiscrizione con un clic per le email di marketing (le intestazioni List-Unsubscribe della RFC 8058) e un link per disiscriversi visibile nel messaggio.
  • Disiscrizioni applicate entro 2 giorni per Yahoo; Google consiglia entro 48 ore.

Dal DNS si vedono SPF, DKIM e DMARC. PTR, TLS, disiscrizione e tasso di spam dipendono da chi spedisce materialmente le email: il tuo server o la piattaforma che usi.

Come trovare il selettore DKIM

Il selettore è il nome della chiave DKIM. Lo decide chi firma le email (la piattaforma di invio o il servizio di posta) e non c’è modo di elencarli dal DNS: per questo, se non lo scrivi, lo strumento prova solo quelli più diffusi.

  1. Apri un’email che hai spedito dal dominio da controllare, per esempio una che hai mandato a te stesso.
  2. Mostra il messaggio originale: in Gmail è nel menu con i tre puntini, alla voce «Mostra originale».
  3. Cerca la riga che comincia con DKIM-Signature. Il valore dopo s= è il selettore, quello dopo d= il dominio che firma: deve essere il tuo.
  4. Scrivi il selettore nel campo dello strumento e premi Controlla.

Nella stessa pagina Gmail mostra anche l’esito di SPF, DKIM e DMARC per quel messaggio: se DMARC è PASS, il mittente è allineato.

Domande frequenti

  • Il controllo è gratuito? Devo registrarmi?

    È gratuito e non serve nessun account. Scrivi il dominio, premi Controlla e leggi il risultato: puoi ripeterlo tutte le volte che vuoi, per esempio dopo aver cambiato un record.

  • Che fine fa il dominio che scrivo?

    Il tuo browser chiede i record DNS pubblici del dominio a Google Public DNS (o a Cloudflare, se Google non risponde), come farebbe un qualsiasi server di posta. Il dominio non passa dai server di Infomail e non lo conserviamo: nelle statistiche del sito registriamo solo che un controllo è stato fatto e con quale esito.

  • Perché non trova il mio DKIM?

    Per leggere una chiave DKIM bisogna conoscere il suo selettore, cioè il nome che le ha dato chi spedisce: non esiste un modo per elencarli tutti. Noi proviamo i selettori più diffusi; se il tuo ha un altro nome, il risultato dice «non trovato» anche se la chiave c’è.

    Il selettore è scritto in ogni email firmata: apri l’originale di un messaggio che hai spedito e cerca s= nella riga DKIM-Signature. Scrivilo nel campo «Selettore DKIM» e ripeti il controllo.

  • Meglio ~all o -all alla fine del record SPF?

    Tutti e due vanno bene. Con -all dichiari che i server non in elenco non sono autorizzati e chi riceve può rifiutare le loro email; con ~all dici che probabilmente non lo sono e chi riceve le accetta guardandole con più sospetto (RFC 7208, §8.4 e §8.5). Da evitare sono ?all, che non dice nulla, e soprattutto +all, che autorizza chiunque.

  • Basta DMARC con p=none?

    Per i requisiti di Google e Yahoo sì: entrambi chiedono un record DMARC con policy almeno none. Ma p=none non protegge il tuo dominio, serve solo a ricevere i rapporti. Il percorso consigliato è leggere i rapporti per qualche settimana, sistemare le fonti di invio che non superano i controlli e poi passare a quarantine e a reject.

  • Quando divento un mittente massivo per Gmail?

    Google considera mittente massivo chi manda circa 5.000 email o più in 24 ore ad account Gmail personali, contando insieme il dominio e i suoi sottodomini. Basta una volta: lo status resta per sempre. Ai mittenti massivi Google chiede SPF e DKIM insieme, DMARC, il mittente allineato e la disiscrizione con un clic.

  • Cosa sono pct e t nel record DMARC?

    Fino alla RFC 7489, pct indicava la percentuale di email a cui applicare la policy. La RFC 9989, pubblicata a maggio 2026, l’ha tolto e ha introdotto t=y per le prove: con t=y chi riceve applica la policy un gradino più in basso. Se il tuo record ha ancora pct, conviene toglierlo.

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