Le email non arrivano su Libero? Dove finiscono e cosa controllare

Gemma esamina con una lente il sigillo di una busta su un nastro di smistamento che divide le lettere tra una cassetta postale, un cassetto e un cesto

Quando le email non arrivano su Libero, di solito sono finite in uno di tre posti: la categoria Offerte della casella, la cartella Spam, oppure sono state rifiutate e ti è tornato un messaggio d’errore. Ognuno ha una causa sua, e capire quale dei tre hai ti evita di riscrivere una newsletter che andava benissimo.

Quanto ti riguarda lo dice la tua lista: conta gli indirizzi @libero.it e @virgilio.it. Un’agenzia viaggi di Lecce che scrive alle stesse famiglie dal 2005, con indirizzi raccolti al banco, ne avrà parecchi.

In Offerte o in Spam

Libero Mail divide la posta in arrivo in categorie, tra cui Principale, Offerte, Ordini e Social. Offerte è tra quelle già attive, e i messaggi commerciali, una newsletter per esempio, possono finire lì. Per chi non apre mai quella scheda è come se non fossero arrivati.

Qui non c’è niente da configurare. Puoi però chiedere ai nuovi iscritti, nell’email di benvenuto, di spostarti in Principale: su Libero si trascina il messaggio sul nome della categoria e si sceglie «Sposta tutti i messaggi», così anche le email future arrivano lì.

Se il cliente che dice «non mi arriva niente» non trova la newsletter in Offerte, la seconda cosa da guardare è la cartella Spam. È lo stesso controllo che suggerisce Libero ai suoi utenti, insieme ai filtri che la persona può aver creato e dimenticato.

Perché l’antispam di Libero ti scarta

L’antispam è attivo su tutte le caselle di Libero e sposta in Spam i messaggi che giudica poco affidabili, insieme a quelli che gli utenti segnalano con «Segnala spam». Il destinatario può riportarti in posta in arrivo con «Non spam», ma lo fa una persona alla volta.

Nella pagina sui falsi positivi Libero aggiunge che, in casi eccezionali, finiscono in Spam anche messaggi buoni, quando il server del mittente non è configurato secondo gli standard di sicurezza internazionali. Gli standard non li nomina; li nomina un’altra pagina, sulla protezione dallo spoofing, cita SPF, DKIM e DMARC per le caselle @libero e @virgilio. Se il tuo dominio non li ha, è uno dei primi controlli da fare: il controllo del dominio ti dice in un minuto quali record ci sono e quali mancano.

Poi c’è un errore classico: la newsletter parte da una piattaforma ma con il mittente negozio@libero.it, perché è l’indirizzo che il negozio usa da sempre. Il 3 novembre 2026 il record DMARC di libero.it aveva la politica p=quarantine, e così quelli di virgilio.it e iol.it (si legge nel DNS, con un comando come dig TXT _dmarc.libero.it). Secondo lo standard DMARC, con quella politica il proprietario del dominio considera sospette le email che usano il suo nome ma non superano il controllo, cioè non sono autenticate per libero.it. Una newsletter firmata @libero.it e spedita da un altro sistema è proprio quel caso, e chi applica DMARC può metterla da parte. Per le campagne serve un indirizzo sul tuo dominio.

Se torna indietro con un errore

Quando un server rifiuta un messaggio risponde con un codice e una spiegazione, di solito in inglese. Libero ha una pagina, scritta per i suoi utenti, con i messaggi d’errore più frequenti. A chi manda newsletter servono soprattutto questi.

MessaggioCosa significaCosa fare
USER UNKNOWN, BAD DESTINATION MAILBOX ADDRESSla casella non esistetogliere l’indirizzo dalla lista
MAILBOX FULLla casella è pienariprovare alla campagna successiva
ROUTING SERVER FAILUREil dominio non esiste o è scritto male, per esempio liberoo.itcorreggere l’indirizzo, se si sa qual è
Errore 451rifiuto temporaneo: mittente sconosciuto o violazione delle regole del serverrallentare e riprovare più tardi
OTHER OR UNDEFINED SECURITY STATUSil messaggio non rispetta le politiche di sicurezzacontrollare l’autenticazione del dominio

Sul 451 Libero dà tre consigli: aspettare e riprovare, togliere i contenuti che possono violare le regole del destinatario, non mandare molte email in poco tempo. Gli indirizzi inesistenti invece vanno tolti e basta: ogni rimbalzo pesa sulla reputazione di chi spedisce.

Velocità e reputazione

Nelle pagine di aiuto di Libero non abbiamo trovato soglie per chi spedisce in grandi volumi, come quella dei 5.000 messaggi al giorno di Google. Nelle condizioni del servizio, però, Italiaonline si riserva di non consegnare i messaggi che arrivano da fonti note di spam presenti nelle liste nere accreditate o che non superano i suoi controlli antispam automatici. Conta la reputazione del mittente. E conta il ritmo, come ricorda il consiglio sul 451.

Su Infomail la velocità di invio la regoliamo noi, provider per provider, compreso il gruppo di Libero e Virgilio. Gli indirizzi IP nuovi partono piano e accelerano guardando gli esiti degli invii, e chi si disiscrive o rimbalza viene escluso da solo dalle campagne successive.

Se la newsletter parte da una casella Libero

Nelle associazioni e nei piccoli studi capita. Libero permette al massimo 50 destinatari per messaggio, contando A, Cc e Ccn, e le stesse condizioni del servizio vietano l’invio massivo di email non richieste, fino alla chiusura della casella per chi fa spam. Trecento soci divisi in sei invii in copia nascosta mettono in gioco la casella con cui rispondi ai soci ogni giorno. Sui limiti delle altre caselle c’è l’articolo su quante email al giorno puoi mandare.

Per l’autenticazione in Infomail, i record da aggiungere al DNS te li indica la guida sul nuovo mittente, e ti assistiamo per la configurazione. Abbonamenti e crediti sono nella pagina dei prezzi; se parti da zero, la guida all’email marketing comincia dalla lista.

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