Inizia l’anno con una strategia di email marketing vincente

Scritto a gennaio 2024, con le regole di allora. Da maggio 2025 anche Microsoft chiede l’autenticazione a chi spedisce molto verso Outlook.com: ne parliamo nell’articolo sulle nuove regole di Outlook.

Gennaio è un buon mese per rimettere in ordine la newsletter: le campagne di Natale sono alle spalle e i numeri dell’anno appena chiuso sono lì da guardare. Una strategia di email marketing che regge tutto l’anno si costruisce con sei mosse, e nel 2024 la prima è quasi obbligata. Se ti serve prima il quadro generale, parti da cos’è l’email marketing e come si comincia.

1. La consegna e le nuove regole di Gmail e Yahoo

Dal 1° febbraio 2024 Gmail chiede a chi scrive ai suoi utenti alcune cose precise, e Yahoo fa lo stesso da febbraio. Le trovi nelle linee guida di Google per i mittenti e nelle indicazioni di Yahoo. In breve:

  1. Il dominio del mittente va autenticato: per tutti basta SPF oppure DKIM. Chi manda circa 5.000 messaggi al giorno o più ad account Gmail personali deve avere SPF e DKIM insieme, più un record DMARC (va bene anche la versione più blanda, p=none).
  2. Il tasso di segnalazioni come spam va tenuto sotto lo 0,10% e non deve mai superare lo 0,30%.
  3. Nelle email promozionali di chi spedisce in grandi volumi servono la disiscrizione con un clic, obbligatoria dal 1° giugno 2024, e un link di disiscrizione visibile nel testo. Le richieste vanno evase entro 48 ore.

In Infomail il link di disiscrizione è già obbligatorio: senza, l’invio viene bloccato. Il DKIM è gratuito per i nuovi domini e per SPF e DMARC ti aiuta il supporto. Più dettagli nell’articolo sulle nuove regole di Gmail e Yahoo.

2. Conosci chi ti legge

Prima di decidere cosa mandare, guarda come ha risposto la lista l’anno scorso. Quali email sono state aperte di più, su quali link hanno cliccato, quando si sono disiscritti. I report di Infomail ti mostrano aperture, clic e dispositivi, e di solito basta un pomeriggio per capire a chi stai scrivendo davvero.

Dei due numeri, fidati di più dei clic: Apple Mail, con la protezione della privacy attiva, scarica le immagini in automatico, e le aperture dei suoi utenti non sono più affidabili.

3. Personalizza le email

Il minimo è il nome del destinatario nel saluto o nell’oggetto. Il passo dopo è mandare a ciascuno quello che gli interessa: se hai diviso i contatti con i tag (chi ha chiesto il listino professionale, chi si è iscritto dal sito, chi ha già comprato in negozio), ogni gruppo riceve la sua versione.

4. Pensala per il telefono

Molti leggeranno la tua email sul telefono. Quindi una colonna sola, testo grande abbastanza da leggerlo senza zoom, immagini leggere e pulsanti abbastanza distanziati da non prendere quello accanto. Progetta prima la versione mobile first e guarda dopo come sta sul computer.

5. Prova e cambia

Con un A/B test mandi due versioni della stessa email a due parti della lista e vedi quale va meglio: a gennaio l’oggetto, a febbraio il pulsante, più avanti l’orario. In Infomail il vincitore si sceglie sulle aperture o sui clic, e per quanto detto sopra i clic sono la scelta più sicura.

6. Il contenuto, prima di tutto

Bill Gates scriveva già nel 1996 che il contenuto è re, e per le newsletter vale ancora. Se mandi solo offerte, prima o poi la gente si disiscrive. Se mandi qualcosa che serve (un consiglio, una novità del settore spiegata bene), aspetta la prossima. Il negozio di biciclette che a marzo manda la checklist per tirare fuori la bici dal garage vende anche la revisione, senza dover gridare lo sconto.

Per scrivere questi contenuti, nel 2024, qui suggerivamo Teriyaki AI, che da allora è uscito di scena. L’AI di oggi sta nell’editor, si attiva su richiesta e prepara bozze da rileggere.

Per il resto, scegli una frequenza che sai tenere, mettila in calendario e rispettala anche nei mesi in cui non hai niente da vendere.

Immagine creata con l’intelligenza artificiale DALL·E.

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